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Letture Incrociate - Racconti : E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par. III
Inviato da Sanchez il 28/1/2006 14:25:33 (2455 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti


M’alzai e andai in giro per il parco.
- A dopo Marce’ – lui stette lì a contemplare quella pazza.
M’interessai agli stand in cui vendevano libercoli. In queste occasioni ero solito prenderne qualcuno. La mia attenzione cadde su un saggio di Simmel che avevo letto ma non possedevo fisicamente: Metropoli e personalità. Possedere la copia d’un libro è importante. Puoi riprenderlo ogni volta che ti pare, girartelo per mano, leggere addirittura delle pagine intere. Di quelli buoni s’intende. Me lo infilai sotto la maglietta e uscii dal gazebo fischiettando. Ecco, al tempo ero convinto che i libri non andassero pagati. E ne ero convinto al punto d’aver rubato la maggior parte di quelli che avevo in casa. Per me i libri rappresentavano un bene talmente importante da dover esser distribuiti gratuitamente a chiunque ne richiedesse, proprio come l’aria, e dato che ciò non accadeva mai li rubavo.
Mi fermai al bar e comprai due birre. Tornai a sedere. Misi le bottiglie e il libro sul tavolo. Adorno avviò a leggerlo. Diedi un sorso di birra. Mi grattai. Ci si stufava.
Finalmente fu il turno del mio poeta. Era lui il mio idolo; l’anello di congiunzione tra tutti gli altri. Un immortale lo vedevo, ancora in piedi carne e ossa a darci addosso alla vecchia maniera. Ferlinghetti a passo lungo e deciso sistemò i fogli sul leggìo e avviò la lettura. Sul maxischermo alle sue spalle apparvero raffigurazioni dei suoi disegni. Assistere a un reading è l’opposto che straccare sul divano a leggere. È in quell’istante che realizzi di non aver mai letto niente. La poesia aveva origine nel momento in cui la voce profonda di Ferlinghetti mi fece tremare i polmoni e la mente divorava il rilancio dei versi. Io mi stavo a bocca aperta, a sorsare birra, a librare vibrando.
La lettura terminò. Saltai in piedi sulla seggiola e applaudii, fischiai, imitai i versi degli animali. I presenti mi guardarono sbieco. Me ne sbattevo. Ero felice.
Dopo Ferlinghetti salirono sul palco alcuni giovani poeti romani a farci sentire quant’erano bravi. Che vuoi starli a sentire. Fossi stato in loro non avrei mai accettato una lettura dopo Ferlinghetti. Tutto ciò che viene dopo la vetta è discesa.
- Che si fa ora?
- Giriamo attorno al recinto ed entriamo dal retro. Andiamoli a conoscere ‘sti poeti. - fece Adorno.
Allora ci dirigemmo dietro al palco. Il backstage era circondato da reti metalliche e un cancello con su scritto «Pericolo di morte. Alta tensione». Esso era mezz’aperto.
Attendemmo che l’addetto del servizio d’ordine si distraesse per intrufolarci. Passarono dei ragazzi schiamazzando ‘mbriachi e quando il bestione si mosse loro incontro sgattaiolammo dentro al recinto.
Era stata allestita una lunga tavola con cibo e beveraggio. Tutto era alla rinfusa smangiato e lasciato a metà. Di commestibile non v’era rimasto più nulla. Giovani, vecchi, gran nomi o disgraziati la fame era fame potevo capire. Anche il vino era terminato e dovettimo rabboccare alcuni bicchieri per farne uno intero e le bottiglie vuote n’erano mica due, cento ne stavano riverse sul tavolo.
I poeti parlavano e mangiavano e bevevano rumoreggiando in cricche di due o tre. Ognuno con il piatto e il bicchiere a portata di mano; altri con il cartellino giallo di riconoscimento che gli pendeva al collo.
