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Letture Incrociate - Racconti : Elucubrazioni di uno spirito poetico
Inviato da orazio il 17/7/2006 7:08:44 (2356 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

La notte cospargeva con i suoi tenebrosi raggi le insenature della città su cui i lampioni, come attente sentinelle, cercavano di portare la giornaliera razionale tranquillità, con il loro trasluccicare festoso e altezzoso.





La notte, magica per gli spiriti ribelli, che nel nulla intravedono il tutto e nella pienezza di situazioni non trovano nemmeno un barlume di esperienza. La notte che tutto cela e che tutto permette di immaginare, fedele compagna degli spiriti più audaci ed intima nemica dei vili che in lei vedono sé stessi, il proprio animo e, in definitiva, i propri fantasmi. La notte che maschera delitti ed atti osceni ma che, come sul palco del più luminoso teatro parigino, mette a nudo le cicatrici di anime maligne.
In uno di questi oscuri viottoli si erge, di spalle all’insegna della più malfamata osteria del sobborgo, un’ anima solitaria. Che pensa.
La luce fioca dipinge il suo corpo per così dire in chiaroscuro, specchio della sua anima, candida come la neve nell’odio misantropo e scura, nella mitezza, come la notte. E lui pensa. Figura grande. Il fumo della sigaretta accesa va ad oscurare la poca luce presente, tutti i suoi muscoli aspirano con odio e amore l’anima della sigaretta stessa che viene quasi disintegrata dalla potenza di una ferrea volontà. La storia della sua vita.
Lui non aveva mai avuto la necessità (che appartiene solo agli umani) di avere amici, ma aveva avuto il bisogno di avere sé stesso e si era convito che per raggiungere questa preziosa meta era vitale conoscere altre persone (per così dire, amici) e succhiare via a questi lo spirito. Del resto non aveva mai avuto grande stima degli esseri umani che considerava a lui inferiori, come inferiore era qualsiasi cosa cui un essere umano poteva dare vita. La solitudine era il pasto che preferiva consumare, la sua genialità l’orto che più amava coltivare.
Per raggiungere quella che ormai lui definiva per sé stesso “meta” era stato persino disposto ad umiliarsi andando in psicoterapia; così, grazie alla sua straordinaria intelligenza, aveva scoperto tutti i più intimi nascondigli del suo animo; e aveva rimosso gli altri, il mondo.
Tra le tante paure che aveva avuto da piccolo, molte erano scomparse grazie al suo cammino di uomo, ma ne era rimasta una. La morte. Non omnis moriar.
Scriveva storie intense, dipingeva quadri metafisici, musicava canzoni ermetiche. Ma si annoiava. Tutto gli riusciva così assolutamente bene che non aveva stimoli, era, in breve, intimamente distrutto e macellato dalla sua genialità e dalla sua perfezione. Dio solo sa quanto sia importante per l’uomo avere un nemico degno con cui confrontarsi, da superare, una volta superati da esso. Le persone comuni trovano “l’avversario” fuori di sé, dal momento che esistono individui in grado di sfidarli, di superarli, divenendo quindi stimoli; le persone divine, invece, non essendoci persone più elevate di loro, non vedono stimoli in altri ma solo ed unicamente in sé stesse, e si sfidano. A volte vincono ed altre perdono. Nel primo caso l’esito della battaglia è devastante: la vita, priva di mete, diviene insopportabile e pesante e, nello spirito, inizia a far capolino l’idea di non essere perfetti perché vinti e battuti da una forza che, raramente, si riconosce come propria. L’inconscio.
