logo
 
OzBlogOz

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms



Pagina (1) 2 3 4 »
Letture Incrociate - Racconti : L'ultimo messaggio di un alieno
Inviato da Braveheart il 23/4/2007 9:43:51 (4599 letture) Notizie dallo stesso autore


newsletter
Letture Incrociate - Racconti

Sono passati ottantacinque anni da quando sono arrivato sulla Terra, e se devo tirare le somme, dico senza remore che non è per niente un bel posto. Anzi, a dirla tutta, è un luogo orribile, una valle di lacrime: in confronto l’inferno di Dante è una vacanza alle Maldive!




Eppure i primi tempi passati qui furono molto promettenti. Sono capitato in Italia, precisamente a Roma, e due persone molto gentili, Roberto e Susanna, mi hanno accettato fin da subito: secondo loro io ero come tutti gli altri, non avevo nulla di diverso, e mi trattavano come se fossi veramente il loro figlio, e non un alieno. Quante cose belle mi raccontavano poi sul mondo e sulle persone: principi azzurri che risvegliano fanciulle addormentate con un bacio, cacciatori che tirano fuori dalla pancia dei lupi le signore anziane con le nipoti, galanti ladri intenti a derubare i ricchi per dare ai poveri. Non sapevo perché mi raccontassero tutte quelle storie, però mi piaceva ascoltarle, ed ero felice quando me ne parlavano. Ricordo poi che Roberto e Susanna mi lasciavano spesso da solo di fronte a una scatola quadrata dal colore grigio. Anche questo strano apparecchio raccontava storie, con l’unica differenza che, oltre alle parole, usava anche delle figure animate. Si vedevano un sacco di cose interessanti lì dentro: città mastodontiche, piene di grattacieli, strade e macchine, abitate da super eroi con poteri speciali che catturavano i criminali e li consegnavano alla giustizia; altre volte c’erano delle famiglie allegre che vivevano dentro case faraoniche, sempre con il sorriso sulle labbra e con la facce felici; per non parlare poi di quelle spiagge esotiche popolate da maschi con i muscoli scolpiti e bionde atletiche! Venni a sapere poi da mamma e papà (non so perché, ma Roberto e Susanna volevano essere chiamati così) che quel posto da favola che la strana scatola grigia mostrava si chiamava America, e se un giorno fossi riuscito ad andarci mi sarei divertito da matti.
Sfortunatamente quando iniziai a frequentare un luogo chiamato scuola, senza sapere nemmeno perché dovevo andarci, cominciai subito a rendermi conto di quanto la Terra non sia un mondo così bello come volevano farmi credere i miei e la scatola grigia. In quello strano posto dove ero costretto ad andare c’erano altre persone che mi allontanavano e mi prendevano in giro a causa del mio aspetto fisico: venivo chiamato pinocchio, come il personaggio della favola, perché il mio naso era più lungo di quello degli umani, e ciccia bomba, vista l’abbondanza della mia pancia. Ma che colpa avevo se, essendo un alieno, il mio aspetto era diverso dal loro?
