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| Autore | Albero |
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| margheghi | Inviato: 13/12/2006 18:07 Aggiornato: 13/12/2006 18:07 |
Not too shy to talk ![]() ![]() Iscritto: 9/5/2006 Da: Milano Inviati: 95 |
Complimenti!!!!!
A me è piciuto tantissimo. Lieve, sensuale, delicato, profondo, forte e doloroso......tutto insieme. A rileggerti |
| momo70 | Inviato: 13/12/2006 23:50 Aggiornato: 13/12/2006 23:50 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 17/3/2005 Da: Roma Inviati: 1147 |
Io resto lì, con le prime sillabe partorite senza levatrice e una placenta appiccicosa e grassa che mi riempie la gola, facendomi soffocare e impedendomi d’affrontare loro di là, loro di fuori…
Questa e un altro paio di passaggi sul finale valgono la lettura dell'intera tediosa descrizione introduttiva. L'introduzione è decisamente prolissa, asfittica... praticamente il contrario della profonda intensità della brevissima parte centrale e finale. In altre parole il racconto è sbilanciato nel preambolo. La facilità di scrittura che hai è sicuramente un valore aggiunto. C'è poi la confusione del maschile e femminile che spiazza. Il protagonista è donna o uomo? Perché la madre lo chiama Luca, e quant'anche fosse usato come usano gli anglosassoni al femminile, poi si riferisce a lui sempre al maschile. E non c'è ombra di dubbio che fino a quel momento i patemi d'amore sono riferiti ad una ragazza che ama un ragazzo di nome Claudio... A rileggerti - Mo ![]() |
| magigor | Inviato: 14/12/2006 21:36 Aggiornato: 14/12/2006 21:36 |
Just popping in ![]() ![]() Iscritto: 10/12/2006 Da: Inviati: 8 |
ciao
l'ho letto due volte ma sempre superficialmente, la storia mi sembra come il dipinto non ben definito ma forse era questa l'idea che volevi trasmettere insieme a un po' di mistero. Più che un racconto mi sembra possa essere l'inizio di un romanzo comunque bravo |
| melitta | Inviato: 15/12/2006 12:26 Aggiornato: 15/12/2006 12:26 |
Just can't stay away ![]() ![]() Iscritto: 8/7/2004 Da: Venezia - Milano Inviati: 439 |
Molti adolescenti tengono un diario; alcuni di loro, i più timidi e introversi, lo scrivono proprio nella speranza che i genitori lo leggano di nascosto, e in questo modo si avvicinino di più ai loro figli, comprendendo ciò che i ragazzi non osano confessare apertamente. Al pari di un messaggio nella bottiglia, il quaderno segreto è una richiesta di aiuto e comprensione.
Luca non scrive: disegna. Il diario di Luca è una cartelletta piena di innumerevoli repliche dello stesso disegno: un volto femminile lasciato sempre a metà. "Sembra voglia riempire tutta la pagina, chiede spazio e attenzione (…): è un viso che dice tutto. Che si dice tutto." Quel volto è la parte femminile di Luca. E’ la scoperta di una sessualità “diversa”, di cui il ragazzo ha preso coscienza di recente: la rivelazione, inattesa e indicibile, è un miscuglio di gioia e spavento, meraviglia e sensi di colpa. Luca vorrebbe parlarne, ma è bloccato, intimorito dalla reazione che potrebbe suscitare. Le parole non vengono; arriva invece, in una sorta di coazione a ripetere (anche questa, espressione di un disagio psicologico forte), il disegno incompleto, il cui significato è chiarissimo a lui, ma oscuro a tutti gli altri. Infatti i genitori si soffermano solo sulla parte mancante, ignorando "quella parte che grida dal foglio che c’è, che vuole esserci, che vuole…che è. " Un racconto raffinato, dalla scrittura impeccabile, che affronta da un’angolazione originale, con garbo ed eleganza, i difficili temi dei turbamenti giovanili, dell’incomunicabilità e dell’omosessualità. |
| senza | Inviato: 18/12/2006 11:56 Aggiornato: 18/12/2006 11:56 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/4/2004 Da: venezia Inviati: 3123 |
bellino
le descrizioni di come nasce il disegno seppure lunghe non stufano ( o almeno io andavo in cerca di capire chi disegna meglio tra noi (( ovviamente io!! ))) e quello che mi ha fatto strano è leggere che il protagonista inizia dal sopracciglio e non dai contorni del viso, che nemmeno ci sono ma forse, invece che incentrare l descrizione su come viene il disegno era meglio far proprio rispecchiare i sentimenti, con degli aggettivi, di come si sente il disegnatore così invece l'effetto sorpresa sembra essere tutto il racconto, che si concentra sull'ultimo pezzo infatti è lì che parli della parte mancante, ma questa ( che pur avrà un carattere, mica siamo tutti uguali ) non è descritta |
| strammaio | Inviato: 18/12/2006 14:11 Aggiornato: 18/12/2006 14:11 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 21/10/2004 Da: Roma Inviati: 882 |
Ringrazio tutti per i commenti ricevuti, soprattutto melitta, non perchè mi fa i complimenti, ma perchè credo abbia colto più di tutti il senso del racconto. non volevo descrivere un volto, per come era o avrebbe dovuto essere, nè volevo raccontare una storia erotica, ma l'incomunicabilità di un adolescente, incidentalmente omosessuale.
