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Letture Incrociate - Racconti : Ancora con i buchi
Inviato da poacher il 29/4/2008 11:27:04 (1546 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

“Tu non vieni?”, mi sorride Eleonora da dietro gli occhiali, i capelli lisci staccati dalla testa inclinata.
Salvo il file sul computer, punto le mani contro gli angoli del tavolo e spingo me e la sedia lontano dalla scrivania, poi scavalco un paio di ceste piene di campioni, giro attorno al tavolo e la seguo.


Alle scrivanie sono rimasti i computer vuoti, con figli e mariti incollati sul desktop, e con i post-it sporgenti dai lati dello schermo come delle orecchie.
Eleonora spinge sul maniglione antipanico che dà sul magazzino, e i capelli lisci ondeggiano compatti in avanti, poi di nuovo indietro. Le lunghe file di ceste impilate di campioni sono lì al loro posto, sulla destra, mentre poco più avanti una massa animata di colleghi si sgretola e si riaggruma poco lontano, in corrispondenza di alcuni scatoloni.

Davanti alla vetrina di quel negozio io e Paolo passavamo tutti i giorni: si trovava sulla strada tra casa mia e casa sua. Lui guardava i modelli per decidere cosa si sarebbe fatto comprare, io restavo a guardare le luci, i manichini e i nomi dei marchi di cui tutti parlavano, negli anni ’80: Levi's, El Charro, Americanino. Poi entrava in casa, si svaccava nella poltrona marrone, con un piede ciondolante oltre il bracciolo; accendeva lo stereo col telecomando e sfilacciava i bordi della tovaglia all’uncinetto che immerlettava la tavola rotonda accanto a lui.
Quando il padre arrivava, poggiava il gomito sul bracciolo opposto a quello su cui stava facendo dondolare il piede, ci buttava la testa e poi lanciava la sua richiesta per i soldi per i pantaloni appena visti in vetrina: 80 mila lire.
Paolo chiedeva sempre soldi.
Una volta la madre mi chiese come facessi ad andare a scuola. Risposi che prendevo l’autobus, e che avevo l’abbonamento.
Si girò imbronciata verso Paolo, che aveva preso a girarle in tondo come quando ne aveva combinata una, e gli chiese se non potesse prendere anche lui l’abbonamento, invece di comprare i biglietti tutti i giorni. A Paolo piaceva farle grosse. Ma gli piaceva anche raccontare a chi aveva davanti come l’aveva fatto fesso. E continuando a girarle intorno, le disse che lui aveva già un abbonamento, che lo comprava a metà prezzo da un suo compagno di classe: i genitori glielo compravano ogni mese, ma lui non lo usava per via del motorino. Le sopracciglia della madre si alzavano sempre di più ad ogni sua sillaba, e credo che se avesse detto un’altra frase probabilmente avrebbero sorpassato la linea dei capelli.
Non sarei mai riuscita a ingannare mia madre. Probabilmente perché non potevo.
Paolo sollevava le spalle e le scrollava a farti contemplare la sua arguzia, e oramai era fatto, che potevi dirgli?
“Io non capisco.”, esordiva dopo una sfuriata del padre sui suoi raggiri. “Prende 5 milioni al mese, di che cosa si preoccupa? C’è gente che vive con 800.000 lire al mese!”
Abbassavo gli occhi. Io ero quella gente. I primi Levi's me li sono comprati su una bancarella al mercato a 20 anni. Ma non perché mia madre mi abbia mai negato niente.
Una volta le piagnucolai che non mi comprava mai quello che volevo. Stavamo camminando su un marciapiede di Piazza Bologna, era buio, ma i negozi erano aperti, e ci eravamo appena fermate a guardare un negozio che vendeva jeans, e io mi ero innamorata di una minigonna jeans. Ma avevo amato in silenzio, sperando che lei capisse. Come avrei fatto da lì in poi con gli uomini. E come gli uomini, neanche lei capì. Mi aveva trascinato lontano dai neon e da quei mucchi di jeans e mini-jeans e riportato per strada, al buio, con il mio sogno che mi moriva dentro. E allora glielo dissi: “Tu non mi compri mai quello che voglio.”
Mia madre aveva una giacchetta sintetica celeste che le ricordavo indosso da anni, forse da sempre. Sembrava così sottile. Chissà se la scaldava.
Si fermo, nella sua giacchettina celeste, in mezzo al marciapiede, mi prese per un braccio e mi chiese con le pupille dilatate cosa mi avesse mai negato. Ci pensai, ci pensai per diversi giorni. Non mi aveva mai negato niente. Lo sapevo che non mi avrebbe negato niente, se glielo avessi chiesto.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
leobloom
Inviato: 29/4/2008 15:00  Aggiornato: 29/4/2008 15:00
Home away from home
Iscritto: 18/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 509
 Re: Ancora con i buchi
Il racconto anche se privo di particolari espedienti musicali si lascia leggere con molta facilità. L'incipit è molto interessante e sinceramente fa venire voglia di sapere quel "tu non vieni?" a cosa si riferisce.