Ma nonostante quel carcere chiamato scuola non mi piacesse per niente, ero costretto ad andarci, e il rapporto con gli altri non migliorava affatto: a ricreazione nessuno voleva giocare con me, e se tentavo di unirmi a qualche gruppo venivo allontanato. Per non parlare poi di quella volta che sono stato picchiato da un gruppo di ragazzi più grandi! Ricordo poi una persona di sesso femminile, Lavinia, che mi attraeva molto. Non so perché poi, per un periodo di tempo quando pensavo a lei, l’affare che avevo in mezzo alle gambe, che mamma e papà chiamavano pistolino, cominciava a indurirsi, e quando lo toccavo cresceva sempre di più, e io provavo una sensazione piacevole. Un giorno, all’uscita della scuola, mi avvicinai a lei mentre aspettava i suoi genitori, e gli diedi un bacio in bocca (lo avevo visto fare dentro la scatola grigia). Ma dopo lei cominciò a strillare come un’indemoniata, e tutti i gli altri piccoli umani, insieme a quelli grandi, si avvicinarono a Lavinia guardandomi in cagnesco: corsi via a tutta velocità dalla scuola.
Fino al quattordicesimo anno della mia permanenza sulla Terra le cose in quel carcere non andarono meglio: non solo gli altri si burlavano continuamente di me, ma anche gli umani grandi che spiegavano le cose mi prendevano di petto, sempre per via del mio aspetto fisico. Però primeggiavo in tutte la materie scolastiche, specialmente in matematica, e i cosiddetti professori rimasero molto stupiti dal mio rendimento. D’altronde, non essendo un essere umano, già all’epoca avevo un quoziente intellettivo superiore a quello di tutti gli altri, e per questo ero sempre il primo della classe.
Quando comunque feci gli esami della terza media e passai al livello successivo della scuola, le superiori, il rapporto con gli uomini migliorò. Nella prima classe del liceo conobbi un gruppo di persone che fecero amicizia con me, ignorando completamente il fatto che non fossi uguale a loro. Insomma, per prima volta da quando giunsi su questo pianeta ebbi degli amici, persone con cui si parla e si esce insieme. Cominciai da lì a fare cose che non avevo mai fatto prima: di pomeriggio andavo in giro per le strade della città, e spesso mi fermavo con gli altri in una specie di piazza a osservare gli umani di sesso femminile passeggiare; poi ogni persona del gruppo andava dietro a una femmina cercando di fare conversazione con lei. Ricordo che tutti, prima o poi, riuscivano ad allacciare un rapporto con qualche ragazza, ma io fui l’unico a non farsi mai avanti: la scena con Lavinia era ancora fresca nella mia memoria, e ogni volta che cercavo di osservare un umano di sesso femminile quelle urla deliranti riemergevano nella mia mente come un campanello d’allarme. Tutti gli altri mi deridevano perché non provavo mai a parlare con nessuna donna: una volta un tipo mi chiese se fossi omosessuale, ma all’epoca non sapevo cosa significasse quella parola.




