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Letture Incrociate - Racconti : Il Ritorno di Agnese
Inviato da manueffe il 3/11/2006 11:59:30 (2145 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Quel pomeriggio Agnese era nella sua cameretta, aveva sempre desiderato una camera tutta sua, per poter sistemare con ordine i suoi pochi oggetti, in modo da poter esporre quelli da ammirare e da poter avere un luogo dove nascondere i suoi segreti, come il suo diario, lei un diario non lo teneva, aveva sempre paura che qualcuno potesse ficcare il naso nei suoi pensieri ed emettere dei giudizi, magari negativi, o peggio ancora, che qualcuno potesse ridere di lei.


La stanza dove dormiva Agnese non era la tipica cameretta di un'adolescente, aveva tredici anni e frequentava la seconda media.
A lei piaceva sistemare i mobili della sua camera come meglio credeva, ora aveva uno spazio tutto per lei, e decise in quel periodo di mettere il suo letto al centro della stanza, probabilmente per poter godere della luce che al mattino filtrava dalle tapparelle abbassate.
Aveva un piccolo armadio a due ante con due cassettoni in basso, quell'armadio non era stato comprato apposta per lei, apparteneva alla cameretta che aveva sua madre da ragazza, era però un mobile che era stato in casa sin dalla sua nascita.
Da quando era nata Agnese aveva cambiato casa almeno sei volte, perciò ad ogni trasloco si perdeva inevitabilmente qualcosa, l'arredamento si era modificato svariate volte, ma quell'armadio era ancora lì.
Di fianco all'armadio era stato riposto un vecchio freezer a pozzo, era nella sua stanza perchè essendo inutilizzato, quello era l'unico posto dove non creava intralcio.
Agnese cercava in tutti i modi di abbellire il suo “regno”, così stese una bella tovaglia rossa sul freezer e sistemò tutti gli oggetti a lei cari, i regali che aveva ricevuto per i compleanni o per la prima comunione.
Ad Agnese piaceva l'idea di custodire e far durare a lungo i propri oggettini, ogni anno che passava, lei si sarebbe voltata verso quel vecchio freezer abbellito come un altare e avrebbe potuto ammirare l'esposizione dei suoi portagioie e delle bambole che aveva raccolto fino a quel momento.
Le continue trasformazioni del suo ambiente circostante le avevano dato un senso di instabilità e insicurezza.
Nella sua camera ripostiglio era stato sistemato un grande tavolo, era il tavolo che i suoi nonni tenevano nel loro soggiorno, ma era stato sostituito con uno nuovo, quello vecchio era perciò finito in casa sua.
Era seduta al grande tavolo e svolgeva i compiti che le erano stati assegnati a scuola quando venne deconcentrata da un rumore molto leggero, sentiva in lontananza i singhiozzi di sua madre che stava nella propria camera.
Agnese corse nella stanza dei suoi genitori e vide sua madre seduta sul letto.
In una mano teneva un biglietto da visita, nell'altra mano stringeva la cornetta del telefono, Agnese chiese a sua madre cosa fosse successo, sua madre le rispose che non riusciva più a sopportare l'indifferenza e il disamore negli occhi di suo marito.
Mentre piangeva e parlava con Agnese cercava di comporre il numero che stava sul biglietto da visita.
Era un avvocato, voleva chiedere il divorzio.
Agnese si vide crollare addosso il suo piccolo mondo.
Aveva finalmente ottenuto la sua cameretta, stava cercando in tutti i modi di circondarsi di oggetti che sarebbero dovuti durare a lungo, si stava costruendo, usando anche un pizzico di fantasia, il suo mondo , con le sue certezze, ogni mattina alzandosi dal suo letto avrebbe trovato intorno a se un ambiente familiare che lei in prima persona contribuiva ad abbellire e a riempire con cose nuove, ma conservando con cura quelle vecchie.
In quel momento però avrebbe potuto accettare tutto, ma non quello , non avrebbe mai potuto accettare la separazione dei suoi genitori, non avrebbe mai sopportato l'idea di non vederli più insieme, non avrebbe potuto accettare di non potersi più catapultare nel lettone di mamma e papà, trovandoli entrambi la domenica mattina.
Agnese esplose in un rumoroso pianto e tra le lacrime cercò di elencare a sua madre tutti i motivi per cui non avrebbe dovuto fare quel passo, cercava di convincerla dicendole che avrebbe parlato lei con suo padre e l'avrebbe spinto a comportarsi meglio, poi Agnese ricordò con umiltà a sua madre che c'erano loro, i suoi figli, sarebbero stati un valido motivo per non indurla a fare quella telefonata.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
margheghi
Inviato: 3/11/2006 13:05  Aggiornato: 3/11/2006 13:05
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: Il Ritorno di Agnese
Ciao
a me il primo commento.
Ho letto attentamente il tuo racconto e sembra proprio ti riguardi da vicino. Sembra una storia di vita vissuta...e se così fosse poco male, capita a tutti quando si inizia a scrivere di parlare del nostro vissuto e sentito.

