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Letture Incrociate - Racconti : Le parole del silenzio
Inviato da margheghi il 11/6/2006 14:28:49 (3576 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

L’aria calda entrava dal finestrino dell’auto completamente abbassato. Tutto attorno era silenzio e grandi spazi. Spazi di biondo grano che si muoveva come le onde del mare spinte dal vento.




Agnese guardava fuori, la testa appoggiata sulla mano che cercava di tenere fermi i capelli spettinati dal vento. Giampaolo guidava, anche lui con il finestrino aperto e il gomito appoggiato fuori. La strada era dritta e stretta, per fortuna non c’era nessun altro oltre loro.
Erano in viaggio già da un po’. Avevano abbandonato l’autostrada per seguire una piccola e sconosciuta strada che si perdeva tra i campi.
La meta? Un piccolo alberghetto, su un piccolo colle con una grande vista. Un po’ di serenità e tranquillità.
Era da tanto tempo, forse troppo che Agnese a Giampaolo non riuscivano più a sentirsi. Qualcosa si era rotto, non erano più in sintonia viaggiavano su frequenze diverse. Anche il silenzio che parlava a loro, per loro e di loro non era più lo stesso. Ora era un semplice silenzio, vuoto e fatto di frinire di cicale, rumore del motore e radio che suonava, ma non di parole non dette.

Tutto attorno era estate. I campi gialli per il sole, gli alberi fronzuti e verdi, i profumi intensi di fieno e fiori, gli uccelli che volteggiavano nel cielo e il caldo, quel caldo che si appiccicava alla pelle fino a non farla respirare più. Mancavano pochi giorni alle vacanze, ma Agnese e Giampaolo avevano deciso lo stesso di concedersi un fine settimana diverso lontano dalla città, dalla sua afa asfissiante, dai suoi odori estivi mefitici, dai suoi rumori molesti che entravano nelle case dalle finestre lasciate aperte.

Si conoscevano da anni, ma si può dire che si conoscevano solo da un anno, quando in una afosa serata dell’estate prima si erano guardati veramente per quello che erano. Lui le aveva chiesto di passarla insieme e lei aveva accettato. Così era cominciato il tutto o il niente. Quella notte si erano amati come mai avevano amato. I loro silenzi avevano imparato a parlarsi. Ora non avevano più bisogno di ascoltarsi, si sentivano.

La macchina continuava a correre lungo la strada. Agnese un po’ stranita per la troppa aria guardava fuori, avrebbe voluto che il tempo si fermasse, avrebbe voluto che lui si fermasse, la guardasse come quella notte d’agosto di un anno prima e l’amasse ancora una volta con la stessa passione delle prime volte.
“Che spettacolo!” disse.
“Già”, rispose Giampaolo senza neanche guardarla negli occhi, poi allungò la mano e gliela mise sul ginocchio più per abitudine che per affetto. Agnese in modo automatico rispose al gesto appoggiando la sua su quella di lui e gliela strinse, senza guardarlo.
Ancora silenzio.
Perché avevano smesso di sentirsi? Non c’era una risposta, in fondo non era successo nulla di diverso dal solito. Non ne avevano mai parlato, avevano quasi paura che a parlarne qualcosa si rompesse e che parole inopportune potessero rovinare tutto.

Agnese si voltò per guardarlo, le piaceva follemente. Giampaolo era tutto concentrato alla guida. Alto ed elegante era il ragazzo più bello con cui era mai stata. Indossava la sua solita Lacoste verde e i jeans. Teneva il braccio sinistro fuori dal finestrino mentre con il destro stringeva il volante. Portava gli occhiali che lei gli aveva regalato, un paio di Ray-ban a goccia con le lenti verdi. A vederlo così con quei capelli, le basette e i baffi sembrava uscito da un film degli anni ’70. I baffi, anche di quelli non avevano mai parlato. Dopo che lei aveva detto che i baffi su un uomo potevano essere assolutamente sexy, lui se li era lasciati crescere senza che lei ne facesse accenno. Sapeva bene infatti, che se solo ne avesse parlato lui se li sarebbe tagliati immediatamente.
Lei aveva imparato a conoscerlo, ad aspettarlo e lui aveva imparato a cercarla. Senza fare fatica, si erano trovati e tutto era naturale e normale come l’aria che respiravano.