La sigaretta si consumava, come i ricordi della sua storia. Nessun nemico, nessun ostacolo ormai vede nella propria dissoluzione nel Tutto. Eroe per una notte. La luce, le tenebre, l’asfalto umido delle strade, il silenzio angoscioso, la triste musica in sottofondo, il leggero muoversi del mare, la puzza di rifiuti e il dolce profumo di salsedine, il sudore che gli bagna soavemente la pelle, gli occhi umidi, tutto lo porta verso la sua meta, l’ultima. Bisogna uccidere il nemico che l’ha battuto. Avverte il malvagio a fior di pelle è dentro di lui lo pervade. Serve un sacrificio, per batterlo. L’autodistruzione. L’angoscia non gli permette di respirare, i vestiti sono madidi di sudore. Il mare ora è più lontano, più distante, più in basso.
Come un amico, anche in lontananza fa sentire la sua voce, la sua opinione, il suo supporto. La sigaretta, ultima anima risucchiata, chiede supporto alla strada.
Per la prima volta nella sua vita soffre di solitudine ma....ecco....un pensiero gli tiene compagnia, tutte le anime di cui si è nutrito nella sua vita gli danno il loro supporto, e non lo fanno sentire solo.
Ora l’aria lo abbraccia, lo culla. Amica aria. Ora lo raccoglie l’acqua e lo bacia con le sue labbra salate. Ora, Nulla. Solo un grido, EGO.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
pillolamar
Inviato: 17/7/2006 7:38  Aggiornato: 17/7/2006 7:38
Just popping in
Iscritto: 23/4/2005
Da:
Inviati: 40
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Salve orazio!
Ho appena finito di leggere le tue "elucubrazioni" e se c'è una cosa che mi ha dato fastidio: beh, è proprio il fatto che il racconto sia finito. Questo dovrebbe essere un velato complimento ma se vuoi te lo esplicito: mi è piaciuto il racconto ma. Già il "ma" c'è quasi sempre e forse è una fortuna che sappiamo trovarlo (le cose senza "ma" sono troppo perentorie e le cose perentorie mettono timore). Il tuo personalissimo "ma" che poi è il mio perchè l'ho trovato io è che: non ho capito il cambiamento. Cioè, mi descrivi con sapienza questo uomo talmente intelligente ed imponente nella sua spiritualità che si colloca al di sopra di tutti. Poi ti impegni a sottolineare il fatto che egli non abbia bisogno di nessuno e poi? Ad un tratto il cambiamento. Ecco vedi, secondo me, non è il cambiamento in sè ad essere forzato ma è il modo in cui lo fai avvenire che sembra senza una motivazione chiara insomma: io ho immaginato quest'uomo come una colonna piantata nelle sue convinzioni, un uomo di marmo e poi me lo ritrovo subito ad abbracciare l'aria. Devi folgorarlo, penso. Devi scuoterlo e poi portarlo a cambiare sennò sembra che in fondo non è mai esistito come sfidante di se stesso. Ma questa effettivamente potrebbe essere una critica che tu non accetterai perchè riguarda il contenuto che la forma. Sai che ti dico? Accetterò la tua non accettazione! e ti farò i complimenti perchè hai fatto entrare in me la notte in questo mattino di sole che spacca le pietre..
Un sorriso ed un in bocca a lupo per tutto.
Letizia.
Sphinx
Inviato: 18/7/2006 0:41  Aggiornato: 18/7/2006 0:41
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Sono d'accordo con quanto già detto da Pillolamar.
Aggiungerei anche che all'inizio le descrizioni che fai della città e dei lampioni, senza nulla togliere alla tua capacità descrittiva, paiono spesso forzate, esageratamente prolisse ed in alcuni casi anche fuori luogo.
Niente da dire invece sul modo in cui descrivi l'anima di qualcuno che pensa di essere superiore, forse un malato di mente (scusa la forza dei termini che uso), che crede di esserlo anche se non lo è affatto (di spalle all’insegna della più malfamata osteria del sobborgo...).