dico "incidentalmente" perchè le difficoltà a farsi comprendere, a confidarsi negli anni "medievali" dell'adolescenza credo li abbiamo vissuti tutti... qui in più, Luca deve confessare a chi non vuole accorgersene - non vuole sapere - quel che per lui ormai è lampante. (e la "confusione" tra maschile e femminile era finalizzata proprio a questo!). la cartelletta gialla contiene segnali di fumo, richiesta di aiuto, consapevolezza di sè. è un discorso generico il mio, non ho pensato a qualcuno in particolare (se non a un certo punto a danilo... che stava a scuola con me pieno di dubbi sul come fare per dirlo alla madre, ma ormai ha aperto il vaso di pandora e vive sereno!) per parlare di quel ragazzo in particolare. penso anch'io che l'inizio sia un pò freddino e potrebbe stancare, ma l'estro è andato in quella direzione...che dovevo fare? comanda lui!!! comunque grazie a senza per il "bellino": detto da lei equivale al Campiello!!! ![]() |
| Sedrik | Inviato: 24/12/2006 13:58 Aggiornato: 24/12/2006 13:58 |
Just can't stay away ![]() ![]() Iscritto: 23/10/2006 Da: Imola (BO) Inviati: 296 |
Bello bello bello. Sei riuscita a fare un disegno, un bellissimo disegno ci aggiungo, usando "solo" delle parole! Perdona questa divagazione sinestetica ma è quel che ho subito pensato dopo aver letto il tutto. Minimalista eppur dotata di gran forza espressiva; lieve ma capace di colpire come un pugno allo stomaco; semplice sebbene pervasa di un tocco di originalità che salta subito agli occhi. Questa per me è stata la tua scrittura in questo racconto.
Giusto nei tempi e nella lunghezza, il racconto si presta appieno ad una lettura attenta ma densa di emozione, che è, al mio occhio, quanto di meglio si possa chiedere prprio ad un racconto. Solo un appunto (non prendertela per favore, che magari è un mio grosso errore di valutazione!): in almeno un paio di occasioni confondi il tuo punto di vista, nel senso di maschile/femminile, non si capisce bene se tu sia maschio (che poi è così nel racconto) o femmina (per questo ti ho detto che forse sono errori che ti sono sfuggiti). Magari è una cosa da te voluta, ma che a mio parere sarebbe stato meglio evitare. Nel complesso un lavoro bellissimo, complimentissimi! ![]() |
| strammaio | Inviato: 24/12/2006 15:33 Aggiornato: 24/12/2006 15:33 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 21/10/2004 Da: Roma Inviati: 882 |
Grazie, sedrik, troppo buono!
in realtà, quest'ultimo appunto me lo ha fatto anche qualcun altro... Confermo che era mia intenzione giocare sul maschile-femminile degli aggettivi. Luca è biologicamente maschio ma si sente femmina e così pensa e parla a se stesso di sè come se fosse a tutti gl ieffetti una femmina. la realtà è altra. il suo corpo è quello di un ragazzo e chi lo guarda senza in realtà vedere è ad un uomo che rivolge lo sguardo e parla, usando il maschile. l'espediente mi serviva anche per creare un piccol o"effetto sorpresa"... Comunque ti ringrazio ancora tanto per le belle paroel ... ora mi . |
| giosp | Inviato: 2/1/2007 10:07 Aggiornato: 2/1/2007 10:07 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 21/10/2003 Da: Veneto Inviati: 2896 |
L'incipit è bellissimo, peccato che è al passato mentre tutto il resto è al presente.
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| MicheleSpi | Inviato: 7/1/2007 15:48 Aggiornato: 7/1/2007 15:48 |
Just can't stay away ![]() ![]() Iscritto: 5/9/2006 Da: Inviati: 252 |
Matita nelle mani e un foglio bianco sul tavolo..ogni volta è un viaggio di consapevolezza,di presa di coscienza della propria condizione,è un viaggio in cui il protagonista cerca di prender forza,coraggio per "apparecchiare in tavola non il pranzo ma la verità".Lentamente inizia a disegnarsi,a raccontarsi dipingendosi..si parte dagli occhi,poi il naso e le labbra per poi soppesare il quadro e scorgere le somiglianze con se stessa..il volto è a metà perchè la contraddizione non è ancora superata("O meglio con la me stessa che mi sento dentro, ma che di certo non sono"),perchè qualcosa dentro cerca,esige spazio come quel volto che "sembra voglia riempire tutta la pagina, chiede spazio e attenzione, con tutti i suoi innumerevoli particolari che gli conferiscono spessore e vita".Eppur "è un viso che dice tutto" ma "gli altri non s'accorgono di niente";il volto a metà per ora è lì "che grida dal foglio che c'è,che vuol esserci,che vuole..che è".
Il modo in cui scrivi è così leggero,mai un "urlo" tra le righe,ma penetrante,delicato,è un accarezzare le parole..e si addice particolarmente ai temi scelti..questo ragazzo che scopre la sua vera sessualità e cerca di gridarla al mondo a suo modo,con disegni che neanche la madre comprende(il padre non capirebbe infatti dice"Presto gliene parlerò, almeno a mia madre")..i miei complimenti,veramente molto bello,delicato..a rileggerti. |
| _alessandro_ | Inviato: 7/5/2008 14:08 Aggiornato: 7/5/2008 14:18 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 15/3/2007 Da: Inviati: 510 |
un piccolo commento forse inutile ma sincero: molto bello!
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PRIMO RIGO 




















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