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Letture Incrociate - Racconti : Strano
Inviato da margheghi il 23/11/2006 17:37:27 (1873 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Non era la prima volta che prendevo in mano quell’anello. No, non era la prima volta.
Mi era sempre stato detto di stare attenta che era un anello “strano”. Così veniva definito, semplicemente “strano”, ma forse era qualcosa di più e nessuno aveva il coraggio di dirlo.
A vedersi non si poteva certo dire che fosse un oggetto particolare, una piccola mandorla con tre piccoli smeraldi circondati da brillantini tagliati a rosetta, forse del ‘700.




Veniva tramandato da madre a figlia primogenita, era così da sempre. Lo si ereditava, ma non lo si poteva indossare. Si doveva sempre portare o appeso al collo, o ad un braccialetto, ma mai infilare al dito: avrebbe portato l’infelicità.

Ricordo ancora mia madre seduta sulla sua poltrona che prendendo in mano l’anello “strano” che portava appeso ad una collana e fissandolo con occhi acuti mi raccontava la triste storia. Si diceva fosse un pegno d’amore di una nostra antenata che la tradizione famigliare descriveva come una ragazza dalla bellezza rara e dalla rara infelicità, sposa costretta di un uomo che non voleva e innamorata di un altro. L’anello era per l’appunto la promessa di un amore che non sarebbe mai stato e che allo stesso tempo non sarebbe mai finito. La ragazza, morì qualche giorno dopo le nozze. Nel sonno misteriosamente si racconta, ma le donne della mia famiglia hanno sempre raccontato che in realtà si era avvelenata, o forse l’avevano avvelenata. Così l’anello ha cominciato il suo triste viaggio nel tempo passando di generazione in generazione, dalle madri alle figlie primogenite con la promessa di non indossarlo mai pena l’infelicità. A conferma e a monito delle sue parole mia madre, raccontava poi la triste storia della sua trisavola che dopo averlo indossato cadde nella più nera depressione tanto da “consumarsi” fino alla morte nonostante un marito che l’amava e tre figli bellissimi, o ancora più vicino a me della sorella maggiore di mia nonna che dopo averlo infilato al dito non curante degli avvertimenti materni, annegò improvvisamente mentre stava nuotando nella Piave. La cosa strana è che era una provetta nuotatrice e più volte aveva affrontato la corrente nuotando da una sponda all’altra.

Così accompagnato da queste storie terribili mia madre lo aveva ereditato da mia nonna ed ora era venuto il mio turno. Qualche giorno prima di morire si sfilò dal collo la collana e me la mise in mano: “Margherita, ecco ora tocca a te. Mi raccomando, non indossarlo, ma portalo sempre con te. Amalo, non lasciarlo mai e vedrai che ricambierà il tuo amore, ma se lo infilerai al dito la tristezza di quella povera ragazza sarà la tua” così mi disse ricordandomi che quelle erano state le stesse parole con cui sua madre l’aveva lasciato a lei.

Strinsi il pugno, lo sentivo pungere nel palmo della mia mano. Guardavo mia madre, i suoi occhi, la sua bocca che ora non sorrideva più, le sue mani lunghe eleganti e generose. Continuavo a guardarla, sapevo che poi non l’avrei più rivista, volevo imprimermela nella testa così da non dimenticarla più.
Strinsi il pugno, chiusi gli occhi e trattenni il respiro. Quando ripresi a respirare mia madre era ormai morta da mesi. La collana l’indossavo sempre, non me la toglievo mai. Ogni tanto la cercavo con la mano e stringevo l’anello fino a farmi pungere il palmo. Così mi sentivo viva. Confesso anche che ogni tanto smetteva di fare quello che stavo facendo per fissare quell’oggetto “strano”.

Successe una sera, quasi non me ne accorsi. Ero seduta sul divano. Guardavo la televisione, nulla di interessante e giocavo svogliatamente con l’anello, nel farlo girare fra le dita non so ancora come sia potuto succedere, me lo infilai all’anulare della mano sinistra.
Immediatamente me lo sfilai, il panico mi assalì. L’infelicità di quella ragazza sarebbe stata ora la mia? “No!” continuavo a ripetermi ”sono solo superstizioni di una famiglia con troppe donne”.

Cercando di non dare troppa importanza all’accaduto me ne andai a letto, ma la voglia di riprovare a infilarlo nuovamente era fortissima. Non riuscivo a resistere era come se una forza altra mi obbligasse e mi spingesse a ciò. Mi sfilai la collana con movimenti automatici e liberai l’anello. Guardai poi la mia mano e come guidata indossai ancora una volta l’anello.
Respirai profondamente. Mi sentivo diversa? No. Ero infelice? No. Mi sentivo triste? No e comincia a ridere. In fondo mi stava bene quell’anello, mi era perfetto di misura e sembrava nato per la mia mano. Mi misi sotto le coperte e mi addormentai.
Ebbi un sonno agitato e tormentato. Continuavo a fare sogni strani, di cui poi ai continui risvegli non ricordavo nulla. Il mattino successivo mi svegliai come sempre, alla solita ora. Stavo bene, non ero ancora morta e tanto meno mi sentivo triste, solo un po’ stanca per la travagliata notte. “Le donne della mia famiglia, quante storie si sono raccontate!” mi dissi. Mi preparai ed andai al lavoro.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
margheghi
Inviato: 27/11/2006 13:27  Aggiornato: 27/11/2006 13:27
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: Strano
Eccomi di nuovo a ricommentarmi.....è la seconda volta che lo faccio!

