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Letture Incrociate - Racconti : Quel giovedì pomeriggio
Inviato da cagomega3 il 24/4/2008 13:11:36 (1563 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti



Il carmen del giorno era il XXI contraddistinto da un metro particolare, il trimetro giambico scazonte, nome foriero di grosse cretinerie con i compagni di classe.
Quando iniziai a leggere la signorina Mazzei era un po’ irrigidita.


“ misèr catùlle dèsinàs inèptìre
Et quòd vidès perìsse pèrditùm dùcas

Va bene professoressa?”

Nessuna risposta. Il mio mastino aveva gli occhi fissi sul libro e stringeva forte tra l’indice e il medio la matita bicolore. Cercai di sdrammatizzare:
“ Ho sbagliato il trimetro scazonte, prof? Le ultime due sillabe sono un po’ truffaldine con quel cambio di ritmo… Mi scusi, riprovo subito..”
Ma mi accorsi che non si trattava di un errore di metrica e che probabilmente il mio mastino non mi stava neanche ascoltando.

Dopo qualche altro secondo sospeso tra il suo silenzio ed il mio imbarazzo, la signorina Mazzei pianse. Iniziò senza accorgersene per trovarsi costretta poco dopo, in balia dei suoi stessi singhiozzi, a schiacciare il viso contro le due pagine del libro di latino.
Completamente impietrito dalla violenza della sua esplosione emotiva provai a capire che cosa avesse potuto causarla. Mi sforzai per qualche secondo senza successo ed in effetti non lo seppi mai con esattezza; adesso immagino che la sua passione non consumata fosse marcita presto, schiacciata dai soffitti alti delle case di Prati. Ma imparai questa lezione solo qualche anno dopo aver metabolizato il ritmo bizzarro del verso scazonte di Catullo.

Optai incoscientemente per un rimedio a breve termine. Mi costò fatica, ma mi allungai verso la signorina Mazzei, le presi la mano e la strinsi forte, fingendomi l’unica persona che avrebbe potuto capirne la disperazione. Le regalai per pochi minuti l’illusione di quel contatto umano vero e profondo di cui aveva bisogno, come se avessi potuto, dal basso dei miei diciassette anni, farmi carico di tutti i suoi pesi e di tutte le sue compressioni.
Le strinsi così forte la mano che dopo qualche attimo il mio mastino smise di piangere.
Alzò la testa, la signorina Mazzei. Per pochi secondi i suoi occhi rossi e bagnati incrociarono i miei, nascosti dagli occhiali di celluloide. In quei pochi secondi tutto ciò che era fuori da quella stanza cessò di esistere.

“Scusa, Paolo, scusa… puoi continuare con Catullo..”
obbedii.

La lezione si trascinò per un’altra ora. Catullo oramai non era più nelle mie corde e mi incartai parecchio nella traduzione, ma il mastino non me lo fece pesare troppo. Ci congedammo con uno sguardo intenso. Avremmo dovuto dimenticare tutti e due quelle lacrime, senza il bisogno di parlarne ancora.

Uscii da quel portone un passo più lontano dalla mia infanzia e salii al volo sul 913. Quel giovedì durante il viaggio di ritorno non terminai la mia lettura del Corriere dello sport.
Il mio quattro, anche grazie all’aiuto del mio mastino e agli insegnamenti di quel giovedì, si trasformò in un sette alla fine dell’anno.




