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Letture Incrociate - Racconti : A.A.A. cercasi
Inviato da bubu il 11/5/2006 18:54:47 (2236 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Con lo sguardo rassegnato, di chi sa già che la storia non avrà un lieto fine, Mauro stava studiando minuziosamente lettera per lettera, sillaba per sillaba quella scritta, quell’insegna che a giudicare dallo stato da troppo tempo aveva dovuto assaporare e proteggersi dall’intemperie cittadine: Power of the man.



Vinti i timori che lo assalivano ogni volta che si presentava a queste agenzie interinali, decise di entrare. Una volta dentro fu investito da un odore stantio e da un’atmosfera acrilica.
I telefoni squillavano in continuazione. Cantavano le loro canzoni, tutti con il medesimo accordo e la medesima intonazione, nonché le medesime parole. Driiin, driiin. A rispondere giovani donne, incupite, infastidite, tirate a lustro, con occhi smorti e bocche rattrappite a furia di parlare, parlare, parlare.
“Pronto. Power of the man, buongiorno. Sono Daniela, mi dica.”
Un messaggio registrato nei loro cervelli tumefatti ripetuto per centinaia di volte, aveva scavato un solco profondo cancellando la traccia della consapevolezza d’essere persone e non dei robot.
Mauro si guardò intorno. Cercava lo sguardo di qualche impiegata per poterle spiegare perché si trovasse lì, in quella pseudo sala d’aspetto. Voleva saperne di più su di una loro proposta d’impiego che aveva letto in un giornale locale e che diceva pressappoco: -Cercasi disegnatore meccanico per azienda leader in automotive, con pregressa esperienza nel settore. Conoscenza maggiori applicativi per il disegno, abile, motivato, bella presenza, per lavoro in ufficio tecnico in ambiente giovanile, stimolante e dinamico. Astenersi se non aventi le caratteristiche sopra citate. E lui le caratteristiche sopra citate l’aveva tutte…si è vero, nutriva qualche dubbio sulla bella presenza, ma per il resto aveva le carte in regola.
Nessuna aveva voglia di accorgersi di lui. Delle quattro figure omologate, in quell’ufficio, ognuna sperava che qualcun’altra si prendesse la briga di accogliere la risorsa ( questo era il termine ridondante con il quale venivano identificati i disoccupati dalle agenzie), appena entrata.
Mauro dal canto suo decise di non far nulla per attirare in modo forzato la loro attenzione e rimase seduto in totale contemplazione su una di quelle sedie con annesse il poggia documenti veri simboli di moderna tecnologia al servizio dell’uomo. Per ammazzare il tempo, nel mentre che qualcuna di quelle deliziose creature si fosse decisa a degnarli la propria attenzione, iniziò a guardarsi intorno. A Mauro piaceva molto osservare; dalle persone, alla natura, agli oggetti non gli sfuggiva nessun particolare.
Guardava la stanza. Era grande, con un consunto parquet scricchiolante come pavimento. Le mura erano beige, e sorreggevano rassegnate diversi poster raffiguranti giovani con sorrisi imbastiti che avevano trovato un lavoro grazie all’agenzia. C’erano anche delle frasi su quei poster, che a Mauro fecero venire il voltastomaco. - Scegli anche tu Power of the man per avere la potenza dalla tua parte - oppure – Volevo un lavoro gratificante e sicuro…anch’io ho scoperto power of the man -. Ma che cazzo pensavano, che si fossero rincoglioniti tutti?
Le scrivanie erano disposte a ferro di cavallo. Erano nere, in formica, in perenne lutto. Balzava subito agli occhi la numerosa cancelleria che bivaccava ormai da qualche tempo su quelle scrivanie.
L’atmosfera era concitata dai continui richiami dei telefoni, e per fortuna. Era l’unica caratteristica che rendesse l’ambiente un pochino vivo. Per il resto, solo lo spettro di orribili scampoli di flora sparsi qua e là, che a suo tempo avrebbero dovuto rallegrare quel locale impregnato di noia.
Mauro iniziò a ripensare all’annuncio letto; più che una ricerca di personale, ora, gli pareva una minaccia, una dichiarazione di guerra. Da quando era entrato lì dentro non era più tanto sicuro di essere la figura professionale che stavano cercando, e una leggera tentazione di andarsene s’impadronì della sua mente. Tanto, nessuna delle impiegate s’era accorta della sua presenza.
Fece per alzarsi da quella scomoda sedia quand’ecco che, da una di quelle maestose scrivanie della potenza, un finto sorriso su di una faccia di plastilina smunta e scialba, gli piombò addosso. Quella bocca si aprì: ” Power of the man, buongiorno. Sono Francesca mi dica”.
Non c’era nulla da fare. Il solco scavato era troppo profondo per poterle riportare nel mondo dei vivi!