Interessante anche il dare dell'antipatico ad un maniglione di una porta.

Poi c'è uno stacco che catapulta il lettore dal presente ad un passato, ma questo avviene in modo eccessivamente netto che inizialmente rende difficile capire cosa sia quella vetrina, dato che fino a poche righe sopra si parlava di un ambiente dove le vetrine non sembravano esistere. aggiusterei questo pezzo per rendere il flashback della protagonista più lineare.

La fase di ritorno dal passato al presente è anche qui netta, ma con una differenza fondamentale: la chiusura del flashback con la frase "Fu la prima e l’ultima volta che andai a casa sua" aiuta notevolmente il lettore a comprendere lo sbalzo temporale.

La protagonista è sinceramente un personaggio che viene subito in simpatia ed è molto facile comprendere il suo disagio in una società dove l'apparenza è tutto. eppure quella ragazza dopo aver sopportato sul collo questo malessere, è riuscita nella difficile impresa di vincerlo, già vincerlo con l'ironia. Ironia evidente già quando osservava la compagna di classe figa e il suo rossore sulla faccia, ma molto più palese e maturo nella risposta data al cliente cinese.

Un racconto che mi piaciuto leggere. bravo/a.

Autore Albero
vajmax
Inviato: 29/4/2008 17:44  Aggiornato: 29/4/2008 17:44
Just popping in
Iscritto: 23/4/2008
Da:
Inviati: 40
 Re: Ancora con i buchi
Che vuoi che sia la buccia quando il frutto dentro è pregiatissimo come hai mostrato che è? Un saluto di estrema simpatia che è ancora poco per voler essere, come vuole, un omaggio alle tue capacità singolarmente speciali.

Autore Albero
travel-v
Inviato: 1/5/2008 0:23  Aggiornato: 1/5/2008 0:23
Just popping in
Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Ancora con i buchi
Io ho avuto difficoltà a capire l'inizio, come ti hanno già fatto notare rivedrei la descrizione iniziale per far si che sia più chiaro. Complimenti vivissimi per l'ironia direi malinconica che ha accompagnato tutto il testo, personalmente apprezzo questo tuo modo di scrivere tantissimo anche se forse in alcuni tratti rischi un pò l'autocommiserazione. Comunque, a parte qualche piccolo errore di battitura di cui ti sarai sicuramente accorta, e qualche sbavatura (es. è preferibile fare un abbonamento), sciocchezzuole da poco insomma, brava e ancora brava! Racconto interessante, molto attuale e che dovrebbe far riflettere. Una cosa mi affascina e mi incuriosice, la protagonista è felice? A rileggerti presto spero

Autore Albero
boriosi
Inviato: 3/5/2008 22:46  Aggiornato: 3/5/2008 22:46
Quite a regular
Iscritto: 19/5/2005
Da:
Inviati: 154
 Re: Ancora con i buchi
Un racconto davvero bellissimo e originale, come non ne leggevo da tempo. Sono affascinato dal tuo modo di scrivere, che invidio e vorrei possedere. Malinconia e ironia si mescolano all'improvviso e, al tempo stesso, si confondono. Bravissimo, ti faccio i miei complimenti. Non mi meraviglierei se tra qualche tempo trovassi un tuo libro pubblicato da qualche importante casa editrice. Ciao, e complimenti ancora.

