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Letture Incrociate - Poesie : Eri padre
Inviato da smoje il 6/4/2008 13:37:21 (1570 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

Sarebbe facile ora
ma io ti avevo già perdonato.
Perché sui tuoi legni intrecciati
sul mare di mali

c’era posto per tutti
ma su quelli sul colle
soltanto per te.
Perché dietro a quel muro
eri bello. e ridevi.
Il fatto è che il muro
l’hai iniziato da solo
e non poteva
che crescere.
Ed ora si è fatto di marmo.
E perché la vita
prima di prenderla a morsi
l’hai data anche a me




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
senza
Inviato: 10/4/2008 17:20  Aggiornato: 10/4/2008 17:20
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Eri padre
questa poesia è brutta
credo che tu, più che metterlo in versi, dovresti fare un discorso a qualcuno ( comunque potrei struttarla per far capire qualcosa ai miei )
bettarn37
Inviato: 10/4/2008 22:09  Aggiornato: 10/4/2008 22:09
Just popping in
Iscritto: 17/3/2008
Da: roma
Inviati: 20
 Re: Eri padre
beh, ho letto il commento che mi precede, e non amo entrare nel personale. Certamente questa poesia trasmette rancore, rimpianto. Si sente il peso di un vuoto che vorrebbe essere colmato, e la richiesta, perchè il vuoto morde. Umanamente mi ha molto toccata, ma, e spero che non ti offenderai, visto che è solo un'opinione, non mi è piaciuta come l'hai scritta.
Se il suo senso è però quello che è arrivato a me, non fa nulla: hai raggiunto il tuo scopo!
A presto
Betta
smoje
Inviato: 11/4/2008 14:09  Aggiornato: 11/4/2008 14:09
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
senza voler difendere i miei versi (è una cosa che odio, anzi spesso a me piacciono meno che agli altri), siamo al solito discorso: che una poesia "non mi piace" lo accetto da tutti, che una poesia "è brutta", da pochissimi.
ah, e se è scritta all'imperfetto (anche il titolo), forse vuol far intendere che la persona a cui fare il discorso non c'è più
MicheleSpi
Inviato: 13/4/2008 17:38  Aggiornato: 13/4/2008 18:02
Just can't stay away
Iscritto: 5/9/2006
Da:
Inviati: 252
 Re: Eri padre
Ciao Smoje,

la frase più bella della poesia per me è lì dove dici

" perchè dietro a quel muro eri bello. e ridevi. ";

anche la punteggiatura invita a fermarsi..

in queste parole m'è arrivato quel qualcosa che tu volevi trasmettere, quella tua atmosfera fatta di dolore e amore m'è arrivata, quel qualcosa di speciale del rapporto padre figlio, fatto di sguardi e di detto e non detto, eppur dietro a quel muro...

La costruzione è semplice e ciò la rende molto scorrevole e diretta, penetrante; infatti c'è una frase iniziale e poi la sua spiegazione con diversi " perchè " e " il fatto è "...

C'è la " spiegazione " del primo " perchè " che non riesco a capire ma in caso contrario non sarebbe poesia..

Avverto ancora tanto dolore nelle tue parole, per quell' " eri padre " che " ora si è fatto marmo ", eppur anche in questa poesia dimostri come nel tuo cuore è padre.

Grazie delle emozioni.
fiorderica
Inviato: 15/4/2008 17:27  Aggiornato: 15/4/2008 17:29
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Eri padre
Versi di riconoscimento dell'amore reciproco, quello fra padre e figlio, che va oltre la morte. Nemmeno un muro di silenzi e incomprensioni o la lapide funebre possono soffocarlo o distruggerlo.

Ho apprezzato il tuo lessico semplice ed immediato, le tue metafore che sottolineano il tuo dolore e il tuo rimpianto.

Ancor di più ho apprezzato la chiusa...
"E perché la vita
prima di prenderla a morsi
l’hai data anche a me"
qui vi leggo la tua dolce gratitudine per il tuo genitore.

Hai ragione, Smoje, una poesia può piacere o no, molto dipende dalla disponibilità del lettore a dedicarle un po' di attenzione.
Tranquillo, non è affatto brutta!

