logo
 
OzBlogOz

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms



Pagina (1) 2 »
Letture Incrociate - Racconti : L'ultimo viaggio
Inviato da textex il 13/3/2006 12:28:00 (1775 letture) Notizie dallo stesso autore


newsletter
Letture Incrociate - Racconti

Quando il dolore, che può essere la più micidiale delle armi, la più potente delle spinte, la più alienante delle droghe e la più veritiera delle illusioni, è manipolato da mani occulte e malvagie.

"Nessuno, vedendo il male, lo preferisce, ma ne rimane ingannato, parendogli un bene rispetto al male peggiore". - Epicuro -
***

Questo vecchio autobus sobbalza ad ogni sassolino. E ogni volta le sospensioni producono un sibilante cigolio metallico.
Il sole che picchia dritto sui vetri sta lentamente arrostendo me e i miei compagni di viaggio.
Ogni respiro è una fatica qua dentro, ci si batte silenziosamente per accaparrarsi gli ultimi scampoli di ossigeno rimasti.
Un vecchio seduto nella fila davanti alla mia ha provato ad aprire un finestrino, ma è entrata una ventata d’aria bollente. Ha richiuso immediatamente.
Non c’è modo di evitarlo comunque, il deserto d’estate ti cuoce i pensieri.
Ogni tanto mi muovo un po’ sul sedile per staccare i pantaloni di tela che si appiccicano alle mie gambe sudate, e poi questa cintura di pelle così stretta mi fa prudere tremendamente il torace.
Ostentando tutta la tranquillità di cui sono ancora capace, tengo d’occhio gli sguardi e le espressioni degli uomini e delle donne che viaggiano con me.
Perché nessuno si chiede come mai ho addosso un giubbotto in una giornata torrida come questa?
Meglio così.
Una donna seduta più avanti si è alzata per parlare con l’autista. Ha chiesto quanto ci vuole ancora per arrivare al check-point di Kalandia. Mi sembra che l’uomo le abbia risposto che manca un quarto d’ora, ma non sono sicuro, questo autobus fa un rumore infernale e continua a ondeggiare.
Ricordo la prima volta che presi l’autobus, ero insieme a mio padre. A quel tempo ne giravano molti di più a Ramallah. Per me era un’esperienza nuova ed ero un po’ agitato. Ma lo sono anche adesso comunque.
Ero nervoso la prima volta che sono salito su un autobus e lo sono anche l’ultima.
Mi manca mio padre, è sempre stato presente quando facevo qualcosa d’importante.
Mi seguiva per non farmi cadere quando tolsi le rotelle alla bicicletta, mi dava saggi consigli quando feci volare il mio primo aquilone, ed era a casa ad aspettarmi quando tornai dopo il primo giorno di scuola. Il primo giorno di scuola fa paura a tutti.
E’ strano pensare che non ci sia più. E’ passato quasi un anno ma ogni tanto mi aspetto ancora di vederlo spuntare sul vialetto di casa.
Non doveva andarsene, non era il suo momento. Lo hanno detto anche loro che è stato un errore.
Un uomo ben pettinato, con lucide medaglie al valore appuntate sul petto, diceva che anche loro sono uomini e Dio solo non sbaglia.
Mio padre non doveva essere li in quel momento, non rientrava nella loro lista.
Errori da mettere in conto comunque, nella quotidiana difesa dello stato.
Mi gira un po’ la testa. Probabilmente è il caldo, anche se questa stretta al torace mi impedisce quasi di respirare. E poi c’è un uomo dietro di me che fuma in continuazione.
Ma tra non molto sarà tutto finito, sarò in un posto bellissimo pieno di palme che fanno ombra e di fonti limpide che placano la sete. Così è scritto.
E forse rivedrò mio padre.
Omar è sicuro che rivedrò mio padre. Lo ha ripetuto molte volte mentre mi preparava per questo viaggio, questo mio ultimo viaggio.
Ho paura, paura di non essere all’altezza. Allah mantieni saldo il mio cuore e ferma la mia mano.
Ecco, comincia a spuntare Hawara, in cima alla collina. Vuol dire che siamo quasi arrivati. Mancheranno al massimo cinque minuti al check-point.
Il momento si avvicina.
Sono stato diverse volte ad Hawara. Una volta da piccolo ci andai con la mia famiglia e ricordo che ci fermammo in un negozietto di frutta secca. Avevano datteri grossi come i pugni di un bambino, lucidi e dolcissimi che sembravano ricoperti di miele.
Rayah non c’era ancora. E adesso già non c’è più.




newslettertwittercalendarioforumpubblicità
Pagina (1) 2 »
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
massy
Inviato: 14/3/2006 10:31  Aggiornato: 14/3/2006 10:31
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 7/7/2004
Da: Novara
Inviati: 299
 Re: L'ultimo viaggio
E' scritto molto bene, complimenti.

