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Letture Incrociate - Racconti : Sabbie mobili
Inviato da ShatzyShel il 5/2/2007 17:28:45 (1535 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

28 Maggio 2006
Oggi la squadra di calcio della mia città è stata promossa in “serie A”.
Luca, trasformatosi per l’occasione in un essere posseduto da forze aliene, urlando (piangendo, ridendo, sospirando) al telefonino ottantasette «Amore andiamo in serie A!», ha lasciato intendere che è per strada e passerà a prendermi per poter festeggiare in piazza Europa insieme con il resto del pianeta tifoso.


Ho risposto senza entusiasmo «okkei non vedo l’ora» e lui ha riattaccato gaudente.
Per ora sono sola, seduta sul mio letto mal rifatto, e attraverso la finestra sento alzarsi dalla strada il suono assordante dei clacson impazziti di chi festeggia.
Di fronte alla mia stanza c’è la porta a vetri del soggiorno chiusa, e a vederla così, coi suoi riflessi traslucidi che lasciano solo intravedere l’ombra lenta di mia madre intenta a far pulizie, ho l’impressione di guardare un acquario naturalmente insonorizzato in cui si muove una strana creatura, più spugna che pesce.
Penso che l’ombra monotona-monocroma dovrebbe alzare gli occhi di tanto in tanto per scorgere, oltre acari e polvere, l’esistenza di qualcosa che si chiama vita. Accorgersi che qualcuno festeggia qualcosa. Ma questo mio rimarrà sempre un desiderio frustrato.
Eppure, con uno sforzo minimo, già quasi la vedo rapita da una folle allegria, mentre lancia lo straccetto per aria ed afferra la bandiera sfolgorante della squadra per poterla agitare fuori dal finestrino dell’auto!
Nella mia visione ecco al suo fianco papà che guida tonico e felice, ecco che canta un inno da stadio pieno di energia adolescenziale! Sul sedile posteriore Simoncino saltella contento e ridono tutti, brillano i colori intorn

Due acuti “bip” tagliarono il filo dei pensieri di Federica e la sorpresero con la biro sulla pagina.
La ragazza abbassò gli occhi sul telefonino e quindi sull’SMS di Luca che avvertiva di essere sotto casa ad aspettarla: «È talmente incollato all’autoradio da non separarsene neppure per citofonare! » disse lei tra sé e sé, mettendo via la penna e il suo diario segreto con un certo fastidio.
In quel momento la stanza/scatola-di-vetro si aprì e uscirono di là Simoncino, con la testa china e gli occhi intimoriti di chi si è spinto troppo oltre e gli è andata male, e suo padre, che sbraitava in pantofole e canottiera bianca rilassata sullo stomaco.

Simoncino aveva osato formulare, con un filo di voce che poteva essere un sibilo qualsiasi, la richiesta di essere accompagnato in piazza per vedere la gente che festeggiava. L’aveva detto, e a vederlo torcersi le mani a quel modo chiunque avrebbe giurato che non voleva, e avrebbe giurato, se solo l’avesse conosciuto un po’, che quella forse non era la sua voce, perché Simoncino non parlava mai. Invece era stata la sua vocina, a parlare, tant’è vero che in questo momento suo padre stava spolmonandosi urlando che aveva ben altro a cui pensare, piuttosto che portare lui a spasso e che se avesse voluto portare a spasso qualcosa, avrebbe comprato un cane!

Federica li guardò in silenzio, inerme, con un peso enorme sul cuore, e Simoncino, che sfumava tra le ombre delle stanze, sguisciò via dal suo campo visivo per tornare sonnambulo alla solitudine che l’aveva sprigionato, alla tv.

