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Letture Incrociate - Racconti : Un'altra notte
Inviato da Vale_freedom il 2/3/2008 13:00:36 (1272 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Era tutto buio, un buio pesto e assoluto. I lampioni arancioni che illuminavano la via principale erano lontani, le loro luci smorzate dall’oscurità, che era opprimente come una cosa viva.


Non si riusciva a distinguere nulla. Eppure, lui riusciva a vedere chiaramente. I suoi occhi brillavano sinistramente nell’oscurità, splendenti e inquietanti. Erano abituati a quel buio, resi avvezzi al fumoso nero della città da decine di notti come quelle, che si susseguivano nel passato sempre uguali, fotogrammi su fotogrammi di buio.
Era appostato in un angolo del vicolo, mimetizzato nel buio, nell’immobilità più assoluta. Non produceva un suono, nemmeno il fruscio del suo respiro era distinguibile; era parte delle ombre della notte. Assolutamente indistinguibile nel buio, se anche qualcuno fosse riuscito a notarlo avrebbe pensato che dormisse, uno fra i tanti che facevano dei vicoli sporchi delle città la loro casa. Invece, non dormiva affatto, anzi. Era attento e più vigile che mai, le orecchie tese a captare ogni minimo brusio e i muscoli pronti a scattare. Ascoltava la notte, ne aspirava l’odore con le narici dilatate. L’adrenalina, causata dall’eccitazione della caccia, gli scorreva nelle vene, gli faceva battere il cuore. Ma manteneva la calma, il rigido controllo della mente e dei sensi.
Oltre ad insegnargli la pazienza, gli anni di esperienza gli avevano affinato al massimo le percezioni, al punto che nessuno poteva competere con lui. Sentiva, vedeva, odorava, come nessun altro era in grado di fare. Era l’arma perfetta: la sopravvivenza si era nutrita di sé stessa e del sangue. Più diventava bravo a sopravvivere, più ciò diventava necessario; e più ciò diventava necessario, più diventava bravo. Uno spaventoso circolo vizioso, un gioco morboso di morte e vita, attesa e fame di sangue. In palio, c’era ben più di quello che ad un uomo comune poteva sembrare: c’era il tutto. Quello che per lui era tutto. E se lo giocava ogni giorno.
Se avesse voluto scegliere, ci sarebbero state un’infinità di possibilità. Erano così in tanti, vicini a lui, pressoché ciechi al suo confronto e beatamente ignari del pericolo. Li poteva sentire ad uno ad uno, i loro piccoli rumori, le loro vite che scorrevano…Ma lui cercava quello giusto, quello che voleva, quello che gli avrebbe dato il gusto della sfida. Se fosse stato necessario, sarebbe stato capace di attendere anche tutta la notte. Nella stessa posizione rigida e immota, da cacciatore.
Invece, non servì. Ne sentì l’odore quasi prima di vederlo, dopo soltanto pochi minuti. Lui. Assurdamente grosso, tanto di quel grasso e sangue…era il momento di mettersi alla prova, un’altra volta. Il suo cuore accelerò i battiti, l’adrenalina aumentò, ma lui rimase ancora fermo, ancora in attesa. Il controllo. L’immobilità. Ecco, si avvicinava. Ora!
Liberò i suoi muscoli tesi e scattò sulla preda inerme.

Nell’angolo buio di un vicolo, un gatto ghermì un grosso topo. Lo morse, lo uccise, lo mangiò. Gli altri topi continuarono a vivere, ignari nel loro brusio. Un’altra notte passata, un'altra mano vinta al gioco della sopravvivenza.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
strammaio
Inviato: 4/3/2008 14:38  Aggiornato: 4/3/2008 14:38
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Un'altra notte
Il tentativo di creare attesa e "mistero" secondo me fallisce poichè insisti troppo sul concetto di buio (o meglio ripeti troppo e a distanza ravvicinata la parola Buio) e reiteri avverbi pesanti (secondo capoverso) che risultano sgradevoli.
La descrizione del gatto è fatta da un uomo... mi spiego: secondo me non sei riuscita a entrare a fondo nella "psicologia" felina. e' vero che avresti rischiato di "scoprire" il gioco ma il rischio in cui sei incappata è il restare alla superficie.
Apprezzo però l'idea che ci si possa allenare e che un testo così breve può essere un buon modo per farlo.
Non ti scoraggiare!