Alla fine il sapore che lascia il racconto è di essere incompiuto, oppure di non poterlo essere affatto.
Comunque in definitiva le tue elucubrazioni non sono male e lo stile si lascia leggere bene. Aspetto un altro tuo racconto.

Ciao
faust
Inviato: 18/7/2006 15:37  Aggiornato: 18/7/2006 15:37
Home away from home
Iscritto: 8/8/2005
Da: l'isola che c'è
Inviati: 854
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Solo un grido, EGO. Penso che sia la chiave di tutto il testo. Ho la vaga sensazione che ci sia un accenno alla liberazione dell'Ego a favore di una presa di coscienza del proprio Io.(Riconoscimento del valore dell'essere umano)
Lebeg
Inviato: 18/7/2006 23:47  Aggiornato: 18/7/2006 23:47
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
...
...
...
Eh?

Sto scherzando, era un modo simpaticissssssssssimo per farti capire che sono un ignorante. Il fatto è che il tuo racconto, perdonami, è moooolto complicato.
Non voglio ragionare sul tema, non sono il tipo capace di farlo, ma mi permetto di lasciarti delle note allo stile.
Piccolo appunto: il sé non richiede l'accento se dopo c'è "stesso".
Ma veniamo più al racconto in sé. Ho trovato il tuo fraseggiare troppo lungo e articolato in alcuni punti (basta vedere l'incipit, si confonde e si fa fatica a leggerlo). Di conseguenza, le descrizioni, che già di per sé rischiano sempre di appesantire la lettura, qui si complicano ancora di più.
Poi, se ci facciamo caso, l'intero racconto è una descrizione del carattere di 'sto coso che ha del soprannaturale ma che, in fondo, non si capisce cosa sia. Da questo punto di vista avrei preferito un qualcosa di più personale, qua la terza persona e il tono piuttosto distaccato risultano sciapiti, poco emozionanti, considerando soprattutto che è sulla descrizione del personaggio che si basa l'intera struttura del racconto.
Per il resto la trama è un po' confusa, come già ti hanno fatto notare non si capisce cosa stia succedendo, da cosa derivi il cambiamento, se ci sia questo cambiamento, e tutto il resto.
Attento infine a questa frase: "Avverte il malvagio a fior di pelle è dentro di lui lo pervade." perché forse ci mancano delle virgole.

Non vorrei averti depresso, ho preferito dirti quello che ho pensato senza escludere nessun difetto, perché penso che in fondo sia questo che una persona cerca. Nell'altro caso non leggere questo commento, ma visto che siamo alla fine probabilmente lo hai già fatto. Vabbé, fai un po' come ti pare

A rileggerti
Psiconauta
Inviato: 21/7/2006 12:43  Aggiornato: 21/7/2006 12:43
Just can't stay away
Iscritto: 14/3/2005
Da: Pisa-Venezia
Inviati: 245
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Torno finalmente ad aver voglia di commentare, e lo faccio tributando una sincera ovazione.

