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Letture Incrociate - Racconti : La tregua
Inviato da Braveheart il 2/3/2007 13:47:39 (1766 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Erano più di due ore che il comandante Hunziker osservava la foto della moglie e sua figlia al centro del tavolo. Da più di tre anni non le vedeva: gli mancavano moltissimo i loro sguardi amorosi, che non potevano essere sostituti da fredde e anonime parole scritte su un telegramma.


“Non temete angeli miei, tornerò presto da voi, e festeggeremo tutti insieme la vittoria” pensava Hunziker, quando tutto a un tratto udì un brusio di voci proveniente dall’esterno del bunker, che mano a mano diventava sempre più intenso: quando riconobbe la lingua russa, capì che il comandante sovietico era arrivato al campo insieme al suo battaglione. Non ebbe nemmeno il tempo di alzarsi dalla sedia che risuonarono due forti colpi alla porta:
- Avanti.
Entrò un soldato.
- Signore, il comandante Pirov e i suoi uomini sono arrivati.
- Fallo entrare pure.
- Va bene.
Dietro al soldato apparve il generale sovietico: come vide Hunziker, sul volto severo gli spuntò un sorriso a trentadue denti.
- Puoi andare adesso, Hunk - esclamò Hunziker rivolto al suo sottoposto, e quello sparì in un batter d’occhio.
- Così lei è il comandante Hunziker, vero? Che piacere incontrarla di persona!- disse Pirov in tono affabile stringendo la mano del generale
- Lei invece è il generale Pirov suppongo. La ringrazio per aver accettato il mio invito, ma soprattutto per non aver fatto fuori Scharwz.
- Ah ah, si figuri. E’ vero che siamo in guerra, ma sarebbe stata una vigliaccata far uccidere un uomo solo da quaranta soldati. Comunque quando ho letto la sua lettera, non ho avuto alcuna esitazione ad accettare il suo invito: ritengo che non esista modo migliore di onorare questa santa notte con una tregua, e riunirci qui tutti quanti in onore di Cristo nostro Salvatore! La ringrazio per questo, comandante.
- Sono io che devo ringraziare lei per essere venuto. Ma la prego, si accomodi, non stia lì in piedi. Mi perdoni se l’ambiente non è ospitale, ma sa com’è…..
Il bunker era sporco e disordinato, e Hunziker fece sedere il comandante Pirov su una sedia di legno umida.
- Non si preoccupi signore, siamo abituati a molto peggio! Comunque comandante, devo farle i miei complimenti, perché conosce molto bene la lingua russa.
- Ho vissuto a Pietroburgo da giovane. Una bellissima città, davvero, ma soprattutto abitata da gente per bene e molto ospitale.
- Capisco. Mi domando però se i nostri uomini potranno capirsi: nel mio battaglione nessuno conosce il tedesco.
- Oh, stia tranquillo, alcuni miei soldati conoscono bene il russo. E comunque l’importante è stare insieme, no?
- Sì, ha proprio ragione!
A quel punto gli occhi di Pirov si posarono sulla foto raffigurante una donna con in braccio una bimba.
- Suppongo che siano sua moglie e sua figlia - disse il generale sovietico sorridendo.
-Esattamente. Mi mancano moltissimo, e non vedo l’ora di riabbracciarle quando sarà tutto finito!
Il volto di Hunziker assunse un’espressione malinconica.
- Lei ha figli invece? - aggiunse poi rivolto a Pirov.
- Oh sì, un bambino di sette anni. Dice sempre che da grande diventerà un generale formidabile come me, e che combatterà per la patria. Poi a scuola va benissimo, ha i massimi voti in tutte le materie. E’ così giovane, ma è già motivo di grande orgoglio per me!
Si udirono due colpi alla porta del bunker, ed entrò un soldato tedesco.
- Comandante, un telegramma per lei.