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
patesp
Inviato: 11/5/2006 19:54  Aggiornato: 11/5/2006 19:54
Just popping in
Iscritto: 18/3/2006
Da: varese
Inviati: 12
 Re: A.A.A. cercasi
Simpaticamente rassegnato il tuo Mauro è di certo poco assillato dal tempo visto che ne mpiega milto per prendere delle ... decisioni.
Creedo che sarebbe stato più gradevole questo racconto se fosse stato un po' più breve. Il ritmo stringente rende, a mio parere, più graffiante il contenuto e quindi che va a leggere cerca dia rrivare alla conclusione per la curiosità di sapere come va a finire. Così invece ci si distrae e si tende a... saltare qualche riga.
Comunque lo stato d'animo del tuo protagonista è molto reale soprattutto fra i giovani che disperatamente cercano un'occupazione. Spero di rileggerti a...breve.
patesp
margheghi
Inviato: 11/5/2006 20:49  Aggiornato: 11/5/2006 20:49
Not too shy to talk
Iscritto: 9/5/2006
Da: Milano
Inviati: 95
 Re: A.A.A. cercasi
Ciao,
confesso che all'inizio ho fatto un po' fatica a entrare nel racconto, ma poi mi sono lasciata travoglere e ho anche riso di gusto pensando "all'uffizio tennico" dove lavorano tanti tennici e che magari vanno dallo pissicologo.
A parte ciò, mi è piaciuto molto. Bella la descrizione del luogo tristemente squallido, bella la descrizione della signorina Francesca "sono qui per servirla" che ha il compito di far compilare moduli a tutti, e bellissimo Mauro, simpatico, ironico e autoironico. Bella l'idea dell'annuncio sul gironale porno e assolutamente liberatorio il finale, che forse è stato condiviso nella realtà da tanti giovani (mi ci metto anche io) alle prese con la stessa situazione.

Sei riuscito a rendere con grande scioltezza e divertimento l'intreccio dei pensieri di lui (annuncio su rivista porno, masturbazioni, membri e quant'altro) con l'asettica serietà e compostezza della "signorina" Francesca.
Spero di leggerti ancora presto
Dubito
Inviato: 12/5/2006 14:05  Aggiornato: 12/5/2006 14:05
Not too shy to talk
Iscritto: 22/3/2006
Da: Milano
Inviati: 56
 Re: A.A.A. cercasi
Ciao!
Che dire, è il tuo secondo lavoro che leggo, e mi garba davvero.
Mi sembrano valide le descrizioni, molto azzeccate per il luogo spersonalizzante che rappresenti, molto gradevole il mix di parole e riflessioni nel "dialogo" con Francesca, o Nessuno che dir si voglia. Mi ha davvero ricordato la mia ultima capatina in una agenzia interinale, finale compreso. Forse potevi insistere di più coi dettagli comici, ma son gusti.
Buono davvero, alla prossima...
kernunnos
Inviato: 13/5/2006 10:11  Aggiornato: 13/5/2006 10:11
Just can't stay away
Iscritto: 18/9/2005
Da:
Inviati: 342
 Re: A.A.A. cercasi
bello, mi è piaciuto!
Diretto, amaro, semplice.
Autobiografico?
Mercuzio64
Inviato: 13/5/2006 16:03  Aggiornato: 13/5/2006 16:03
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 2/3/2004
Da: Forlì
Inviati: 261
 Re: A.A.A. cercasi
Complimenti, un bel racconto e una storia attuale ed originale.
Peccato per qualche piccola sgarbatura quà e là: inutili giri di parole (per es.: Per ammazzare il tempo, nel mentre che qualcuna di quelle deliziose creature si fosse decisa a degnarli la propria attenzione, iniziò a guardarsi intorno.), brutti tecnicismi (es.: in pochi nano secondi - e - figure omologate), qualche frase che inciampa un pò (es.: L’atmosfera era concitata dai continui richiami dei telefoni, e per fortuna.), alcune metafore o allegorie poco azzeccate (es.: Erano nere, in formica, in perenne lutto).
Ci sono poi alcune frasi che non vanno, te ne segnalo almeno due: perchè il termine "risorsa" è ridondante? Eppoi gli slogan sui manifesti appesi sono un pò inverosimili e se davvero esistono mi piacerebbe sapere chi li ha scritti, forse l'hanno assunto nella stessa agenzia di lavoro interinale... (ho fatto un corso di copywriting!).
Tutto sommato credo che siano pochi errori di stile che possono essere recuperati con una buona revisione, il racconto di per sè fila e tiene ben incollato il lettore fino in fondo...
Alla prossima.
fernet
Inviato: 17/5/2006 10:43  Aggiornato: 17/5/2006 10:43
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: A.A.A. cercasi
rientro nei commenti di LI e cosa ti trovo? Un racconto sul lavoro (uno dei miei temi preferiti...). Buono, carino, surreale il giusto... .detto questo passo alle critiche (se no a che servono i commenti?).

