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Letture Incrociate - Racconti : Compagni di scuola
Inviato da travel-v il 11/2/2008 8:10:10 (1848 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti


“Davvero? Bè, carino no? Ti ci vedo. Hai già pubblicato qualcosa?”
“Ecco vedi io…”
“Non essere timido…voglio una copia di un tuo libro con dedica e autografo, da esporre orgogliosa nella mia libreria. Scusa, non firmi i tuoi libri ai lettori? Tutti i grandi autori lo fanno”
“Vuoi farmi credere che tu hai qualche libro firmato?”
“Vuoi scherzare? Un sacco…”
“Non sapevo leggessi, al liceo odiavi leggere. Forse perché allora era un’imposizione, per fortuna le cose cambiano e si riscopre la bellezza. Dai dimmi, che generi ti piacciono?”
“Bè, diversi…i miei preferiti sono i gialli…misteri, omicidi, detective…”
“E poi?”
“Altri generi…tipo…non so…i romanzi d’amore…ma dimmi tu piuttosto, hai già pubblicato qualcosa o no?”
“Mi spiace deluderti, ma non ho pubblicato nessun libro. Vedi, io scrivo solo l’inizio.”
“Come solo l’inizio, mi prendi in giro?”
“Ma no, sul serio. Lo so che detto così suona un po’ strano. Ti spiego, siccome continuavo ad iniziare libri senza riuscire mai a finirne nessuno, ho pensato, dato che nel mondo c’è di tutto…ci saranno sicuramente autori bravissimi che attraversano momenti in cui non riescono a trovare uno spunto, il modo di rompere il ghiaccio e buttar giù i primi paragrafi. Immaginavo tante fantasie congelate, creatività bloccate che avevano bisogno di un input per dar vita poi a grandi storie, capisci?”
“Più o meno…”
“Così dopo tante ricerche e altrettanta frustrazione, ho trovato una casa editrice che ha sostenuto la mia idea, ammettendo che spesso i loro autori migliori faticavano a mettersi in moto, come dire, sembrava che mancasse proprio la spinta iniziale”
“E come funziona esattamente? Voglio dire…come fai?”
“Ok, io da contratto devo fornire all’editore otto inizi al mese. Lui poi li esamina e li sottopone ai vari scrittori. In genere fai conto che la casa editrice riesce ad affidarne tre al mese, a scrittori diversi naturalmente. Il margine di scelta per loro è dunque piuttosto ampio. Su otto inizi, ne vanno sempre in porto almeno due. Quelli scartati li posso anche riciclare per i mesi successivi, se l’editore li ritiene buoni. In più, il contratto non prevede l’esclusiva, ovvero posso anche proporre i miei inizi ad altri scrittori.”
“E ti pagano bene?”
“Ho uno stipendio fisso piuttosto basso direi, ma poi dipende dall’esito del libro una volta pubblicato. Ho altissime commissioni, se il libro vende bene di conseguenza anche io guadagno molto. Bisogna avere pazienza però, sai il tempo per scrivere un libro varia, ma non è mai breve. Sto vedendo adesso i primi guadagni per inizi che ho consegnato otto o nove mesi fa…Quando invece lavoro con scrittori privati, senza l’intermediazione della casa editrice, mi metto d’accordo direttamente con l’autore. In genere però si tratta di autori emergenti, quindi poche garanzie, e poche pubblicazioni, anche se ultimamente ne sto aiutando qualcuno proponendolo all’editore con cui lavoro”
“Che cosa strana…ma scusa, ti piace questo lavoro?”
“Bè si. Diciamo che all’inizio è stato difficile accettare la mia incapacità di scrivere un libro, mi sentivo sconfitto, però mi sembrava un peccato rinunciare del tutto alla scrittura. Quel poco che scrivevo mi piaceva parecchio, sentivo che aveva del potenziale, non volevo che andasse perduto. In fondo sto facendo quello che ho sempre sognato di fare. Scrivere. E quando vedo il successo di un libro che ho iniziato io, bè, è una bella soddisfazione. Certo non come se lo avessi scritto interamente io…è tutto in proporzione naturalmente.”
“Se lo dici tu. A me sembra un po’ come il premio di consolazione”
“Grazie per essere sempre così sincera…”
“Scusa, non volevo sminuire il tuo lavoro. E’ che non mi convince tutta questa faccenda. In più l’idea di avere per le mani un libro sapendo che non è stato scritto solo dalla persona sulla copertina…insomma, lo trovo scorretto”