Una volta congedato il subalterno, Hunziker lesse il telegramma:


Tanti auguri di buon Natale al valoroso generale Fredierich Hunziker. Che la sua perspicacia e astuzia possano portare la Germania alla vittoria finale.

A.H.

Il generale Hunziker fu molto compiaciuto dell’augurio, soprattutto perché il Führer non faceva gli auguri alla feste se non ai più stretti conoscenti: evidentemente lui faceva parte del piccolo cerchio di fiducia del Cancelliere.
I comandanti passarono il resto della serata in grande allegria, tra un bicchiere di vino e l’altro, parlando di divertenti aneddoti giovanili, amori passati e episodi risalenti alla Grande Guerra. Ma il suono improvviso dell’orologio a pendolo interruppe le chiacchiere.
- Accidenti, è scoccata la mezzanotte – disse Pirov alzandosi - E’meglio che io e miei uomini torniamo al campo, altrimenti moriremo congelati.
- Oh, ha ragione. Sa, quando si sta bene insieme e ci si diverte, il tempo passa molto in fretta- esclamò Hunziker.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
senza
Inviato: 2/3/2007 20:55  Aggiornato: 2/3/2007 20:55
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: La tregua
per qualche strana ragione il commento che avevo lasciato prima sembra scomparso... provo a riportare le mie impressioni
non so quanto possa essere verosimile la scena che descrivi... non credi che i soldati i generali,non si sarebbero mai fidati ad entrare nel covo dei nemici per paura d'un tranello? certo anche loro avrebbero preso precauzioni ma non ho letto da nessuna parte diffidenza e mi sembra strano che tutti siano stati così bene solo per il fatto d'essere uomini
racconto senza intoppi o sviste da segnalare, i meriti vanno piuttosto al tema che se anche è plurisentito, è sempre un bene ed è sempre toccante, parlare della guerra
Prosopon
Inviato: 6/3/2007 20:19  Aggiornato: 6/3/2007 20:19
MdF - Vincitore
Iscritto: 1/3/2007
Da: Efeso
Inviati: 241
 Re: La tregua
Ti avevo promesso il mio commento, ed eccolo qua…
Prima di tutto devo segnalarti alcuni errori grossolani riguardo ai contenuti. E’ improbabile, se non impossibile, che un generale sovietico inneggi a Cristo Salvatore: per arrivare ai gradi alti dell’esercito sovietico bisognava essere membri del partito comunista, nelle cui gerarchie il cristianesimo (cattolico, ortodosso, o protestante che fosse) veniva considerato un nemico, che andava (e fu) sistematicamente eliminato. Basti pensare che nel periodo storico cui fai riferimento sono stati uccisi centinaia di migliaia di cristiani e chiuse decine di chiese nelle repubbliche sovietiche. Idem come sopra per Hitler: dubito che il Fuhrer, che era un pagano dichiarato e detestava il cristianesimo, si preoccupasse di fare gli auguri di Natale.
Passiamo al racconto…
La punteggiatura è ok, e anche il ritmo del periodo. Non mi convincono affatto i dialoghi: sono stereotipati, superficiali (nel senso che non riescono ad evocare, ad esempio, lo stato d’animo degli interlocutori, né la loro personalità). I due generali stessi, come personaggi, sono abbastanza evanescenti, andrebbero maggiormente approfonditi: cosa provano durante il dialogo? Cosa pensano del loro interlocutore? Per essere due nemici, sono troppo cordiali: sembrano due amiconi di vecchia data, non c’è traccia di ostilità, sospetto, attrito. Sono comunque due stranieri che fino al giorno prima si combattevano… Il Natale non basta a giustificare tanta reciproca simpatia. Il coprifuoco di mezzanotte, a meno che non ci sia una motivazione “bellica” o logistica, secondo me sta bene in bocca ad un adolescente o a Cenerentola, ma non ad un generale navigato. La seconda parte ha già un piglio diverso. Tuttavia credo che un generale non conosca a memoria i nomi di tutti i suoi uomini (un tenente o un sergente forse sì… Mi dispiace per Jack e per Karl!).
