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Concorsi Scaduti: bandi e premiati : Premio Letterario "Giuseppe Berto" (scadenza 30/04/06)
Inviato da She-OZoz il 17/4/2006 22:20:00 (3293 letture) Notizie dallo stesso autore


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Concorsi Scaduti: bandi e premiati

Gratuito
XVIII Edizione – 2006
Modalità e requisiti di partecipazione al premio

1.Potranno concorrere al Premio Letterario Giuseppe Berto opere presentate sia dallo scrittore che dalla casa editrice.

2. Le opere in concorso dovranno soddisfare i seguenti requisiti:
Per la sezione italiana: dovranno necessariamente essere opere prime di narrativa in lingua italiana, edite per la prima volta in senso assoluto e perciò non dovranno essere né rifacimenti, né riedizioni, né traduzioni.
Potranno quindi concorrere raccolte di racconti, singolarmente inediti, o primi romanzi pubblicati in volume (nessun genere diverso verrà valutato dalla giuria).
Le pubblicazioni in concorso dovranno necessariamente essere state pubblicate e messe in distribuzione nel periodo tra il 1.05.2005 e il 30.04.2006.
Per la sezione straniera: dovranno essere opere di narrativa, in lingua italiana di autore straniero (potranno essere traduzioni ma non rifacimenti né riedizioni), edite e messe in distribuzione nel periodo tra il 1.05.2005 e il 30.04.2006.

3. Dovranno essere spedite: n.1 copia della pubblicazione ad ogni giurato, n. 1 copia alla segreteria organizzativa, n. 1 copia alla signora Manuela Berto e n. 1 copia al comune di Ricadi, per un totale di n. 12 copie (per gli indirizzi fare riferimento alle indicazioni pubblicate sul sito www.comune.mogliano.veneto.tv.it alla voce “Premio Berto”.

4. Ad ogni spedizione, che potrà avvenire via raccomandata o via posta normale, dovrà essere allegata una lettera di accompagnamento indicante la causale: “Premio Letterario Giuseppe Berto edizione 2006” comprensiva dell’indicazione della sezione per cui si intende concorrere, completa di tutti i riferimenti utili per il possibile contatto in caso di vincita.

5. Le spedizioni dovranno avvenire entro e non oltre il 30 aprile 2006 e farà fede il timbro postale dell’ufficio di partenza.

6. Fra le pubblicazioni pervenute quelle non corrispondenti a tutti i requisiti sopraelencati non verranno valutate dalla giuria.

7. La cinquina finalista di ogni sezione verrà comunicata a mezzo stampa durante la seconda quindicina di maggio.

8. Saranno per tempo contattati dalla segreteria organizzativa solo i finalisti di ciascuna sezione ed i relativi editori.

Per qualunque ulteriore informazione sarà possibile contattare la segreteria del Premio.

SEGRETERIA DEL PREMIO
Assessorato alle Politiche Culturali
Comune di Mogliano Veneto
Via Terraglio, 3 - 31021 Mogliano Veneto (TV)
Tel. 041 5930802 – 041 5930812
www.comune.mogliano-veneto.tv.it
e-mail: cultura@comune.mogliano-veneto.tv.it




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Autore Albero
She-OZoz
Inviato: 7/6/2006 8:16  Aggiornato: 7/6/2006 8:16
Daniela
Iscritto: 11/1/2003
Da:
Inviati: 2650
 Elenco premiati
Vincitore sezione opere prime narrativa italiana

Hamid Ziarati, Salam, maman
Einaudi, 2006, pagine 260

Non è solo un bel romanzo quello scritto da Hamid Ziarati, il suo Salam, maman, edito da Einaudi, rappresenta una sfida alla nostra pigrizia, un velo sollevato su una civiltà che conosciamo solo per sentito dire, una provocazione sulla natura della nuova letteratura italiana che non può che riconoscersi nella letteratura scritta “in italiano”. Lo scrittore è iraniano, ma da tempo vive a Torino e il libro è stato scritto direttamente in italiano.
Salam, mamam è la storia di una famiglia iraniana, dalla caduta dello Scià all’avvento della rivoluzione khomeinista, vista dagli occhi di un bambino di nove anni che attraverso queste dure esperienze si fa uomo. Un romanzo scritto con grande ritmo e l’umiltà di non discostarsi mai dall’originale angolo di visione, nonostante l’invadenza della “storia” con la “s” maiuscola che si materializza intorno ai protagonisti. E’ una scrittura doppiamente illuminante ai nostri occhi: ci svela un Iran molto diverso da quello dipinto da decenni di stereotipi. Di ogni provenienza, si potrebbe dire, accomunati solo dalla segmentazione affettata, dalla fretta propagandistica, dalla semplificazione colpevole. Un grande saggista Edward Said ha tentato di definire, fin dagli anni Settanta, nel suo “Orientalismo” come l’Occidente avesse portato a termine sistematicamente un’opera definita – con una parola orribile – “decomplessificazione”. Ebbene, rispettando una delle sue vocazioni eterne, è la letteratura spesso a incaricarsi di restituire complessità, una complessità accessibile ma intatta, ad una realtà narrata.
La seconda illuminazione offerta da Ziarati sta proprio nella padronanza della scrittura italiana. E’ venuto il momento di riconoscere che esiste una letteratura italiana prodotta da non italiani, capace di raggiungere vertici espressivi di tutto rilievo. Solo in questa ultima edizione del Premio Berto sono state presentate altre due opere di autori non italiani che hanno fatto dell’italiano la loro lingua di elezione. La prima è un’altra iraniana, Amineh Pakravan, Il libraio di Amsterdam (Marsilio), la seconda, Aminata Fofana, La luna che mi seguiva (Einaudi), è originaria della Guinea.

