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Letture Incrociate - Racconti : L'uomo della porta accanto
Inviato da Vale_freedom il 16/4/2007 7:44:40 (1746 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Sai, mi sembrava di andare lontano. Molto lontano, in effetti. Così lontano che la mente umana non può riuscire a comprenderlo, oltre qualsiasi confine, oltre qualsiasi luogo. Oltre la monotonia di qui.


Buffa come poesia. Cioè, mi correggo: normalmente non avrebbe niente di buffo. Ma detto da un paralitico, che non può muoversi dalle spalle in giù, lo è. Chi potrebbe credere che proprio io, in grado di usare solo la mente, la voce e poco altro, potessi andare lontano, più lontano di chiunque altro? Eppure l’ho fatto, l’ho fatto eccome. È stato lo scopo di tutta una vita da adulto, passata seduto su una sedia a rotelle, e credo che alla fine sia proprio questo il motivo per cui non me ne sono ancora andato. In senso definitivo, voglio dire. Credo di essere, se non proprio unico, almeno molto raro. Qualunque altro uomo avrebbe già ordinato alla macchina che governa la mia vita di aumentare di un po’, di un bel po’, la dose delle medicine per il cuore, e puff…sarebbe già in un mondo migliore. Come mi disse una volta una ragazza, quando ero molto giovane, agli uomini manca la voglia di vivere già quando sono interi…e non si può certo dire che io sia intero. A onor di Lea, quella ragazza ormai molto diversa da allora, bisogna dire che le donne hanno molta più energia, molta più voglia di vivere. Ma sto divagando. È solo che come sempre, quando mi capita di nominare Lea mi perdo nei ricordi. L’ho conosciuta quando avevo diciassette anni…l’Incidente sarebbe avvenuto solo l’anno dopo. Incidente con la maiuscola, perché non fu un incidente qualsiasi, ma quell’Incidente, quello che mi ha rovinato la vita. E sto divagando di nuovo; ma il guaio di essere nel mio stato è che si ha tutto il tempo che si vuole a disposizione. Troppo tempo, sinceramente. Veramente troppo. È solo che…vorrei che Lea fosse ancora qui, e non lontana, lontanissima, oltre qualsiasi luogo. Ma credo che presto la raggiungerò. Paralitici insieme, e ora partiti insieme, per quel luogo. E visto che sto per andarmene, tanto vale che lasci le mie memorie. Non le memorie con la storia di tutta una vita, perché comunque non avrebbe molto senso. Troppe lacrime, troppo dolore, troppe cose sepolte che non ho nessuna voglia di ritirare fuori. E troppo poco tempo; buffo detto da me, ma è proprio così. Lea mi aspetta, là, in quel luogo che entrambi sappiamo raggiungere, il nostro rifugio. Non sono molti i miei pensieri che voglio lasciare a questo mondo, che del resto non ha saputo darmi molto; sicuramente, molto meno di quanto gli abbia dato io. Per cominciare, qualcuno si chiederà chi sono, e quanti anni ho. Beh, continuate a chiedervelo. Nessuna delle due cose è importante, del resto. Nella mia vita da adulto, due sole cose hanno contato qualcosa: l’Incidente, e Lea.
Non ho nessuna voglia di raccontare dell’Incidente. È un ricordo troppo vicino, doloroso, e io voglio lasciare qualcosa di privo del dolore che ha dominato la mia vita. Posso usarlo però per parlare delle mie opinioni sul destino. Perché come altro la definireste voi, una coincidenza? Una coincidenza il fatto che l’Incidente sia avvenuto esattamente diciotto anni esatti al minuto dopo la mia nascita? Il 23 di ottobre alle 23 e 23 minuti? Per com’è andata, direi che il 23 non era il mio numero fortunato. Il destino esiste…se vi capiterà mai di arrivare dove sono arrivato io, ne avrete la prova. Io non ve la posso portare; e, onestamente, non mi interessa nemmeno farlo. Ma sarà buffo quando vedranno il mio elettrocardiogramma, e si accorgeranno che il cuore si è bloccato il 23 ottobre alle 23 e 23 minuti…a poche persone è concesso di decidere il momento della propria morte, e io ne approfitterò per vendicarmi. Che altro c’è da dire sull’Incidente? Ha cambiato la mia vita, e non certo in meglio, ed è avvenuto con Lea. Già, Lea.
Lea è la persona più meravigliosa che sia mai esistita, e probabilmente che mai esisterà. Anche lei aveva diciassette anni, quando la conobbi. Era la vita…lo è ancora, lo è sempre stata, libera, sulla sedia a rotelle oppure oltre ogni luogo. Ho sempre trovato buffo che amasse proprio uno come me; ma forse, chissà, è il destino che ci ha messo ancora una volta lo zampino. Noi dovevamo comunque raggiungere quel luogo, e lo abbiamo fatto l’uno per l’altra; se il nostro amore non fosse esistito, non saremmo mai arrivati oltre ogni luogo. Non mi importa, onestamente. Se il destino deve fare che faccia pure; per una volta, mi ha fatto un bel dono. Perché Lea è la cosa più bella che mi sia capitata, e non solo nel senso dell’aspetto. È bella, bellissima, ma non è questo che conta. Lei dice che mi ama anche perché sono stato il primo a capire questo. Io lo so quanto Lea ha dentro, quanta gioia, quanto sentimento, e quanta forza. C’è molto da dire di lei; in effetti, queste memorie sono più il racconto della sua vita che della mia. Sapete…non credo di essere in grado di descriverla veramente. Lei è la luce, le stelle, la notte. È viva come pochi altri; posso percepire la sua vitalità anche adesso che è là, nel luogo oltre tutti.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
rosalinda
Inviato: 17/4/2007 16:03  Aggiornato: 17/4/2007 16:05
Just can't stay away
Iscritto: 7/10/2006
Da:
Inviati: 324
 Re: L'uomo della porta accanto
Ho dei problemi col pc e non riesco a leggere tutto il racconto,però mi sembra molto scorrevole.
Mi resta la curiosità di sapere cosa dice il resto.
Braveheart
Inviato: 17/4/2007 19:35  Aggiornato: 17/4/2007 19:35
Not too shy to talk
Iscritto: 2/2/2007
Da:
Inviati: 70
 Re: L'uomo della porta accanto
Un racconto sicuramente dai contenuti molto sensibili, che colipiscono al cuore e dovrebbero farci riflettere non poco, sopratutto quando spesso ci lamentiamo della nostra vita e di come vanno le cose.
Insomma, come idea non è affatto male, e comunque tutto scorre bene, solo che ho avuto l'impressione che alcuni parti fossero superflue, e avresti potuto tagliarle in maniera da sfoltire lo scritto e renderlo ancora più fluente. Magari descrivere ancora più accuratamente le sensazioni e i pensieri del protagonista su certi aspetti avrebbe reso lo scritto meno noioso nella parte centrale, dove invece c'è un pochino di pesantezza. Carina invece la sorpresa finale, e sopratutto le trovate come "l'Incidente" e il numero 23.
Ciao!
il_corvo
Inviato: 18/4/2007 10:39  Aggiornato: 18/4/2007 10:39
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: L'uomo della porta accanto
Non è affatto male.