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
strammaio
Inviato: 13/2/2008 12:23  Aggiornato: 16/2/2008 8:46
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Compagni di scuola
Mi è piaciuto molto, sia l'idea sia lo stile dialogico che hai usato. scrivi bene.
mi piace l'ironia del finale. e perfino l'idea di vendersi gli incipit... così tanto impegnativi e poco remunerativi che è difficile fare un salto dal parrucchiere... alla fin fine l'ironia graffia perchè siamo noi -qui a ozoz e non solo - a prestarle la pelle... e il sorriso si fa un pò amaro. e' davvero un racconto sul cambiamento, sulla sensibilità o la sua assenza.
Ma anche sulla superficialità. e l'apparenza.
A rileggerti!
Angi_61
Inviato: 15/2/2008 12:19  Aggiornato: 15/2/2008 12:19
Just popping in
Iscritto: 13/2/2008
Da: Colonia - Germania
Inviati: 6
 Re: Compagni di scuola
Ciao,
l’argomento trattato mi è piaciuto molto, perché attuale. Ben riuscito il personaggio superficiale e spensierato di Samanta che si contrappone alla semplicità di Fiorini: riservato, umile e sincero. Uno dei tanti Fiorini che lottano con la speranza di realizzarsi un giorno. Trovo, però, che il dialogo sia lungo e lento. Prova a rileggerlo ad alta voce e vedrai quante frasi si possono sopprimere senza modificare il contenuto. Anche da rivedere è la punteggiatura; usi molto i puntini di sospensione (l’uso eccessivo non è consigliabile) Inoltre, dopo i tre puntini occorre lasciare uno spazio bianco, questo lo hai omesso sempre. Spero ti serva il mio parere.
Alla prossima, Angelica.
il_corvo
Inviato: 15/2/2008 14:11  Aggiornato: 15/2/2008 14:11
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Compagni di scuola
Saper gestire i dialoghi non è cosa semplice. Direi che ci sei riuscito piuttosto bene. Il breve racconto si legge in un batter d'occhio. E come hanno scritto coloro che m'hanno preceduto si colgono benissimo le diverse personalità.

Buona prova!
giosp
Inviato: 20/2/2008 11:48  Aggiornato: 20/2/2008 11:48
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Compagni di scuola
Il mio commento è sulla falsa riga degli altri: hai gestito bene i dialoghi, anche se qualche volta (raramente, però) appaiono più pesanti di quanto lo sarebbero nella realtà. Inserirei più battute a monosillabi o due/tre parole al massimo.
In ogni caso, nonostante sia "solo" un dialogo, le due personalità sono venute fuori molto bene, segno che hai gestito molto bene il tutto, a cominciare dal pedante elenco di frasi fatte e convenevoli della prima pagina (che ha reso il tutto molto reale), per poi concludere con un finale veramente all'altezza.
Brava! Migliori a vista d'occhio
francesco130
Inviato: 1/3/2008 16:47  Aggiornato: 1/3/2008 16:47
Just popping in
Iscritto: 3/2/2008
Da: vicino roma
Inviati: 20
 Re: Compagni di scuola
veramente bello, amaro al punto giusto. Fatti bene soprattutto i due registri, quelli di Fiorini e di samantha, diversi. T fa pensare parecchio
_alessandro_
Inviato: 5/3/2008 10:47  Aggiornato: 5/3/2008 11:35
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Compagni di scuola
hai delineato bene i personaggi esprimendone appieno le caratteristiche principali semplicemente facendoli dialogare

mi avevi un po' illuso sulla possibilità che la ragazza potesse essere cambiata nel corso degli anni, soprattutto dopo essere stata a stretto contatto con un tipo odioso come il suo fidanzato, ma del resto... come si dice... Dio li fa e...

forse io alla fine avrei fatto in modo di creare un legame tra gli ignari Fiorini e Maicol, che ne so, magari avrei visto lo sfigato come autore dell'incipit di un famoso saggio del rinomato architetto, ma probabilmente avresti rischiato di forzarlo troppo, quindi va bene così... brava!

ciao
alessandro
cagomega3
Inviato: 6/3/2008 11:39  Aggiornato: 6/3/2008 11:39
Just popping in
Iscritto: 9/2/2008
Da:
Inviati: 17
 Re: Compagni di scuola
la contrapposizione dei due mondi che descrivi con questo dialogo è molto ben impostata. Forse avrebbe bisogno di più ritmo, ma mi è piaciuta.