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Autore Albero
gatto
Inviato: 24/4/2008 14:04  Aggiornato: 24/4/2008 14:04
Just popping in
Iscritto: 22/4/2008
Da:
Inviati: 10
 Re: Quel giovedì pomeriggio
Il mastino, pur essendo feroce, ha pur sempre un padrone, e che padrone!
travel-v
Inviato: 24/4/2008 17:00  Aggiornato: 24/4/2008 17:00
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Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Quel giovedì pomeriggio
Bella la narrazione, complimenti! L'unico consiglio che posso darti è quello di rivedere un pò l'uso de "il mio mastino". Secondo me ci sta la prima volta, per introdurre il personaggio della prof. (e quanti mastini abbiamo avuto tutti quanti durante le scuole...), ma poi si fa un pò pesante, anche perchè nel racconto la figura della prof assume sfumature diverse, mentre tu continui a chiamarla "il mio mastino", non so, stona parecchio e, ripeto, diventa pesante dopo la seconda volta. Per il resto il racconto scorre bene, bravo!
vajmax
Inviato: 24/4/2008 17:07  Aggiornato: 24/4/2008 17:07
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Iscritto: 23/4/2008
Da:
Inviati: 40
 Re: Quel giovedì pomeriggio
Il tuo racconto mi ha riportato in superficie ricordi strani quanto il tuo, riguardo alle ripetizioni che m'infliggeva un professore di Matematica (materia che odiavo), e che aveva un tic da non crederci: diceva continuamente "Ohh be'". Quando sostenni l'esame a settembre dal precedente quattro passai al sette, ma dicevo anch'io: ohh be', ma solo quando facevo i calcoli. Talvolta lo dico anche ora che son passati quarant'anni da allora, ma ci voleva la tua storia a ricordarmene la ragione.
La tua storia è sicuramente molto più recente, perché allora non c'erano Filippini rapidi a sedersi. L'elemento dissonante del tuo racconto c'è, e sta tutto nell'impossibilità di consolarsi leggendo, sul Corriere dello Sport, della Roma...
cagomega3
Inviato: 25/4/2008 9:27  Aggiornato: 25/4/2008 9:27
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Iscritto: 9/2/2008
Da:
Inviati: 17
 Re: Quel giovedì pomeriggio
@travel-v: la tua è un'obiezione sensatissima. quando posso ci rimetto mano er trovare qualche altro sinonimo.

@max: il concetto del tempo in realtà è un po' distorto qui. io sono ancora moderatamente lontano dai 30 e non ho figli... è come se il racconto lo avessi scritto nel futuro. La storia poi è assolutamente inventata (anche se "ispirata" dalla realtà). Ma l'ho idealmente collocata a metà anni 90, quando i filippini c'erano e la Roma di Mazzone con Balbo e Fonseca tutto sommato qualche soddisfazione riusciva a darmela.

grazie comunque a tutti per il tempo speso a leggere...
bettarn37
Inviato: 25/4/2008 13:55  Aggiornato: 25/4/2008 13:55
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Iscritto: 17/3/2008
Da: roma
Inviati: 20
 Re: Quel giovedì pomeriggio
a me è piaciuto! non ho trovato la ripetizione del mastino troppo pesante... secondo me è scritto bene, fluido, attento, senza troppi fronzoli (sarà che io non li amo...). L'ho letto con piacere, e anche a me hai evocati ricordi del liceo e di una Roma che dava soddisfazioni!
A rileggerti!
Betta
strammaio
Inviato: 26/4/2008 8:43  Aggiornato: 26/4/2008 8:44
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Quel giovedì pomeriggio
Ciao cagomega3 (visto il tuo nick...meglio scriverlo per intero!!!),
trovo il tuo racconto simpatico ma anche io concordo con chi ti ha fatto notare che la ripetizione del mastino è fuori luogo, e per gli stessi motivi.
Inoltre mi permetto di rilevare un paio di errori logici nelle frasi:
1)"il calcio aveva occupato la mia testa molto più di quanto avrebbe dovuto farlo la scuola, con ovvie conseguenze negative sul mio rendimento". nella mia testa il calcio aveva occupato molto più spazio della scuola: o ho capito male?

2) "Una tortura ai limiti della sostenibilità, da cui mi rifugiavo ripensando"... da cui fuggivo...?

poi manca la a dopo "“Un fidanzatina ce l’hai?".
e secondo me manca anche un percettibile segno della consapevolezza del ragazzo alla luce della nuova "esperienza avuta"... come è maturato? dici che lo è ma dalle azioni non sembra.

Spero che la mia "critica" ti sia utile. Voleva essere costruttiva!
ciao
cagomega3
Inviato: 28/4/2008 6:27  Aggiornato: 29/4/2008 6:00
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Iscritto: 9/2/2008
Da:
Inviati: 17
 Re: Quel giovedì pomeriggio
@bettarn37: grazie !