Al protagonista, paradigma di rare esistenze;
all'autore, qui elegante demiurgo, prodigo di suggestioni e capace di fermare in una pagina il quadro psicologico dell’uomo Nietzsche, al suo epilogo incapace di essere un dio-che-danza sopra lo spirito di gravità, annichilito dopo le tre metaforfosi, di cui la prima fatale, in sentimenti ritenuti troppo umani.
Non mi dilungo oltre, e ti ringrazio.
Alla prossima.
senza
Inviato: 22/7/2006 15:40  Aggiornato: 22/7/2006 15:40
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
ottimo l'inizio, la descrizione della notte che non si fa spazzare via dal ruolo che dai ai lampioni
togli la prima parte al racconto, spezzetta le frasi e troverai un poesia che comunque è evidente sebbene la densità del nero
attento però a cosine sparse nella pagina, la ripetizione di sigaretta, la rima tra coltivare e consumare
e quì lo stile precipita per onorare l'interessabte personaggio in righe sintetiche subito seguite da un punto, questo è un male: avresti dovuto far emergere il personaggio poco a poco, dal brillare della punta della sigaretta, lì accanto c'è la sua mente e quando la getta ecco che si vede un po' il mondo che non contempla, così s'alza per spegnerla ed esso è di nuovo privo d'interesse
invece di dirci che era geniale, prova a dire un episodio che lo facca sembrare tale, sembra come che la fine ti premesse tanto da lasciar stare il racconto iniziato in modo meraviglioso per un finale già decretato
un esempio: dici che c'è puzza e musica, cose di cui non avevi parlato... il quadro si aggiunge male di nuovi particolari e scopriamo che la notte che prima sembrava essere l'unica cosa è solo uno dei tanti aspetti
e questo è una sensazione di controsenso
insomma, il mio consiglio è quello d'allungare il racconto
Dukkha
Inviato: 27/7/2006 15:17  Aggiornato: 27/7/2006 15:17
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Iscritto: 19/10/2003
Da:
Inviati: 9
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
A tratti la prosa è prolissa, più che le elucubrazioni di uno spirito poetico pare di udire gli appannaggi di uno sproloquio critico. Il personaggio non riverbera di una luce in se stessa ingravidata, è come viato sui binari affamati di un tratto descrittivista: le immagini non compaiono nella loro libertà di essere bensì appaiono cesellate in una armonia chiusa che non erompe verso il petto del cosiddetto lettore. Più autentica appare una prosa squilibrata che erode e stramazza. Una parola che ferisce più di quanto consoli o che consoli a partire dalla suo ferimento. Scritto equilibrato, l'allenamento di un cecchino. Ben più avvampante la mira chiaroscurale di Linceo.
agota80
Inviato: 28/7/2006 15:59  Aggiornato: 28/7/2006 15:59
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Iscritto: 24/4/2006
Da: roma
Inviati: 28
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
... bello pensare che esiste qualcuno che elucubra.... che dipinge le parole e che le tratta come arte... come pennellate barocche che prediligono gli sguardi e le parole piucchè gli occhi e le labbra... per me la letteratura è arte, è affresco, è espressione... e non sempre, dico non sempre deve per forza ergersi a storia, a banalità...le parole sono importanti... e tu gliene restituisci il merito... Grazie.. per non avermi fatto sentire "sola"....
G.
Alco99
Inviato: 4/8/2006 8:51  Aggiornato: 4/8/2006 8:51
Home away from home
Iscritto: 4/11/2004
Da: El pueblo de los fragoliñas
Inviati: 778
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Ok, lo ammetto, neanche sono degno di essere definito un lettore della domenica. Dopo aver letto i commenti precedenti mi sono detto "Albé, non capisci un tubo".

MODE schiettezza ON

Per me, e ti cito, leggere questo racconto è stata una battaglia devastante. Contorto, verboso, pesante e cervellotico (le prime dieci righe andrebbero prese a esempio di come NON si dovrebbe scrivere), con l'ambizione di dire chissà che ma solo capace di far emergere tonnellate di noia. Mi sono sentito come se mi avessero messo una corda al collo e costretto ad attraversare la Manica trainando un cargo panamense.
Però.
Però cedo le armi davanti ai complimenti e alle ovazioni altrui.

Alb
orazio
Inviato: 6/8/2006 9:19  Aggiornato: 6/8/2006 9:19
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Iscritto: 7/7/2006
Da:
Inviati: 11
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
INTENDO CON QUESTO MESSAGGIO RISPONDERE A TUTTI COLORO CHE HANNO COMMENTATO IL MIO TESTO....

