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Letture Incrociate - Racconti : Cantilena
Inviato da Lebeg il 17/8/2006 17:43:24 (1850 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Da qualche parte, in fondo ad uno di quei lunghi corridoi lungo cui ti inseguono fantasmi silenziosi, c’è una piccola stanza. E da qualche parte in questa piccola stanza due ragazze osservano il filamento bruciato di una lampadina. Una delle due ragazze si chiama Amelia. L’altra non esiste.


«Come fanno le sirene a far pipì?»
«Nuova lista dei problemi da risolvere».
«Ti prego, babbo, non darmele, diceva».
«La bambina con il costume arancione?»
«Costume arancione e capelli arruffati».
«Non darmele, babbo, diceva, piangendo».
«Mentre il padre le carezzava le guance».
«E camminavano accanto, sulla sabbia».
«Un passo di lui come due passi di lei».
«Ho pianto vedendo la piccola piangere».
«Ho pianto vedendo il sorriso del padre».
«Le carezzava le guance e lei piangeva».
La noiosa luce di un tramonto di afa scivola pigra sui poster sbiaditi, e tutto si tinge di un assurdo arancione. Tanti rumori indistinti, fuori. Dentro, il ronzio di un pennarello nero su di un foglio, e Amelia che legge quei disegni, in tante piccole storie che non sono mai state.
«Una prostituta danzava per strada».
«Nel mondo ci sono più uomini o fiori?».
«Nella lista dei problemi da risolvere».
«Danzava e cantava movendo le mani».
«Camicia rossa e pantaloni attillati».
«Le sue mani danzavano allegre».
«Ogni auto che passava la salutava».
«Con la mano le ho lasciato un salutino».
«Cantava e danzava per strada da sola».
«Ho riso il sorriso dei suoi pugni scuri».
«Batteva le mani una volta, due volte».
«Ho riso la danza del fiore che danza».
L’afa si fa nebbia e si addormenta sotto i freddi lampioni. Un motore passa, lontano, e poi solo i grilli. L’arancione scivola nel porpora, e una piccola stella brilla. La ragazza che non esiste la chiama Venere e dice che era una donna bellissima. Nella poca luce rimasta, tanti piccoli pennarelli grigi colorano persone che non sono mai state.
«Contessa Miseria cammina da sola».
«Col casco appeso al gomito e gli occhi attoniti».
«Sulla terrazza di fronte al mare, sola».
«Il tocco di notte suonato da un pezzo».
«Come risponde la luna agli ululati?»
«Poggia il petto al parapetto e guarda il mare».
«Credo sia solo una questione di stelle».
«Un vecchio motorino la aspetta, spento».
«Contessa Miseria sospira un sospiro».
«Ho sospirato con la sua solitudine».
«Non c’era nessuno che la accompagnasse».
«Nel buio sospiro del mare vicino».
Il cielo è fatto di blu e di piccoli passi ticchettanti, mentre un vago chiarore biancastro scolora i fogli sul pavimento. Fuori le foglie bisbigliano, e un vento che non si sente. Amelia si sdraia per terra, accanto all’altra, e l’altra scrive sul soffitto parole che non sono mai state.
«È stato, non so, quasi buffo vederlo».
«Il corvo gracchiava sui campi di grano».
«Lontano, lontano, quel corvo gracchiava».
«Un codice a barre sui fiori del morto».
«La polvere grigia parlava di assenza».
«Tre gobbe di corvi seduti su un albero».
«Lontano gracchiare di risi beffardi».
«Nessuno piangeva la morte del morto».
«Nessuno toglieva quel codice a barre».
«Eppure la foto del morto rideva».
«Ho riso sul grigio del codice a barre».
«Su un vecchio lampione cantava la tortora».
Un rosa confuso colora le nuvole, in nuovi rumori che nascono. Gli uccelli mangiano i grilli e litigano tra i rami immobili. Piccole mani di pesca sfiorano una lampadina dal filamento bruciato; poster sbiaditi alle pareti; qualche foglio ingiallito sul pavimento; e due fantasmi che non sono mai stati.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
momo70
Inviato: 17/8/2006 18:00  Aggiornato: 17/8/2006 18:00
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Cantilena
E' sempre un piacere trovare un tuo scritto.

Ti confesso che non ci ho capito niente , cioè, ho capito la stanza e chi è Amelia col suo danzare fuori dal mondo.
Però oggettivamente non saprei riassumere quanto appena letto.
Forse anche per la struttura audace e innovativa, che bada! mi piace... mi piace molto.

Poi hai un tale modo di raccontare.. così.. così.. delicato, sempre opportuno, veramente gradevole.
E poi, da dove fanno la pipì le sirene me lo sono chiesto sempre anchio!
Forse qui abbozzi anche un certo umorismo che rende ancora più piacevole la lettura.

La contessa Miseria, quella della consoli, con la testa ibernata a ventanni, mi era già venuta in mente con l'altro tuo racconto "Valzer", con Amelia mi permetto di citarla perché la usi per prima tu.

