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Letture Incrociate - Poesie : Vivi e vegeti
Inviato da _alessandro_ il 20/5/2008 0:08:43 (1612 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

mangiano mosche
affamate di morte

bevono fango
assetato d'amore

muoiono soli
muti da trent'anni
su una sedia che cammina
o su una panchina
immobili
a fissare il tutto
il niente

mentre alberi
strapperebbero
le loro radici
tu vivi vago
e vegeti inerte




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Jack88
Inviato: 4/6/2008 7:49  Aggiornato: 4/6/2008 7:49
Just popping in
Iscritto: 8/5/2005
Da: Lecce
Inviati: 42
 Re: Vivi e vegeti
ciò che mi arriva è una profonda riflessione sulla vita, dettata forse da una crisi esistenziale in pieno atto. La logica esiste così come il ritmo, nulla da replicare per lo stile.
Ciò che mi domando è: si può vedere davvero la vita in questo modo? Non tutto è trasparenza o finzione, non tutto nasconde una sottintesa voglia di strappare o strapparsi da quello che si ha.
Voglio essere più ottimista, e trovare ancora il senso della vita nel "e vissero felici e contenti" delle fiabe che ci hanno accompagnato da bambini. Sono un illuso? forse.
Complimenti ancora.
a rileggerti
jack88
smoje
Inviato: 6/6/2008 13:29  Aggiornato: 6/6/2008 13:29
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Vivi e vegeti
sai, è un tema che sento molto, sia la loro condizione, sia la nostra indifferenza/impotenza, ma ne ho scritto poco perchè lo trovo difficile da affrontare in versi. in effetti dai tuoi traspare quella rabbia che provo anch'io (mista ad una profonda pietà), ma secondo me mancano un po' di "poesia". ho apprezzato la costruzione lessicale di alcune frasi, qualche gioco di parole e la musicalità di altre, ma nel complesso mi sembra troppo descrittiva, nel senso che lascia poco all'immaginazione del lettore (magari è un bene, per carità, ma è un mio gusto personale).
ah, e se togli "il" prima del "tutto?"
a rileggerti
_alessandro_
Inviato: 8/6/2008 8:10  Aggiornato: 8/6/2008 8:10
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Vivi e vegeti
ringrazio entrambi per aver dedicato un po' del vostro tempo per commentare 'sta cosa... e in effetti proprio di "cosa" vorrei parlare, smoje, sono d'accordo con te sulla mancanza di poesia e al poco spazio lasciato all'immaginazione, sono solo foto di alcune tristi realtà e una denuncia, prima di tutto verso me stesso, all'inerzia indifferente che ci trascina giorno dopo giorno

toglierò "il"... hai ragione!

grazie ancora
ale
babs74
Inviato: 4/7/2008 7:57  Aggiornato: 4/7/2008 7:57
Just popping in
Iscritto: 4/7/2008
Da:
Inviati: 2
 Re: Vivi e vegeti
Mi ha colpito molto questa tua poesia.
Scarna, asciutta, essenziale.
Si capisce il male di vivere
si capisce la solitudine delle nostre sistenze
si caspice la nostra sete di essere senza volersi sforzare
si capisce l'immobilità della nostra vita.
Complimenti mi piace molto
_alessandro_
Inviato: 4/7/2008 8:35  Aggiornato: 4/7/2008 8:35
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Vivi e vegeti
è sempre un piacere ricevere dei complimenti

grazie

ciao
alessandro
proteo
Inviato: 15/7/2008 21:27  Aggiornato: 15/7/2008 21:27
Just popping in
Iscritto: 14/7/2008
Da: Crema
Inviati: 3
 Re: Vivi e vegeti
rendi bene l bisogno di darsi una mossa di cui abbiamo bisogno.mi piace pensare agli alberi incazzosi che si strappano le radici...e magari si tirano anche su le maniche.ciao
Jurgen
Inviato: 13/8/2008 8:29  Aggiornato: 13/8/2008 8:29
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Vivi e vegeti
Il leitmotiv di questa lirica è secondo me il niente, il nulla in tutte le sue forme. Il niente è introdotta dal primo verso con l'idea del "mangiano mosche". Poi, il discorso va a focalizzarsi su un tipo particolare di niente, e cioè il nulla dei rapporti umani, cioè la solitudine. L'immobilità è un'altra forma di a-nulla-mento. E' splendida l'immagine con cui rendi l'idea della prigiona insita nell'immobilità. Una mancanza di movimento così grande ke persino gli alberi "strapperebbero le loro radici": Infine il vivere "Vago" e "inerte" sono metafore del niente, del non-vivere. E' evidente che sia "vivi vago" ke "vegeti inerte" sono due ossimori.
A rileggerti,
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