Innanzitutto vi ringrazio tutti quanti per il tempo dedicatomi....credo fermamente che le opere migliori che uno scrittore fa respirare siano capibili totalmente solo dall'autore stesso e solo parzialmente dai lettori, può essere un ragionamento cinico ma è banale e, a mio parere, veritiero.....mi piace che il mio testo abbia sortito reazioni così contrastanti tra di loro, la cosa più importante per uno scittore è, secondo me far vibrare di felicità E di "odio" le menti dei suoi lettori, e mi pare di esserci riuscito....quanto alle critiche....può essere che il testo sia un po' complesso e prolisso e ne prendo atto per i miei lavori futuri....un utente ha detto che il cambiamento del mio uomo gli pareva repentino ed inspiegato ma è così che dev'essere per gli animi realmente geniali che cambiano maschera repentinamente senza chiedere il benestare di nessuno, semplicemente "perchè gli va"....alcuni hanno fatto notare che la descrizione iniziale della notte è prolissa, ma a mio parere, attribuisce giusti onori a quella (la notte) che può essere a ragione definita la co-protagonista della storia e non "uno dei tanti aspetti"....lo stile varia ( da prolisso e cervellotico all'inizio a crudo, minimalista e semplice in altri tratti) proprio a mimare le sfaccettature di un'anima geniale....può sembrare che il racconto sia incompiuto ed è giusto così a plasmare un personaggio che, nella perfezione, trova compiutezza proprio nella sua incompiutezza, proprio come il testo.....un utente mi faceva notare l'assenza di virgole in una frase ma l'effetto era voluto a dipingere il ricorrersi dei pensieri...narrare poi un episodio che facesse risultare il personaggio geniale mi sembrava meno opportuno del dire che EGLI è GENIALE....in questo modo si apre un canale comunicativo basato sulla fiducia tra lettori ed autore....volevo ringraziare in modo particolare lo Psiconauta....averlo risveglito dal suo torpore mi riempie di allegria ed il fatto che abbia paragonato il mio uomo al super uomo di Nietzsche mi da fiducia sulla capibilità del mio racconto
Ancora ed ancora vi ringrazio
Orazio
pppt
Inviato: 17/8/2006 11:02  Aggiornato: 17/8/2006 11:02
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Iscritto: 17/8/2006
Da:
Inviati: 10
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
ehm...devo dire che esordire commentando questo racconto è una bella faticaccia...devo dire che non mi è dispaiciuto, nel senso che ho apprezzato molto la creazione dell'atmosfera (lugubre e darkeggiante, quasi da racconto horror). Però m'è sembrata precipitosa la conclusione, sembra che la storia si sia conclusa senza cominciare; insomma lascia un pò disorietati trovarsi al The End dopo un prologo! Però nel complesso non è niente-niente male...
dotterel
Inviato: 19/8/2006 14:57  Aggiornato: 19/8/2006 15:09
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
La tua risposta alle critiche che ti sono state mosse nel genuino tentativo di esserti d'aiuto mi ha dato un po' fastidio, perchè sembra che tu consideri il tuo racconto perfetto e intoccabile, e del resto i buoni lavori sono a parer tuo compresi solo dai loro autori. Mi chiedo perchè, vista l'alta opinione che ne hai, hai chiesto una critica alla quale rispondi solo con spiegazioni varie anzichè accettare il fatto che il tuo racconto ha dei limiti.
La mia impressione dopo averlo letto è che si tratti dell'ennesimo "non racconto", nel senso che non succede niente, e perciò un tentativo di comunicazione di sensazioni che negli scritti delle persone giovani sembrano essere quasi sempre le stesse: noia, alienazione, solitudine, senso di superiorità. Temi che nella mia mente associo ai tramonti e alle farfalle delle poesie dilettanti, talmente sono comuni. Certo, di ogni cosa si può parlare in maniera profonda, ma non mi sembra che il tuo scritto contenga riflessioni particolarmente originali. Il protagonista scrive, ma non sappiamo cosa, dipinge quadri metafisici (?) e fuma. Non vediamo nè il suo aspetto nè la sua età, tutto è lasciato nel vago. E' difficile rendere qualsiasi tipo di narrazione e solo apparentemente più facile trattare di sensazioni personali, perchè perlomeno non c'è bisogno di documentarsi su nulla prima di mettersi al lavoro. Ma poi si scopre che anche quest'operazione è complessa e lascia tutto indefinito pensando che il racconto comunque ne acquisti, e invece il risultato è che ci sono tanti racconti prevedibili e fatti quasi con lo stampino. Il genere evidentemente a qualcuno piace, come deduco dai commenti positivi ed entusiasti di alcuni. Tuttavia penso che se uno chiede l'opinione degli altri dovrebbe ponderare sulle critiche.