A rileggerti con piacere

fior
senza
Inviato: 16/4/2008 16:22  Aggiornato: 16/4/2008 16:22
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Eri padre
avevo interpretato l'imperfetto come il simbolo di una frattura così profonda da non voler considerare padre il padre.
certo, la poesia per me è brutta, e l'aggettivo, come dice Aristotele, sta nelle persone e non nelle cose
smoje
Inviato: 17/4/2008 8:55  Aggiornato: 17/4/2008 8:55
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
il che significa che neanche tu sei un granchè?
senza
Inviato: 17/4/2008 10:49  Aggiornato: 17/4/2008 10:49
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Eri padre
....mar caspio!
leobloom
Inviato: 17/4/2008 13:39  Aggiornato: 17/4/2008 13:39
Home away from home
Iscritto: 18/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 509
 Re: Eri padre
beh tanto semplice questa poesia non lo è. In alcuni tratti appare decisamente ermetica, alcune figure posso essere viste solo da chi ha realmente visto e non da chi ascolta semplicemente la voce di chi tramanda il ricordo.

"Sarebbe facile ora / ma io ti avevo già perdonato" è un inizio interessante. in questi due versi ci leggo l'esternazione di chi si trova di fronte la morte (in questo caso di un padre), mentre la morte richiede quel perdono per i peccati e le colpe della vita, ma questa richiesta risulta inutile poichè il perdono è già stato concesso, prima, quando la morte doveva fare ancora la sua comparsa.

"Perché sui tuoi legni intrecciati / sul mare di mali / c’era posto per tutti / ma su quelli sul colle / soltanto per te" questi versi mi sono decisamente oscuri. ecco una di quelle immagini non facilmente recepibili così come sono state poste. I primi due versi posso stare a simboleggiare una zattera (ma il perchè del mare di mali mi è decisamente ignoto). Il seguito è ancora meno intercettabile dalla mia mente, il legni sul colle potrebbero essere una croce, ma questa è solo una misera intuizione.

Poi mi perdo e non riesco veramente a coglierne il senso: sono ricordi? questo può essere. e poi il muro, cos'è questo muro? un simbolo? probabile. ma simbolo di cosa? dell'esistenza? di un'esistenza solitaria?

"Ed ora si è fatto di marmo" questo verso potrebbe incoraggiare la mia idea che il muro sia il simbolo dell'esistenza, un esistenza che ora è divenuta marmo, immobile monumento funerario. la morta.

Gli ultimi tre versi sono abbastanza chiari.

Se devo dire che mi abbia impressionato, beh questo non lo posso dire. troppo intimistica e troppo distante dal mio sentire, ma se devo dire non sia scritta bene, questo non lo posso dire: ottima musicalità e figure anche se ostiche comunque interessanti.
smoje
Inviato: 17/4/2008 14:14  Aggiornato: 17/4/2008 14:14
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
Grazie Leo.
Si, una zattera. Perchè mio padre era medico, e, nonostante i suoi errori, ha letteralmente salvato molte vite, a chiunque ne avesse bisogno, e ancora molti sconosciuti mi ringraziano.
Si, una croce. Perchè, per gli errori di cui sopra, ne ha dovuta portare una per anni, da solo. E pesava.
Il muro era la distanza da chi lo guardava, e vuole significare che per vedere come era veramente (o come era stato) si sarebbe dovuto andare oltre l'apparenza e pochi (magari giustamente) lo facevano.
E purtroppo questa distanza aumentava, inesorabilmente. E infine...il marmo.
Complimenti per le intuizioni, sul serio, e se non ti è piaciuta, fa nientee, nessuno è perfetto
Malatesta
Inviato: 18/4/2008 14:09  Aggiornato: 18/4/2008 14:09
Just popping in
Iscritto: 19/11/2006
Da:
Inviati: 36
 Re: Eri padre
allora smoje che dire... é risaputo che nei processi riguardanti la letteratura molto spesso si va dalla dissacrazione (dalla derisone oserei dire) fino alla rivalutazione completa, anche se occorre del tempo. Dico questo perchè ho letto i vari commenti e dissento totalmente coi primi. A parte che non si può dire che un'opera d'arte è brutta, perchè è un modo superficiale d'intendere un qualcosa che è di per sè complesso in quanto creazione, ma poi a maggior ragione non si può motivare questo giudizio trincerandosi dietro la semplicità del modo in cui è stata scritta, perchè questo a mio modesto parere è un pregio ulteriore e non un motivo di disgusto. Poi, certo, dipende anche da come intendiamo la poesia e da come intendiamo noi stessi, se ci vediamo chiusi nelle nostre torri d'avorio a poetare ciò che la gente non capirà mai, allora la poesia non è fatta per te e forse nemmeno per me, ma se siamo qui per mettere in versi le nostre emozioni, per lasciarle a qualcuno, per condivederle allora io dico che questa è una poesia. é una bella poesia. o dovrei dire mi piace? l'unica cosa che posso contestarti è di averla spiegata per filo e per segno perchè questo mi ha tolto, per modo di dire, una parte di signicati che io le avevo attribuito. e questo, certamente lo sai meglio di me, non si deve mai fare. é il lettore che da i significati, il poeta il suo lo tiene per sè anche perchè è coinvolto. e quando uno è coinvolto non è mai pienamente lucido, nemmeno su quanto ha scritto lui stesso...un saluto
leobloom
Inviato: 19/4/2008 16:10  Aggiornato: 19/4/2008 16:10
Home away from home
Iscritto: 18/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 509
 Re: Eri padre
Scusate se mi trovo costretto a rispondere in questo luogo a quanto detto da Malatesta, ma non posso esimermi.