Ferlinghetti era coinvolto in una discussione. Poi arrivò una bella ragazza con un libretto e se lo fece autografare. Ferlinghetti si mise in disparte intrattenuto dalla giovane ammiratrice. M’avvicinai a loro per ascoltare la conversazione. “Perché non vieni a casa mia stasera, mi farebbe piacere”. Suggeriva l’ammiratrice. E Ferlinghetti niente, si gongolava semplicemente guardandola dritto negli occhi. “Dai, non farti pregare. Beviamo un drink e ti leggo le poesie che ho scritto. Sono certa siano il tuo genere.” D’un tratto Ferlinghetti carezzò tra le gambe la giovane e le raccontò una cosa all’orecchio.
Avevo una mia idea su cosa avrei fatto se fossi riuscito a scambiar due chiacchere con Ferlinghetti. Avrei voluto dargli il mio libretto di poesie e discuterne insieme. Eppure non lo tirai fuori dalla tasca perché d’un tratto mi parve ridicolo come un bambino che offre arachidi ai pachiderma.
Arrivò un tizio con una pignatta ricolma di spaghetti e i poeti s’avventarono a prenderne ‘n piatto. Ferlinghetti intanto si ripassava la ragazza.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
LeonardoC
Inviato: 29/1/2006 13:12  Aggiornato: 29/1/2006 13:12
Not too shy to talk
Iscritto: 1/12/2005
Da: Trebaseleghe (PD)
Inviati: 95
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
Ciao! Eccomi qua, puntuale a commentare il tuo racconto come promesso.
Dunque, credo che ci sia qualche sistematina da dare alla punteggiature e a qualche termine usato: ad esempio, quante "s" in passssta, spasssssssssare e cmpagnia bella? oppure quel "dovettimo" non mi convince e nemmeno "è in quell'occasione"...non dovrebbe essere fu in quell'occasione visto il tutto è ambientato nel passato?
Ci sono poi alcune espressioni che si rifanno ad un linguaggio colloquiale che potrebbero venir modificate (uso della secondo persona, incontrare a villa Ada a Penelope...) però magari questo toglierebbe qualcosa al tuo testo visto che sono funzionali a creare differenze tra i personaggi e i fantomatici poeti che declamano lo loro opere o comunque a caratterizzare i protagonisti.
Per il resto, il testo si legge volentieri e presenta uno spaccato di vita divisa tra passioni letterarie e situazioni quotidiane (il cibarsi dell'arte e il cibarsi materiale, ad esempio, tra la poesia e problemi sociali), pseudo progetti di vita o comunque che cerca di far emergere una certa visione del mondo e dell'esperienza umana in generale.
Concordo sulla visione della letteratura, dei libri e della produzione artistica non come commercio ma come dono e condivisione.
Concordo molto meno con alcuni progetti di vita manifestati o con la poca disponibilità al confronto con gli altri. Cioè, ad un certo punto il personaggio appare un po' come un arrivato, come un arrogante che pensa di sapere tutto: cosa significa quel "fossi stato in loro non avresti accettato altre letture dopo Ferlinghetti?" Non tutti hanno gusti diversi ma, soprattutto, in quest'ottica l'arte non avrebbe senso alcuno, diventerebbe solo un commercio (quindi contraddirebbe l'atto di non pagare i libri di qualche riga prima) e un proporre/imporre solo ciò che qualcuno -e non necessariamente noi- ha deciso.
Pensieri personali a parte, questo è quello che ho recepito dal tuo racconto anche se, prendendo esempio dal tuo comportamento e non essendo il tuo testo del genere che volevo alla prima S di troppo dopo un incipit che parte da molto lontano per arrivare a dire "non c'ho voglia di lavorare" avrei tanto voluto dirti : impara ad usare il correttore ortografico e chiudere lì senza provare a pormi domande su quel che volevi dire o comunicare.
In definitiva, un testo che mi ha convinto solo in parte.
Alla prossima, cmq, ciao!

