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Letture Incrociate - Racconti : Privé di morte
Inviato da giosp il 28/6/2007 19:02:40 (1457 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Puzza. Maledetta puzza di merda. Risvegliarsi così è centomila volte peggio che farsi leccare le labbra da un dobermann con l'alito fetido.


È buio. È notte, e Dio solo sa perché dovrei svegliarmi di notte. La notte è fatta per dormire, non ho nessuna intenzione di contravvenire a questa legge.
Puzza di carne in putrefazione. Intorno a me cumuli di cadaveri. Un intero salotto di corpi morti accatastati a farmi da divano. Quindici, potrebbero essere. Forse di più. Da quanti giorni sono qui?
Privé di morte. La puzza mi penetra fino al midollo osseo. Potrei confondermi per morto io stesso, con questo odore non farebbe alcuna differenza vedermi muovere o no. Sarei morto e basta. Morto che cammina? Chi se ne frega. Morto.
Tanta puzza che quasi non lo sento l'odore acre di benzina. Sembra quasi profumo, al confronto.
Vestiti inzuppati. No, non è benzina, è acqua. Deve avere piovuto. Non oggi, l'asfalto è asciutto, ma i miei vestiti ancora no. Potrei avere la polmonite, ma non è un problema se hai quindici cadaveri quindici ammassati attorno a te e cosparsi di benzina e un dolore atroce e lancinante alla spalla destra.
Ah, già, la spalla. Mi hanno sparato, il proiettile potrebbe essere ancora dentro. Puzzo di sangue rappreso. Il dolore è pungente non appena tento di muovere il braccio. E tu non lo muovere, idiota. La spalla bucata, e le gambe non le sento neppure. Potrei credere che me le abbiano amputate, se non vedessi la loro sagoma con i miei stessi occhi.
Penombra. Vedo luci lontane, di un'altra strada. Vedo palazzi tutto intorno. Quindici, venti piani. Palazzi lunghi. Ghetti fatiscenti. Non una luce accesa. Possibile che non ci abiti nessuno? Possibile che in nessuna di queste finestre spesse come un foglio di carta sia penetrato l'odore di morte che c'è quaggiù? Possibile che in (quanti?) giorni che io e i miei amici cadaveri siamo qui non un'anima viva sia passata per questo vicolo del cavolo, o abbia visto dalla strada in lontananza una discarica umana? Possibile che una puzza forte da raggiungere il Sudafrica qui intorno non l'abbia sentita nessuno?
Maledetta spalla. Fa un male bastardo. Penetrata dalla pioggia acida dopo essere stata bucata. Che culo! E maledetta New York, città del cavolo. Un trilione di abitanti e nessuno che passi da queste parti. Neanche topi. Non li vedo, non ne sento l'odore. Ma questo sarebbe impossibile. Benzina, sangue, ma la morte spadroneggia. Qualsiasi altro odore è profumo, ma io di profumo non ne sento.
Ho voglia di fumare. Le sigarette sono nella tasca sinistra dei jeans, l'accendino nella tasca destra. Dietro ai pantaloni c'è la Dorothy, e se tutto va bene anche un portafoglio con dieci dollari e un documento che mi ricordi chi diavolo sono. Ho voglia di fumare, sono in astinenza. Da quanti giorni sono qui? Da quanto cavolo di tempo respiro morte e benzina, dannazione?
Devi essere rimbambito, vecchio mio. Forse le esalazioni del solvente ti hanno bruciato il cervello. Orologio, polso sinistro, se vuoi vedere che giorno è. E per quanto ne so il braccio sinistro funziona ancora.
Sì, è vero funziona alla perfezione. Orologio d'oro, il solo ricordo dell'unico vero amore della mia vita. È buio, non riesco a leggere. Mi faccio aiutare dalla luce lontana della città.
È rotto, maledizione. Le lancette sono ferme, il vetro è distrutto, segna ancora il 23.
Il 23 novembre è quando è successo, e quant'è vero Iddio oggi non è il 23 novembre perché questi schifosi cadaveri in putrefazione non sono morti oggi, né ieri, né l'altro ieri.
Basta. Aspetterò la morte (e mi sembra di essere nel posto più giusto) fumando le mie sigarette. Presto dovrei avvertire la sete e la fame. Ho perso molto sangue. La benzina inibisce i miei sensi. Se Dio vuole l'agonia durerà meno del previsto.
Infilo la mano nella tasca sinistra. Maledizione, di nuovo. È una notte stramaledetta, mi arrendo. La puzza, il dolore, l'orologio rotto, ora persino le sigarette inzuppate. Fumare l'ultimo pacchetto non era chiedere molto, vero, Dio? Perché?
Lascio che il tempo e il silenzio mi schiariscano le idee, ma la puzza e il dolore me le annebbiano ancora di più. Pensare è l'ultima cosa che vorrei fare. No, è la penultima, invece. L'ultima è alzarmi. Se lo facessi ora, le gambe non mi reggerebbero in piedi un nanosecondo.
Quasi non me n'ero accorto, del silenzio che c'è. Una quiete tale che un cimitero di notte al confronto è una discoteca. O forse sono diventato sordo. Sbatto la mano per terra. Non fa un gran rumore, ma lo sento. Non sono sordo, anche se delle orecchie credo di farmene ben poco, in questo vicolo della morte.
E invece è proprio il silenzio a darmi l'ispirazione. Il sottile suono di una ruvida rotella metallica che gratta una pietra focaia. Una scintilla. L'accendino. L'aria è così pregna di benzina che basterebbe una scintilla per accenderla e per fare di tutta la morte che mi circonda, me compreso, un immenso falò.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Vale_freedom
Inviato: 29/6/2007 13:19  Aggiornato: 29/6/2007 13:19
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: Privé di morte
Mi hai confuso un po' con questo racconto. Voglio dire: buone le descrizioni, c'è anche un certo sentimento dentro, perfetta l'atmosfera creata. Ma non riesco molto bene a capire il senso. La donna è un'allucinazione, per esempio? E i cadaveri in piena New York cosa vogliono dire? Cos'è successo a quel povero protagonista? Okay i racconti un po' ermetici, ma questo in pratica non racconta niente...

