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Letture Incrociate - Racconti : La Fabbrica dei Ricordi
Inviato da margheghi il 11/5/2008 22:41:38 (1256 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Ricordo poco. Faccio fatica anche solo a ricordare il mio nome…mi sembra Agata Palombo. Penso di chiamarmi così, ma non ne sono sicura. Che cosa strana non ricordo neanche da quando non ricordo, già perché se non ricordo non posso ricordare, logico.
Per avere memoria di quello che mi passa attorno mi trovo a dover appuntare tutto quanto mi succede su piccoli pezzi di carta per poi dimenticarmi anche dove li ho messi.

Una malattia? No, nessuna malattia, solo la vita. Ho vissuto a lungo, così a lungo da non ricordare più neanche da quanto. Ogni tanto rovistando tra i cassetti di casa trovo qualche appunto con scritte delle date, allora riesco ad avere dei punti fermi. Nel 1965 c’ero già! Ma avevo dei ricordi? Non lo so, non ricordo. Buffo?

Sono una donna matura ormai, non anziana, ma matura si. Ogni giorno mi guardo allo specchio per ricordarmi come sono fatta. La cosa bella di questa malattia è che non ricordandomi come ero non sento il peso della vecchiaia che avanza, ogni giorno mi guardo sempre con occhi diversi e nuovi. Però l’età avanza e anche se non mi ricordo il passare del tempo, questo scorre lo stesso.

Non so se ho mai amato qualcuno. Non penso neanche si avere dei figli. Oppure sì. Poco fa è stato a trovarmi un uomo con un bambino piccolo in braccio con degli occhi azzurri come il cielo, questo me lo ricordo. Devo quindi ricordarmi di scrivere che questo me lo ricordo. Almeno so cosa mi sono ricordata e cosa mi devo ricordare.

Casa mia è piena di fotografie, immagino che alcune siano mie, ma non ne sono sicura, ho dovuto catalogarle tutte aggirandomi per casa con uno specchietto, mi guardavo poi guardavo la foto e poi aggiungevo un’etichetta. Nelle immagini dove non mi riconoscevo mettevo un semplice punto di domanda, nella speranza di poter un giorno ricordare chi fosse.

Ricordo poco. Non so se è un bene o un male rispetto a quelli che ricordano. I ricordi possono essere pesanti da sopportare, ma almeno danno la consapevolezza di aver vissuto. Io non avendone non so se ho vissuto, non ricordando neanche la mia età, è come se non fossi mai nata. Già è come se io non avessi un tempo. I ricordi misuratori del tempo che passa. Più ricordi uno ha, più ha vissuto e se non ne ha? Non ha vissuto? Mi guardo allo specchio, i segni sul mio volto tradiscono una certa abitudine alla vita, eppure non ricordo nulla.

La vita. Ogni tanto ci penso. E se non avessi mai vissuto e se fossi solo una proiezione? In fondo non ricordo nulla. Per quanto ne so tutto attorno a me potrebbe essere solo un’idea. Per me conta solo il presente, ma si sa che il presente è tale in funzione del passato che invece è, ma se io non ho passato come posso dire di essere?

La morte. Ogni tanto ci penso. Cosa mi succederà, avrò la coscienza di morire? Però se non ho la coscienza di aver vissuto in teoria non dovrei avere neanche la sensazione di morire. Meglio, non mi piacerebbe l’idea di essere sepolta, magari viva per un errore dei medici e mangiata dai vermi come “Re Orso” di Boito. Potrei farmi cremare…sì, questa mi sembra una buona idea. Bisogna che me lo scriva da qualche parte così me lo ricordo. Anzì scriverò di ricordarmi di scrivere che voglio essere cremata sullo specchio in ingresso così non mi dimentico di dove ho messo il biglietto. Sarebbe poco carino marcire sotto terra, eppoi io odio i cattivi odori e l’umido.
Suona la porta, strano non ricordavo di aspettare qualcuno, ma tanto io non ricordo mai nulla.

