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Letture Incrociate - Racconti : Il volto a metà
Inviato da strammaio il 13/12/2006 11:38:03 (2148 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Ho spento la sigaretta e ho iniziato a disegnare un volto di donna.
Un’altra volta.





Succede sempre in modo del tutto imprevisto: basta che abbia davanti un foglio bianco e una matita e la mia mano comincia a muoversi in modo autonomo…
Parto dall’arco sopraccigliare. Sempre.
Lo traccio piuttosto arcuato, ma non troppo, perché non intendo conferire nulla d’ironico allo sguardo che tra un po’ mi guarderà dal foglio.
Cerco di rimanere in equilibrio su un sottile filo, che ha qualcosa a che fare con la carezza tenace di un amante innamorato, una carezza decisa e tenera allo stesso tempo.
Una carezza come quelle di Claudio...
Poi traccio la linea esterna di un occhio.
Il destro.
Ha forma allungata, ma è un occhio grande, come spalancato a comprendere il mondo. Un occhio un po’ impaurito, forse. O allibito, incerto.

Disegno lentamente la palpebra, al di sopra dell’occhio; la scurisco leggermente come a passarvi un sottile filo di trucco: è un’operazione delicata, basta poco e, invece di uno sguardo misterioso, ti ritrovi davanti un orrido insetto zampettante. Devo fare attenzione.
Muovo la mano con calma. La matita dev’essere già un po’ arrotondata, sporca. Perdo tempo e penso a quanto questo rimandare somigli al corteggiamento e ai preliminari d’amore. Poi passo a tracciare la circonferenza dell’iride, ma senza colorarla.
Resta lì a guardarmi, l’occhio bianco, quasi offeso, istupidito, ma io faccio finta di non vederlo: guardarlo a mia volta mi metterebbe una dolorosa sensazione addosso, che ho già esperito in passato e che per stavolta voglio risparmiarmi.

Tempero la matita.
Le ciglia sono un particolare del volto che considero un privilegio assoluto regalato da Dio al genere femminile, un particolare che può rendere una donna brutta estremamente interessante e una donna bella molto pericolosa, se quelle ciglia le sa muovere in un certo modo.
Per questo i volti che disegno hanno sempre ciglia folte, più corte dove inizia l’occhio, vicino al naso, e lunghe, lunghissime all’estremo opposto, dove l’occhio s’allunga e muore.
Traccio brevi ciglia anche nella parte inferiore dell’occhio, a tratti leggerissimi.
E, finalmente, torno ad occuparmi dell’iride: al suo centro esatto disegno un cerchio scurissimo, dal quale, a raggiera, si dipartono decise linee che vanno a toccarne la circonferenza. Lascio che la mia mano calchi di più sulla destra e che alleggerisca il tratto spostandosi verso sinistra: è da lì che giunge la luce che va a rischiarare questo sguardo, inondandolo di una consistenza spietata.
Ora passo al naso: lungo, diritto; scende allargandosi su una narice sempre difficile da modellare. Ormai però ci ho preso la mano, mi riesce sempre bene, il naso. Più tardi tornerò coi polpastrelli imbrattati ad abbozzare ombre: adesso non è ancora tempo di toccare, di plasmare, è il momento di delineare, di tracciare linee, di sfiorare soltanto.

Labbra.
Sono carnose. Appena socchiuse. O meglio appena dischiuse.
A volte lascio intravedere i denti davanti, quelli di sopra, e un accenno di lingua.
Sono labbra sempre molto sensuali, ma non esagerate. Sono rigate, screpolate, illuminate dalla stessa luce che colpisce l’occhio.
Oggi, in più, una rughetta sul lato destro rende viva, vissuta, questa bocca leggermente dischiusa. E’ una bocca sporca di un nero effimero di matita, che stendo coi polpastrelli, attenta a non fuoriuscire dal contorno tracciato.
Poi passo a ombreggiare il naso, a dare risalto alle guance, a far intuire un mento piuttosto pronunciato.
L’insieme risulta decisamente piacevole, anche se manca qualcosa: inutile negarlo.
Mancano i contorni.
Non riesco mai ad arginarlo, questo volto!
Sembra voglia riempire tutta la pagina, chiede spazio e attenzione, con tutti i suoi innumerevoli particolari che gli conferiscono spessore e vita. O almeno una sorta di vita…
Lo guardo attentamente: è un viso che dice tutto. Che si dice tutto.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
margheghi
Inviato: 13/12/2006 17:07  Aggiornato: 13/12/2006 17:07
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: Il volto a metà
Complimenti!!!!!
A me è piciuto tantissimo. Lieve, sensuale, delicato, profondo, forte e doloroso......tutto insieme.

A rileggerti
momo70
Inviato: 13/12/2006 22:50  Aggiornato: 13/12/2006 22:50
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Il volto a metà
Io resto lì, con le prime sillabe partorite senza levatrice e una placenta appiccicosa e grassa che mi riempie la gola, facendomi soffocare e impedendomi d’affrontare loro di là, loro di fuori…

Questa e un altro paio di passaggi sul finale valgono la lettura dell'intera tediosa descrizione introduttiva.

