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Appunti & Incontri : Scherzi inglesi
Inviato da LucaBaldelli il 17/2/2006 18:24:35 (3456 letture) Notizie dallo stesso autore


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Appunti & Incontri

di Remo Bassini

scherzaccio di un giornale inglese (di qualche mese ma i giornalisti inglesi, ciclicamente, con modalità diverse, replicano).
si prendono dei libri di autori famosi, si digitano, si stampano e poi - travestendoli da manoscritti - si inviano a case editrici.
i cui lettori, vedendo che il materiale è di un perfetto sconosciuto (mica Faletti, Volo, Capossela, Guccini... Totti) rispediscono con la rispostina-omaggio «Ci dispiace ma .....».

anni fa fece la stessa cosa una scrittrice inglese: di gialli.
aveva scoperto che anche il suo giardiniere scriveva: gialli pure lui.
fece lei lo scherzaccio: alla sua casa editrice.
inviò un suo manoscritto con la firma del giardiniere.
inviò un manoscritto del giardiniere firmato da lei.
ci fecero la figura dei polli i lettori della casa editrice: perché rispedirono inietro il manoscritto della scrittrice (firmato dal giardiniere) in quanto "non rientrava nei programmi...".
quello del giardiniere invece era valido: per forza, l'aveva scritto (firmato) una loro autrice affermata.

morale numero uno: se noi lavorassimo in una casa editrice potremmo fare una figuraccia: perché non si può conoscere tutto ciò che è stato pubblicato.
la morale numero due è un interrogativo (a cui sanno rispondere gli editori): se ci piacciono i gialli noi in libreria compriamo Lucarelli o un autore esordiente?
morale numero tre: se sei uno sconosciuto è già tanto che, specie i colossi editoriali, diano un'occhiatina veloce alle tue pagine, alle parole che hai scritto, riscritto, al sudore di mesi, anni.




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Autore Albero
alustio
Inviato: 18/2/2006 8:22  Aggiornato: 18/2/2006 8:22
Just popping in
Iscritto: 9/7/2005
Da:
Inviati: 7
 Re: Scherzi inglesi
Ho letto con molto interesse l'esposizione di Luca Baldelli circa il rapporto delle case editrici con gli scrittori esordienti e il ruolo dell'Editor.Ho un'esperienza recentissima da esporre.A dire il vero sono anche un pò frastornato anche se cerco di vedere le cose con i piedi per terra ma ogni tanto la situazione mi sfugge di mano.Ho scritto il mio primo romanzo che ho mandato nel 2004 al Premio Calvino.Mi hanno fatto un'ottima recensione e ciò mi ha spinto ad insistere.Ho contattato la casa Editrice più importante della mia regione , quella che per intenderci ha pubblicato i primi romanzi di Fois, di Todde di Niffoi e Soriga.Da subito mi hanno detto che il romanzo era di loro interesse .Dopo 6 mesi mi hanno mandato una prima scheda con cui mi suggerivano le correzioni da apportare peraltro da me accettate perchè utile.Rispedisco il tutto dopo altri sei mesi mi riscrivono dicendo che andavano bene le correzioni che avevo apportato ma dovevo modificare la struttura di un rapporto tra due protagonisti perchè "il 95 % dei lettori si attende ciò".Ho anche provato ma non ci sono riuscito perchè mi sembrava di snaturare il tutto. Nel frattempo era trascorso più di un anno.A questo punto mi sono rivolto al'Agenzia letteraria che ha collocato Niffoi presso L'adelphi.Mi hanno chiesto il romanzo, lo hanno letto, lo hanno rienuto importante e mi hanno fatto il contratto (ad ottobre 2005).Sino alla settimana scorsa non avevo ricevuto nessuna notizia, stavo già pensando tutto il male possibile .Mercoledì scorso mi hanno comunicato che il mio romanzo è in lettura in ben due delle case editrici nazionali che possono collocarsi una tra le prime cinque e l'altra tra le prime dieci.Della prima mi è stato detto anche il nome dell'editor che se ne sta occupando e c'è da far tremare le gambe.L'agenzia mi ha spiegato come è avvenuto il contatto.Mi sembra una via diversa da quelle che hai analizzato tu Remo, perciò mi sono deciso a scrivere, scusandomi per la lunghezza.L'agenzia non ha spedito il romanzo alle case editrici ma ha semplicemente aspettato che le case editrici inoltrassero la formuletta magica:Hai una storia ambientata in un determinato posto, con queste caratteristiche da inserire in questa collana?a quel punto l'agenzia ha presentato tutte le opere che aveva con quelle caratteristiche.Le case editrici hanno detto ( prima una e poi dopo una ventina di giorni è arivata anche la chiamata dell'altra) mandaci in lettura quel romanzo.Si tratta quindi di un'operazine senza forzatura , ma semplicemente cercando di far incontrare domanda e offerta.Penso che così si abbiano più possibilità.Almeno per arrivare a farsi leggere dai colossi.Certo non c'è niente di definitivo, però credetemi può essere anche questa una gratificazione non da poco.Se poi...... non oso pensarci, ma la mente torna sempre li.Saluti

Rispondi Autore Inviato
 Re: Scherzi inglesi LucaBaldelli 18/2/2006 11:58
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