“Ciao mamma, come stai oggi? Meglio? Mettiti il cappotto che ti porto alla Fabbrica dei ricordi per il live up date annuale. Vedrai che poi starai meglio e ti ricorderai tutto di nuovo”.




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Autore Albero
strammaio
Inviato: 12/5/2008 11:16  Aggiornato: 12/5/2008 11:16
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
Allora, innanzitutto ti dico che mi piace l'idea base, anche se ci sono delle contraddizioni interne, che penso siano da rivedere (come fa qualcuno che non ricorda niente di niente a citare un libro, un film, una frase? come fa a dire "ogni tanto ci penso"? non dovrebbe ricordarsene!).
Trovo che l'uso della punteggiatura non sia sempre corretto/efficace.
Il finale mi lascia interdetta: non l'ho trovato immediatamente godibile... (forse perchè sono un pò di coccio e non l'ho capito!), però poi ci ho ripensato e se il senso che volevi dare alla chiusa finale è che ormai ci stiamo tutti robotizzando/lobotomizzando allora perchè hai "stravolto" la mia lettura/impressione e l'hai arricchita.

Ti consiglio di rivedere la punteggiatura e di ovviare alle contraddizioni logiche interne al testo e poi... di lasciarlo andare a quaklche concorso...Hai visto mai che incontra qualche bel premio!!!

ciao
margheghi
Inviato: 15/5/2008 14:06  Aggiornato: 15/5/2008 14:06
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
Grazie per il commento.

Lo rileggerò con attenzione e seguirò i tuoi consigli.

Se mai parteciperò a qualche concorso te lo farò sapere.
senza
Inviato: 17/5/2008 18:45  Aggiornato: 17/5/2008 18:45
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
ricordo non ricordo questo lo ricordo ricordo ricordo ricordo ricordo
non so se ho contato bene, ma nella tua breve pagine il verbo ricordare compare 23 volte. un po' eccessivo? ridondante? superfluo?
cos'è questa fabbrica dei ricordi? una specie di Matrix in cui impiantano la sensazione di una vita? una cura contro l'oblio senile? solo un nome che suonava bene?
a parte il fatto che una che non ricorda niente non parlerebbe così, non lo troverebbe buffo ma si sentirebbe spaesata ( sopratutto non farebbe nessuna citazione ) se volevi parlare del tempo di come cancella i ricordi e con essa la vita, potevi scrivere un trattato pseudo filosofico, sarebbe di certo venuto meglio.
margheghi
Inviato: 18/5/2008 9:52  Aggiornato: 18/5/2008 9:52
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
Ciao Senza,

non riesco a capire cosa ti ha dato così fastidio. Sono una persona che le critiche le ascolta e che cerca di migliorarsi, ma nel tuo commento altre alle "critiche" (l'ho ripetuto apposta) ho avvertito un tono innervosito e infastidito, quindi mi chiedo cosa ti ha urtato da renderti così acido/a?
Ci proverò nel trasformare il mio racconto in un trattato ...come lo hai definito?... pseudo filosofico? probabilmente, sempre come dici tu, mi verrebbe meglio e chissà mai che tu non possa trovarlo l'ottavo dei pilastri della saggezza (e qui ho fatto anche una citazione, anche se gli originali sono sette).

Comunque grazie...terrò conto dei tuoi suggerimenti, ma è difficile togliere la vecchia abitudine dell'essere ridondante e ripetitiva, ci proverò così non ti farò più innervosire. Posso solo aggiungere che per fortuna non siamo obbligati a leggere quello che non ci piace.