Consigli da darti francamente non saprei. MAgari cerca di finalizzare le tue capacità per cimentarti con qualcosa di più complesso, magari confrontandoti con un narrato in prima persona.
Ma è solo un idea, fa un po' quello che vuoi tanto lo fai meravigliosamente bene.

alla prox - by Mo
Sphinx
Inviato: 17/8/2006 21:18  Aggiornato: 17/8/2006 21:18
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: Cantilena
Niente da dire su come scrivi, ma pur avendo letto il racconto per due volte non ci ho capito granché...

Sono d'accordo con momo, dovresti cimentarti con la prima persona, e magari cercare di raccontare veramente qualcosa...

A rileggerti
daniel
Inviato: 17/8/2006 21:27  Aggiornato: 17/8/2006 21:27
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 28/6/2004
Da:
Inviati: 779
 Re: Cantilena
bentornato Lebeg

E' musicale
e strana...
pure bella
la rileggo con calma
che devo trovare il senso
senza
Inviato: 18/8/2006 9:50  Aggiornato: 18/8/2006 9:50
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Cantilena
forse ho bisogno d'aspettare di cambiare stato d'animo per commentarti, sembrerà strano ma il tuo racconto mi pare troppo allegro
il filo del discorso è un po' nascosto ma si può trovare tra le parole, anche se le frasi che di sicuro vogliono dire qualcosa ma tu ancora non lo sai mi sono sembrate più adatte allo Psi rispetto a te
all'inizio dai prova di grossa attenzione cercando suoni simili in parole diverse ma ti è riuscito meglio dopo, quando via via le righe diventano più musicali ed a causa delle ripetizioni una frase rievoca quella sotto non ancora letta ma che si annuncia nella precedente, e così tutto scivola
credo però d'apprezzare di più le descrizioni, "l'arancione scivola nel porpora" dovrai brevettarlo altrimenti rischi di leggerlo in miei racconti ( mi piace così tanto che in caso fingerò di non ricordarmi d'averlo letto da te, del resto data la mia memoria potrà esser vero )
come le tre gobbe di corvi
bella l'idea della non esistenza che fa non esistere altre cose, il principio dev'esser stato questo
data la mia passione per l'arte fingerò anzi che tutto nasce dai disegni
però non ho apprezzato il livello popolare del racconto, ti spiego: sebbene sia difficile capirci qualcosa è probabile che anche tu non volessi dare al lettore indicazioni precise, in modo che ognuno interpretasse nel modo che preferisce; questo espediente serve a farsi apprezzare sempre e da tutti
come lo scorso racconto e come dico ad Arzy al posto di far evocare immagini fugaci soffermati un po' di più sui particolari inutili, è anche in qusto modo che le cose rimangono impresse
dotterel
Inviato: 19/8/2006 13:34  Aggiornato: 19/8/2006 13:34
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: Cantilena
Lebeg! Il mio commento:

E' meraviglioso.

Adesso ti dico i dettagli. Comincio con l'effetto che il tuo racconto ha avuto su di me: mi si è appiccicato alla pelle. Pelle accapponata. Brividini alla pelle. Insomma, i tuoi racconti hanno un effetto sulla mia epidermide, boh? E questo da ieri mattina...

Il titolo è perfetto, non è un racconto non è una poesia è una cantilena che immagino letta con occhi sognanti e tono costante e monotono e nessuno sbalzo nella voce.
La foto del morto che rideva, la bambina che chiedeva al padre di non picchiarla mente lui l'accarezzava, le auto che salutano le prostitute...mi serve un massaggio alla pelle.
Continua così Leb...continua come ti pare basta che scrivi. Continua a ignorare gli schemi ti prego. Guarda, ti faccio il massimo dei complimenti : sei poetico come i Mùm!!!!
Con sincera ammirazione
A.
ShatzyShel
Inviato: 21/8/2006 21:08  Aggiornato: 21/8/2006 21:08
Quite a regular
Iscritto: 22/10/2005
Da:
Inviati: 134
 Re: Cantilena
ciao Lebeg, sarò breve: mi ha commossa.

È dolce, triste e musicale...

non mi importa che ci sia una storia, è come una visione offerta dal tramonto di cui parli.

bravo davvero
-obeb-
Inviato: 23/8/2006 22:41  Aggiornato: 23/8/2006 22:41
Not too shy to talk
Iscritto: 13/6/2005
Da:
Inviati: 82
 Re: Cantilena
Bello. Delicato. Carta velina color pastello.

Mi ricorda vagamente un altro tuo componimento, “Rebecca”. Atmosfera simile, a mio avviso, ma più omogenea e godibile, questa “Cantilena”.

Riesci a offrire delle immagini deliziose, fotogrammi nitidi che si susseguono in dissolvenze gestite sapientemente.

So che ami scattare fotografie, e sembra di cogliere in questo lavoro uno sorta di simbiosi tra le due arti. Se è così, i miei più sinceri complimenti, il risultato è ottimo.
Se non è così, complimenti comunque.