Sei riuscita a trasmettere la tristezza, il dolore e lo smarrimento della piccola Agnese, ma forse il tutto è un po' ingenuo e a volta faticosamente costruito, ma in fondo questo è solo il mio parere.
Attenzione, non ti sto dicendo che è scritto male, anzi mi sembra scritto abbastanza bene. Vedrai che quando lo rileggerai dopo aver messo mano ad altri racconti ne ritroverai tutta l'ingenuità dell'"opera prima" ed allora questo tuo racconto ti farà tenerezza.

A rileggerti
marghe

P.S. Strano, ma Agnese, nome per altro desueto, è il nome di mia madre e di un personaggio di un mio racconto: Le parole del silenzio.
manueffe
Inviato: 3/11/2006 18:56  Aggiornato: 3/11/2006 18:56
Just popping in
Iscritto: 5/10/2006
Da:
Inviati: 13
 Re: Il Ritorno di Agnese
Ciao Marghe, ti ringrazio per il tuo commento, devo dire che sono molto lusingata dalle tue parole.
Nelle mie storie mi capita spesso di entrare talmente nel personaggio da farne mia la storia. Utilizzo le mie sensazioni e le mie emozioni come strumento per la stesura dei racconti.
Infatti le emozioni sono mie fino in fondo, i fatti sono il racconto.
Devo dedurre che il nome che ho usato ti piace, è il nome di una persona a me molto cara che oggi non c'e più, ma sono convinta che parte di lei sia dentro di me, se non altro per il sangue, l'utilizzo di questo nome mi ha aiutata ad immedesimarmi meglio nella storia.
Io scrivo spesso con il cuore, non so se questo sia un bene o un male, ma il fatto che tu sia riuscita a leggere delle emozioni nel testo è per me un grande traguardo.
Devo ancora migliorarmi tanto e acetto ogni vostro consiglio o giudizio con molto piacere.
P.S. andrò subito a leggere il tuo racconto "Le parole del silenzio", mi hai incuriosita, ti scriverò un commento in merito appena possibile, sempre se lo trovo, devo ancora fare pratica su questo sito.
Ciao e a rileggerci presto.
Manu
ShatzyShel
Inviato: 4/11/2006 19:34  Aggiornato: 4/11/2006 19:34
Quite a regular
Iscritto: 22/10/2005
Da:
Inviati: 134
 Re: Il Ritorno di Agnese
Ciao dolce Manu!
Quindi quindi. È stato come leggere la pagina del diario di un'adolescente, un'adolescente timida che (cito liberamente) teme che si possa ridere di lei.

Vorrei darti dei consigli pratici. Lavora sulla punteggiatura, anzitutto. Molti periodi hanno bisogno di un punto e invece ci sono solo virgole. Per esempio riguardiamo l'incipit: è lungo a causa della punteggiatura e per qualche ripetizione superflua.

«Quel pomeriggio Agnese era nella sua cameretta (punto) aveva sempre desiderato una camera tutta sua, per poter sistemare con ordine i suoi pochi oggetti, (in modo da poter) esporre quelli da ammirare e (da poter) avere un luogo dove nascondere (i suoi) segreti, come il suo diario,(punto) lei un diario non lo teneva, aveva sempre paura che qualcuno potesse ficcare il naso nei suoi pensieri ed emettere dei giudizi, magari negativi, o peggio ancora, che qualcuno potesse ridere di lei.»