@strammaio: grazie per le critiche, tutte costruttive. se le prendessi male non avrebbe senso cercare di pubblicare qui i miei racconti.
l'unica su cui non concordo è la più sostanziale, cioè l'ultima. la crescita del protagonista l'ho volontariamente fatta rimanere implicita.
masai
Inviato: 30/4/2008 10:31  Aggiornato: 30/4/2008 10:31
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Iscritto: 29/1/2008
Da:
Inviati: 16
 Re: Quel giovedì pomeriggio
Ciao, inizio col dire che hai una bella scrittura, ricca di termini e ricerca, e il tuo racconto in linea di massima mi è piaciuto.
Vabè, facciamo che tralascio i complimenti per farti qualche appunto ....che poi è ciò che serve per migliorare no?
Il testo in sè mi sembra più una prova di scrittura che un racconto vero e proprio. Sbaglio? Non è che succeda un granchè...
Inoltre, dopo che all'inizio hai intavolato il testo su un dialogo padre-figlia, credo tu te ne sia un pò scordato...mi spiego, l'impronta con cui è scritto il racconto non mi sembra molto colloquiale e sicuramente è poco adatta ad un discorso fatto dal padre alla figlia, è troppo poco fluente, poco assimilabile al parlato, troppo letterario..
Un'altra cosa che ho notato poi è che tendi a caricare troppo alcune frasi...è un errore che ho fatto spesso anch'io.
Cerca di usare meno parole possibile per esprimere un concetto, risulterà più comprensibile e accompagnerà meglio la lettura..

Oh, è solo un parere personale, il mio intento è di darti qualche spunto, non di criticarti.
Detto ciò....continua a scrivere!
Ciao, a rileggerti.
cagomega3
Inviato: 30/4/2008 11:57  Aggiornato: 30/4/2008 11:57
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Iscritto: 9/2/2008
Da:
Inviati: 17
 Re: Quel giovedì pomeriggio
@masai: grazie per i complimenti, innanzitutto. come ho già scritto a Strammaio, poi, postando i miei scritti qui è ovvio che mi aspetti dei consigli. quindi grazie anche per gli appunti.

- non sono d'accordo sul fatto che racconti poco. secondo me una storia c'è, anche se l'accento è posto più sul lato emotivo.

- ho usato il racconto padre-figlia solo come espediente, senza pensare allo stile. su questo avrei potuto lavorare di più.

- ho cercato di caricare di più le frasi su cui mi sembrava opportuno mettere un accento. ma certamente, essendo alle primissime armi, l'ho fatto in modo un po' maldestro.

grazie ancora per il tuotempo e per il commento.
giosp
Inviato: 4/6/2008 8:18  Aggiornato: 4/6/2008 8:18
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Quel giovedì pomeriggio
È una buona scrittura, fluente a parte qualche punto in cui, come già ti è stato segnalato, carichi troppo.
Ho dubbi invece sull'uso dell'espediente della figlia. Non capisco la necessità di passare dal 4 della figlia al 4 tuo per raccontare poi una storia che coi voti non ha nulla a che fare. La trama che sviluppi non ha bisogno dell'espediente di cui sopra (e, come ti è già stato segnalato, che ti rivolgi alla figlia si disperde fra le righe), penso che puoi tranquillamente tagliarlo.
poacher
Inviato: 8/7/2008 11:40  Aggiornato: 8/7/2008 11:40
Just popping in
Iscritto: 3/12/2005
Da:
Inviati: 13
 Re: Quel giovedì pomeriggio
Bello il racconto, molto delicato.
Ottima la battuta iniziale, buono l’impianto del racconto, solido e ben strutturato.
Il racconto è scorrevole nello stile, emozionante nei contenuti.
Interessante l’uso di alcune immagini, come l’essere “lontano dalla marcatura del nonno” e il “sorriso in formalina”. Potresti provare a lavorare di più su altre immagini, come “i misteri del greco antico” e “il mastino”.
Una piccola osservazione: visto che si tratta di un racconto alla figlia, avrei tolto la D eufonica per “il nonno deluso eD alterato” e “tra il mio il silenzio eD il mio imbarazzo”, per avvicinarmi di più al linguaggio parlato, che tende a ometterla.
Un’inezia: ti è scappata una zeta in “metabolizato”. Ma qui è solo labor limae.

Che emozione ritrovare i Carmina...
Chi non ha sospirato sul cuore infranto di Catullo (e di riflesso sul proprio)?

...fulsere quondam candidi tibi soles,
cum ventitabas quo puella ducebat
amata nobis quantum amabitur nulla...

Grazie per la storia!
cesaremimmi
Inviato: 5/10/2009 14:22  Aggiornato: 5/10/2009 14:22
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: Quel giovedì pomeriggio
un racconto che fila benissimo, come un orologio o una bicicletta ben oliati. lavori per immagini, come un cineasta della parola: il tram 913, i filippini, l'uscio numero 44, le narici piene dell'odore di canfora, il registratore ingoiato, gli occhiali spinti sul naso, la gonna sotto al ginocchio etc.: in questo modo tutto diventa più visibile, e riconoscibile. concordo con giosp sull'espediente della figlia di cui non c'è ( o non si sente) il bisogno; mi sembra tuttavia l'unica incertezza.
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