Forse, però, è troppo evidente da che parte stai tu e quindi il racconto finisce per essere un po' manicheo.
senza
Inviato: 13/3/2008 21:56  Aggiornato: 13/3/2008 21:56
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Compagni di scuola
l'unica cosa buona del racconto ( che è anche l'unica idea che lo tiene in piedi ) è il fatto che lui sia uno scrittore di inizi.
per il resto la conversazione è un po' artificiale, i due parlano nello stesso modo con cui avrebbero parlato al liceo, e lui parla del suo lavoro per un trafilo enorme, considerando che è stupito del fatto che la tipa abbia addirittura letto dei libri ( voglio dire, pare avere manie di protagonismo, o non essersi accorto che non era il genere di cose che a lei potevano interessare, o cercare un pretesto per essere nuovamente catalogato come secchione )
troppo 'amiconi' perchè lui fosse il secchione e lei la normale festaiola 'romantica' ( come la chiama lui, anche se di romantico ha ben poco )
in sintesi: tutto il dialogo sembra solo un corollario inutile per esprimere un'idea carina, che messa così pare anche un po' inverosimile
bettarn37
Inviato: 17/3/2008 4:44  Aggiornato: 17/3/2008 4:44
Just popping in
Iscritto: 17/3/2008
Da: roma
Inviati: 20
 Re: Compagni di scuola
ho trovato interessante e coraggiosa la scelta di usare solo il dialogo sia per caratterizzare i personaggi sia per dar vita alla storia. non deve essere stato facile! proprio perchè non lo è secondo me andava alleggerito in alcuni punti per dare più ritmo. molto carina l'idea del donatore di input, anche se un pò triste... alla fine anche lui si è adattato! un pò scontata la scelta delle due vite a confronto: il secchione povero, idealista ma che si è arrangiato, la superficiale ricca attenta solo alla classe sociale. presterei anche più attenzione all'uso eccessivo dei puntini, agli spazi omessi... ma chi non fa questi errori?! nel complesso l'ho letto con piacere, malgrado l'ora tarda!
travel-v
Inviato: 11/4/2008 14:09  Aggiornato: 11/4/2008 14:09
Just popping in
Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Compagni di scuola
Ciao ragazzi! Grazie a tutti per i vostri commenti. Questo racconto l'ho scritto abbastanza in fretta in una serata di solitaria allegria al vino bianco! L'idea del solo dialogo è una completa novità per me, quindi apprezzo i vostri consigli sulla necessità di non esagerare con i puntini di sospensione e sul fatto che forse avrei potuto togliere qualche battuta per evitare un pò di pesantezza. I due registri sono nati un pò per caso, o almeno, in modo naturale. Chi ha detto che si capisce da che parte sto ha ragione! Ma volevo proprio criticare la superficialità e soprattuto il modo in cui alcune persone posso essere insesibili. Senza, è vero che il punto cardine e unico tocco originale del testo è la vendita degli incipit, e rispetto che sia l'unica cosa che ti sia piaciuta, ma permettimi di chiarire che lui le racconta tutta la storia proprio perchè si illude che lei possa essere cambiata, con la samantha del liceo che addirittura non leggeva e che faceva la stronzetta non si sarebbe mai aperto, ma nella Samantha che ha incontrato ha visto uno spiraglio di sensibilità che lo porta a raccontare anche con una certa enfasi...per quello poi la fine suona ancora più insensibile, come ha colto Alessandro che appunto dice che si era illuso che lei potesse essere cambiata, lo stesso era succsso a Fiorini! Poi quando lui la definisce romantica è ovviamente in modo ironico!! Comunque grazie a tutti ancora! A presto
vajmax
Inviato: 23/4/2008 6:20  Aggiornato: 23/4/2008 6:20
Just popping in
Iscritto: 23/4/2008
Da:
Inviati: 40
 Re: Compagni di scuola
Il racconto mi è piaciuto, anche se occorre dire che l'idea di scrivere degli inizi abbozzati di storie non è poi così originale. Adesso fatico a ricordare dove l'ho già vista ma... ecco sì, ora rammento: non è così che opera anche il Padreterno?
xantia
Inviato: 25/1/2009 9:32  Aggiornato: 25/1/2009 9:41
Not too shy to talk
Iscritto: 14/11/2005
Da: Milano
Inviati: 62
 Re: Compagni di scuola
Un po’ ingenua l’amica quando dice: “l’idea di avere per le mani un libro sapendo che non è stato scritto solo dalla persona sulla copertina…insomma, lo trovo scorretto”. Si comporta proprio come tanti amici miei ai quali non piacciono i miei racconti e non sanno che li ho trascritti dal mio vecchio libro di antologia della terza media.
Ricorrere alle idee altrui è un vizio al quale credo nessun scrittore si sia mai sottratto, pensa che lo faccio anch’io, che come scrittore non sono nessuno, chissà quanto devono aver copiato i vari Baricco e Veronesi, non pensi?
Scusa l’ironia, ma veramente il tuo racconto è un piccolo capolavoro! Come ogni opera di noi autori emergenti (da cosa poi dovremmo emergere non l’ho mai ben capito! Dall’anonimato forse?) è sicuramente perfettibile, ma a me è già piaciuta così com’è pubblicata su OZoz. Complimenti.

Ho un'ultima curiosita da soddisfare. Ma tu vivi veramente alle Canarie? Se mi garantisci che aiuta a scrivere bene, guarda che sono disposto a raggiungerti anche domani stesso.
Squid
Inviato: 1/2/2009 10:28  Aggiornato: 1/2/2009 10:28
Just popping in
Iscritto: 26/11/2008
Da: Roma
Inviati: 43
 Re: Compagni di scuola
Buonissima l'idea di disegnare caratteri e modi di vivere solo esclusivamente con i dialoghi. Certo non è facile gestirli. Devi renderli credibili. A te questa prova è riuscita bene. Per quanto riguarda il contenuto, beh, penso che tutti noi leggendo abbiamo compatito Samantha e tifato per Fiorini. Quindi alla fine, beata ottusità, chi è lo sfigato tra i due ?
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