newslettertwittercalendarioforumpubblicità
Pagina (1) 2 3 4 »
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Gionnie
Inviato: 28/4/2007 16:52  Aggiornato: 28/4/2007 16:52
Just popping in
Iscritto: 28/2/2007
Da:
Inviati: 9
 Re: L'ultimo messaggio di un alieno
Il racconto scivola via bene, ha un buon ritmo e suscita la curiosità in chi legge. Ad ogni riga ci si aspetta un evento chiarificatore, qualcosa che rivolti il normale punto d'osservazione o che addirittura moltiplichi il dubbio. Il problema, almeno questa è la mia sensazione, è che non accade nulla, la narrazione rimane un po' piatta, non c'è sufficiente approfondimento nei personaggi. Si giunge alla fine senza ben aver afferrato il senso. Lo spunto è di certo interessante ma credo andasse sfruttato un po' meglio.

senza
Inviato: 1/5/2007 14:31  Aggiornato: 1/5/2007 14:31
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: L'ultimo messaggio di un alieno
simpatico e leggero nel complesso anche se con più bassi che alti, anzi, l'unico punto davvero geniale è la lista di alieni che hai compilato ( lista che fa supporre che la cndizione per essere alieni è non fare sesso con una donna! )
quello che non torna molto è come mai tu abbia parlato dei primi 14 anni del tipo, ma ne ha 85... e che nonostante la sua misantropia avesse lo scopo di prolungare la vita agli uomini, ben poco verosimile
del resto tutta la lettera è scritta in modo leggero bambinesco e superficiale, forse non era il caso di usare la prima persona
comunque, sembra proprio che invece che essere un alieno fosse una persona che voleva giustificare la sua diversità e questa come idea di partenza mi piace
giosp
Inviato: 11/5/2007 10:37  Aggiornato: 11/5/2007 10:39
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: L'ultimo messaggio di un alieno
È un racconto che si legge con molta facilità e si dimentica in altrettanta scioltezza. Simpatico, fresco, senza brani macchinosi. Purtroppo le accelerazioni e le decelerazioni quasi sfuggono.
La cosa che più mi lascia perplesso è che questo tipo, che sostiene di avere un QI decisamente superiore agli altri e a scuola va benissimo, non sa e non capisce nulla di ciò che lo circonda: non sa chi sono i gay, perché il pisello gli fuziona così, cos'è una discoteca (e questo forse è anche un bene), cos'è il sesso, almeno di fama... insomma, è intelligente, guarda la tv, vive fra gli esseri umani... le saprà queste cose, no? Almeno le definizioni...
Shoen
Inviato: 16/5/2007 19:40  Aggiornato: 16/5/2007 19:40
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: L'ultimo messaggio di un alieno
Sono d'accordo con Giosp. Il discorso che fa il protagonista avrebbe senso se lui fosse vissuto su un altro pianeta per poi essere innestato sulla Terra; ma, essendoci cresciuto, mi sembra difficile che arrivi a ottant'anni senza capire un rabarbaro di quello che gli accade intorno. Per il resto, le tematiche in generale sono un po' banali: i terrestri sono arretrati e quindi limitati; i belli sono avvantaggiati e quindi cattivi, i brutti sono emarginati e quindi intelligenti; insomma, penso che si potesse fare un pochino di più.
Braveheart
Inviato: 16/5/2007 21:53  Aggiornato: 16/5/2007 21:53
Not too shy to talk
Iscritto: 2/2/2007
Da:
Inviati: 70
 Re: L'ultimo messaggio di un alieno
Grazie a tutti per i commenti. Cmq mi sta venendo un dubbio: ma lo avete compreso che nel racconto la parola alieno è simbolica, perché il protagonista è un essere umano? In caso negativo, ho di nuovo fallito nel farmi capire!:(
ArteBistro
Inviato: 22/5/2007 21:55  Aggiornato: 22/5/2007 21:55
Just popping in
Iscritto: 22/5/2007
Da:
Inviati: 3
 Re: L'ultimo messaggio di un alieno
Racconto di facile lettura, un po' scontato e senza pathos, ma scorrevole. Non si riesce a penetrare nel personaggio narrante ma data la scarsa lunghezza dello scritto forse il farlo non sarebbe stato molto semplice. Ci sono incoerenze già fatte notare da altri commentatori (l'esprimersi in modo infantile nella prima parte del racconto contrasta col fatto che lo scritto è stato computato da un ottantenne laureato). L'idea del disadattato che si identifica in un "alieno" (e che in fin de conti lo è perchè alieno ad una società che gli è avulsa) non è poi tanto nuova.
Comunque in fin dei conti l'ho letto senza fastidio.
offender
Inviato: 5/7/2007 11:20  Aggiornato: 5/7/2007 11:20
Just popping in
Iscritto: 5/7/2007
Da:
Inviati: 2
 Re: L'ultimo messaggio di un alieno
Ciao, sono d'accordo con chi dice che lo spunto era buono, ma che il tutto scorre in maniera un po' piatta. Inoltre secondo me si nota una crescente "compressione" della narrazione man mano che il protagonista racconta la sua storia: l'infanzia e l'adolescenza sono descritte con dovizia di particolari, attraverso degli eventi particolareggiati, ma via via poi il tutto viene spiattellato un po' "frettolosamente", qaundo invece ci si aspetterebbe forse il contrario. Che l'alienità fosse simbolica invece secondo me era chiaro.
Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novità
  O  I  S 
Iscritti01453
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 52 utente(i) online (9 utente(i) in Notizie)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 52

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 0
Ieri: 15
Totale: 5477
Ultimi: ClydeBuddi

Utenti Online:
Ospiti : 52
Membri : 0
Totale: 52
Lista Utenti [Popup]

Link sponsorizzati

© 1999-2017 OZoz.it