Il soldato mi parla ma io non ascolto. Il caldo è insopportabile, il deserto ha cominciato a girare e mi sembra di svenire, le cose hanno colori strani. Il cielo è coperto di macchie verdastre che appaiono e scompaiono e le mie gambe tremano.

Ottima descrizione.
Il resto scivola via rapidamente e si fa leggere in un lampo.

Rinnovo i complimenti e nel contempo strenuamente mi astengo da ogni altra valutazione sul soggetto.

M.
textex
Inviato: 14/3/2006 11:54  Aggiornato: 14/3/2006 11:54
Just popping in
Iscritto: 13/12/2005
Da: genova
Inviati: 17
 Re: L'ultimo viaggio
Grazie per i complimenti. E' già una soddisfazione sapere che il racconto è scritto decentemente.
So che il soggetto è quantomeno delicato e susciterà probabilmente opinioni molto diverse fra loro.
Il mio unico intento era quello di provare ad immaginare e quindi trasmettere i pensieri e le emozioni del protagonista. Naturalmente la vicenda è vista da un solo punto di vista, che in se non può e non vuole esprimere nessuna verità e nessun giudizo sulla questione mediorientale e sul terrorismo in generale.
E' un racconto emotivo e non politico, che va interpretato, almeno secondo le mie intenzioni, partendo dalle due frasi introduttive.
daniel
Inviato: 15/3/2006 8:46  Aggiornato: 15/3/2006 8:46
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 28/6/2004
Da:
Inviati: 779
 Re: L'ultimo viaggio
Ben scritto.
Si comincia presto ad intuire di cosa parli
Forse fin troppo presto.
Il tema è scottante e non ti nego "pesante".
Diciamo che non fa parte del mio "genere" preferito.
Questa non vuole essere una critica, sia chiaro, anzi ribadisco che lo trovo scritto con molta cura.
Alla prossima
Dubito
Inviato: 22/3/2006 15:53  Aggiornato: 22/3/2006 15:53
Not too shy to talk
Iscritto: 22/3/2006
Da: Milano
Inviati: 56
 Re: L'ultimo viaggio
Mi piace, ha un buon ritmo e scorre fino alla fine. Molto lirico, immagino che fosse proprio questo lo scopo. Sarei curioso di leggere un commento non-occidentale. Per sapere se certi stereotipi sono "cosa nostra" o meno (per esempio il sapiente Omar, che qui ha l'odore del manipolatore, almeno mi pare).
Ciao.
senza
Inviato: 9/4/2006 13:04  Aggiornato: 9/4/2006 13:04
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: L'ultimo viaggio
leggo perchè nel mio romanzo ho scritto un capitolo simile a questo racconto, solo che è un polacco su un treno.
è scritto abbastanza bene ed è molto forte e pesante, perchè sin dall'inizio si capisce cosa deve accadere e te lo aspetti sino alla fine fatta con maestria, che non rompe il ritmo caldo ed afoso dell'inizio, questo è un bene
malinconico, e pesante ( lo ribadisco ) ora mi resta un po' sullo stomaco, ma alla fine succede così...

durante la guerra ogni persona d'entrambi gli schieramenti prega Dio perchè lo salvi, ma Dio è sempre lo stesso e non può salvare tutti...
Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novità
  O  I  S 
Iscritti160139
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 20 utente(i) online (2 utente(i) in Notizie)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 20

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 16
Ieri: 26
Totale: 5685
Ultimi: BobbieHans

Utenti Online:
Ospiti : 20
Membri : 0
Totale: 20
Lista Utenti [Popup]

Link sponsorizzati

© 1999-2017 OZoz.it