L'introduzione è decisamente prolissa, asfittica... praticamente il contrario della profonda intensità della brevissima parte centrale e finale. In altre parole il racconto è sbilanciato nel preambolo.

La facilità di scrittura che hai è sicuramente un valore aggiunto.

C'è poi la confusione del maschile e femminile che spiazza. Il protagonista è donna o uomo? Perché la madre lo chiama Luca, e quant'anche fosse usato come usano gli anglosassoni al femminile, poi si riferisce a lui sempre al maschile.
E non c'è ombra di dubbio che fino a quel momento i patemi d'amore sono riferiti ad una ragazza che ama un ragazzo di nome Claudio...

A rileggerti - Mo
magigor
Inviato: 14/12/2006 20:36  Aggiornato: 14/12/2006 20:36
Just popping in
Iscritto: 10/12/2006
Da:
Inviati: 8
 Re: Il volto a metà
ciao
l'ho letto due volte ma sempre superficialmente, la storia mi sembra come il dipinto non ben definito ma forse era questa l'idea che volevi trasmettere insieme a un po' di mistero. Più che un racconto mi sembra possa essere l'inizio di un romanzo
comunque bravo
melitta
Inviato: 15/12/2006 11:26  Aggiornato: 15/12/2006 11:26
Just can't stay away
Iscritto: 8/7/2004
Da: Venezia - Milano
Inviati: 441
 Re: Il volto a metà
Molti adolescenti tengono un diario; alcuni di loro, i più timidi e introversi, lo scrivono proprio nella speranza che i genitori lo leggano di nascosto, e in questo modo si avvicinino di più ai loro figli, comprendendo ciò che i ragazzi non osano confessare apertamente. Al pari di un messaggio nella bottiglia, il quaderno segreto è una richiesta di aiuto e comprensione.

Luca non scrive: disegna. Il diario di Luca è una cartelletta piena di innumerevoli repliche dello stesso disegno: un volto femminile lasciato sempre a metà. "Sembra voglia riempire tutta la pagina, chiede spazio e attenzione (…): è un viso che dice tutto. Che si dice tutto." Quel volto è la parte femminile di Luca. E’ la scoperta di una sessualità “diversa”, di cui il ragazzo ha preso coscienza di recente: la rivelazione, inattesa e indicibile, è un miscuglio di gioia e spavento, meraviglia e sensi di colpa.
Luca vorrebbe parlarne, ma è bloccato, intimorito dalla reazione che potrebbe suscitare. Le parole non vengono; arriva invece, in una sorta di coazione a ripetere (anche questa, espressione di un disagio psicologico forte), il disegno incompleto, il cui significato è chiarissimo a lui, ma oscuro a tutti gli altri. Infatti i genitori si soffermano solo sulla parte mancante, ignorando "quella parte che grida dal foglio che c’è, che vuole esserci, che vuole…che è. "