Nello specifico poi ho trovato l'incipit ingarbugliato e di non piacevole effetto, con la notte che cosparge i raggi tenebrosi sulle insenature della città ( Cospargere come si cosparge il sale sul piatto di cibo? Mah! I raggi della luna? I raggi della notte? "Tenebrosi" significa "bui", quindi i "bui raggi" ? Le insenature delle case, dei vicoli, della costa?)
orazio
Inviato: 20/8/2006 8:50  Aggiornato: 20/8/2006 8:50
Just popping in
Iscritto: 7/7/2006
Da:
Inviati: 11
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Di nuovo ri-saluto tutti gli utenti del forum....volevo semplicemente, con questo scritto, rispondere alla "feroce" (!!!!!) critica mossami da dotterel. innanzitutto mi colpisce il fatto che una persona che si definisce "sostenitrice" del forum critichi in modo così pesante, e senza ironia, lo scritto di un "primino" ma del resto....il mondo è bello perchè è vario!!!!! cmq ognuno ha il diritto di scrivere ciò che pensa, perciò...non riesco a capire perchè la mia risposta tu l'abbia interpretata (facendo psicologia spicciola, a parer mio) come dimostrazione di perfezione del mio racconto, cercavo semplicemente di spiegarMI e di spiegarVI le sfumature che potevano esserci sotto, tutto qua, senza arroganza nè presunzione. accetto, e qui mi ripeto, tutte le critiche che, spero, mi saranno d'aiuto.
Tu dici che le sensazioni sono sempre le stesse (noia, solitudine, senso di superiorità), evidentemente le sensazioni nn possono essere telecomandate, perciò se sono queste le emozioni che i giovani sentono fanno bene ad esprimerle, per vincerle. il mio scritto non ti sembra dei più originali, dici, benissimo, ne prendo atto come prendo atto del commento di Alco o di Psiconauta...certo mi rende felice il fatto che lo scritto abbia suscitato l'interesse dei lettori. ho provato a descrivere le emozioni di un uomo non perchè sia più facile rispetto allo scrivere romanzi per cui è necessaria documentazione (più facile???????) ma semplicemente pechè mi piace quel tipo di scritto.
Ah a proposito, già che ci siamo...."tenebrosi raggi" è una figura retorica che si chiama "ossimoro"....
Spero mi delizierai con una critica ancora più "feroce" nel mio prossimo racconto, sempre che me lo pubblichino...del resto...con le critiche si cresce!!!
Ti saluto...
Lebeg
Inviato: 20/8/2006 10:57  Aggiornato: 20/8/2006 10:57
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Mi permetto di spezzare una lancia a favore di dottydot, non tanto perché è la mia futura suocerina, ma perché devo ammettere di aver avuto le sue stesse sensazioni leggendo la tua risposta ai nostri commenti (mmm... sì, la frase sta in piedi, meno male ).
Avevo in mente anch'io di ri-risponderti, ma poi sono andato in vacanza e non se ne è fatto di niente.
Non so quali fossero le tue vere intenzioni, però il senso che IO personalissimissimamente ne avevo colto era: "mi piace ricevere critiche contrastanti, ma se ne parlate male è perché non avete colto queste sfumature (segue lista di sfumature), se invece lo avete apprezzato vi voglio bene".
Poi le tue intenzioni potevano essere tutt'altro, ma, simpaticamente, il tuo post sembrava la dichiarazione di qualcuno sicuro della bellezza del proprio scritto. Il pezzo in cui dici che i testi più belli sono comprensibili solo dall'autore era megalomania pura, permettimelo.
E la risposta a dotterel, in cui ti accanisci con ferocia contro la sua presunta ferocia (che ferocia non è: se tu frequentassi il sito da più tempo sapresti che i suoi commenti sono sempre stati seri e inappellabili, nel bene e nel male), è una riprova di quello che avevo pensato. Potevo capire una risposta seria, ma in alcuni punti passi alle frecciatine gnegnegnè.
Anch'io avevo ricevuto parecchie critiche al primo racconto inviato a LI e, devo ammetterlo, ci ero rimasto parecchio male. Ma ho dato la colpa a me, ho continuato a scrivere anche tenendo conto delle critiche ricevute e adesso, se rileggo quel racconto, muoverei a me stesso critiche ancora più pese di quelle ricevute.
Il consiglio che posso darti è di accettare le critiche, buone o cattive che siano, e rileggertele spesso. Con la giusta umiltà scoprirai che magari alcune ci hanno azzeccato.