Concludo. Non era mia intenzione demolire il tuo lavoro, anzi! (quindi non ti offendere, per carità!!!) Ma volevi un commento, e ho cercato di offrirtene uno il più completo possibile, nella speranza che ti possa aiutare. Nel complesso credo che il tuo racconto sia ben fatto, ma ha qualche ingenuità che andrebbe limata. Qualche scelta lessicale potrebbe essere più pregnante se modificata (faccio un esempio al volo: “si sentiva una lastra di ghiaccio al posto del corpo”, al posto di “ghiacciolo”, che come termine impaccia un po’ l’atmosfera drammatica, secondo me). L’idea originale è buona: intendo il contrasto tra la notte di Natale e l’orrore della guerra che irrompe subito il mattino seguente. Ma è sviluppata con delle forzature (ad esempio l’amore traboccante tra i generali, di cui ti ho già detto). Sai cosa? Se l’incontro tra i due militari fosse un sogno del generale tedesco, che la mattina si sveglia e si accorge che nulla è cambiato, queste ingenuità risulterebbero meglio armonizzate.
Fammi sapere che ne pensi. Mi scuso se son stato troppo lungo. Un salutone e un “buon lavoro” per i prossimi racconti!
Braveheart
Inviato: 6/3/2007 21:22  Aggiornato: 6/3/2007 21:24
Not too shy to talk
Iscritto: 2/2/2007
Da:
Inviati: 70
 Re: La tregua
Grazie per il tuo commento prosopon. Però c'è una cosa che non mi torna: vada per il generale russo, ma sicuro che i nazisti non credevano in Dio? Io so che essi affermavano spesso "Dio è con noi". Sicuro quindi di quello che dici?
Sulla credibilità del racconto, è evidente che io, essendo un novizio, ho avuto la colpa di non far cogliere ai lettori il vero significato (o perlomeno, quello che avevo in mente io): il racconto è VOLUTAMENTE inverosimile, è ovvio che in una situazione normale due generali non si sarebbero mai incontrati nel covo dell'altro. In realtà nel mio racconto il protagonista è proprio il Natale come festa, la guerra è solo lo sfondo dove ha luogo l'idea che volevo trasmettere: l'ipocrisia con cui spesso viene vissuta questa festa, dove ci sono persone che, solo per commemorare l'occasione, si mostrano buone e gentili, ma in realtà sotto si odiano e sono in guerra, appunto, da tempo.
In defintiva, questo racconto per essere apprezzato al meglio dev'essere visto sotto un punto di vista simbolico e non storico. Ma, ribadisco, essendo un novizio, forse allora ho sbagliato forma e dovevo sceglierne un'altra più appropriata, visto che non sei il primo che ha "frainteso".
Un saluto!
Prosopon
Inviato: 6/3/2007 21:38  Aggiornato: 6/3/2007 21:38
MdF - Vincitore
Iscritto: 1/3/2007
Da: Efeso
Inviati: 241
 Re: La tregua
Mi piace molto la tua idea di usare la guerra per criticare un certo modo di vivere il Natale! Grazie della spiegazione: indubbiamente getta una luce nuova sul racconto e, come hai detto tu, permette di apprezzarlo meglio. In effetti, per me, non è stato così immediato. Ora i conti tornano... Non trascurare questa pista, lavoraci ancora su, è un buon materiale!
