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Letture Incrociate - Racconti : Il blocco - parte prima
Inviato da Vincenzo68 il 12/11/2006 18:04:42 (2170 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Del fatto che mi accingo a esporvi, si parlò per settimane, nel piccolo paesino di M. Di omicidi a M, in passato ce n’erano stati, è vero. Ma nessuno suscitò mai tanto scalpore.

La vittima: una giovane scrittrice, bella e, per di più, nipote dell’uomo più ricco del paese (e uno dei più ricchi dell’isola). Nessun legame con elementi malavitosi chè, in un paese come il mio, seimilasettecentosessantacinque abitanti, si sarebbe saputo presto.
Ma procediamo con ordine. Comincerò a narrare la vicenda dal giorno che precedette quello dell’omicidio.

Cinque giorni! Da cinque giorni, quel foglio, bianco era e bianco restava. Una frase, una sola dannata frase che non riusciva a strappare dalla bocca del suo protagonista, don Nenè, e il romanzo sarebbe stato portato a termine.
Andò in cucina, si preparò un caffè forte e si accese la ventunesima sigaretta. Ritornò al suo tavolino da lavoro, prese il portacenere, stracolmo, e lo svuotò. La cenere, sparsa dappertutto, la convinse ad armarsi di pezzuola e mettere un pò d’ordine. Si accorse che l’abbandonarsi a quelle faccende domestiche le aveva restituito un po’ di tranquillità. E proprio mentre spolverava, le ritornarono in mente le parole di un professore dell’ultimo corso : - lo scrittore… – oddio chi era? ma che importanza ha? – preferiva lavorare seduto nei tavolini dei bar affollati, in modo da cogliere frasi, osservare personaggi, prendere spunti dalla vita reale -. Porco Giuda! ma perché non m’è venuto in mente subito?
Diede un’occhiata all’orologio. Se si sbrigava faceva appena in tempo a prendere la corriera dell’una. Poteva mai pensare di andare a sedersi in qualche bar del piccolo paesino dove abitava? S’era mai vista una femmina seduta fuori, a un tavolino, in paese? in quel paese ? No! meglio prendere la corriera e scendere a Palermo.
Alla fermata dell’autobus si ricordò del piccolo registratore che usava all’università, durante le lezioni. Tornò a casa, lo cercò dappertutto ma non lo trovò. Si batté una mano sulla fronte. “Che idiota che sono! L’ho prestato a quella puttana di mia cugina il mese scorso”. Nei suoi pensieri, si prendeva la libertà di dare della puttana a chiunque, anche a chi non lo meritava, com’era, appunto, il caso della cugina.
Corse dalla put… ops, dalla cugina, e se lo fece restituire. Non fece in tempo a prendere la corriera dell’una.

Erano le due e mezza quando arrivò a Palermo. I brontolii del suo stomaco, la convinsero a mangiare un boccone nelle vicinanze. A due passi dalla fermata, proprio dietro il teatro Politeama, c’era il bar dove andava ogni volta che aspettava l’autobus per ritornare in paese. Sedette a un tavolino all’aperto, prese il registratore dalla borsa, lo mise in funzione e lo poggiò sul tavolo. Ordinò un panino con gamberetti e salsa rosa. Quando l’ebbe finito, ne ordinò un altro e poi un altro ancora. Fumò una sigaretta, si fece portare il conto, bevve il caffè e si alzò. I due uomini seduti nel tavolino di fronte, sulla quarantina, in giacca e cravatta nonostante il caldo di quei primi giorni di ottobre, sembrarono delusi. Per tutto il tempo i loro sguardi si erano posati sulle tette e sulle cosce di Floriana. A lei non fece né caldo né freddo: c’era abituata e, in ogni caso, adesso, non riusciva a pensare ad altro se non al suo romanzo.
Decise, a dispetto del vento di scirocco che le appiccicava i vestiti addosso, di fare una passeggiata per il centro.
Attraversò la piazza e imboccò via Ruggero Settimo. Guardava, senza fermarsi, le vetrine dei negozi. Pochi metri prima di piazza Massimo, nel marciapiede opposto, vide la vetrina di una libreria. Vi si fiondò. Strabuzzò gli occhi: l’ultimo libro di Andrea Camilleri! Ma come, non doveva uscire fra un mese? Decise di aspettare l’apertura. Si accese una sigaretta e passò dall’altro lato della strada, all’ombra. Un quarto d’ora dopo, a lei era sembrato un quarto di secolo, eccolo lì, il libro, finalmente fra le sue mani! Si sbarazzò della busta di plastica nella quale l’impiegata lo aveva riposto; le piaceva tenerli in mano i libri: ne assaporava, con voluttà quasi, il contatto fisico, l’odore.
In quello stato di grazia si diresse verso piazza Massimo. Sedette a un tavolino di un bar da dove poteva scorgere l’imponente ingresso del teatro Massimo. Mise di nuovo in funzione il registratore, ordinò una coppetta di gelato, nocciola e panna, e si abbandonò alla lettura del libro.
Alle otto prese la corriera per tornare a casa. Nel frattempo, aveva sostato, sempre con il registratore in funzione, in quattro o cinque bar del centro. Aveva percorso via Maqueda fino ai quattro canti, girando a destra in corso Vittorio Emanuele fino alla cattedrale. Infine era tornata indietro, aveva attraversato i quattro canti proseguendo fino in via Roma. Da lì era tornata verso la fermata dell’autobus al Politeama, passando prima per il mercato della vucciria.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Vincenzo68
Inviato: 12/11/2006 20:19  Aggiornato: 12/11/2006 20:19
Not too shy to talk
Iscritto: 21/9/2006
Da: Palermo
Inviati: 55
 Re: Il blocco - parte prima
Ci tengo a precisare quanto segue:

Questa storia me la sono inventata. Quindi, anche i personaggi (coi loro nomi e cognomi) e le situazioni nelle quali vengono a trovarsi, appartengono alla mia fantasia. Qualche omonimia e/o fatto che abbia rispondenza con persone esistenti e fatti accaduti, è puramente casuale.
ShatzyShel
Inviato: 25/11/2006 19:55  Aggiornato: 25/11/2006 19:55
Quite a regular
Iscritto: 22/10/2005
Da:
Inviati: 134
 Re: Il blocco - parte prima
Ciao Vincenzo, do volentieri il via ai commenti!
Quindi quindi, scommetto che i tuoi autori preferiti sono Camilleri e Sciascia, no?
non vedo l'ora di leggere la seconda parte del tuo scritto (sono 2 parti o più?) perchè solo in funzione del tutto posso avere una visione completa. In altre parole questa parte è molto descrittiva, mi pare di avere letto una guida turistica di Palermo, ma è chiaro che se questo è funzionale ai fini dello scioglimento del giallo, lo scoprirò solo alla fine.
Certo è scritto bene.
Ti consiglio di stare attento ai punti di vista: quello prevalente è, ovviamente quello di Floriana ma ad un certo punto, a pag 1 c'è: «per tutto il tempo i loro sguardi si erano posati sulle tette e sulle cosce di Floriana» laddove mi aspettavo un «sue tette/sue cosce».
A pag 2 c'è (credo) una svista: andrea dice: «sei sicura che non si siano accorti di niente quei 2?»
Mi sembra una svista perchè Floriana non ha notato nessuno e nessuno ha mai insinuato che i sospettati fossero 2: nella registrazione si sente una sola voce (a meno che non parlassero in coro).
Altra cosa (oggi sono un po' criticona, ma lo faccio senza malizia, giuro) Floriana "fumò una sigaretta, si fece portare il conto, bevve il caffè" sembra che Floriana non paghi il caffè!

Concludo invidiando Floriana che ha la vita sottile pur avendo mangiato 3 panini con i gamberetti e salsa rosa, un gelato nocciola e panna e una cosa per ogni bar in cui si è fermata!!!
A presto
Vincenzo68
Inviato: 26/11/2006 13:30  Aggiornato: 26/11/2006 13:30
Not too shy to talk
Iscritto: 21/9/2006
Da: Palermo
Inviati: 55
 Re: Il blocco - parte prima
Ciao ShatzyShel,

si, adoro Camilleri e venderei l'anima al diavolo per riuscire a scrivere come Sciascia.
Non preoccuparti, la seconda parte è anche l'ultima, non ho scritto un romanzo a puntate.

"...(oggi sono un po' criticona, ma lo faccio senza malizia, giuro)..."

Io ho trovato molto utili le tue critiche. Farò senz'altro tesoro dei tuoi consigli.

La invidio anch'io Floriana. O meglio, invidio la persona che me l'ha inspirata.
Forse non mi crederai ma c'è una mia amica che mangia di tutto e in continuazione e si mantiene in perfetta forma (e senza fare nessuno sport).

Ciao e grazie di cuore per i consigli
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