Simoncino aveva occhi grandi e celesti, mani da pianista. La televisione gli aveva mostrato il mondo così bene da non spingerlo a cercarlo, a farlo proprio: luoghi, persone, eventi, erano per lui cose assimilabili a mille altre quindi già vissute, noiose. Per intenderci, ogni anno una squadra vinceva lo scudetto, quindi perché gioire stavolta più di altre? Questo ti chiedeva lui, se provavi a tirarlo fuori dalle rappresentazioni mentali in cui era impantanato. E non riuscivi a tirarlo fuori, non ci riuscivi.
Dentro a quegli occhi undicenni avvertivi un pozzo sabbioso, una specie di aridità al cuore, alle labbra. Ed era uno spettacolo orribile.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
Lebeg
Inviato: 8/2/2007 18:00  Aggiornato: 8/2/2007 18:00
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Sabbie mobili
Cavolo, che tristezza cosmica!
Ciao Shatzy, ho appena finito di leggere il tuo racconto (mentre sono al lavoro, buuuuuu!!!), e mi hai depresso!
No, scherzo
Ma non farmi divagare, e veniamo al tuo racconto.
L'ho trovato, non so, un po' confuso. Le varie divagazioni sui tizi che scrivono (Federica scrive, Simone scrive), si perde il senso della realtà, e non si capisce bene cosa sia vero e cosa sia scritto.
Inoltre, le varie divagazioni sono gestite malino, tipo la parte in cui si parla del passato di Luca, e tutte le altre. C'è un incerto utilizzo dei tempi e degli spazi del racconto (alcune parti sono trattate poco, altre troppo).
In conclusione, si ha l'impressione di un racconto senz'altro con buone basi, ma mal gestito. Magari un briciolo di attenzione in più alle sue varie parti lo renderebbe davvero un buon racconto (le tematiche giuste ci sono tutte).

A rileggerti

Autore Albero
MicheleSpi
Inviato: 8/2/2007 21:46  Aggiornato: 8/2/2007 21:46
Just can't stay away
Iscritto: 5/9/2006
Da:
Inviati: 252
 Re: Sabbie mobili
Molti i temi che affronti..la crisi della famiglia(il padre che se la fa con Natasha,la madre che pensa solo a spolverare),l'incapacità di comunicare(sia all'interno della famiglia che tra federica e Luca),i falsi modelli offerti dalla TV(Luca che ancora credeva la felicità significa essere calciatore)..e poi il concetto forse più interessante è quella della inettitudine di Federica che vorrebbe in molti casi ribellarsi a quella vita di "merda" ma non ci riesce...lei è un personaggio in contrasto,in lotta,sta lottando per vivere o star zitta come gli altri e continuare con quella vita falsa..nel racconto non si ribella e tutta la sua rabbia diventerà solo altre parole per il suo diario..il punto è lì,perchè non ci riesce?E' forse perchè tutt'intorno tutti si comportano in un certo modo o perchè è lei che sa vedere solo in quel modo?Dal racconto mi sembra sia la prima la risposta esatta e infatti quel che offre il mondo è solo un nuovo meraviglio pelapatate ma in realtà tu racconti con gli occhi di Federica e quindi è lei che non vede il contrasto,la lotta negli altri personaggi(se c'è e credo che in fondo tutti hanno un contrasto,non credo nella freddezza assoluta,è disumana..ma ognuno poi la pensa come vuole e in fondo anche Federica agli occhi altrui appare "morta")..ovvero che cosa sarebbe accaduto se tu avessi descritto il racconto ponendoti sopra tutti i personaggi e non con quelli di Federica?Forse sarebbe stato più riuscito o forse sarebbe uscito fuori un casino...ma forse sarebbe stato più reale..e pensa se addirittura tu avessi scritto il racconto facendo scendere in scena tutti i personaggi(ovvero tu fai parlare la mente di ognuno di loro) e non solo Federica...secondo me con quest'ultima soluzione otterresti un risultato migliore,un quadro completo della situazione e dei rapporti tra i vari personaggi..e allora che ne pensi?Sto dicendo follie?

Autore Albero
momo70
Inviato: 10/2/2007 22:46  Aggiornato: 10/2/2007 22:46
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Sabbie mobili
Ciao SH..y!

Questo racconto qui ha del buono in sé, però avrebbe bisogno di un altro paio di stesure, e soprattutto di una struttura.

Così ha due linee narrative indistinte tra loro - Quella del Simoncino e l'altra, quella della protagonista.
Senza contare che la protagonista per gran parte del tempo racconta la vita di Luca, e non nell'ottica del rapporto di coppia. Luca è il personaggio che diventa di fatto protagonista, sbilanciando e mandando fuori tema il racconto, che ha una vocazione intimista, familiare.

La protagonsita non dice nulla di sé, e questo stona parecchio.
Le considerazioni sono sempre delegate a Simoncino... che del resto non dice mai nulla della sorella.