Dunque che dire... in effetti a rileggerlo si vede una certa fretta, la stessa che si legge in altri miei racconti. L'idea nasce dal credere che qualsiasi oggetto per il semplice fatto che è appartenuto a qualcuno abbia un'anima ed una sua storia. Così dopo aver comprato un anello antico (non l'ho ereditato) ho provato a immaginarne la storia.

L'idea poteva anche essere buona, ma forse sarebbe stato meglio svilupparla un po' di più.
Tornando in dietro non so se lo invierei ancora...

Vabbè...è inutile che scriva a rileggermi anche se a volte dovrei proprio farlo!!!!!
senza
Inviato: 27/11/2006 21:12  Aggiornato: 27/11/2006 21:12
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Strano
non avere impazienza, i commenti arrivano, e non sai quante volte a tutti è capitato d'essere delusi per la loro assenza
ma arrivano
ed il mio è negativo
la storia sembra scritta frettolosamente, ci sono un paio di brutte ripetizioni, specialmente nella descrizione della morte dell'antenata, che sa di favola strasentita
ma le ripetizioni di parola sono presentii in tutte le pagine, che non sono molto eclatanti, ma sanno di letteratura rosa
vabbè, non è il mio genere
ma il colpo di scena finale non mi convince affatto... nemmeno i dialoghi per la verità, e la storia è troppo poco realistica per essere considerata strana.
non so cosa volessi dire... probabilmente non ho capito io
manueffe
Inviato: 28/11/2006 17:37  Aggiornato: 28/11/2006 17:37
Just popping in
Iscritto: 5/10/2006
Da:
Inviati: 13
 Re: Strano
Ciao Marghe, anch'io ci ho messo un po di tempo per il commento perchè ho adottato un sistema particolare.
Mi stampo il racconto e lo leggo con calma e soprattutto non mi faccio condizionare dagli altri commenti, poi quando ci ho ragionato abbastanza butto giù le mie impressioni.
E' una bella storia anche se è un genere molto usato, insomma se ne sentono tanti racconti simili, del resto noi poveri scrittori del duemila ormai abbiamo poco da inventarci.
Delle volte penso che ormai tutto sia già stato scritto, ma poi mi riprendo pensando che la nostra creatività è, se noi lo vogliamo, un universo senza fine, quindi, avanti, buttiamo fuori dalla penna tutto ciò che vuole uscire, anche se poi risulta simile a qualcos'altro, ci sono però delle piccole vibrazioni che avverte solo chi riesce a leggere dentro al racconto, che sono uniche e irripetibili.
Il linguaggio che hai utilizzato è molto fluido e porta la lettura senza difficoltà fino alla fine del racconto, ma quel finale da l'impressione di un cartello stradale: STOP
La lettura e la storia stessa si bloccano in maniera brusca, creando una leggera delusione, l'ultima frase prima della parola "Strano!" da l'idea di trovarsi davanti all'introduzione di un altro capitolo, invece finisce lì.
Magari se ne hai voglia potresti provare a continuarla.
A rileggerti presto
Sedrik
Inviato: 9/12/2006 17:58  Aggiornato: 9/12/2006 17:58
Just can't stay away
Iscritto: 23/10/2006
Da: Imola (BO)
Inviati: 296
 Re: Strano
Ciao margheghi, è il mio primo commento per cui sii clemente e porta pazienza se scriverò delle cavolate; è anche un rischio per me esordire da commentatore sproloquiando su uno dei mostri sacri del sito, quale sei tu!!

"Strano": trovo di una particolarità indovinata la storia, non posso dire originale (ma di davvero originale credo che esista poco in letteratura ormai) ma particolare sì, e lo dico: è particolare.
L'idea è bella e mi ha intrigato parecchio la struttura "circolare", se mi passi il termine, che hai dato alla successione degli eventi. Probabilmente io sarei stato portato ad allungare il racconto, magari guarnendolo di aneddoti secondari o descrizioni più particolareggiate delle disgrazie accadute alle donne in possesso dell'anello.
Forsa sta male dirlo, non lo so, se è così me ne scuso, ma ho intravisto un paio di errori di grammatica (sono poi di certo errori di battitura!) che forse ti sono sfuggiti!
Nel complesso il racconto mi è piaciuto; ti ripeto, personalmente lo avrei completato con qualche cosina di più. Magari tu mi dirai che allora avrebbe perso la sua spiccata connotazione di racconto, il chè può essere vero, però io ho la tendenza a tentare di riempire quelle parti di scritto che mi paiono "vuote"!!
Spero di ricevere un commento da parte tua su un mio lavoretto, così potrai rendermi pan per focaccia, e anche con gli interessi!!!!
sciafab1974
Inviato: 14/12/2006 10:32  Aggiornato: 14/12/2006 10:32
Quite a regular
Iscritto: 20/9/2006
Da:
Inviati: 197
 Re: Strano
ciao... dopo tanto ri-commento, si vede in questo come in altri racconti che sei attratta dalle cose che hanno una storia, che sono antiche ti sei mai chiesta perché? prova a scavare più affondo nella tua storia personale, fai vedere cosa significa la parola "Strano", per il resto i dialoghi non sembrano credibili, io cerco di essere un poco più duro nei dialoghi...
comunque lettura piacevole. ciao
margheghi
Inviato: 14/12/2006 11:56  Aggiornato: 14/12/2006 11:56
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: Strano
rispondendo al tuo commento la domanda potrebbe essere la seguente: amo le cose antiche che hanno una storia e per questo lavoro in un museo...o...il lavoro nel museo mi ha portato ad amare le cose antiche che hanno una storia?
Ancora non lo so...è un po' come la storiellina della gallina e dell'uovo, chi tra i due è nato prima?
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