Riguardo ai nazisti, sì sono sicuro. I vertici della gerarchia aduravano sicuramente qualche divinità, non però il Dio cristiano: praticavano una specie di neo-paganesimo di radice germanica.
boriosi
Inviato: 6/3/2007 23:29  Aggiornato: 6/3/2007 23:29
Quite a regular
Iscritto: 19/5/2005
Da:
Inviati: 154
 Re: La tregua
ho letto il racconto e i commenti con un certo interesse. la spiegazione che l'autore da riguardo al fatto che il racconto è volutamente poco credibile e il discorso sul natale chiariscono e spiegano i difetti di questo scritto, ma di fatto non lo giustificano. il problema di fondo è che un raconto o romanzo che sia, vale per come è scritto, per quello che è, per quello che dice alla lettura, e non acquista valore dopo che l'autore ne ha spiegato gli intenti. in conclusione, la mia impressione sul racconto è abbastanza negativa. ciao.
Musashi
Inviato: 7/3/2007 14:25  Aggiornato: 7/3/2007 14:25
Quite a regular
Iscritto: 15/12/2006
Da: Reapalus
Inviati: 112
 Re: La tregua
Ciao, ho letto il tuo racconto e devo dire che per quanto riguarda il contenuto mi ha lasciato molto perplesso, non ti dirò cosa ho trovato inverosimile perchè altri prima di me lo hanno fatto; ho letto poi le tue spiegazioni e una lucina si è illuminata, però un appunto ci sta. Apprezzo la tua idea di "dissacrare" in questo modo il natale, e lo condivido, però questo non appare nel racconto, se questa era la tua intenzione non si capisce, o meglio, io non l'ho capita. Sembra una favoletta quando dovrebbe essere un testo amaro, molto più cinico.
Per quanto riguarda la composizione dei personaggi è un pò uno stereotipo da film, dubito che un generale tedesco uccida così, senza problemi un suo soldato, se non per cuore, per propaganda. Comunque devo dire che il tema c'è, ma bisogna lavorarci un poco sopra per renderlo non credibile, ma accusatorio; soprattutto verso l'ipocrisia che vuoi smontare. Per quanto riguarda la stesura invece l'ho trovata gradevole, scorre bene ed è ben scritto, se proprio ti devo fare un appunto, potresti descrivere un po' di più le scene, dare piccoli dettagli che inserirebbero di più la situazione, e lavorerei anche sull'introduzione che va bene ma va sviluppata un ancora un po'.
Detto questo ti invito a scrivere ancora, le idde e la tecnica ci sono, ma chi sono io per giudicare?
A riliggerti
Shoen
Inviato: 10/3/2007 23:20  Aggiornato: 10/3/2007 23:22
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: La tregua
Sulle imprecisioni storiche sono più o meno d'accordo con quanto è stato già detto, anche se, in tutta onestà, non sono abbastanza preparata sull'argomento da scovarle da sola. In generale il racconto storico è molto difficile proprio perchè si rischiano di inserire errori grossolani senza neppure rendersene conto, anche a fronte di un buon lavoro di documentazione. Bisogna pertanto essere ferratissimi sull'argomento fin nei minimi dettagli.

Per il resto, personalmente, il modo in cui racconti mi è piaciuto. E' sì un modo di narrare molto semplice, a "grana grossa", ma il fatto che non vada a scavare in mille dettagli evita il problema della ridondanza e rende lo scritto assai più chiaro. Anche perchè l'impressione che ho avuto è che tu abbia tratteggiato la scena con poche parole, rendendola comunque efficace.
Una cosa che invece non mi è piaciuta molto è il modo in cui hai gestito la struttura del racconto; il brano è breve, ma hai inserito molti dialoghi e riferimenti alla vita dei personaggi che lo appesantiscono.

giosp
Inviato: 23/4/2007 14:31  Aggiornato: 23/4/2007 14:31
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: La tregua
Evvai con l'atmosfera da sagra paesana... Per quanto riguarda la correttezza, ineccepibile. Solo che non mi è piaciuto. È irreale, ma non è questo il punto: è che l'irrealtà è portata avanti da frasi banali e stereotipi da far invidia al teatrino nazionale della broccolandia. Né attraverso i dialoghi né attraverso il racconto traspaiono emozioni, solo la scena di due generali che giocano allegramente a unisci i puntini.
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