Autore Albero
giosp
Inviato: 5/3/2008 7:54  Aggiornato: 5/3/2008 7:54
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Un'altra notte
Che non leggo le parole "gatto" e "topo" prima della penultima riga è sinonimo di qualcosa? Perché se volevi tenerlo nascosco, si era capito già dagli occhi della terza riga, che parlavi di un gatto.
Il che rende abbastanza inutile l'ultimo capoverso, eccetto l'ultima frase.
Per il resto concordo con Stramma.

Autore Albero
senza
Inviato: 5/3/2008 16:58  Aggiornato: 5/3/2008 16:58
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Un'altra notte
ah, un gatto? io avrei detto un pipistrello, tanto è ricorrente l'idea del sangue.
non c'è la suspance che forse volevi creare, non dicendo che si trattava di un animale ( cosa invece subito evidente ) e forse il racconto ci guadagnerebbe se fosse leggermente più corto. l'inizio poi non è il massimo perchè sembra essere in cotraddizione il buio con la sua vista perfetta, dovresti legare meglio il concetto rendendolo inscindibile

Autore Albero
cagomega3
Inviato: 6/3/2008 8:01  Aggiornato: 6/3/2008 8:01
Just popping in
Iscritto: 9/2/2008
Da:
Inviati: 17
 Re: Un'altra notte
quello che doveva essere un colpo di scena mi ha quasi deluso.

Peccato!

Autore Albero
masai
Inviato: 6/3/2008 15:48  Aggiornato: 6/3/2008 15:48
Just popping in
Iscritto: 29/1/2008
Da:
Inviati: 16
 Re: Un'altra notte
Ma guarda, secondo me l'idea è tutt'altro che banale. Certo se non avessi svelato l'identità di chi sta "fermo nell'ombra" con il colore degli occhi sarebbe stato meglio, ma l'idea di raccontare una situazione senza dare al lettore tutti i riferimenti per orientarsi a me piace molto.
Complimenti per l'idea.
Un consiglio, scegli con più cura e parsimonia gli aggettivi....per esempio: l'oscurità è forse più opprimente "come una cosa morta" che "come una cosa viva" e di "un'infinità di possibilità" è meglio "un'infinità di scelte".
Spero di rileggerti presto.Ciao

Autore Albero
Vale_freedom
Inviato: 10/3/2008 14:54  Aggiornato: 10/3/2008 14:54
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: Un'altra notte
Dunque, premesso che il racconto non aveva nessunissima pretesa (l'ho buttato giù in un'ora, non è nemmeno molto curato), l'idea non era quella di stupire o di creare particolari colpi di scena, né di fare un'approfondita descrizione della psicologia di un gatto (ci mancherebbe!), ma semplicemente quella di far notare come uomo e animale possano essere simili. Ho semplicemente descritto una notte di caccia e direi che, a parte alcuni dettagli che mi avete fatto giustamente notare, un gatto e un serial killer vanno entrambi bene per questo racconto. Niente di più.
Ciao a tutti e grazie per i commenti!

Autore Albero
Flamio
Inviato: 15/3/2008 18:41  Aggiornato: 15/3/2008 18:41
Not too shy to talk
Iscritto: 6/6/2004
Da: Roma
Inviati: 79
 Re: Un'altra notte
La forma traballa, il contenuto mi risulta banale. Non mi è piaciuto. A mio avviso c'era magari da approfondire la rifflessioncina e da tagliare drasticamente la sviolinata su quanto quanto sia figo essere un gatto. Oh, lo dico senza cattiveria, ben inteso, ma fidati, solo le brutali verità aiutano a crescere. Spero d'esserti stato d'aiuto, Alessandro

Si, oggi mi puzzano le ascelle...