PS: che fine han fatto la parte 1 e 2?
Sanchez
Inviato: 29/1/2006 13:48  Aggiornato: 29/1/2006 13:48
Home away from home
Iscritto: 20/9/2005
Da: Amsterdam
Inviati: 1003
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
ciao leonardo,

grazie prima di tutto per il commento.
questo personaggio, manuel sanchez, e' arrogante, e in questa parte del romanzo lo dimostra. non deve essere ne'buono ne' modificato, e' proprio cosi'
e allora preso spunto da ferlingheti che e' il suo preferito, gli altri contano poco o nulla. m.s. non e' una persona decente, tutt'altro.
correggero' gli errori di ortografia, thank a lot!

questo e' un capitolo di un romanzo composto da 5 parti. quindi non credo riusciro' a farti leggere il resto...mi dispiace.
ero curioso di mettermi in gioco con un capitolo, e con lo stile, tutto li'.

alla prossima.

cordialmente

manuel sanchez
niabi
Inviato: 29/1/2006 14:27  Aggiornato: 29/1/2006 14:27
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
E così resteremo solo con questa parte?

I racconti tipo il tuo me li studio sempre un pò nel senso che a me piace l'idea del personaggio forte più della storia che si va a raccontare o tante volte non c'è neanche.

Mi spiego meglio:
non so se hai letto Chiedi alla polvere di Fante, ecco...Arturo Bandini, un personaggio inserito in una storia comunque debole e marginale, è il personaggio la forza dell'intero libro, lo si odia o lo si ama ma indifferente non resta sicuramente.

Questo è un pò quello che ho provato leggendo questa parte, non posso dire che la storia mi sia piaciuta, è uno spaccato di un qualcosa di più ampio o che magari è proprio così e basta, ma il personaggio è forte, è caratterizzato e suscita sentimenti, a me sta antipatico ad esempio anche per i motivi che ti ha già scritto Leonardo.

Spero di essere riuscita a spiegarmi...

Alla prossima!
Nia
Sanchez
Inviato: 29/1/2006 14:36  Aggiornato: 29/1/2006 14:36
Home away from home
Iscritto: 20/9/2005
Da: Amsterdam
Inviati: 1003
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
ciao niabi,

si'ho letto chiedi alla polvere e lo reputo un libro chiave della mia formazione.
eh, si', anche a me piacerebbe farti leggere tutto il romanzo, perche' di storie ce ne sono davero tantissime, tre anni di viaggi, tra australia, amsterdam e barcellona, ma non posso inviare tutto il romanzo altrimenti ozoz mi lincia

mi fa piacere che manuel sanchez ti stia antipatico...vuol dire che sono sulla buona strada.

cordialmente

manuel sanchez
textex
Inviato: 29/1/2006 18:00  Aggiornato: 29/1/2006 18:00
Just popping in
Iscritto: 13/12/2005
Da: genova
Inviati: 17
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
Sicuramente non è facile giudicare la piccola parte di un lavoro più ampio. In un romanzo i personaggi prendono vita e si caratterizzano piano piano, lungo tutta la vicenda.
L'unica cosa che posso dire sul contenuto è che, forse, l'idea del poeta povero e maledetto, che si batte in qualche modo contro la mercificazione della cultura, è un po' inflazionata.
Parlandone si rischia di cadere nel banale e nei luoghi comuni, affrontarla in modo originale è, a parer mio, molto difficile.
Per quanto riguarda la forma, forse è un po' da rivedere. Utilizzi costruzioni molto colloquiali alternandole a volte con frasi quasi troppo formali. Dovresti riuscire a trovare un equilibrio tra le due.
Forse sono stato un po' critico, spero di non aver esagerato (sono solo le mie opinioni, non prenderle troppo seriamente).
Ciao
il_corvo
Inviato: 30/1/2006 14:56  Aggiornato: 2/2/2006 14:02
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
Sanchez è un personaggio un po' particolare, i suoi commenti non passano inosservati. Pungenti un po' sfacciati ma non sciocchi, certamente non sciocchi.

Quindi la curiosità di leggere un suo lavoro non nego che mi aveva preso.

Che dire? Lo stile, come già è stato fatto notare non è impeccabile. Nella forma e nel linguaggio. Però non per questo son rimasto deluso.

Ho invece ritrovato, o meglio, trovato, ciò che in fondo m'aspettavo. Un racconto di una persona dagli spunti interessanti, che anche in un lavoro romanzato offre l'occasione di riflettere e, anche se non sempre d'accordo con le soluzioni che adotta, costringe il lettore a farsi delle idee.

Lo rileggerò volentieri.

senza
Inviato: 1/2/2006 17:35  Aggiornato: 1/2/2006 17:35
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
commento ma ti stronco, quindi se preferisci evitarti torture evita di leggere quanto riportato qui sotto.
se ho capto bene dovrebbe essere l'inizio del tuo romanzo: triste.
come introduzione ad un romanzo m'aspetterei una descrizione dettagliata, un po' come su Dorian Gray invece tu dai una descrizione sommaria del personaggio attraverso aneddoti che dice tutto e ben poco...
ho fatto lo stesso errore, ma mi sono ravveduta e ho corretto
la sensazione di tanto e nulla continua per tutte le due pagine: descrivi usi e costumi del protagonista senza spiegare perchè ( a parte quella del libro, come se tutte le persone meriterebbero di tenerne uno in mano ) e queste cose si perdono subito e rischi di dimenticarle pure tu
poi non mi piace come scrivi, sembra uno stile che cerca d'essere giovanile però al contempo è ricco di parole che non c'entrano niente, accosti 'ci si' a 'esso' ed uno si chiede che centrino ora i benzinai
in fine trovo molto triste che un poeta ci stia così con una tipa solo perchè lei è carina e glielo propone... se il mio mito facesse così piangerei per una settimana ( a meno che non lo facesse con me )
Sanchez
Inviato: 1/2/2006 18:36  Aggiornato: 1/2/2006 18:36
Home away from home
Iscritto: 20/9/2005
Da: Amsterdam
Inviati: 1003
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
due cose al volo:
1) Cap. I par. III significa che non e' l'introduzione del romanzo.
2) la disillusione della poesia passa proprio da episodi come quello di ferlinghetti(e meno male che non lo fece con me)