Un racconto raffinato, dalla scrittura impeccabile, che affronta da un’angolazione originale, con garbo ed eleganza, i difficili temi dei turbamenti giovanili, dell’incomunicabilità e dell’omosessualità.
senza
Inviato: 18/12/2006 10:56  Aggiornato: 18/12/2006 10:56
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Il volto a metà
bellino
le descrizioni di come nasce il disegno seppure lunghe non stufano ( o almeno io andavo in cerca di capire chi disegna meglio tra noi (( ovviamente io!! ))) e quello che mi ha fatto strano è leggere che il protagonista inizia dal sopracciglio e non dai contorni del viso, che nemmeno ci sono
ma forse, invece che incentrare l descrizione su come viene il disegno era meglio far proprio rispecchiare i sentimenti, con degli aggettivi, di come si sente il disegnatore
così invece l'effetto sorpresa sembra essere tutto il racconto, che si concentra sull'ultimo pezzo
infatti è lì che parli della parte mancante, ma questa ( che pur avrà un carattere, mica siamo tutti uguali ) non è descritta
strammaio
Inviato: 18/12/2006 13:11  Aggiornato: 18/12/2006 13:11
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Il volto a metà
Ringrazio tutti per i commenti ricevuti, soprattutto melitta, non perchè mi fa i complimenti, ma perchè credo abbia colto più di tutti il senso del racconto. non volevo descrivere un volto, per come era o avrebbe dovuto essere, nè volevo raccontare una storia erotica, ma l'incomunicabilità di un adolescente, incidentalmente omosessuale.
dico "incidentalmente" perchè le difficoltà a farsi comprendere, a confidarsi negli anni "medievali" dell'adolescenza credo li abbiamo vissuti tutti... qui in più, Luca deve confessare a chi non vuole accorgersene - non vuole sapere - quel che per lui ormai è lampante. (e la "confusione" tra maschile e femminile era finalizzata proprio a questo!).
la cartelletta gialla contiene segnali di fumo, richiesta di aiuto, consapevolezza di sè. è un discorso generico il mio, non ho pensato a qualcuno in particolare (se non a un certo punto a danilo... che stava a scuola con me pieno di dubbi sul come fare per dirlo alla madre, ma ormai ha aperto il vaso di pandora e vive sereno!) per parlare di quel ragazzo in particolare.
penso anch'io che l'inizio sia un pò freddino e potrebbe stancare, ma l'estro è andato in quella direzione...che dovevo fare? comanda lui!!!
comunque grazie a senza per il "bellino": detto da lei equivale al Campiello!!!
Sedrik
Inviato: 24/12/2006 12:58  Aggiornato: 24/12/2006 12:58
Just can't stay away
Iscritto: 23/10/2006
Da: Imola (BO)
Inviati: 296
 Re: Il volto a metà
Bello bello bello. Sei riuscita a fare un disegno, un bellissimo disegno ci aggiungo, usando "solo" delle parole! Perdona questa divagazione sinestetica ma è quel che ho subito pensato dopo aver letto il tutto. Minimalista eppur dotata di gran forza espressiva; lieve ma capace di colpire come un pugno allo stomaco; semplice sebbene pervasa di un tocco di originalità che salta subito agli occhi. Questa per me è stata la tua scrittura in questo racconto.
Giusto nei tempi e nella lunghezza, il racconto si presta appieno ad una lettura attenta ma densa di emozione, che è, al mio occhio, quanto di meglio si possa chiedere prprio ad un racconto.
Solo un appunto (non prendertela per favore, che magari è un mio grosso errore di valutazione!): in almeno un paio di occasioni confondi il tuo punto di vista, nel senso di maschile/femminile, non si capisce bene se tu sia maschio (che poi è così nel racconto) o femmina (per questo ti ho detto che forse sono errori che ti sono sfuggiti). Magari è una cosa da te voluta, ma che a mio parere sarebbe stato meglio evitare.
Nel complesso un lavoro bellissimo, complimentissimi!
strammaio
Inviato: 24/12/2006 14:33  Aggiornato: 24/12/2006 14:33
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Il volto a metà
Grazie, sedrik, troppo buono!
in realtà, quest'ultimo appunto me lo ha fatto anche qualcun altro...
Confermo che era mia intenzione giocare sul maschile-femminile degli aggettivi. Luca è biologicamente maschio ma si sente femmina e così pensa e parla a se stesso di sè come se fosse a tutti gl ieffetti una femmina. la realtà è altra. il suo corpo è quello di un ragazzo e chi lo guarda senza in realtà vedere è ad un uomo che rivolge lo sguardo e parla, usando il maschile.
l'espediente mi serviva anche per creare un piccol o"effetto sorpresa"...
Comunque ti ringrazio ancora tanto per le belle paroel ... ora mi .
giosp
Inviato: 2/1/2007 9:07  Aggiornato: 2/1/2007 9:07
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Il volto a metà
L'incipit è bellissimo, peccato che è al passato mentre tutto il resto è al presente.
MicheleSpi
Inviato: 7/1/2007 14:48  Aggiornato: 7/1/2007 14:48
Just can't stay away
Iscritto: 5/9/2006
Da:
Inviati: 252
 Re: Il volto a metà
Matita nelle mani e un foglio bianco sul tavolo..ogni volta è un viaggio di consapevolezza,di presa di coscienza della propria condizione,è un viaggio in cui il protagonista cerca di prender forza,coraggio per "apparecchiare in tavola non il pranzo ma la verità".Lentamente inizia a disegnarsi,a raccontarsi dipingendosi..si parte dagli occhi,poi il naso e le labbra per poi soppesare il quadro e scorgere le somiglianze con se stessa..il volto è a metà perchè la contraddizione non è ancora superata("O meglio con la me stessa che mi sento dentro, ma che di certo non sono"),perchè qualcosa dentro cerca,esige spazio come quel volto che "sembra voglia riempire tutta la pagina, chiede spazio e attenzione, con tutti i suoi innumerevoli particolari che gli conferiscono spessore e vita".Eppur "è un viso che dice tutto" ma "gli altri non s'accorgono di niente";il volto a metà per ora è lì "che grida dal foglio che c'è,che vuol esserci,che vuole..che è".
Il modo in cui scrivi è così leggero,mai un "urlo" tra le righe,ma penetrante,delicato,è un accarezzare le parole..e si addice particolarmente ai temi scelti..questo ragazzo che scopre la sua vera sessualità e cerca di gridarla al mondo a suo modo,con disegni che neanche la madre comprende(il padre non capirebbe infatti dice"Presto gliene parlerò, almeno a mia madre")..i miei complimenti,veramente molto bello,delicato..a rileggerti.
_alessandro_
Inviato: 7/5/2008 12:08  Aggiornato: 7/5/2008 12:18
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 524
 Re: Il volto a metà
un piccolo commento forse inutile ma sincero: molto bello!
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