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Appunti & Incontri : Scrivere
Inviato da LucaBaldelli il 11/1/2006 23:37:38 (2742 letture) Notizie dallo stesso autore


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Appunti & Incontri

di Remo Bassini

Scrivere, a chi?
Credo che questo sia il punto di partenza.
Scrivo una storia, per chi?
Certo, per me stesso. Anche per me stesso. Ma mentre scrivo, quando scrivo, so già che cercherò conferme: un amico, un parente, oppure terrò tutto in segreto fino a quando invierò all'editore.
E' la domanda da cui partire, credo.

Non solo per la scrittura.
Faccio il cameriere in un ristorante: bene, chi saranno i miei clienti? Dovrò essere elegante o andrà bene un abbigliamento alla buona, dovrò imparare tre lingue o l'italiano basta e avanza?
Insegno: a chi?
Recito: per chi?
Ecco, sono arrivato al teatro che, insieme alla psicanalisi, anni fa, più della letteratura mi influenzò nel mio modo di scrivere. All'università avevo un docente: mi, ci insegno che un conto è recitare per un pubblico abituato al teatro, un conto è pensare che, magari, un testo classico tu lo devi portare chessò tra gli zingari, in un carcere, in una fabbrica. Cambia tutto.
Per chi scrivere, dunque?
Perché poi, solo poi, si può partire.
Come scrivere una lettera, che è un libro in miniatura: uno scrittore, un lettore.
Il secondo passo è scrivere una lettera a due persone, poi a cento, a mille. Qual è il linguaggio e cosa ho da raccontare?
Ho deciso di partire da queste considerazioni dopo aver letto, in questi anni, scritti di alcuni ozozini.
Spesse volte ho intravisto una buona idea che poi scivola in una forma che vuole stupire a tutti i costi.
Scrivere non è stupire.
Scrivere è comunicare.
E, questo assunto, accomuna due "entità": editori e lettori.
Cioè: il punto di partenza e il punto di arrivo di uno scrittore.




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Autore Albero
faust
Inviato: 12/1/2006 9:13  Aggiornato: 12/1/2006 9:13
Home away from home
Iscritto: 8/8/2005
Da: l'isola che c'è
Inviati: 854
 Re: Scrivere
Hai ragione, Remo, scrivere è comunicare, ma, a mio avviso, in un'epoca come la nostra ricca di "effetti speciali", chi riesce ancora a stupire ottiene maggior successo sui lettori di chi vuol solo comunicare le proprie esperienze.
Oggi abbiamo la possibilità di leggere infiniti
testi anche su internet: poesie ,racconti , romanzi, diari,chat (anche la chat è un testo, dialogato )
Si comunica continuamente sotto le più svariate forme usando linguaggi diversi che oggi sono alla portata di tutti. E' vero che un racconto può avere un effetto su uno zingaro ed un altro
effetto su un operaio, ma non deve essere lo scrittore ad adeguarsi ma il lettore.Chissà, magari, quel testo, "stupirà" il lettore e lo indurrà a documentarsi di più e quindi a leggere di più, ottenendo di conseguenza l'effetto sperato sia dallo scrittore che dall'editore

Rispondi Autore Inviato
 Re: Scrivere Zerodue 12/1/2006 10:00
    Re: Scrivere smoje 12/1/2006 10:47
      Re: Scrivere LucaBaldelli 12/1/2006 11:43
        Re: Scrivere LucaBaldelli 12/1/2006 11:44
        Re: Scrivere faust 12/1/2006 12:37
          Re: Scrivere LucaBaldelli 12/1/2006 13:25
            Re: Scrivere solaris 12/1/2006 13:47
              Re: Scrivere LucaBaldelli 12/1/2006 14:30
                Re: Scrivere faust 12/1/2006 14:49
                Re: Scrivere solaris 12/1/2006 15:06

Autore Albero
solaris
Inviato: 12/1/2006 10:44  Aggiornato: 12/1/2006 10:46
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Scrivere
un dubbio e una domanda.

il dubbio:
scrivere per chi o scrivere perchè.

la domanda:
se scrivere è comunicare, cosa è "comunicare"?

esistono in merito prospettive, a dir poco in contrasto, tutte legittime.
figlie di pensieri distanti e conpresenti.
non so.
mi pare davvero un'affermazione rischiosa ed esigua.
troppo poco.

continuo a ribadire che bisogna alzare il capo.
e rischiare, azzardare. non per una ricerca fine a se stessa, ma una ricerca onesta:
che non sia mettere in un sacchetto scuro
una mela,
per poi tentar di riprenderla,
se pure con gli occhi chiusi.
che ci si interroghi sul perchè siamo al mondo e sui miracoli dell'essere.
non sempre basta quel che si sa. dire.
e semplificare può essere pigro, lezioso, complice di un appiattimento culturale violento.

poi. boh. adesso siamo arrivati a questo.
a inseguire il lettore.
forse ci sono troppe penne.
a contendersi le letture.
e le letture sono pigre quanto pigro è lo scrivere che con esse si misura.
e le letture diventano il primo obiettivo dello speculare. perdendosi la stessa autorialità condivisa che è nell'Opera.
questo mi preoccupa. spaventa. annoia.

cmq colgo l'occasione per il mio..
..bentornato Remo!