cordialmente

manue sanchez
AccaLarentia
Inviato: 3/2/2006 2:02  Aggiornato: 3/2/2006 2:12
Just can't stay away
Iscritto: 14/1/2004
Da: Perugia
Inviati: 322
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
Come al solito premetto di non aver letto i commenti precedenti.

Allora...

Di racconti ne leggo diversi navigando di tanto in tanto nel regno di OZ(oz); non sono molti tuttavia quelli ai quali decido di inviare un commento, e non perchè in genere non mi piacciano (tutt'altro) ma più semplicemente perchè a volte non bisogna necessariamente dire la propria se non si hanno particolari osservazioni da fare. In questo caso un paio di cosette mi andava di scriverle, perciò eccomi qua.

Il racconto scorre bene ed è tutto sommato divertente: peccato non sia pubblicato per intero (senti chi parla!!) in modo da poter esprimere un giudizio definitivo. Non condivido affatto la filosofia di vita dei 2 protagonisti, un inno al "Francia o Spagna purchè se magna": ma tant'è, un personaggio non deve per forza piacere e se arrivo a fare considerazioni di questo tipo significa che il racconto, almeno per quanto mi riguarda, ha raggiunto il suo scopo: calamitare attenzione.

Altra cosa che volevo dire, a parte qualche errore d'ortografia qua e là, è che in generale la forma non sempre è impeccabile, anche se rende bene l'idea:

-ESEMPIO:

"i romani venivano a farci le vacanze qui e andavano a caccia sui monti lattari e bevevano la nostra acqua benefica e si facevano il bagnetto e visitavano le terme per raschiarsi la gotta e mangiavano come porci e montavano senza sosta le nostre ancelle e si spasssavano tutto compreso la Campania felix. "

capisco l'esigenza di dover dimostrare che i romani abbiano influito molto sullo stile di vita del protagonista, ma tutte quelle "e" poste dopo le prime due righe danno angoscia. Un passo che al contrario ho apprezzato in modo particolare è

-CITO:

" Possedere la copia d’un libro è importante. Puoi riprenderlo ogni volta che ti pare, girartelo per mano, leggere addirittura delle pagine intere. Di quelli buoni s’intende."

una riflessione che mi è parsa interessante, rilevante, ben inserita nel suo contesto.


Ciao,

Cristiano.
Sanchez
Inviato: 3/2/2006 9:50  Aggiornato: 3/2/2006 9:50
Home away from home
Iscritto: 20/9/2005
Da: Amsterdam
Inviati: 1003
 Re: E nient'altro attorno che paradiso - Cap I, Par....
caro cristiano,

grazie prima di tutto per il commento. non faccio una classifica del commenti ai miei scritti ma di certo quelli come il tuo mi aiutano ad aprire gli occhi su alcune situazioni.

ad esempio il commento sulla parte dei romani, ebbene, me l'ha esposto tal e quale uno scrittore a cui sto facendo leggere il libro...insomma ci siamo capiti.

il fatto che questo sia il classico romanzo di formazione, o almeno ci sto provando, non puo'dare certo l'idea di quello che sara' il personaggio alla fine del romanzo dopo tutto il casino che ha passato.
inoltre questo romanzo racconta tre anni in giro di esperienze e quindi mettere insieme le cose mi e' costato una tremenda miopia e un paio di chili di pancia.

ho una cosa da dire.
e' estremamente difficle scrivere. scrivere bene intendo. me ne rendo conto tutte le volte che metto mano al testo e cerco di modificarne il contenuto: le parole sono potenti, e fanno male se le sai usare.

rispettosamente

manuel sanchez
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