Ti dico cosa m'è piaciuto e cosa meno.
M'è piaciuto il dire e il non dire che tiene viva la curiosità. Poi, potrà sembrare strano, ma m'è piaciuto molto il ripetersi di contraddizioni nel giro di poche righe su parecchie riflessioni (una vita sfortunata... / una vita tutto sommato abbastanza buona... ecc.. ecc..) credo renda molto bene l'idea degli stati d'umore a cui è soggetto il protagonista a causa della condizione in cui si trova. M'è piaciuto anche lo stile. Semplice e scorrevole.

M'è piaciuto un po' meno la lunghezza data al testo, il quale a mio parere (per quel che vale) poteva essere un po' più contenuto.

Anche il finale non m'ha entusiasmato. Ma è sempre gusto personale. In ogni caso trovo che tu l'abbia gestito bene. (il finale)

Ciao sarò lieto di rileggerti
Vale_freedom
Inviato: 18/4/2007 12:41  Aggiornato: 18/4/2007 12:41
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: L'uomo della porta accanto
Innanzitutto grazie a tutti per i commenti. Ho notato che avete un parere discordante sul finale...d'altronde quello va a gusti, e a me personalmente piace così. Per quanto riguarda quello sucui siete d'accordo, invece, è un'eccessiva lunghezza, forse una certa pesantezza. In effetti avete ragione, e sono contenta che me l'abbiate detto perché ne terrò conto nei prossimi racconti. Grazie a tutti.
Mi dispiace che tu non l'abbia potuto leggere...non posso riassumertelo naturalmente ma spero che tu lo guardi non appena avrai messo a posto il pc!Grazie mille.
Ciao a tutti_Vale
streethawk
Inviato: 18/4/2007 20:16  Aggiornato: 18/4/2007 20:16
Just popping in
Iscritto: 6/9/2006
Da:
Inviati: 41
 Re: L'uomo della porta accanto
Le emozioni sono così tante che non puoi fare a meno di pensare che chi l'ha scritto conosca la realtà dell'handicap,dirett.o indirett..