Rispondi Autore Inviato
 Re: Ancora con i buchi strammaio 7/5/2008 11:59

Autore Albero
masai
Inviato: 7/5/2008 14:17  Aggiornato: 7/5/2008 14:17
Just popping in
Iscritto: 29/1/2008
Da:
Inviati: 16
 Re: Ancora con i buchi
Sì, è vero che l'inizio è un pò macchinoso...ma non condiziona in alcun modo il racconto.
Quello che hai scritto è carico. Carico di emozioni, di suggestioni, carico di ricordi che appartengono all'immaginario comune.
E' questo che a mio parere rende il testo speciale, come speciale è l'atmosfera che lo avvolge. La tua auto ironia ha quel retrogusto malinconico che lascia indeciso il lettore...che quasi non sa se sorridere o commuoversi...e questo è bellissimo.
Complimenti davvero

Autore Albero
giosp
Inviato: 6/6/2008 9:36  Aggiornato: 6/6/2008 9:36
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Ancora con i buchi
Mi allineo ai commenti che hai già ricevuto. Mi chiedo inoltre i ruoli che Paolo ed Eleonora hanno nella storia, soprattutto perché loro hanno un nome quando tutti gli altri personaggi non ce l'hanno.

Autore Albero
ciommo82
Inviato: 18/6/2008 20:50  Aggiornato: 18/6/2008 20:50
Just popping in
Iscritto: 18/6/2008
Da:
Inviati: 2
 Re: Ancora con i buchi
semplicemento perfetto nella forma, uno stile impeccabile e scorrevole come uno scroscio d'acqua di rubinetto. con questo racconto ho fatto un tuffo nel passato rivivendo emozioni che solo chi ha avuto genitori onesti, che fanno i salti mortali da una vita per arrivare allafine del mese, può capire.
poacher, sei una grande

Autore Albero
cesaremimmi
Inviato: 23/6/2008 15:37  Aggiornato: 23/6/2008 15:37
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: Ancora con i buchi
Tutta la parte centrale, quella del vestiario, e di come lo portavi, è stupenda. Io mi fermerei a questa, togliendo l'incipit ( comincerei da: Davanti alla vetrina del negozio, etc, evitando il cambio di tempo verbale) e l'explicit ( cioè concluderei con: Fu la prima e l'ultima volta che andai a casa sua)

Autore Albero
poacher
Inviato: 8/7/2008 11:42  Aggiornato: 8/7/2008 11:42
Just popping in
Iscritto: 3/12/2005
Da:
Inviati: 13
 Re: Ancora con i buchi
Grazie a tutti per i commenti e per le notazioni, che ho letto con gran piacere e su cui continuo a meditare. Ne farò tesoro per le prossime scritture. Grazie anche per gli incoraggiamenti e per le belle parole, siete veramente cari!

Sono consapevole che lo stacco faccia sentire improvvisamente orfani e crei un senso di disagio nei lettori, ma mi sembra (o meglio, spero) che con la ripresa finale si chiarisca tutto, anche se con un po’ più di fatica da parte del lettore rispetto a una struttura lineare.

Ho il sospetto di non essere stata chiara nella parte del cliente cinese. I campioni delle scarpe hanno dei fori sulla suola, praticati per rendere il prodotto non vendibile e farlo passare in dogana appunto come campione. Le paia regalate in azienda sono dei campioni, per cui hanno questi fori sotto la suola. Mi sembra di capire che questa parte non è chiara, vero?

Leobloom (Leopold Bloom?): purtroppo non ho avuto quel colpo di genio. Il maniglione era più comunemente antipanico. Però grazie per la notazione: mi sprona a pensare ad accostamenti meno scontati.
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