beh Malatesta non condivido la tesi che un'opera d'arte non può essere definita brutta. il dire è brutto o è bello nasce dal sentire univoco di chi riceve il messaggio proposto dall'opera d'arte. il gusto è relativo e dissimile di persona in persona. se l'arte deve essere di per sé bella e non criticabile, allora l'arte diviene un sistema di comunicazione stagnante. il bello è un sentimento che non può essere assoluto e se ritorniamo a questo concetto gli artisti si ritroveranno nuovamente su di una "torre d'avorio", solo che quelle torri sono crollate da un pezzo e non resterebbe che sedersi su di un mucchio di cenere. le creazioni non sono tutte belle e il diritto di lasciare che gli altri dicano che quello che abbiamo generato dal nostro cerebro sia orrendo non può essere occultato. loro sentono questo e il sentire, l'interpretare non può essere mai banale. il sentire un messaggio è alla base del gusto personale e se noi tentassimo di monopolizzare un sentimento estetico su di un altro saremmo dei dittatori che impongono la loro visione delle cose. il risultato di questo sarebbe che l'arte non avrebbe più ascoltatori.

Un esempio: se io sapessi che leggendo una tua poesia, io risulterei impossibilitato dall'esprimere il mio dissenso per quello che tu hai scritto, io non la leggerei.
Malatesta
Inviato: 19/4/2008 21:56  Aggiornato: 19/4/2008 21:56
Just popping in
Iscritto: 19/11/2006
Da:
Inviati: 36
 Re: Eri padre
caro leobloom, non credevo di aver detto qualcosa di così scandaloso da costringerti ad una replica ardita...comunque come vedi, se rileggerai attentamente quello che hai scritto, noterai che siamo d'accordo. tu rivendichi il diritto di poter dire che un'opera è bella o brutta secondo il tuo gusto personale, quindi invochi la relatività del giudizio, cioè "per me è bella" e "per me è brutta". dire soltanto "è brutta" è un assoluto che contrasta con il principio di relatività da te espresso, è un giudizio autoritario e resta tale se non lo si personalizza. tu l'hai personalizzato e quindi come vedi siamo d'accordo...
smoje
Inviato: 23/4/2008 8:36  Aggiornato: 23/4/2008 8:36
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
Rispondo prima a Leo. Sono d'accordo in linea di massima con quello che dici, però...se accettiamo il tuo pensiero che un'opera d'arte possa definirsi brutta (e di primo acchitto mi verrebbe da accettarlo), poi dobbiamo anche stabilire chi si possa arrogare il diritto di dirlo, e con quali criteri. Faccio un esempio. Se un ragazzo si trova davanti a Guernica e dice "non mi piace" è giudicato come? immaturo? impreparato? Però ne ha tutto il diritto. Ma se dice invece "questo quadro è brutto" si sente rispondere anche "e chi sei tu per dirlo?", no? E comunque quel quadro non diventerà brutto perchè è stato giudicato tale da x persone. Se invece lo stesso giudizio lo dà un preparatissimo e imparzialissimo critico (o più di uno), adducendo come motivazioni, che ne so, lo spessore del tratto, l'approssimazione nell'uso delle ombre, il contesto storico, ecc, come la mettiamo? Diventa brutto? E se non ci piace "Il codice da Vinci" per ovvi motivi, ma vende milioni di copie, è brutto? Quindi se il metro di giudizio non può essere il consenso popolare nè il giudizio personale, e visto che di parametri obiettivi (parlando di opere d'arte) non ce ne possono essere, come (e chi) si può dire che un'opera d'arte è brutta? Ai posteri...
Poi veniamo all'argomento in questione, cioè la mia opera d'arte in oggetto