Paolo Fallai


Hamid Ziarati è nato a Teheran nel 1966 e si è trasferito a Torino nel 1981, dove si diplomato e successivamente ha conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in ingegneria meccanica. E’ appassionato di letteratura e di cinema, collabora da quasi due decenni come interprete, traduttore di articoli e di sottotitoli con il Torino Film Festival, e in seguito anche con il Museo del Cinema di Torino. Oltre al suo lavoro di progettista di prototipi svolge un’attività parallela per far assaporare i gusti e i sapori mediorientali e iraniani ai suoi concittadini piemontesi. Dal 1994 ad oggi ha pubblicato diversi articoli scientifici e racconti, ha scritto inoltre alcune sceneggiature cinematografiche per lungo e cortometraggi mai realizzati. Salam, maman è il suo primo romanzo scritto direttamente in italiano per il figlio.


Vincitore sezione narrativa straniera tradotta in lingua italiana

Benjamin Kunkel, Indecision
Rizzoli, 2006, pagine 338 - traduzione di Annalisa Garavaglia

Indecision, di Benjamin Kunkel, racconta la storia di Dwight Wilmerding, un giovane così incapace di decidere che, durante la cena familiare di Thanksgiving, resta con la forchetta sospesa fra il tacchino, il ripieno e la salsa di mirtilli. Su quest’idea insieme provocatoria e “geometrica”, l’autore costruisce la storia di un’educazione sentimentale dove l’indecisione diventa non solo un segno narrativo ma una sorta di lettura del mondo. Il protagonista, che vive a New York e lavora come tecnico informatico in una casa farmaceutica, coltiva un inquietante passatempo (ingurgitare allucinogeni) e arriva a vere e proprie vette di disimpegno sociale: l'11 settembre guarda dal tetto di casa gli aerei che si schiantano contro le Torri Gemelle, pensando che forse c’è persino da ridere.
La sua indecisione è una malattia, e come tale viene curata. Ma la soluzione non potrà essere offerta da un farmaco che promette portenti. Indecision racconta l’impossibilità di un’educazione sentimentale nei termini del romanzo ottocentesco e novecentesco, del mondo e dei codici che ci siamo lasciati alle spalle; ne rovescia il senso e, attraverso il viaggio del protagonista, che è un viaggio iniziatico, ci suggerisce come non sia il personaggio, ormai, ma il suo sistema di relazioni a dover essere “educato”. Libro di grande potenza narrativa pur nel suo procedere apparentemente minimalista, il romanzo di Kunkel è un grande affresco non solo dell’America ma di una condizione estrema del vivere in cui è a rischio ciò che profondamente lega la socialità umana, il desiderio. E’ la favola postmoderna dell’asino di Buridano, il racconto di un mito che prende minacciosamente corpo nella società contemporanea.
La narrativa di Kunkel è insieme realistica e sarcastica, profetica e allucinatoria, provocatoria e non priva di tenerezza. La sua metafora di una generazione “clinicizzata”, dove il semplice vivere è trattato come una patologia, è un gesto di ribellione e di denuncia che ha il sapore delle grandi agnizioni parodiche. La critica americana ha evocato per lui il nome di Salinger, a noi ricorda irresistibilmente la famiglia degli avventurosi satirici, un Don Chisciotte dell’abulia, uno spaesato Gulliver a New York.

Mario Baudino

Benjamin Kunkel è cresciuto in Colorado e ha studiato a Harvard e alla Columbia University.
Vive a New York, dove è uno dei fondatori e direttori della rivista letteraria “n+1”. Ha scritto per “Dissent”, “The Nation”, le “Book Review” di “New York Times” e “Los Angeles Times” e per la “New York Review of Books”. Indecision, il suo primo romanzo, diventerà presto un film.
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