Non mi pare lungo magari qualche espressione è un po' sdolcinata.

Il finale è troppo amaro,li avrei voluti vincenti, dando una bella lezione a quel mondo che amano-odiano.
daniel
Inviato: 18/4/2007 20:56  Aggiornato: 18/4/2007 20:56
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 28/6/2004
Da:
Inviati: 779
 Re: L'uomo della porta accanto
A me è piaciuto...
Non l'ho trovato lungo
E nemmeno pesante.
E ti dirò
Forse
Nemmeno del tutto triste.
A rileggerti
D.
Vale_freedom
Inviato: 19/4/2007 12:49  Aggiornato: 19/4/2007 12:49
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: L'uomo della porta accanto
Grazie ancora per i commenti. Dunque, sono contenta di essere riuscita a rendere bene le emozioni ma io non ho alcun contatto diretto con la società degli handicappati, se non quello che qualsiasi persona può avere...Per quanto riguarda il finale, come ho già detto è questione di gusti...ma a mio avviso loro alla fine ne sono usciti vincenti!La loro vita non poteva essere come tante altre, e quindi hanno deciso di renderla completamente diversa invece che di cercare di assomigliarle...A mio avviso una sfumatura di ottimismo c'è. Grazie a tutti_Vale
Prosopon
Inviato: 1/5/2007 19:57  Aggiornato: 1/5/2007 19:57
MdF - Vincitore
Iscritto: 1/3/2007
Da: Efeso
Inviati: 241
 Re: L'uomo della porta accanto
Ciao Vale,
ricambio il commento che hai lasciato al mio racconto.
Che dire? Il tuo lavoro mi è senz’altro piaciuto. Per il tipo di tematica che hai scelto, il tono è fresco, limpido, direi quasi naïf. La lettura è piacevole. Mi permetto però qualche osservazione sullo stile…
Certi passaggi, certe espressioni andrebbero maggiormente maturate, secondo me. Ci sono delle ripetizioni (non solo concettuali, ma anche terminologiche: ad esempio all’inizio “troppo” viene usato… un po’ troppo. Lo stesso vale per l’aggettivo “bello”) che si possono risolvere con l’uso di sinonimi, o rivedendo il periodo, magari anche sforbiciando se proprio non sono essenziali.
In altri punti adotti delle soluzioni che non mi convincono:
1) “E io voglio lasciare qualcosa di privo del dolore…”: forse è meglio “qualcosa che sia privo del dolore…”.
2) L’espressione “nessuno dei due”, andrebbe cambiata in “nessuna delle due”, perché riferito a “possibilità” (infatti, poco dopo scrivi al femminile “sono diventate importanti”).
3) “Parlarne sottovoce” non va, meglio “parlare sottovoce”.
4) Quando chiudi un dialogo usi questa interpunzione .». Quella corretta sarebbe .» cioè il punto va dentro le virgolette se la battuta conclude la frase, mentre dopo le virgolette non ci va nulla. Se dopo la battuta, invece, c’è una nota di dialogo, il punto può non essere messo dentro le virgolette ma direttamente alla fine della nota di dialogo.
Ad esempio: «Sono sorpreso di vederti qui» le disse.
Invece punti di sospensione, esclamativi o interrogativi vanno comunque messi dentro le virgolette di chiusura anche se dopo c’è una nota.
Esempio: «Sono sorpreso di vederti qui!» le disse.
In altri termini: in un dialogo, dopo le virgolette, non va mai messo il punto fermo.

Piccole cose, insomma, ma che sarebbe bello ritoccare.
Non ho niente da dire sulla lunghezza: secondo me va bene. Se sembra troppo lungo è perché eventualmente, come ho già detto, alcuni punti possono essere maturati e rivisti dal punto di vista del ritmo e della struttura interna.
E sia detto, in fine: bellissimo quel “oltre ogni luogo”.
fiorderica
Inviato: 2/5/2007 9:15  Aggiornato: 2/5/2007 9:16
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: L'uomo della porta accanto
Ciao Vale, ho letto il tuo racconto d'un fiato e devo ammettere che non m'è costato fatica .
Non lo trovo per nulla lungo o eccessivo nella narrazione. Al contrario riscontro un ottimo linguaggio, semplice, lineare e, quel che più conta a mio avviso, con pochi incisi e dunque con periodi brevi.
Concordo con Prosopon circa piccolissime sfumature, comprese quelle della "consecutio temporum" che di sicuro puoi rivedere.
Io sollevo un'altra annotazione: i puntini sospensivi. Mentre lo segnalo sorrido!
In verità questa interpunzione imperversa nei miei componimenti in versi con frequenza incontrastata, sicché da qualche tempo (ovvero da quando mi fu fatto notare...ehm..) li evito appena posso.