Non è che il protagonista pensa troppo? Nel senso che forse c'è troppo commento e poca azione, troppe considerazioni e poco dialogo, troppa descrizione ... forse potevi raccontare le stesse cose e descrivere gli stessi personaggi (tutti da raccontare) più attraverso ciò che dicono o che fanno che non attraverso quello che il protagonista pensa, il che a piccole dosi va anche bene, ma alla lunga appesantisce un pochino...

spero di esserti stato utile...

ciao
f
il_corvo
Inviato: 18/5/2006 17:18  Aggiornato: 18/5/2006 17:19
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: A.A.A. cercasi
Spesso, devo essere sincero, per commentare, devo fare attenzione alla forma, ai periodi, ai vocaboli e tante altre formlità.

Stavolta non c'ho nemmeno pensato. La lettura fila via liscia che è un piacere (grande merito) e la concentrazione s'è rivolta involontariamente solo alla storia.

Alla fine non è che rimanga moltissimo, però il durante m'ha preso molto. La vicenda è raccontata in modo esemplare. Il pregio maggiore è che sai descrivere come un bravo pittore sa dipingere. Non hai solo fotografato quell'agenzia, in quell'agenzia col protagonista vi entra anche il lettore. Ne vede le ombre ne annusa gli odori ne percepisce l'alienazione.

Molto bene.
Sphinx
Inviato: 28/5/2006 15:34  Aggiornato: 28/5/2006 15:34
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: A.A.A. cercasi
Bel racconto, mi è piaciuto.
Le pennellate comiche non sono male, forse avresti comunque fatto meglio ad insisterci di più.

Ciao
Lebeg
Inviato: 28/5/2006 18:10  Aggiornato: 28/5/2006 18:10
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: A.A.A. cercasi
Ciao bubu
Aggiungo il mio commento a questa sfilza di complimenti che già hai ricevuto.
Mi dispiace non poter essere altrettanto entusiasta, però. Non sto dicendo che si tratti di un brutto racconto, anzi è carino, buffo e scritto abbastanza bene. I pensieri non sono lunghi o eccessivamente artificiosi, si leggono piacevolmente e non danno quella sensazione di "mannaggia ma quando finisce???".
Il problema che mi ha infastidito risiede soltanto nell'effetto comico che vuoi creare. Il fatto è che all'inizio non si sa bene come doverlo affrontare. Sembra innanzitutto un qualcosa alla Kafka, con queste signorine automi che di umano non hanno più niente. Quindi personalmente ho continuato a leggere su questa falsariga, e quello che doveva apparire comico e divertente appare invece assurdo, surreale e parecchio deprimente.
E comunque il tutto è esagerato. Una persona incapace di reagire alla battuta sui caffè che fotocopiano non esiste al mondo, nè tantomeno una che non riconosce la persona che si è appena alzata dalla scrivania. Una comicità alla "Pallottola Spuntata" che fa ridere perché decisamente troppo assurda.
Il dialogo poi sfocia nel cattivo gusto (pessimo con quel "il suo rispettabilissimo membro", perdonami ma sembra estratto da un racconto porno di serie C2) non giustificato, con tutti quei riferimenti sessuali. E il cazzo di modulo è un termine forzato. Non sono un puritano, ma sono convinto che la parolaccia debba esserci quando deve esserci.
Il senso comico quindi dovrebbe esserci stato dall'inizio, magari con una descrizione meno catastrofista dell'agenzia, o con termini più divertenti (cervelli tumefatti e roba simile non dispongono troppo verso la risata, sempre a mia più che modesta opinione)
Mauro è comunque un personaggio interessante, poco identificato in quanto più personaggio-maschera che riflette bene la realtà odierna.
Mi dispiace essere stato duro e mi scuso se ho urtato il tuo ego. Non era mia intenzione. Volevo soltanto dirti la mia e darti qualche consiglio. Libero di mandarmi a quel paese. Magari poi scopriamo che non ho capito niente.

A rileggerti
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