La mamma che spolvera, il papà che rimorchia, il fratellino laconico, il ragazzo sportivo dal menisco infranto... ma chi è la protagonista?

A questo punto io la taglierei proprio.
Sabbie mobili, il personaggio che più interpreta il senso del titolo è Simoncino. allora perché non lasciare completamente a lui il compito di voce narrante?
E' solo una proposta naturalmente!

In finale trovo il racconto pregno di emozioni, e alla fine quel senso asfittico che è nel titolo si percepisce chiaramente.

Quindi buon lavoro

Rispondi Autore Inviato
 Re: Sabbie mobili -obeb- 12/2/2007 19:17
    Re: Sabbie mobili ShatzyShel 12/2/2007 22:04
      Re: Sabbie mobili lamù 14/2/2007 20:34
        Re: Sabbie mobili ShatzyShel 16/2/2007 21:04

Autore Albero
Shoen
Inviato: 18/2/2007 16:50  Aggiornato: 18/2/2007 16:50
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Sabbie mobili
Secondo me il racconto è confuso fra troppi punti di vista in uno spazio troppo breve per contenerli tutti. Federica è l'occhio narrante, ok; ma la narrazione saltella comunque tra vari personaggi, mentre sarebbe stata più efficace se resa in modo omogeneo. Anche perchè il racconto non ha una trama vera è propria, è la descrizione di alcuni personaggi - ma non succede, tecnicamente, quasi nulla. Quello che invece gli dà corpo è il contesto così "italiano", che secondo me hai in parte ben reso, per quanto spesso scivoli in luoghi comuni da famiglia italiana media (la partita, il calciatore mancato, il papà che mette le corna e così via). Non so, magari con qualche sistemata qua e là verrebbe più carino.

Autore Albero
boriosi
Inviato: 20/2/2007 21:49  Aggiornato: 20/2/2007 21:49
Quite a regular
Iscritto: 19/5/2005
Da:
Inviati: 154
 Re: Sabbie mobili
Il racconto in se non mi ha fatto una brutta impressione. Mi da la sensazione che sia stato scritto di getto, emotivamente, forse per questo appare un po' sconnesso su certi punti. Ci sono però belle metafore e belle frasi, si respira un po' di poesia, e ci sono cose buone, da coltivare. Se è una prima stesura, come credo, va rivisto, per strutturarlo meglio, per renderlo più fluido. Nel complesso non mi è dispiaciuto, anche se a conti fatti pecca a tratti di una certa ingenuità.

Rispondi Autore Inviato
 Re: Sabbie mobili ShatzyShel 26/2/2007 7:54

Autore Albero
il_corvo
Inviato: 23/3/2007 16:13  Aggiornato: 23/3/2007 16:13
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Sabbie mobili
Bello Shatzy! Molto amaro, ma nella vita ci sono anche momenti molto tristi da cui uscirne sembra impresa titanica.

Un racconto breve di tre paginette ma denso anche di trovate stilistiche pregevoli. Inizi raccontando in prima persona, ma è solo una pagina di diario. Il racconto è in terza persona. Pur nella brevita ti soffermi adeguatamente su ogni personaggio del racconto. Dal punto di vista della protagonista. E ciò rende bene l'idea dello sconforto dei mille pensieri che l'attanagliano. Il finale abbandona le lunghe descrizioni per descriverci con sintetici scatti fotografici un'esistenza, quell'esistenza che sembra priva di vie d'uscita.

Dal punto di vista della scrittura, credo che nell'esposizione e nella scelta di alcuni vocaboli tu debba ancora migliorare, ma le premesse per la confezione di ottimi racconti ci sono proprio tutte.

Brava

Autore Albero
giosp
Inviato: 23/4/2007 9:03  Aggiornato: 23/4/2007 9:03
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Sabbie mobili
Catania?
Comunque, sarà che a me questo genere di racconti che raccontano poco piacciono molto, io lo trovo un ottimo lavoro. L'unica cosa da segnalare per me è Luca, personaggio sul quale spendi secondo me troppe parole (sinceramente era il personaggio meno interessante) quando per la sua "biografia" potresti usare poche parole ma scelte e dirette. Calcherei un po' di più sul pittoresco quaderno di Simoncino, invece.
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