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Letture Incrociate - Racconti : Si può volare
Inviato da _alessandro_ il 27/4/2008 14:35:11 (1883 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Robertina avvertiva vibrazioni negative nell’aria soffocante dell’abitacolo, erano provocate indubbiamente dal nervosismo di suo padre. Erano usciti di corsa da casa per andare a scuola. Lui fumava e sudava e ogni tanto imprecava contro qualche altra formica.


Nei quarantacinque minuti trascorsi tra smog, clacson isterici, asfissiante odore di sigaretta e parolacce, Robertina non disse una parola, guardò fuori dal finestrino per tutto il tragitto restando quasi in apnea, respirando quel poco che bastava per non morire. Ebbe soltanto il coraggio di chiedergli che mettesse la sua canzone preferita, quella in inglese, la numero dodici, di cui capiva solo poche parole, le più comuni, ma che le piaceva molto. Suo padre le aveva insegnato a distinguere i vari strumenti. Le diceva “ascolta Robi… questa è la batteria e… questa… aspetta, aspetta, ora attacca… ecco, questa è la chitarra” e ancora “lo senti? questo è il basso… ascolta com’è bello!”, mentre con la mano non impegnata nella guida dirigeva un’orchestra invisibile quanto improbabile. Malgrado il muro spesso trent’anni che separava rendendo opposte le loro visioni del mondo intorno, adorava suo padre e le piaceva anche il suono del suo nome, Giuliano. Le sarebbe piaciuto assomigliargli almeno un po’ da grande, ma nei momenti no non riusciva neanche a guardarlo in faccia. E quello era un momento decisamente no.
“Ora torno a casa e prendo la moto per andare al lavoro!” pensò ad alta voce Giuliano distrattamente.
Robertina sentì una fitta nel petto. Perché non siamo usciti direttamente in moto? Perché non ci ha pensato? Eppure lui lo sapeva benissimo che le sarebbe sembrato un giorno di festa. Aveva solo quattro anni e mezzo quando l’estate precedente, contro tutto e contro tutti, l’aveva fatta salire per la prima volta in moto e da quella volta se la portava sempre dietro quando poteva. Perché? Domande impazzite scalciavano e le affollavano la testolina dai riccioli chiari, e si mordeva la lingua per non sputarle fuori. Gli occhi galleggiarono in specchi di trasparente acqua verde.
Giuliano scese dalla macchina e aprì lo sportello posteriore per lasciar scendere Robertina, le prese la mano e attraversarono. Con occhi spenti le raccomandò meccanicamente di fare la brava, le diede un bacio stanco, salutò la maestra e in fretta scappò via. Un’altra abbondante mezz’ora e fu a casa. Dovette rilavarsi e cambiarsi la camicia. Uscì volando letteralmente per strada senza indossare il casco. Desiderò che piovesse senza conoscerne la ragione.
Aveva detto a sua moglie che quel giorno non sarebbe rientrato per il pranzo, avrebbe dovuto sbrigare diverse cose e poi sarebbe andato a mangiare qualcosa al volo in un bar. Giunto all’incrocio di via del Carmine una strana forza improvvisa lo costrinse a svoltare a sinistra e imboccare l’antica salita in pietra che conduce in quella zona collinare agreste del paese tanto frequentata da ragazzino nei pomeriggi estivi fra un anno scolastico e l’altro. Sentì il volto cominciare a distendersi, i muscoli rilassarsi, si accorse che fino a quel momento era stato un monolito di carne e sangue rappreso e che adesso quel grumo si stava sciogliendo, ogni singola parte riprendeva la propria identità. I pensieri cominciarono a defluire cavalcando le onde del tempo, esplorando le grotte della memoria, sfidando fantasmi e scheletri, lottando contro rimorsi e scansando accuratamente rimpianti. In un lampo ricordi antichi di vent’anni gli riempirono la testa, gli occhi, le gambe e le braccia attraversando la schiena, graffiandola. L’odore mieloso del gelsomino di fine aprile lo penetrò con violenza e lo stordì. Ricordava quei luoghi come avvolti da un incantesimo.