Simpaticamente
irenevalori
Inviato: 20/8/2006 13:07  Aggiornato: 20/8/2006 13:07
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Iscritto: 20/8/2006
Da:
Inviati: 2
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Dovresti essere più chiaro nelle descrizioni e descrivere a fondo il protagonista affinché il racconto sia chiaro e comprensibile. Questa storia è adatta per un adulto ma per una dodicenne come me è un po’ complicato da comprendere. Cerca di scrivere racconti adatti più o meno a tutte le età, ci saranno molte più persone che apprezzeranno i tuoi lavori.
Alco99
Inviato: 26/8/2006 8:52  Aggiornato: 26/8/2006 8:52
Home away from home
Iscritto: 4/11/2004
Da: El pueblo de los fragoliñas
Inviati: 778
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Quoto Dotty in pieno.

Orazio disse:
Citazione:
cercavo semplicemente di spiegarMI e di spiegarVI le sfumature che...


Tanto per proseguire sulla strada della psicologia spicciola, direi che quando un autore ha bisogno di spiegare vuol dire che in buona parte ha già fallito.
E inoltre, che per descrivere un personaggio geniale ci vuole un autore geniale.


Citazione:
Ah a proposito, già che ci siamo...."tenebrosi raggi" è una figura retorica che si chiama "ossimoro"....

"feroce" (!!!!!)... vario!!!!!... facile???????


Mentre da queste parti prendiamo confidenza con l'ossimoro, ci diresti dove si può comprare così tanta punteggiatura a prezzi ridicoli? Sembra di star leggendo un testo del commissario Basettoni.
Sai, sempre da queste parti diffidiamo di così tanta parsimoniosa generosità.

Alb
Redlak
Inviato: 26/8/2006 11:47  Aggiornato: 26/8/2006 11:47
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Iscritto: 21/8/2006
Da:
Inviati: 2
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
“credo fermamente che le opere migliori che uno scrittore fa respirare siano capibili totalmente solo dall'autore stesso e solo parzialmente dai lettori, può essere un ragionamento cinico ma è banale e, a mio parere, veritiero.....”
è quello che voglio commentare!
penso che quando orazio lo dice non pecchi di megalomania, ma intenda dire che ogni cosa che una persona fa (quindi anche scrivere, leggere… vivere) è mediata dal suo vissuto, dal suo passato come esperienze, dal suo presente come emozioni ed è quindi assolutamente normale che ogni persona interpreti diversamente il racconto… nessuno di noi che non siamo l’autore possiamo sapere e capire fino in fondo cosa abbia mosso ogni singola parola e virgola scritta, non possiamo immaginare le sensazioni ed emozioni di orazio anche se un frammento di esse è nel suo racconto.
Per quanto una persona voglia trasmettere sé agli altri, gli altri lo potranno ricevere solamente mediato dal linguaggio, dalla cultura, dal proprio sé. Quanto riceviamo è quindi comunque una nostra personale interpretazione che suscita emozioni (positive o negative che siano) solo nostre e di nessun altro.
Leggendo il racconto io ho pensato, mi sono emozionata, ho sentito… posso solo dire se le mie emozioni erano positive o negative, ma poi cos’è positivo e cosa negativo…ciò che per me è positivo magari per altri non lo è…se dicessi ad orazio le emozioni che ha suscitato in me, magari lui ne sarebbe deluso, mentre io ne sono lieta (o viceversa).
Io non sono un’esperta e probabilmente molte delle critiche sono fondate, ma per tornare a ciò che mi ha mosso a scrivere…di megalomania pura non mi sembra che ce ne sia.