Son d'accordo Malatesta (che poi era anche il mio cognome prima che il mio umbro tris-trisavolo lo cambiasse in seguito a un voto), "spiegare" una poesia è una cosa da non fare, assolutamente errata, però ero contentissimo del fatto che quei concetti che avevo voluto esprimere, ma in modo un po' criptico, fossero arrivati al buon Leo, sia perchè mi ha fatto piacere che abbia letto non fermandosi alla superficie, sia per il fatto stesso di essere riuscito a condividere qualcosa di molto personale facendolo a modo mio, con le parole che volevo io e senza palesarlo troppo. Questo però mi ha fatto venire voglia di chiarirgli i dubbi che gli erano rimasti (qui si potrebbe aprire una discussione sul fatto che i dubbi li si debba far venire, piuttosto che toglierli, anzi mi vengono in mente almeno altre due discussioni che si potrebbero aprire, ma forse non è il luogo adatto...). Quindi prometto di non farlo più e ringrazio ancora Leo, e anche te.
bài bài
leobloom
Inviato: 23/4/2008 9:41  Aggiornato: 23/4/2008 9:41
Home away from home
Iscritto: 18/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 509
 Re: Eri padre
Allora Smoje, io non sostengo il fatto che un giudizio (o più giudizi) possano diventare il giudizio. se un ragazzo di fronte a Guernica dice "è brutto", questo è solo il giudizio di quella persona e questo giudizio è totalmente confutabile, come anche il giudizio di un critico. se unanimamente un'opera d'arte viene considerata bellissima, io rivendico solo la possibilità di non riconoscermi in quel giudizio, non ho pretese che il mio giudizio diventi un canone per altri. il bello e il brutto sono soggettivi e non giudizi di massa. porto un esempio: quando era in vita benedetto croce, carducci era considerato un vero e proprio dio della poesia, poichè il croce lo considerava tale e questo giudizio era considerato come quello della collettività. dopo la morte del filosofo c'è stato un processo di rivalutazione dell'opera del carducci, che ha portato vari critici a confutare il parere e la prassi di prima. prima questi critici non si esprimevano in questo modo sul carducci solo perchè l'autorità culturale di benedetto croce non l'avrebbe permesso. ora il carducci è un dio della poesia? per croce si, per quelli che l'hanno seguito no. quale dei due è il giudizio? a mio personale avviso nessuno dei due, poichè un opera è soggetta all'emotività e alla sensibilità individuale. ogni opera concede delle sensazioni e queste sensazioni vengono captate dall'interlocutore e nel modo in cui vengono interpretate ne nasce il giudizio. uniformarsi al giudizio critico, senza possederne uno proprio è segno di debolezza. un'opera d'arte può essere bella o brutta, ma mai in modo assoluto, sempre e solo in modo relativo.
smoje
Inviato: 23/4/2008 10:14  Aggiornato: 23/4/2008 10:14
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
Appunto, credo proprio che siamo tutti e tre d'accordo, diciamo la stessa cosa, o quanto meno la vediamo allo stesso modo. (Infatti ammiro molto Croce, e invece non mi piace molto Carducci...forse la strada è quella di convincere un filosofo, ora ci provo con Sgalambro )
Nera
Inviato: 24/4/2008 14:10  Aggiornato: 24/4/2008 14:10
Just popping in
Iscritto: 23/4/2008
Da: Roma
Inviati: 10
 Re: Eri padre
Ciao Smoje,
Non è semplice scrivere ad un padre che non c’è più. Ammiro la necessità di una spiegazione, si sente l’amore nella tue parole.
Trovo l'incipit bello e importantei dove il tempo carnefice viene vinto dalla generosità del perdono

Sarebbe facile ora
ma io ti avevo già perdonato


E riporto questa parte che fa male:

Il fatto è che il muro
l’hai iniziato da solo
e non poteva
che crescere.

Dove l’impotenza e l’immutabilità prendono il sopravvento.
Forse cambierei la forma poetica di questi versi, ma ognuno di noi ha il suo modo.
Non so se avrò il coraggio di far leggere anche io su mio padre. Ci proverò con il tuo esempio.