Autore Albero
bettarn37
Inviato: 17/3/2008 18:43  Aggiornato: 17/3/2008 18:43
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Iscritto: 17/3/2008
Da: roma
Inviati: 20
 Re: Un'altra notte
Innanzitutto ciao! L'idea mi è piaciuta, ma, perdonami, si vede che lo hai scritto in un'ora. Se lo avessi lasciato riposare un pò, rileggendolo, ti saresti reso conto della ridondanza di aggettivi nelle descrizioni, del mistero svelato già nelle prime righe, degli errorini grammaticali.
L'ultimo paragrafo io lo avrei completamente eliminato: non ha nulla a che vedere con quanto hai scritto prima, non solo nel contenuto, ma anche nello stile. Banalizza tutto. Se avessi mantenuto il segreto sul protagonista, nel tuo racconto, alleggerito e con più ritmo, sarebbe emerso con più chiarezza il senso della caccia e l'ambiguità: uomo o animale? nel complesso, però, l'ho trovato, per quanto possa valere la mia opinione, abbastanza ben scritto, un buon allenamento che sarebbe potuto essere un racconto migliore se non ti fossi fatto prendere dall'adrenalina della caccia!!

Autore Albero
francesco130
Inviato: 24/3/2008 18:18  Aggiornato: 24/3/2008 18:18
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Iscritto: 3/2/2008
Da: vicino roma
Inviati: 20
 Re: Un'altra notte
Sarà destino per me di andare contro quello che pensano gli altri. su un altro testo ho detto che era banale, anche se tutti dicevano fosse eccellente. Anche qui, anche se vedo che la maggior parte dei commenti sono sfavorevoli, io penso che sia un testo veramente fatto bene. Poco efficace il colpo di scena finale, ma per il resto è veramente fatto bene. Fino alla fine ho apprezzato le considerazioni del finto assassino, e quanto si capisse la sua pazzia. mi ha colpito anche il modo di scrivere, mai banale e elegante.
Bravo/a!

Autore Albero
Magdalo
Inviato: 28/3/2008 16:03  Aggiornato: 28/3/2008 16:03
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Iscritto: 28/3/2008
Da:
Inviati: 5
 idee
Ad un articolato artificio retorico nell'introduzione descrittiva hai fatto giustamente corrispondere poi il richiamo altrettanto arzigogolato e complesso a neoemozioni quali il possesso e il controllo, che accomunano uomo e bestia.
La scenografia mi è sembrata appropriata, consona al viaggio intrapsichico.
Ritengo infine che il tempo speso nella stesura non possa essere assolutamente parametro di riferimento nella critica di un racconto.
Da approfondire.
Un saluto a tutti,
Magdalo.

Autore Albero
travel-v
Inviato: 11/4/2008 20:27  Aggiornato: 11/4/2008 20:27
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Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Un'altra notte
Bella l'idea, anche se non resa benissimo con la narrazione, ma non era certo un'impresa facile! Attento alle virgole, quella della prima frase dopo oscurità è di troppo, a parer mio ovviamente, e anche quella dopo Eppure, rallenta molto la lettura che in realtà dovrebbe essere veloce, tutta d'un fiato. E così ce ne sono altre (Invece, non dormiva affatto...- In palio, c'era di più...). Poi, un gioco morboso di morte e vita suonerebbe meglio forse se inverti gli aggettivi: un gioco morboso di vita e di morte. Comunque niente male!
Ciao

Autore Albero
gatto
Inviato: 24/4/2008 18:34  Aggiornato: 24/4/2008 18:34
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Iscritto: 22/4/2008
Da:
Inviati: 10
 Re: Un'altra notte
questo racconto mi è sembrato divertente, e...si perdoni la mia stupidità, ma io non l'avevo capito che era un gatto...quindi suspense al punto giusto per me...

Autore Albero
chaoz
Inviato: 19/5/2008 21:06  Aggiornato: 19/5/2008 21:06
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Iscritto: 10/4/2006
Da:
Inviati: 24
 Re: Un'altra notte
Il paradigma narrativo è molto simpatico, ma niente di nuovo. Il suddetto modello poi, si cristallizza in qualcosa di interessante se è solo se chi scrive concentra l'attenzione sulla tecnica, in modo da suscitare la cuoriosità, sviare il più possibile il lettore e fare in modo, insomma, che il testo stesso si impernei tutto sulla chiosa.
Trovo invece, che le descrizioni siano in buona parte troppo superficiali e anche se l'identita del protagonista non si palesa prima della fine, non si può nemmeno dire che il lettore resti sconvolto della rivelazione.

Un saluto.
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