Per Orazio: mi piacerebbe leggere altro di tuo.
orazio
Inviato: 26/8/2006 14:24  Aggiornato: 26/8/2006 14:24
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Iscritto: 7/7/2006
Da:
Inviati: 11
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Di nuovo un ciao a tutti....

tutte le parole che potevo spendere riguardo alla frase in questione ("credo fermamente....", quella tanto per intenderci!!!) sono già state scritte meravigliosamente da Redlak che, a proposito, ringrazio per l'aiuto, e saluto. Parimenti saluto Alco99 e le sue opinioni... a proposito....se vuoi ti posso invitare dalle mie parti....proprio sotto casa mia c'è un negozio in cui fanno offerte strordinarie , prendi un punto e ti danno virgola e due punti in omaggio, oppure prendi un punto di domanda e ti regalano ben otto punti esclamativi, merce che nel "Paese dei cattivoni", se non sbaglio....ci sono stato quest'estate in vacanza...è pressochè irreperibile
Bye bye
Alco99
Inviato: 28/8/2006 9:37  Aggiornato: 28/8/2006 9:37
Home away from home
Iscritto: 4/11/2004
Da: El pueblo de los fragoliñas
Inviati: 778
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Ma per favore, ancora siamo ridotti al giochino di chiamare gli amici per farsi dire quanto si è bravi...

Alb
orazio
Inviato: 28/8/2006 9:49  Aggiornato: 28/8/2006 9:49
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Iscritto: 7/7/2006
Da:
Inviati: 11
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Pensala un po' come vuoi.....
Redlak
Inviato: 31/8/2006 20:38  Aggiornato: 31/8/2006 20:38
Just popping in
Iscritto: 21/8/2006
Da:
Inviati: 2
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Leggendo l’ultimo intervento di Alco99 non ho pensato subito a me, ma poi, riflettendo sul fatto che mi sono registrata qui da poco e al fatto che su questo racconto ho fatto il mio primo intervento, mi sono sentita un po’ colpita. La mia prima reazione è stata di lasciar perdere, ma anche in questo caso ho cambiato idea e ci tengo a precisare una cosa anche se mi sembrava già chiara:
il mio intervento non ha commentato il racconto di Orazio, ma una sua frase (peraltro non del racconto) e in particolar modo le repliche ad essa. Reazione spontanea per chi crede nel “relativo”, nella forza dell’identità culturale, sociale e personale e degli inevitabili filtri che queste producono tra il proprio sé e il mondo…
Non sono un’esperta , giudizi tecnici non ne potrei dare, potrei dare un giudizio personale, ma come volutamente non l’ho fatto prima, non lo farò nemmeno ora.
In fin dei conti del racconto di Orazio poco mi importa… visto che quello che ho letto ha prodotto qualcosa di nuovo, solo mio che nessuno, nemmeno Orazio, può comprendere a pieno.
Trovo sgradevole l’insinuazione di Alco99, ma posso capire (col senno di poi) che il mio primo intervento non è avvenuto in punta di piedi e posso solamente dire che con esso non volevo criticare nessuno, ma solo esprimere una posizione su una cosa che io sento molto.
Alco99
Inviato: 4/9/2006 7:11  Aggiornato: 4/9/2006 7:11
Home away from home
Iscritto: 4/11/2004
Da: El pueblo de los fragoliñas
Inviati: 778
 Re: Elucubrazioni di uno spirito poetico
Ma, sai, forse nell'essere sgradevole sono stato fuorviato dalla tua valanga di interventi su ogni argomento del forum. Insomma, spicca chi compare solo per andare a colpire uno specifico argomento e basta in più di dieci giorni. Il problema è che gli scrittori, o presunti tali, sono una razza strana e in nessun'altra categoria proliferano così tanti amici degli amici pronti a elogiare il talento dell'autore in questione. Non ti preoccupare comunque, il mondo è pieno di sfigati e per me, in sostanza, non sarebbe un problema, se non quando pensano di poter prendere gli altri per i fondelli.
E' una cosa che sento molto.

Alb
PS - Ne approfitto per scusarmi con tutti gli altri riguardo al tenore dell'intervento.
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