Sono nuova in questo forum e non è semplice iniziare a commentare..

Un saluto e un grazie per la lettura
isicreative
Inviato: 30/4/2008 16:02  Aggiornato: 30/4/2008 16:02
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Iscritto: 30/4/2008
Da:
Inviati: 2
 Re: Eri padre
rapporto padre/figlio raccontato con un simbolismo di elevata fattura.L'ho riletta con attenzione : mi è piaciuta.
smoje
Inviato: 6/5/2008 7:08  Aggiornato: 6/5/2008 7:08
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
grazie, isicreative. wow, simbolismo di elevata fattura... mi piace
crissi
Inviato: 11/8/2008 23:27  Aggiornato: 11/8/2008 23:27
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Iscritto: 7/8/2008
Da: città di mare
Inviati: 36
 Re: Eri padre
ho letto solo i primi messaggi poi visto che ce ne sono centomila mi sono fermata. Dunque... sicuramente ti scoccierà sentirti dire che dovresti cambiar qualcosa...ci si innamora delle ns poesie ... comunque se elimini un pò
di su/sul ... rilrggendola..ti dirò, mi piace.
Ora leggo i restanti 997 commenti e mi faccio 2 risate. Scusa ho divagato un pò ciao Christina
satine85
Inviato: 26/9/2008 16:44  Aggiornato: 26/9/2008 16:44
Not too shy to talk
Iscritto: 5/10/2006
Da: Campobasso/Potenza
Inviati: 94
 Re: Eri padre
Salve Smoje è la seconda volta che commento una tua poesia. E' una tra le poche che commento in generale su Ozoz.
Questa mi è entrata subito dentro, un po' per la bellezza e la musicalità delle parole, un po' perché da vicino mi tocca.
Ed è anche la seconda volta che ti dico che io ne ho scritto una con lo stesso tema, forse è per questo che decido di commentartela ogni volta.

Complimenti. Je suis touchée.
smoje
Inviato: 28/9/2008 14:59  Aggiornato: 28/9/2008 14:59
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
apperò, era da primad ell'estate che non aprivo questa pagina, e avevo dimenticato tutti i commenti. colgo l'occasione per ringraziare crissi, probabilmente hai ragione tu, quei tre "su" sono cacofonichi, ma purtroppo penso che questa sarà una delle pochissime mie poesie che non modificherò, neanche una virgola.
ah, grazie anche a satine, sono contentissimo dei tuoi commenti, anzi fai una cosa, commentamele tutte (solo se positivi, ovviamente), ma smettila di copiarmiiiiii
bài bài
crissi
Inviato: 28/9/2008 21:40  Aggiornato: 28/9/2008 21:40
Just popping in
Iscritto: 7/8/2008
Da: città di mare
Inviati: 36
 Re: Eri padre
e fai bene a non cambiare perchè ora, a distanza
di tempo, l'ho riletta e m'ha dato una sensazione
bella come se fossi anch'io affezionata alla poesia
insomma non so se mi sono spiegata, forse no.
smoje
Inviato: 29/9/2008 7:43  Aggiornato: 29/9/2008 7:43
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: Eri padre
ho riletto quanto ho scritto ieri, e visto che sono sicuro che nessuno di voi mi crederà se dirò che cacofonichi è un errore di battitura, purtroppo devo abbandonare il sito, la mia città e forse questa vita terrena.
addio
crissi
Inviato: 29/9/2008 9:53  Aggiornato: 29/9/2008 9:53
Just popping in
Iscritto: 7/8/2008
Da: città di mare
Inviati: 36
 Re: Eri padre
ma "do vai"? io non c'ho fatto neanche caso a
quell'errore, a volte conta solo la sostanza, tranquillo
se ne leggono di cose.....
suncity
Inviato: 21/10/2008 12:58  Aggiornato: 21/10/2008 12:58
Quite a regular
Iscritto: 24/7/2007
Da: Terni
Inviati: 122
 Re: Eri padre
Bella poesia, bel coraggio ad affrontare un argomento tanto personale, io non riuscirei a scrivere di mio padre, anche se non è morto (forse un pò è come se lo fosse). Sui, sul, su, sul, cacofoneggiano là in mezzo e questa è l'unica critica che ti si possa fare, in questa poesia condivido perfino la punteggiatura e il dovuto, ma non eccessivo ermetismo.
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