Piccoli vigneti, aranceti, alberi di ciliegie da saccheggiare insieme ai compagni di sempre, muri da scavalcare, proprietà da violare, cacciatori da disturbare, le loro auto da rigare, corse insensate, risate ingenue, interminabili stremanti pseudo partite di pallone, ginocchia e gomiti da sbucciare, pensieri leggeri che trasportano in alto le menti, i corpi, dando vita ad un unico corpo, una sola anima, un solo respiro. Ma soprattutto c’è lui, colui che tutto può, sotto le cui braccia ci si può rifugiare, si medita, si ignora, si ozia, si mangia, si beve, si dorme, si legge, si fanno progetti, si affondano sogni, si osserva il mondo senza lasciarsi vedere, lo si critica, lo si attacca, impotenti ma tenaci. Lui, un carrubo con infiniti anni alle spalle, un albero ciclopico a forma di semi palla, un semi mondo in cui entrare e da cui non voler più uscire. Le sue fronde accarezzano la terra arsa dall’impietoso sole agostano e nessun raggio riesce a penetrarne la folta chioma, scudo amico. Rami giganti a circa un metro dalla base del tronco consentono l’inizio semplice dell’arrampicata, altri meno massicci ma ugualmente robusti aiutano ad aggrapparsi per salire più su, dimenticando il resto, lasciandosi tutto sotto i piedi. Pochi metri più ad est, l’infinito: il fianco della collina scende al mare senza remore. Sotto le braccia di colui che tutto può, questo è il nome di un universo fatto di terra, di legno, di linfa e di aria pulita, un luogo vergine, un mondo sconosciuto dal mondo conosciuto. I più impavidi riescono a scalare il mostro buono fino al suo punto più alto e a far uscire la testa per ammirare muti la lontana scogliera in basso. Si può volare.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
vajmax
Inviato: 27/4/2008 17:02  Aggiornato: 27/4/2008 17:02
Just popping in
Iscritto: 23/4/2008
Da:
Inviati: 40
 Re: Si può volare
Ciao Alessandro.
È, per me, uno strano racconto che non chiude il cerchio che ha deciso di aprire, ritornando su se stesso, ma si allontana in una dimensione slegata dalla normalità quotidiana del padre protagonista, influenzandola con un misterioso legame che lo induce a una umanità quasi dimenticata. È come se s'intuisse il bisogno d'infanzia, forse in te che scrivi, che consiglia di considerare l'infanzia dimenticata. Non mi piace troppo il dilungarsi nel catalogare elementi, ma capisco che sia parte del tuo stile incalzante che segue l'emozione d'urgenza del personaggio principale della storia. Infine, ma non è per moltissimi altri un difetto, non mi piacciono le troppe descrizioni nel raccontare anche se, essendo un appassionato della botanica, amo condividere la conoscenza della vegetazione che prepara alla relazione intima col mondo dell'intelligenza diretta, che sa riconoscere la luce senza possedere occhi. Un saluto
boriosi
Inviato: 3/5/2008 22:51  Aggiornato: 3/5/2008 22:51
Quite a regular
Iscritto: 19/5/2005
Da:
Inviati: 154
 Re: Si può volare
Questo racconto mi è piaciuto davvero moltissimo, si, moltissimo. Che dirti, la tua scrittura sa conquistare, sei padrone del mezzo, per così dire. Un po' ti invidio, a me piacerebbe scrivere così. Bravo, bravo davvero. Ciao.
sempreverde
Inviato: 4/5/2008 17:40  Aggiornato: 4/5/2008 17:40
Just popping in
Iscritto: 21/9/2007
Da:
Inviati: 14
 Re: Si può volare
Ciao Alessandro,
devo dirti che in complesso giudico il racconto positivo anche se ci sono delle parti da migliorare. Anche secondo me ci sono dei punti dove l'abbondanza di particolari rende difficile lo scorrere della lettura, però devo dire che mi sono piaciute le sensazioni che trasmetti. Le ultime tre righe mi piacciono molto e sono convinto che con queste riesci a riscattare i punti difficili da leggere di cui parlavo prima e mi piace pensare quanto Robertina possa essere contenta in quel momento.
ciao!!!!
_alessandro_
Inviato: 5/5/2008 7:35  Aggiornato: 5/5/2008 15:12
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Si può volare
sono d'accordo sui punti prolissi, neanche a me piace molto leggerli... però mi piace tanto scriverli, che ci posso fare?

grazie a tutti per aver letto, commentato e gradito

alessandro
doxa
Inviato: 6/5/2008 14:31  Aggiornato: 6/5/2008 14:31
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Si può volare
il racconto è molto ben scritto. La tematica della ricerca del tempo perduto ha una forte presa. Peccato che, secondo me, si diluisca in troppi particolari e percorsi che tentano l'occhio a saltare alla riga successiva. Perde un po' di ritmo: tutto qui. La parte finale , nella soluzione, stacca forse affrettatamente dal tono lento ed elegiaco precedente.
_alessandro_
Inviato: 6/5/2008 15:26  Aggiornato: 6/5/2008 15:26
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Si può volare
sì, come già detto mi sono divertito a "viaggiare"...

