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Letture Incrociate - Racconti : Essenzialmente Henry Blake
Inviato da Light-85- il 21/12/2007 16:45:10 (1969 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

“Salve, lei deve essere il signor Blake…si accomodi pure.”
“Sì salve, è un piacere dott. Hensel.”
“Il dott. Stalker mi ha detto che lei è qui per un problema di cui non sa la natura, giusto?”



“Bhe…sì, ecco, direi di sì.”
“Allora mi dica pure qual è il suo problema.”
“In verità è semplice credo, non c’è nessun motivo specifico, mi sono svegliato tre mattine fa con questo senso di angoscia, di ansia, capisce? Tutto mi è sembrato scuro e senza senso, non so…non ho più voglia di fare nulla, nemmeno di scrivere, sa, questo è il mio lavoro, scrivere, e non riesco, non ho idee, è tutto bloccato capisce…tutto vuoto, io non so…non trovo un motivo per vivere…ecco, insomma, questo è il problema…”
“Bene…starebbe più comodo sul lettino?Se vuole può accomodarsi…”
“Sì forse è meglio, in effetti…però, bel lettino.”

Fu così che capitai per la prima volta su un lettino da psicoanalisi. Il dott. Hensel, un medico piuttosto bravo…lo abbandonai presto. Ne cambiai ventuno, adesso sono dal mio ventiduesimo…anche lei sembra brava, come tutti i dottori…forse cambierò anche questa volta.
Feci cinque sedute con il dott. Hensel per poi abbandonarlo in seguito ad una divergenza di opinioni sul metodo più adatto per guarirmi: gli raccontai un mio sogno molto strano cercando di farmi dare una spiegazione, era importante, pensai, ma il dottore non la pensava come me. Una volta ascoltato quello che avevo da dire divenne pallido come un cadavere e mi disse che se volevo raccontare queste cose potevo farlo di notte nei vicoli. Me ne andai per non tornare più.
A quell’epoca, completamente dipendente dalla paroxetina, iniziai a leggere di Freud, e pensai che aveva ragione sui sogni e su tutto il resto. Non la pensò così il mio secondo analista quando portai nel suo studio un chilo di cocaina.
Per un po’ di tempo credo di aver cambiato più analisti che vestiti, ma ricordo il decimo dottore a cui mi rivolsi. In quel periodo, per qualche motivo, mi sentii meno attivo di prima e decisi che questa volta non avrei cambiato dottore. Le cose, inizialmente, andarono piuttosto bene con la dott.sa Mary Lane, poi la dovetti abbandonare, più che altro perché non volle fare più sedute straordinarie.
Fu un vero dramma per me l’essere stato mollato così da quella creatura così dolce e bella, soprattutto perché il dott. Wright, quello seguente, non era proprio il mio tipo; mi chiese:
“Signor Blake, mi dica tutte le cose che avrebbero potuto portare angoscia nella sua vita ultimamente.”
“Mha…nulla…tranne che ho iniziato ad interessarmi di filosofia.” Non potevamo andare d’accordo: lui era per Hegel, io per Schopenhauer.
Insomma era un periodo difficilissimo per me e la mia ansia crebbe notevolmente: un giorno andai a casa da mia moglie e mi sentii proprio un verme, così decisi di dirle della mia claustrofobica relazione con la dott.sa Mary Lane. Mi diede uno schiaffo e se ne andò poche ore dopo con tutta la sua roba. Ora si è risposata con un avvocato.
Come se non bastasse il mio editore mi diede un ultimatum riguardo al romanzo che stavo scrivendo:
“Se non avrò nulla di decente entro la prossima settimana non potrò più aiutarti.” mi disse perentorio.
“Ma come Roger, ci conosciamo da così tanto tempo, non puoi farmi questo.”
Inutile dire che la mia richiesta di prolungamento non venne accolta. Roger era un mio vecchio amico di infanzia, e se nemmeno lui voleva più lavorare con me, pensai, era la fine. Insomma, ero uno scrittore disoccupato, con gli alimenti che mi gravavano sul capo, e dei forti problemi di equilibrio mentale dei quali nessuno sembrava saper trovare una minima causa.
Iniziai ad andare dall’analista tre volte a settimana. Il dott. James Stalker, altro mio vecchio amico di infanzia, non ne poteva più di prendermi appuntamenti con suoi colleghi che poi venivano puntualmente abbandonati dopo cinque, sei sedute al massimo. Allora fu egli stesso che si accollò l’onere di curarmi.
“Allora Henry, cosa ti sta succedendo?Hai abbandonato i migliori del mio campo…insomma parlami sinceramente.”




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
sempreverde
Inviato: 21/12/2007 23:00  Aggiornato: 21/12/2007 23:00
Just popping in
Iscritto: 21/9/2007
Da:
Inviati: 14
 Re: Essenzialmente Henry Blake
Devo dire che il racconto mi è piaciuto, è scorrevole nonostante il tema trattato non sia molto leggero. Solo in alcune occasioni ho l'impressione che tu abbia sbagliato qualche punteggiatura e forse, senza questi errori, sarebbe stato ancora più facile da leggere.
Volevo farti i complimenti per la rappresentazione della vita e dirti che mi sono rivisto nei miei pomeriggi trascorsi a studiare Kant e le sue critiche alla ragione. Il racconto mi ha conquistato fin dall'inizio e l'ho apprezzato molto per la sua originalità!
ciao e complimenti!

Rispondi Autore Inviato
 Re: Essenzialmente Henry Blake angioletto 8/1/2008 8:10

Autore Albero
Light-85-
Inviato: 22/12/2007 11:08  Aggiornato: 22/12/2007 11:08
Just popping in
Iscritto: 28/11/2007
Da:
Inviati: 29
 Re: Essenzialmente Henry Blake
Grazie sempreverde
Ho apprezzato molto il commento anche perchè è il mio primo racconto...sono contento che qualcuno condivida queste sensazioni di vita con me. Grazie ancora
Ciaooo

Autore Albero
boriosi
Inviato: 23/12/2007 10:57  Aggiornato: 23/12/2007 10:58
Quite a regular
Iscritto: 19/5/2005
Da:
Inviati: 154
 Re: Essenzialmente Henry Blake
Complimenti vivissimi, davvero un bel racconto. Argomento difficile, ma anche abusato, sul quale era facile scadere nella banalità. Tu sei riuscito a mantenere vivo l'interesse per la lettura fino alla fine, con piglio e maestria degna di un autore professionista. Una bella prova di scrittura, bravo.

Autore Albero
giosp
Inviato: 27/12/2007 11:09  Aggiornato: 27/12/2007 11:09
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Essenzialmente Henry Blake
Sono d'accordo sulla scorrevolezza e sulla bontà del racconto. Ciò che a volte non mi convince è questa scorrevolezza, però, a tratti eccessiva, il racconto scorre via troppo velocemente in certi tratti, come se nulla avesse importanza nel racconto.

Autore Albero
Gimmy
Inviato: 3/1/2008 9:04  Aggiornato: 3/1/2008 9:04
Just popping in
Iscritto: 3/1/2008
Da:
Inviati: 2
 Re: Essenzialmente Henry Blake
Complimenti, la scrittura e' scorrevole ed incuriosisce a continuare nella lettura.
C'e' una buona caratterizzazione dei personaggi e nel finale sai creare la giusta suspence.
Il tema non e' particolarmente originale ma e' sviluppato bene, anche se nel complesso ho apprezzato di piu' lo stile di scrittura rispetto alla storia in se'.
Comunque bel racconto.
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