Piccolo appunto che spero possa tornare utile.
Prime righe: “…quei lunghi corridoi lungo cui ti inseguono…”.
Lunghi + lungo.
Forse una ripetizioni evitabile.

ciao

dedo
niabi
Inviato: 2/9/2006 12:45  Aggiornato: 2/9/2006 12:45
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Cantilena
Leb, con i tuoi testi accade quasi sempre, si viene trasportati in un altro mondo, un mondo parallelo? Eheh...e si continua a leggere, spinti da un senso invisibile fino alla fine, non c'è niente da fare...anche cercando di opporre resistenza (perchè un senso ci sarà, no?) si viene catturati dal suono e dalla dolcezza delle parole, così accostate.

Sinceramente, quello che ho pensato arrivata alla fine:
perchè non provare a scrivere qualscosa di "reale", di più "concreto" in questo modo, mantenendo tutta la dolcezza e la delicatezza di cui sei capace? Ne verrebbe fuori un gran lavoro, perchè già solo questo è qualcosa di bello.

A rileggerti con piacere

nia
fernet
Inviato: 6/9/2006 20:43  Aggiornato: 6/9/2006 20:43
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: Cantilena
Confesso che io pure non ci ho capito nulla, ma il metrò (luogo in cui notoriamente io leggo) non facilita l'astrazione e la musicalità... però anche a me il titolo mi si è reso evidente da metà in poi, quando mi sono tornati in mente certi passi di A Silvia dove quasi perdevi di vista il significato per godere del puro suono o di quel passo di Rimbaud ... "les longs sanglots des flots de l'automne blessent mon coeur d'un langueur monotone" (... e se fosse stato Verlaine? Dubbio atroce) ... va bè, ci siamo capiti...
a rileggerti!
f
maya87
Inviato: 16/9/2006 9:21  Aggiornato: 16/9/2006 9:21
Just popping in
Iscritto: 12/9/2006
Da:
Inviati: 1
 inquietante
Sei inquietante. O meglio, il tuo breve racconto lo è. E questo fa sì che sia stupendo di suo, senza ulteriori frasi. Forse non importa capire le tue emozioni, le emozioni stesse dei personaggi che crei. Forse l'importante è che salga un brivido,come è successo ame.
MicheleSpi
Inviato: 20/12/2006 12:00  Aggiornato: 20/12/2006 12:04
Just can't stay away
Iscritto: 5/9/2006
Da:
Inviati: 252
 Re: Cantilena
Originale!Questo è quel che mi vien in mente leggendoti;essendo un qualcosa di nuovo rimango spiazzato dal tuo modo d'esprimerti,ma poi pian piano(con una seconda rilettura) comincio ad "indossare" il tuo racconto e l'estraneità viene meno;è evidente l'organizzazione ben precisa che dai al racconto:dai una "pennellata" all'ambiente,poi i12 versi tra virgolette,un'altra pennellata,di nuovo i 12 versi tra virgolette e cosi via..che "cantilena"!!Quel "non esiste" e quel "non sono mai state",ripetuto alla fine di ogni "pennellata" sono secondo me la chiave del racconto;è come se lasciassi libero il tuo pensiero e questo si incamminasse in posti che "non esistono",in luoghi mai visti,e all'improvviso ecco che compaiono delle figure,la bambina,la prostituta e molte altre immagini che non hanno un senso in sè ma che trovano giustificazione in quel viaggio che tu stai facendo e che proponi anche al lettore(quasi per fuggire dalla realtà,dalla consuetudine,per andare oltre..)..eppur quel che liberamente ti compare dinanzi agli occhi e che con maestria riesci a trasformare in parole,in versi,in un racconto schematico vien da te,ovvero è il riflesso di chi sei stato,di chi sei e del mondo tutt'intorno che tu hai vissuto..leggendo le tue parole,quello schematismo,cui è abituato il pensiero viene meno e questo è il pregio maggiore del tuo racconto..beh, questa è la mia azzardata interpretazione..sul modo in cui scrivi(preciso che sono ignorante in materia),vedo che non lasci nulla al caso(ad esempio movendo in luogo di muovendo rende meglio)...in ogni caso complimenti e a rileggerti.
rosalinda
Inviato: 27/12/2006 15:18  Aggiornato: 27/12/2006 15:18
Just can't stay away
Iscritto: 7/10/2006
Da:
Inviati: 324
 Re: Cantilena
Puro suono.Incanta e suggestiona.
anche se non sono brava come te,ho ritrovato un paio di frasi che ho inserito anni fa in un mio romanzo.allora avevo completato 2 corsi monografici su D'ANNUNZIO e leggevo LORCA.Si avverte nel tuo brano -ed io non ho mai letto nulla di tuo-amore per la parola e per il ritmo,credo tu legga molta poesia.Sicuramente c'è un bel po' di studio sotto,non sei uno sprovveduto.
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