Una folata di vento caldo riportò Agnese alla realtà. Rigirò la testa e la riappoggiò sulla mano con il tentativo di tenere fermi i capelli che le andavano sugli occhi. I campi di grano giallo oro continuavano a scorrere accanto alla macchina. Il sole ormai stava scendendo e in lontananza si vedevano dei corvi che volteggiavano.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
margheghi
Inviato: 13/6/2006 12:53  Aggiornato: 13/6/2006 12:53
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: Le parole del silenzio
Visto che nessuno ha ancora commentato....... allora farò da sola.
Ho ri-letto il racconto. Semplice, carino (a me continua a piacere) forse un po' troppo ingenuo e prevedibile. In fondo non è neanche una storia, ma un breve episodio, un semplice momento che ho voluto cogliere. Chiarisco subito che non è autobiografico. Il lui non esiste, o meglio non esiste nella mia vita, ma nella realtà sì. Ho descritto un ragazzo che abita vicino a casa mia e che incontro abbastanza spesso. Non lo conosco, non so chi sia, ma con quei baffi mi piace tantissimo.

Nel rileggermi mi sono accorta che a volte tendo ad essere un po' troppo ridondante. E' sempre stato in mio difetto, di cui sono consapevole ma da cui non riesco a uscirne.

a questo punto sarebbe stupido se io mi autoscrivessi a ri-leggermi.........quindi finisco qui.

Autore Albero
Manuel
Inviato: 13/6/2006 15:45  Aggiornato: 13/6/2006 15:45
Home away from home
Iscritto: 23/2/2004
Da: Cagliari
Inviati: 1219
 Re: Le parole del silenzio
E' il primo autocommento che mi capita di leggere ah ahah
Semplice e carino, sono d'accordo. Mi piace il tuo modo di scrivere, sai rendere vive le scene che racconti, nei gesti come nella "fotografia" dei paesaggi. Per quanto riguarda il tuo "difetto", non mi sembra così fastidioso-ingombrante.
Ora posso scrivere... a rileggerti
Ciao Marghe.

Autore Albero
Sphinx
Inviato: 14/6/2006 9:28  Aggiornato: 14/6/2006 9:28
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: Le parole del silenzio
Bello davvero il fatto dell'autocommento!

A parte gli scherzi, ridondanze a parte, scrivi veramente bene.
Riesci a cogliere soprattutto i paesaggi con poche parole, e questo mi piace.

Adesso un piccolo appunto su una cosa che penso sia solo una svista.
Hai scritto:

Giampaolo, era lì fermo appoggiato alla macchina che approfittando della breve sosta si stava facendo una sigaretta

La macchina si stava fumando una sigaretta?
Confesso che mi sono sganasciato!

Per il resto, spero di rileggere presto qualcosa di tuo.
Ciao

Rispondi Autore Inviato
 Re: Le parole del silenzio margheghi 14/6/2006 9:40

Autore Albero
il_corvo
Inviato: 14/6/2006 9:55  Aggiornato: 14/6/2006 9:55
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Le parole del silenzio
Uno di quei corvi che volteggiavano... ero io!

Mi fa piacere che hai fatto tesoro del consiglio che mi sono permesso di suggerirti la volta scorsa. Non una nota, non un commento... del redattore (dello scrittore). La lettura scivola via veramente molto fluida ed è arricchita di particolari che descrivono ottimamente la scena, teatro del racconto.

Veramente molto bene. Semmai ho trovato un po' altalenante l'evolversi sentimentale dei due protagonisti che passano molto rapidamente da un silenzio senza parola alcuna ad una incoraggiante situazione di affiatamento improvviso.

Continua così


Autore Albero
Darkside
Inviato: 25/6/2006 21:46  Aggiornato: 25/6/2006 21:46
Quite a regular
Iscritto: 23/4/2005
Da:
Inviati: 160
 Re: Le parole del silenzio
Ciao Margheghi! Allora, come dici anche te, più che un racconto il tuo è un episodio, o almeno io non riesco a vedere bene una trama all'interno. Il problema principale secondo me è proprio questo, non è ben chiaro il rapporto tra i protagonisti, o meglio come si evolve alla fine. I due si riavvicinano? E se si, perchè? Credo, nel caso volessi tornare su questo testo, che approfondire questo punto potrebbe migliorarlo
Per il resto mi pare dis corgere un paio di incertezze di punteggiatura, e volevo segnalarti una piccola incoerenza alla metà circa del racconto: quando Agnese descrive il ragazzo dopo che lui ha poggiato la mano sul ginocchio di lei, c'è un attimo di confusione, sembra quasi che lui abbia tre mani Probabilmente è un'idea mia, vedo dai commenti che non l'ha colta nessun'altro, ma non ho resistito, l'ho detto