Spero tu non te la prenda per la mia risposta. Non ho contestato la critica - ben venga soprattutto se costruttiva - ma la modalità e la gratuità del commento sul trattato pseudo filosifico...
senza
Inviato: 18/5/2008 12:08  Aggiornato: 18/5/2008 12:08
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
il mio commento non era acido ma serio. ed ero serissima quando dicevo che a farne un trattato pseudo ( pseudo perchè non credo che non molti di ozoz possano ritenere di far Filosofia ) filosofico ci avrebbe guadagnato.
boriosi
Inviato: 18/5/2008 15:47  Aggiornato: 18/5/2008 15:47
Quite a regular
Iscritto: 19/5/2005
Da:
Inviati: 154
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
Non capisco davvero come si possa criticare un racconto di così bella fattura. Certo, vista la brevità del racconto, non si può certo definire una prova di scrittura. Ma da quello che si intravede in queste righe hai davvero grandi motivi per continuare a scrivere. Brava. Complimenti vivissimi.
chaoz
Inviato: 19/5/2008 20:51  Aggiornato: 19/5/2008 20:51
Just popping in
Iscritto: 10/4/2006
Da:
Inviati: 24
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
Non è male, ma credo ci siano alcune cose che rendono "disarmonica" la lettura.
La citazione sul finale per esempio, mi lascia perplesso visto che è fatta da una persona che "non ricorda"; anche se, a mio avviso, possa essere anche considerata una licenza narrativa ma va smussata, non so se mi spiego. Messa giù cosi, stona un po' troppo.

la chiosa poi, credo che sia troppo brusca; difficilmente apprezzabile dal punto di vista estetico.

Infine, io credo che un due-tre concetti chiave andassero sviluppati maggiormente; del paragrafo il cui inizio consta di "Ricordo poco", mi sarebbe piaciuto leggere di più. Quest'ultima critica è squisitamente personale, lo capisco, ma credo che il paragrafo di cui parlo sarebbe potuto essere emblematico dell'idea alla base del testo stesso se sviluppato maggiormente, tutto questo, sempre se ho colto il vero spirito del racconto.

Un saluto.
doxa
Inviato: 31/5/2008 17:50  Aggiornato: 31/5/2008 17:50
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
Vorrei solo dire che ho trovato il racconto molto buono sin dalla frase iniziale. Mi piace come si sviluppa, il personaggio che si intuisce nella sua nebulosità e a cui si indirizza l'immediata curiosità del lettore. Mi piace anche la sua brevità, l'atmosfera rarefatta e la chiusa volutamente 'fantascientifica', vagamente inquietante: la possibilità di venire manipolati, di avere persino ricordi non nostri, indotti. Una descrizione di una terza età possibile in un mondo tecnologico e futuro in cui anche le memorie potrebbero venire standardizzate.
cesaremimmi
Inviato: 23/6/2008 12:58  Aggiornato: 23/6/2008 17:32
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
lo spaesamento iniziale a me non dispiace per niente. E non sento ripetizioni. Infatti, se colui che parla si sentisse come l'autore vuol farci capire che si sente, non farebbe che ripetersi. Con balbettii e puntini di sospensione, anche, come chi ha smarrito ogni punto di riferimento. Soggiace al testo la paura che è di ogni individuo, di esistere senza lasciare traccia di sé. In questo senso credo che l'autore godrebbe il recente Ultima chiamata di Céline Curiol ( nottetempo ed. )
edwarner
Inviato: 5/7/2008 7:05  Aggiornato: 5/7/2008 7:05
Just popping in
Iscritto: 5/7/2008
Da:
Inviati: 2
 Re: La Fabbrica dei Ricordi
CIao margheghi!
..che la soluzione stia nel fare il live update tre/quattro volte l'anno?
Dai scherzi a parte, a mio modesto parere la peculiarità del tuo racconto si trova nell'ossimoro "coscienza senza memoria". Dico ossimoro naturalmente perchè chi sia dotato di sana coscienza è giocoforza che abbia memoria a lungo e breve termine di ciò che fa o ha fatto nella vita. Siccome la protagonista del racconto non ha malattie, semplicemente è cosciente ma non ricorda nulla, ciò destabilizza il lettore.
Ne sovverte la logicità (umana).

Essendo io un estimatore di ossimori, destabilizzazione e decontestualizzazioni alla Magritte (se ami l'arte lo conoscerai sicuramente), tendo a dare al tuo racconto un senso surreale e surrealista.

Per il resto occhio alla scrittura, consulta sinonimi e contrari e via!!!
ancora ciao e complimenti per l'idea generale!
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