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Letture Incrociate - Racconti : L'indicatore
Inviato da smarty il 4/12/2006 8:27:05 (1640 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Le stelle scarabocchiano nel cielo le loro gelide storie, i luminosi canti dello spazio invitto
( Hart Crane )





Mura di sabbia spuntavano dal suolo come protuberanze della terra stessa.
Le mensole, affollate di oggetti silenziosi, sembravano osservare ogni cosa.
La stanza era piccola ma molto illuminata: tanto quanto bastava alla precisione necessaria per l’intervento.
Un breve intervento.
L’uomo puzzava ma sapeva il fatto suo. Non conosceva leggerezza nei movimenti. L’alcol ingerito attutiva il dolore provocato dalle frequenti scosse elettriche.
L’obiettivo valeva tutto questo.
Le dita degli assistenti, rapide e silenziose, tenevano a bada, dalle tastiere dei due vecchi portatili, le protezioni installate nel congegno di organi sanguinanti.
Non rimase cicatrice alcuna.
“ Grazie di tutto – sussurrò – ed ora andatevene. Manca poco.”
“ Grazie a te amico – rispose uno degli assistenti – ci hai salvato la vita, era il minimo che potessimo fare. Buona fortuna.”
Li guardò ancora un istante.
Avevano già caricato tutto quando si iniziarono ad udire le prime esplosioni in lontananza.
Salirono a bordo e svanirono lontano.
Lui rimase immobile mentre intorno iniziava nuovamente l’inferno.

BASE ORBITANTE “CANAAN 4”

“Un viaggio. Il rosso del cielo. Le nubi di gas scarlatte. Le polveri ed i frammenti che da sempre vedevo vagare sulla mia testa erano svaniti. Il vetro aveva riflesso i miei occhi illuminati da quella luce accecante che diventava sempre più fioca finchè non fu solo un punto luminoso fra altri mille punti sparsi all’orizzonte. Il buio sembrava inghiottire ogni cosa ed il silenzio penetrava le spesse pareti di metallo nelle quali eravamo rinchiusi.
Un viaggio. Un altro viaggio. Altro passato dietro le spalle e nuove promesse distese davanti, immobili ad osservarci.”
Il cuore tornava ai giochi a cui quell’esile ed insignificante essere aveva preso parte e li trovava ogni volta più oscuri, lontani e imperfetti. Nessuno proferiva parola e, dopo i primi attimi di smarrimento, gli occhi andavano a chiudersi e le mani a stringersi violentemente a pugno quasi a voler afferrare qualche briciola di tempo e spazio, quasi non accorgendosi di quanto inutile questo fosse.
“I brandelli dei Satelliti Viola andavano solitari a vagare nella mia anima. L’eco delle esplosioni di Gama mi faceva ancora sussultare la notte. Gli strappi del Vascello Noemius erano gli strappi sulla mia pelle e le Stelle di Cristallo che andavano a violentare e disgregare pace ed armonia intorno al mio volto reso immobile, inumano e quasi irreale, erano le lacrime di lei che, stretta al mio petto, vedeva tutto il suo mondo devastarsi e svanire.
Un nuovo viaggio. Diverso. Quegli occhi, quelle mani veloci, esperte, un briciolo di sapienza racchiusa in me, aggrappata al mio cervello come i mille soliti, intensi, nevrotici ricordi intenti a spezzare la mia esistenza, ad uccidermi prima di vivere, ancora prima d’esistere.”
Gli occhi andavano a fissare l’esterno.
Resti di galassie e mondi rotolavano nello spazio siderale e tendevano le mani per afferrarci e per donarci un ulteriore senso d’angoscia. Come se il nostro non bastasse.
“Le mie urla scuotevano nuovamente ogni cosa nell’attimo che precedeva il passaggio. Poi, ricordi, passato, sogni, desideri, mille battiti di cuore, immagini e sciami di suoni svanivano come sabbia lunare spazzata da venti cosmici eterni e silenziosi.
Il passaggio era veloce, breve, ormai solito.
Un tremendo dolore dietro la nuca ed alle tempie.
Le palpebre vive a sbattere nel cranio vitree ed aride, quasi a volersi staccare.
I suoni schiacciati in fondo alla gola ed ogni movimento cancellato dalle “Funzioni Attivate” del mio corpo. Poi torpore, spossatezza e lacrime, mille lacrime uscite quasi a voler lavare la coscienza delle menti perverse che avevano previsto e permesso che tutto questo potesse ancora una volta avvenire.
Ma questa volta tutto era diverso…
Non avrebbero mai immaginato nulla….”




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Shoen
Inviato: 8/12/2006 1:58  Aggiornato: 8/12/2006 1:59
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: L'indicatore
Non è male, sai, mi è piaciuto; certo credo ci sia da lavorare su congiunzioni&virgole, e a volte il modo in cui è scritto dà l'impressione che sia stato un po' tirato via di fretta, ma la storia mi è piaciuta e la conclusione, tra il colpo di scena e le tre righe finali, è convincente. Ti dirò poi che l'ambientazione nello spazio è resa bene e avvince. Yeah, yeah...
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