Detto questo vorrei aggiungere che nei racconti si devono scrivere solo le cose importanti per il senso del racconto. Forse parli dell'armadio o del freezer in camera per dimostrare che Agnese si circonda di oggetti che hanno una storia familiare ma (tutto quello che dico è un parere personale, per carità) forse ti dilunghi un pò troppo su questo.
I discorsi dell'Agnese adulta sono anch'essi un pò ridondanti.Il fatto che io non sia pienamente d'accordo con le sue parole lo tralascio, anche se, poste così, sembrano una sorta di verità giunta dall'alto dei cieli.

Il racconto mi ha trasmesso un grande senso di solitudine.
Spero di non essere stata troppo cruda.
Continua a scrivere e scrivere

con simpatia
manueffe
Inviato: 7/11/2006 18:32  Aggiornato: 7/11/2006 18:32
Just popping in
Iscritto: 5/10/2006
Da:
Inviati: 13
 Re: Il Ritorno di Agnese
Grazie per l'ulteriore consiglio, sono al corrente purtroppo dei difetti che hai elencato, ci casco abbastanza spesso, infatti tendo a ripetermi, o comunque a spiegare più volte lo stesso concetto che per me in quel contesto è importante, ma sicuramente il lettore lo apprende anche se glielo scrivo una volta sola, e idem per la punteggiatura, spesso mi dilungo troppo.
a presto
matemati
Inviato: 12/11/2006 0:37  Aggiornato: 12/11/2006 0:38
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Il Ritorno di Agnese
Ciao Manu
L'idea di base del racconto e buona, e il personaggio di Agnese davvero tenero.
Però la forma secondo me non va, scusa la crudezza, ma mi associo a quanto detto da Shatzy.
Oltre alla punteggiatura da rivedere e alle ripetizioni (che l'Agnese adulta sarà sempre accanto alla piccola viene detto per almeno 4 volte!), ci sono spiegazioni e anticipazioni non necessarie, es.

"i compiti che le erano stati assegnati a scuola" (basta dire "i compiti" il resto è ovvio)

"ecco che accadde qualcosa di incredibile"
(si capisce subito dopo)

"probabilmente per poter godere della luce"
(stai narrando dal punto di vista di Agnese, quel "probabilmente" sembra il commento di un osservatore esterno)

e così via: ti consiglierei di rivederlo tutto in quest'ottica.

Attenta anche ai verbi:
"le venne in mente quello che accadde"
(si parla di un fatto precedente, ci vuole il trapassato "era accaduto")

Cmq vorrei spezzare una lancia per te in favore di due punti:
- la descrizione dell'"apparizione": qui davvero la successione di virgole ci sta bene, contribuisce alla sensazione di stupore
- il finale: molto sintetico in contrasto col resto, dà un bell'effetto.

Mi par di capire che sei agli inizi, qundi non ti scoraggiare: le idee e la sensibilità ce l'hai, lavora un po' di più sulla tecnica.
Alla prossima!
Vincenzo68
Inviato: 16/11/2006 0:44  Aggiornato: 16/11/2006 0:44
Not too shy to talk
Iscritto: 21/9/2006
Da: Palermo
Inviati: 55
 Re: Il Ritorno di Agnese
"..., ma in fondo questo è solo il mio parere."

A me fa molta tenerezza il modo di commentare di Margherita che, quando deve esprimere un parere negativo,
cerca sempre di farlo con molto tatto e molta delicatezza, quasi scusandosene.
È un vizio (una virtù?) che mi ritrovo anch'io.

Ciao Manu,
mi sembra che Margherita, ShatzyShel e Matemati abbiano fatto un'ottima analisi critica del tuo racconto.
Mi associo a quanto ti hanno già scritto e, soprattutto, al loro invito a continuare a scrivere.

A Rileggerti
fernet
Inviato: 16/11/2006 14:20  Aggiornato: 16/11/2006 14:20
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: Il Ritorno di Agnese
Leggendo in metrò non riesco a darti i dettagli tecnici da rivedere (peraltro vedo che hanno già provveduto egregiamente i miei predecessori)... però anche a me è piaciuto il finale e tutto sommato anche la descrizione del freezer etc. per me aveva un senso, cioè dava l'idea del fatto che la piccola si fosse attaccata a cose anche piccole per ovviare all'incertezza ...Al di là dei dettagli, il tono che ho colto è molto "tamareggiante" (complimento o no? a te decidere...

A rileggerti!
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