sulla fine, credo invece che l'accelerazione improvvisa dia una svolta decisiva e conclusiva al racconto (ma che faccio? mi commento da solo?)

grazie per averlo letto

alessandro
cesaremimmi
Inviato: 7/7/2008 8:06  Aggiornato: 7/7/2008 8:06
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: Si può volare
ricordo un simile viaggio in moto - dal punto di vista della bambina/figlia ( La vacanza, di Dacia Maraini? ). Ecco.. se posso dire: l'unica cosa che chiarirei è chi è o sia l'io narrante: dato che è il padre/motociclista/che è stato giovane/ presso quell'albero, lascerei parlare lui senza dare voce alla bambina ( cioè evitando che a narrare sia lei, come sembra all'inizio del racconto ). Il cambio di prospettiva infatti - secondo me - disorienta il lettore. Fatta questa debita modifica, il racconto fluirebbe senz'altro meglio.
Flamio
Inviato: 7/7/2008 9:03  Aggiornato: 7/7/2008 9:03
Not too shy to talk
Iscritto: 6/6/2004
Da: Roma
Inviati: 79
 Re: Si può volare
Ma lo sai che è proprio bello questo racconto? Lo dico con un pò di imbarazzo, ma mi sono emozionato, mescolando i ricordi di Giuliano ai miei. Anche io mediamente non è che gradisca le descrizioni prolisse, ma ti devo dire che in questo caso, non mi sono pesate per niente, credo grazie al buon ritmo che il racconto mantiene. L'unica pecca, la trovo nel titolo: non avrei mai letto il corpo se mi fossi basato solo sulla testa. Comunque complimentoni, ma d'altra parte uno col nome bello come il tuo, non può che fare grandi cose...

Ciao, da Alessandro
_alessandro_
Inviato: 13/7/2008 22:36  Aggiornato: 13/7/2008 22:44
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Si può volare
a cesaremimmi: non conosco quel libro, lo comprerò certamente; io narrante? beh, in effetti avrei dovuto essere solo "io" il narrante e nessun altro!

flamio: grazie alessandro! ah... il titolo! fosse per me lascerei tutte le cose che scrivo senza titolo, io odio i titoli! è così difficile a volte trovare quello giusto, sapessi quante volte l'ho cambiato questo; solo una volta mi è capitato di scrivere prima il titolo e poi il testo e qualcuno poi mi ha detto "che cagata 'sta poesia! ...però ha un bel titolo, sai!?"

grazie ancora

ciao
alessandro
mieik
Inviato: 14/7/2008 8:21  Aggiornato: 14/4/2013 14:04
Just popping in
Iscritto: 13/7/2008
Da:
Inviati: 10
 Re: Si può volare
,h
_alessandro_
Inviato: 14/7/2008 13:01  Aggiornato: 14/7/2008 13:01
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Si può volare
ben detto!
Fran
Inviato: 19/11/2008 13:34  Aggiornato: 19/11/2008 13:37
Just popping in
Iscritto: 3/11/2008
Da:
Inviati: 13
 Re: Si può volare
ciao!
il racconto mi pare ben scritto. si vede che sei bravo e che hai della grandi potenzialita'. Il senso del racconto e' molto bello, sopratutto la conclusione. Riportare la bambina, diciamo cosi', in scena crea un effetto di redenzione misto amore che mi piace proprio! detto questo farei alcune modifiche:

1. Rendere il racconto un po` piu` snello aiuta una lettura piu` fluida e aiuta il lettore ad apprezzare meglio il finale.

2. Capisco o meglio sento abbastanza chiaramente cio' che vuoi esprimere. Il problema pero` e` che perdendoti nella descrizione di sensazioni, si crea un universo di percezione non molto chiaro "Piccoli vigneti, aranceti, alberi di ciliegie da saccheggiare insieme ai compagni di sempre, muri da scavalcare, proprietà da violare, cacciatori da disturbare, le loro auto da rigare, corse insensate, risate ingenue, interminabili stremanti pseudo partite di pallone, ginocchia e gomiti da sbucciare" Forse i ricordi sono proprio un accozzaglia di immagini. In ogni modo, focalizzare l`attenzione su alcune esperienze precise piuttosto che su molte aiuta il lettore a percepire meglio il mondo di nostalgici vissuti che hai creato.

Basta! complimenti e continuero' a leggerti!
Fran
_alessandro_
Inviato: 19/11/2008 16:35  Aggiornato: 19/11/2008 16:35
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Si può volare
beh, che dire... grazie Fran!!!

mi fa immenso piacere che tu ti sia un po' appassionato
alle mie creazioni e ti ringrazio per la tua opinione

spero di non deluderti
alessandro
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