p.s. Se pensi di essere ridonante, non hai mai letto qualcosa di mio

Rispondi Autore Inviato
 Re: Le parole del silenzio margheghi 26/6/2006 7:35

Autore Albero
Lebeg
Inviato: 30/6/2006 14:25  Aggiornato: 30/6/2006 14:25
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Le parole del silenzio
Oddio, Giampaolo è un mutante! A parte gli scherzi, lì sembra effettivamente che abbia tre braccia. Ti consiglio di rivederlo, perché da quando lui poggia la mano sul ginocchio di lei non succedono avvenimenti particolari per giustificare uno spostamento.
E poi? perché Giampaolo indossa una Lacoste e un paio di Ray-ban? non poteva indossare una polo e un paio di occhiali da sole? Queste sono paranoie mie, ma sanno tanto di sponsor nei best-seller.
Abbastanza buona la descrizione dei paesaggi, forse un po' convenzionale (estate=grano, caldo e cicale a rotta di collo) ma non guasta.
Bruttina la domanda retorica in "La meta? Un piccolo alberghetto", poco necessaria e poco felice.
Poi, personalmente ho trovato un po' di cattivo gusto il paragone con la sigaretta, troppo palesemente erotico (toccare rollare carezzare leccare) per stare in una storia del genere.
A proposito della storia, hai già detto tu che si tratta di un episodio e a me queste cose piacciono molto, forse però ci avrei aggiunto più dettagli (anche gli stilisti dicono che è il dettaglio a fare la differenza!), anche perché, come ti hanno già fatto notare, la rivoluzione si nota poco, e quello che racconti (a parte la voce fuori campo che dice come i loro silenzio non parlino più) sembra la descrizione di una coppia perfetta.
Non vorrei esserti sembrato troppo cattivo, le potenzialità non mancano ma ho preferito farti notare soprattutto quelli che ai miei occhi sembravano difetti.

A rileggerti

Rispondi Autore Inviato
 Re: Le parole del silenzio margheghi 30/6/2006 14:47

Autore Albero
angelopoeta
Inviato: 26/10/2006 19:19  Aggiornato: 26/10/2006 19:19
Just popping in
Iscritto: 25/10/2006
Da: il Salento, mondo perfetto e soffocante
Inviati: 11
 Re: Le parole del silenzio
E' incredibile come a volte basta un lento, leggero sfiorarsi per ritornare a parlarsi...tu hai colto gni sfumatura di un legame che è possibile riaccender, ma non come una sigaretta "costruita, bensì soltanto attraverso la magia del sorriso, il sorriso del cuore, fatto di baci, estate e...silenzio. Molto bello. Complimenti. Spero che potrai leggere presto qualcosa di mio...

angelopoeta

Autore Albero
manueffe
Inviato: 7/11/2006 18:24  Aggiornato: 7/11/2006 18:24
Just popping in
Iscritto: 5/10/2006
Da:
Inviati: 13
 Re: Le parole del silenzio
Ciao Marghe, finalmente sono riuscita a leggere il tuo vecchio racconto
All'inizio del racconto sembra quasi un momento dedicato a ricostruire un rapporto, poi mano a mano che prosegue mi da l'idea che Agnese sia presa da un periodo di depressione, infatti sembra quasi che cerchi dei cenni dal suo uomo, quasi delle piccole mosse per accrescere la sicurezza di quel rapporto che non sembra però finito, sembra piu che altro stabilizzato, e lei non vedendo più l'intensità della passione iniziale si sente persa e insicura.
Ecco, sembra un evolversi di emozioni di Agnese ma sono troppo differenti dall'inizio del racconto rispetto al finale.
E' comunque molto scorrevole e sai fare molto bene le descrizioni dei paesaggi.
Ora mi impegnerò a leggerne uno un po' più recente.
A presto

Rispondi Autore Inviato
 Re: Le parole del silenzio sangervasio 11/11/2006 19:12
 Re: Le parole del silenzio sangervasio 11/11/2006 19:13
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