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Letture Incrociate - Racconti : La bestemmia, la poesia, la preghiera - una delle infinite vie del Signore
Inviato da Raffaboss il 1/6/2007 10:04:15 (1803 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Le vie del Signore sono infinite.
Frase fatta? Ovvietà? Beati voi.

Io ho sentito per la prima volta pronunciare quella frase nel settembre del ’97. Nessuno dei ragazzi del liceo statale A.C. Retino si interrogava su altre strade che non fossero quelle che portavano alla vicina sala giochi, o quelle misteriose e oscure che ci avrebbero condotto nelle mutandine delle compagne di classe più carine.


Spazio per altri misteri non c’era, quelli erano gli anni del cazzeggio, e quando quel giorno entrò in classe il nuovo professore di religione, un sacerdote, venne accolto dal disinteresse generale, risate sguaiate, aeoplanini di carta.
Lui non disse nulla, aprì il registro, verificando che non ci fossero assenti, poi andò alla lavagna, scrisse qualcosa col gesso, e con passi lenti raggiunse il suo posto dietro la cattedra, tolse dalla sua borsa una bibbia di Gerusalemme dalla copertina color rubino e si sedette.
Il silenzio cominciò in un punto imprecisato della prima fila di banchi, poi divampò veloce, alimentato da gomitate sul braccio, indici puntati, finchè giunse anche nel mio angolino strategico; stavo parlando animatamente col mio compagno di banco sul valore di un giocatore di calcio e ad un certo punto mi resi conto di star recitando un monologo interiore. Il mio amico guardava con occhi spalancati verso la lavagna che, cosa inaudita, catturava l’attenzione di tutti. Mi decisi anche io ad alzare gli occhi su quella odiata superficie; il nero era rotto da tre righe, in stampatello, sembrava una breve poesia, un haiku dalla metrica imprecisa, e quando ne capii il significato anche io non potei fare meno di indossare la maschera inebetita sul viso di tutti

MADONNA DAMIGIANA
CON TUTTI I SANTI DENTRO
E DIO PER TAPPO

Quando il silenzio fu assoluto il prete chiuse il breviario, con uno scatto, e guardò verso di noi.
- Qualcuno vuole dire qualcosa?
Guardava interrogativo uno ad uno i nostri visi, e le teste si abbassarono una dopo l’altra, io sostenni i suoi occhi, alzai piano la mano.
Mi fece un cenno con la testa.
-E’ ... blasfemo – dissi piano.
-Come ti chiami?
-Filippo
-Filippo, io sono un sacerdote, stai affermando che io, un sacerdote, ho scritto una bestemmia?
-Io... certo che no
-perchè no, Filippo.
-i preti non scrivono... bestemmie
Il sacerdote si alzò, lento, puntò il dito alla lavagna e parlò con voce bassa, ma udibile a tutti.

-Questa è una bestemmia. Le imprecazioni risiedono nella bocca non collegata alla mente e al cuore, per questo sono facili da imparare e voi l’apprenderete in fretta.
E questa, questa è una poesia, e superiore a molte di quelle che vi capiterà di leggere, le poesie albergano nel cuore, passando per la mente, molte strade si saranno sbloccate in voi quando vedrete poesia, in questo.
E questa è una professione di fede, completa, una preghiera, e le preghiere vivono nell’anima, passando per la mente e per il cuore. Quando questa per voi sarà preghiera, tutte le strade saranno illuminate, e potrete cominciare a camminare.
Confido che qualcuno di voi un giorno capisca, perchè...-

Il prete ci rivolse un sorriso.
-Le vie del Signore sono infinite, e Lui solo può trasformare il male in bene.

Non capimmo nulla di quello che ci disse il sacerdote, e se da allora seguimmo con il massimo interesse l’ora di religione era per aumentare il peso di un’imprecazione, tanto più saporita quando arricchita da una solida base teologica.
Bevemmo dalle sue labbra le metafore nascoste dietro quelle tre righe. Ci parlò di Maria madre della Chiesa, contenitore virgineo eppure ripieno di ogni santità.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Ciantod
Inviato: 2/6/2007 20:21  Aggiornato: 2/6/2007 20:21
Quite a regular
Iscritto: 28/4/2007
Da:
Inviati: 218
 Re: La bestemmia, la poesia, la preghiera - una delle inf...
VOTO POSITIVO.
giosp
Inviato: 7/6/2007 8:31  Aggiornato: 7/6/2007 8:31
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: La bestemmia, la poesia, la preghiera - una delle inf...
Siamo decisamente a un altro livello rispetto al pezzo di Mezzogiorno di fuoco. Questo è un buon lavoro. Complimenti!
Vale_freedom
Inviato: 10/6/2007 9:55  Aggiornato: 10/6/2007 9:55
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: La bestemmia, la poesia, la preghiera - una delle inf...
Anche se non condivido alcune delle opinioni espresse...

E' un ottimo racconto, ben scritto, ben articolato, scorrevole e originale. Quindi complimenti!!
Se fossimo al mezzogiorno di fuoco direi: voto positivo. A rileggerti
Rory
Inviato: 5/8/2007 9:03  Aggiornato: 5/8/2007 9:03
Just popping in
Iscritto: 5/8/2007
Da:
Inviati: 2
 Re: La bestemmia, la poesia, la preghiera - una delle inf...
Interessante, purtroppo non è il mio genere, e in più parti sento delle forzature, ma nel colplesso il risultato è gradevole.
ka_vins
Inviato: 6/9/2007 11:04  Aggiornato: 6/9/2007 11:04
Just popping in
Iscritto: 6/9/2007
Da: venezia
Inviati: 38
 Re: La bestemmia, la poesia, la preghiera - una delle inf...
Buono, davvero un buon racconto.
Una bella idea di base che diventa una vera lezione di vita. Non c'è finzione, nulla è vago.
Il messaggio è ben spiegato senza essere sminuito.
Complimenti.

PS non ho letto altre tue cose, ma secondo me hai le carte in regola per sperimentare linguaggi e ambientazioni meno usuali. Alla prossima
vajmax
Inviato: 24/4/2008 11:56  Aggiornato: 24/4/2008 11:56
Just popping in
Iscritto: 23/4/2008
Da:
Inviati: 40
 Re: La bestemmia, la poesia, la preghiera - una delle inf...
Piaciuta molto, amico mio.
Poiché dovrò pubblicare anch'io qualcosa e sicuro della tua solidità interiore, mi permetterò di dirti che il "se stessi" vuole l'accento acuto sul se, e "perché", pure. Se stesso, invece non lo vuole, perché non lo si può confondere con altro. Sono stupidaggini, certo, ma altrimenti non saprei che dire. A pensarci su qualcosa potrei dire, sì.
Potrei dire che ci sono diversi gradi nei quali il simbolismo agisce, e sono tanti quanti sono i simboli muti che parlano ai cuori. La vita che contiene sia i simboli che i cuori è lei stessa un simbolo, ma rumoroso e doloroso. E pulsante.
E quel pulsare indica che la danza dal sopra al sotto, dal dentro al fuori, disegna la croce che è regina del simbolo.
E del mondo.
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