Non ho niente da dire né in positivo né in negativo, per il resto...Insomma, un racconto non male che però mi disorienta un po'.
A rileggerti
strammaio
Inviato: 2/7/2007 17:08  Aggiornato: 2/7/2007 17:08
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Privé di morte
Lascio stare la domanda "che vuol dire questo racconto?". Ho la sensazione che sia parte di qualcosa di più lungo. Se così non è, la risposta è "niente" e l'idea che me ne sono fatta volge al negativo. (l'italiano mi falla, ma per scrivere questo commento sto rischiando il licenziamento!).
quindi mi concentro sullo stile. Buono, franto, convincente e ruvido.
mi sta bene. Ci sta bene. qui.
eccetto un uso delle virgole che mi lascia perplessa. forse le hai usate con cognizione... le virgole prima delle "o" (è una congiunzione alla fin fine, eh?!)?
dopo "...scura ma confermo" ci metterei un due punti.
trovo approssimativa la frase "... solo un pò di freschezza mentale" (brutta! cambiala, please!), e forse "alza il braccio" è un refuso (non è il protagonista a alzare il braccio e sparare?).
Certo, se un bello stile grintoso portasse con sè anche un'idea potente.... - senza offesa - sarebbe più piacevole arrivare alla parola fine.
Non me ne volere
Stramma
margheghi
Inviato: 3/7/2007 22:48  Aggiornato: 3/7/2007 22:48
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: Privé di morte
che sia forse la morte la donna che si avvicina sui tacchi a spillo?
e l'ultimo sparo è rivolto a lui, vero?

A me è piaciuto molto e l'ho trovato "nauseante" al punto giusto. Anche sulla lunghezza nulla da dire. Più lungo sarebbe stato noioso.

Complimenti e a rileggerti
marghe
giosp
Inviato: 4/7/2007 8:16  Aggiornato: 4/7/2007 8:16
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Privé di morte
Grazie delle letture.
Ora è giusto che vi spieghi come è nato questo pezzo: all'inizio voleva essere il primo capitolo di un romanzo, romanzo che, mi sono reso conto, non completerò mai. Però, rileggendo questo capitolo, l'ho trovato completo così com'è, perciò ho deciso di tenerlo come racconto. Sì, è vero, la storia è poca e sono più di tutto le sensazioni a prevalere: vi da proprio così fastidio che non succeda niente?

Rispondo alle vostre domande:

Vale: No, la donna non è un'allucinazione (come t'è venuto in mente?); no, i cadaveri non vogliono dire niente (dovrebbero dire qualcosa?!); cos'è successo a quel povero protagonista... intendi prima o dopo? E in qualsiasi caso, trovi sia necessario saperlo? Perché io no. E, ti dico la verità, non mi sono posto il problema di sapere cosa lo ha portato in quella situazione, mentre quello che succede dopo non mi pare abbia bisogno di ulteriori spiegazioni.

Stramma: Che dovrebbe voler dire questo racconto? A parte voler raccontare qualcosa, un racconto deve per forza avere una morale? Sul presunto refuso: è lei che alza il braccio ma lui più veloce spara prima. Darò una revisionata alla punteggiatura e alla frase approssimativa, grazie del consiglio.

Margheghi: No, la donna non è la morte e no, l'ultimo sparo è rivolto a lei.
strammaio
Inviato: 4/7/2007 19:15  Aggiornato: 4/7/2007 19:15
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Privé di morte
Quindi ci avevo azzaccato?! Pappappero!
(però la versione di margheghi mi è piaciuta assai, fossi in te la terrei per darti delle arie!)
Poi riguardo alla tua domanda contenuta nella risposta alla mia domanda ( ) ti dico che da un racconto non mi aspetto necessariamente una morale come non necessariamente azioni... solo che se mancano sia l'una che gli altri è più facile che
a) mi annoi
b) mi dimentichi di quello che ho letto sette secondi netti dopo averlo fatto.
c) confonda qualcosa d iincompleto con qualcosa di brutto.

io la penso così!
margheghi
Inviato: 5/7/2007 11:05  Aggiornato: 5/7/2007 11:05
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: Privé di morte
...allora non ho capito nulla!