Nel tuo racconto lì dove li usi per creare una pausa
Era la vita…lo è ancora

nel mondo…così insensibili alla vita…».

già quando sono interi…e non si può certo dire che io sia intero.

potrebbe starci molto bene una virgola, che già di suo è una pausa.

A parte questi rilievi, apprezzo molto il tuo stile. Emerge una bella sensibilità, strettamente connessa ad una buona attitudine a comunicare ciò che osservi e metabolizzi.

Brava, Vale, penso ti leggerò ancora!

fior
Ermione
Inviato: 8/5/2007 10:14  Aggiornato: 8/5/2007 10:14
Just popping in
Iscritto: 8/5/2007
Da:
Inviati: 7
 Re: L'uomo della porta accanto
Ciao, mi sono appena iscritta, e leggere questo tuo racconto è stata la prima cosa che ho fatto in questa nuova veste.
Bè, devo dire che sebbene concordi con i commenti inerenti forse l'eccessiva lunghezza e leggera pesantezza (che ossimoro!) della parte centrale del tuo testo, l'ho trovato comunque molto interessante. Complimenti,davvero.
A presto,
Elisa
giosp
Inviato: 9/5/2007 8:45  Aggiornato: 9/5/2007 8:45
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: L'uomo della porta accanto
C'è qualche ripetizione e qualche ridondanza, nel senso che torni e ritorni sugli stessi punti, forse troppo, e per questo andrebbe snellito.
Però la base è molto buona. Avrei detto che fosse un monologo, invece è una lettera dettata a un computer, quindi un quasi monologo... beh dai ci sono andato vicino.
Vale_freedom
Inviato: 11/5/2007 13:28  Aggiornato: 11/5/2007 13:28
Not too shy to talk
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 94
 Re: L'uomo della porta accanto
Salve a tutti! Innanzitutto, ri-grazie per i commenti. Non mi ripeterò per quanto riguarda la lunghezza e la pesantezza...ne ho già parlato! Ringrazio Prosopon per le correzioni stilistiche: non me ne sono avuta per niente a male, anzi! Devi sapere che non sono quello che si dice una scrittrice "espertissima" e quindi a volte incappo in questo genere di errori...e naturalmente le correzioni sono sempre utili!
Per quanto riguarda i puntini di sospensione, hai assolutamente ragione. E' un vizio che mi risulta difficile da eliminare, e pensa che addirittura ne ho tolti già diversi dalla stesura iniziale del testo! Grazie a tutti e un bacio
pillolamar
Inviato: 14/6/2007 10:01  Aggiornato: 14/6/2007 10:01
Just popping in
Iscritto: 23/4/2005
Da:
Inviati: 40
 Re: L'uomo della porta accanto
Ciao Vale_Freedom.
In realtà quest'oggi ho un gran mal di testa. Non so perchè, sarà il tempo?
La temporanea indisposizione però, non mi ha proibito di appassionarmi al tuo racconto che ho letto tutto d'un fiato.
Ho subito pensato al paraplegico di "Il mare dentro" un film di Amenebar (non ricordo se effettivamente il cognome si scrive così). Comunque, anche il protagonista di questo film è un uomo rassegnato in modo poco sereno alla sua condizione (mi pare di capire che il tuo protagonista quantunque appaia piuttosto lucido lascia trasparire un certo malessere.) anche se dotato di quella forza comunicativa che lo porterà a realizzare molto cose (anche la sua morte, a ben vedere. è un film eutanasico, del resto.). Ecco, volevo scriverti l'analogia filmica che mi è sorta in testa.
Per quanto concerne il tuo lavoro...
è molto riuscito nell'intento di comunicare i sentimenti rabbia-tristezza-rassegnazione, anche il fatto che non ci siano periodi troppo incisivi od ammissioni dirette. Sembra un racconto sussurrato, confuso.... come lo sono sensazioni così forti, dopotutto.
Il tratto piu riuscito di questo racconto e la figura accennata di questa meravigliosa Lea. Anche se appena appena presente... si scorge in lontananza. Bell'effetto.
Una domanda: E se fosse il protagonista la persona migliore di cui Lea parla?
Se è così, ho adorato l'umile ingenuità dell'uomo. Anche se di quest'ultimo ho apprezzato la risolutezza triste e malinconica. E la lucidità.
Unico appunto, non mi è piaciuta affatto la frase
"Lea è la persona piu meravigliosa del mondo"


mmmmmmmmmmmmm
Se la dici così la meravigliosità si perde...
in una descrizione troppo comune.


ma è solo una frase.


Ti do un bell'8.
è difficile scrivere di queste cose in modo così lucido.
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