Vado a rileggerlo..........
Vale_freedom
Inviato: 6/7/2007 9:30  Aggiornato: 6/7/2007 9:30
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: Privé di morte
Come si dice, non volevo la bibbia, mi bastavano un paio di versetti...Insomma, non volevo tutta la storia del protagonista (nel racconto non ci sarebbe neanche stata bene) ma solo qualche sporadica delucidazione. Visto che mi par di capire che il tuo scopo fosse descrivere delle sensazioni, direi che ti puoi considerare realizzato perché in tal senso era pienamente riuscito. Soltanto non era molto chiaro...infatti ognuno di noi l'ha interpretato in modo diverso.

Rinnovo comunque i miei complimenti per le descrizioni... Vale
Schmitz
Inviato: 14/8/2007 14:43  Aggiornato: 14/8/2007 14:43
Just popping in
Iscritto: 1/8/2007
Da:
Inviati: 5
 Re: Privé di morte
Il racconto non è male, ma ti spiego dove secondo me sbagli, vedi, se vuoi scrivere un pezzo così veloce e brutale (alla sin city), assicurati che anche il tuo linguaggio lo sia (sempre). Prova a usare parole più corte il ritmo sarà più incalzante e usa metafore di uso comune, gergali non tirare fuori i dobermann e il loro alito stridono con l' atmosfera bassifondi .
benedetta
Inviato: 14/9/2007 9:10  Aggiornato: 14/9/2007 9:10
Just popping in
Iscritto: 18/11/2005
Da: milano ( ma nacqui a napoli)
Inviati: 7
 Re: Privé di morte
E' la mia prima volta qui, ed il primo racconto che leggo e commento.
Trovo che tu scriva bene, questa è stata la mia impressione delle prime righe, poi anche io mi sono un attimo persa. Troppi punti... ogni tanti ci voleva un attimo più di respiro, anche in mezzo a tanta puzza.
Troppe volte la parola "puzza".
Anche io non ho capito molto bene cosa volesse significare la storia... la descrizione di un attimo si, ma troppo ancorata a qualche fatto di cui ci lasci volutamente all'oscuro. Ma tu lo conosci questo fatto?
Dici che non per forza bisogna sapere tutto, sono d'accordo... anche se io comprendo meglio emotivamente le cose comprensibili.
Beh, spero di non essere risultata troppo pignola alla mia prima uscita in "società".
Vi leggerò tutti e con piacere.
Benedetta
giosp
Inviato: 20/9/2007 7:22  Aggiornato: 20/9/2007 7:22
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Privé di morte
Felice di averti "battezzato", Benedetta, e grazie per la lettura.
La situazione è questa: un uomo, Murton, ferito alla spalla, in un vicolo di New York fra un mucchio di cadaveri cosparsi di benzina. Si avvicina una donna con pistola e zippo d'oro che sembra conoscerlo. Il mucchio di cadaveri prende fuoco, lei punta la pistola su di lui, che con dolore estrae la sua da dietro la schiena e spara.
Ditemi se sbaglio a dire che in definitiva questa situazione si capisce abbastanza bene.
Poi, è vero, ci sarebbero un milione di domande più importanti del perché ci sono tutti quei cadaveri. Ad esempio, come mai la pistola di Murton era scarica? Come mai la donna si fa chiamare Jamie Lohan e si finge moglie dell'uomo? E soprattutto, chi è Cinthia Mall, il nome inciso dietro l'orologio di Murton? È questo il vero mistero.
Come vedete, non mi sono posto il problema di sapere antefatti e postfatti, dal momento che non mi interessavano (sarebbero stati necessari se, come nei propositi, fosse stato il primo capitolo di un romanzo dove sarebbero comparse le varie Jamie Lohan e Cinthia Mall, ma non lo è stato e non lo sarà), quindi qualsiasi domanda facciate la risposta o è scritta nel racconto o non esiste. Non ho nemmeno scritto se la donna ha sparato e se il colpo sparato da Murton è andato a segno.
Non è per difendere a spada tratta il mio racconto, ma non volevo insegnare niente, né raccontare qualcosa di reale, né dare significati. Devo ammettere, però, (prendetela con spirito) che vedere altri che intepretano ognuno a modo suo e cercano di immaginare un finale diverso da quello che (non) ho scritto io è divertente e mi dà una certa soddisfazione

Ringrazio anche Schmitz per i consigli sul linguaggio. Vedrò cosa posso fare per migliorarlo da questo punto di vista
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