A.

Autore Albero
Manuel
Inviato: 12/1/2006 15:24  Aggiornato: 12/1/2006 15:24
Home away from home
Iscritto: 23/2/2004
Da: Cagliari
Inviati: 1219
 Re: Scrivere
Di fondo, credo che porsi questa domanda sia giusto.
Nel mio piccolo, ho dato vita a diverse storie, le quali potrebbero prendere corpo e diventare un giorno un bel cigno, oppure rimanere delle semplici e "misere" buone idee. Bene, bravo (mi faccio i complimenti da solo) e allora? Per chi le scrivo?
Me lo sono chiesto e mi son reso conto che non facile trovare una risposta, ora.
Per me, quello che scrivo è chiaro (se non lo fosse dovrei preoccuparmi), ma lo è anche per chi legge? Come scoprirlo?
In sostanza tra scrittore e lettore, non ci deve essere bisogno di un interprete.
Scrivere per se stessi e scrivere per i lettori, sono due mondi completamente diversi, stanno sulle sponde opposte dello stesso fiume.
Secondo me, la giusta misura, si può trovare stando sul ponte che unisce le due sponde. In quanto i lettori non verranno dalla tua parte e tu (a meno che non voglia vendere a tutti i costi!) non andrai dalla loro. La soluzione, come in tante altre situazioni, è un compromesso, un incontro a metà strada. Io scrittore, mi sforzo per rendere il mio modo di comunicare più intuitivo e meno personale, di conseguenza il lettore, avendo facile accesso alla lettura (quindi capendola) sale sul ponte e vissero felici e contenti... (ah ahah che scemo che sono!)
Detto/scritto questo (chissà se i lettori capiranno quello che voglio dire?) sono anch'io dell'idea che scrivere è comunicare.
Ciao Remo

Rispondi Autore Inviato
 Re: Scrivere LucaBaldelli 12/1/2006 16:03
    Re: Scrivere faust 12/1/2006 18:04

Autore Albero
hinao85
Inviato: 12/1/2006 17:07  Aggiornato: 12/1/2006 17:07
Home away from home
Iscritto: 8/6/2004
Da: Brescia
Inviati: 1471
 Re: Scrivere
Beh, io sono d'accordo un pò con tutti
Non capisco se solaris si riferisca alla forma o al contenuto, ma credo che (così come faust) intedesse anche dire che non bisogna in qualche modo "violentare" nè il proprio pensiero, nè il proprio approccio stilistico. Ma un adeguamento a quello che è il giudizio del lettore è comunque doveroso, non tanto per una ricerca spasmodica del lettore in sè, del consenso o della scrittura cosiddetta commerciale. Ma per chiedere conferma che ciò che si scrive sia veramente "arrivato" a destinazione, in quel processo che remo giustamente definisce come comunicazione. In effetti se LI è stato istituito è proprio per poter capire cosa gli altri pensano di ciò che abbiamo loro trasmesso.
ps.sono curiosa di leggere il tuo prossimo intervento remo, sembra quasi un corso di scrittura creativa on-line (qui su ozoz non ci facciamo mancare proprio niente )

Rispondi Autore Inviato
 Re: Scrivere imbrattacarte 12/1/2006 17:48
    Re: Scrivere faust 12/1/2006 18:17

Autore Albero
lonewolf
Inviato: 12/1/2006 20:34  Aggiornato: 12/1/2006 20:34
Home away from home
Iscritto: 4/7/2004
Da: Roma
Inviati: 2283
 Re: Scrivere
Riflessione interessante, molto.

Scrivere a chi, per chi?

Quella che ci poni è indubbiamente una domanta importante

però, nella mia personalissima esperienza, non tutto parte da lì

per capire cosa mi spinge a scrivere, la domanda che devo pormi è: scrivere perche?

è la risposta, le risposte (che non c'è un solo perchè...), mi vengono istintivo e devo dire che negli anni sono rimaste immutate

La prima risposta, la più importante, é che io scrivo principalmente perchè ne ho bisogno,

ma anche per scoprire altre persone dentro di me

oppure perchè le voci che mi rimbombano dentro son troppo forti per poterle contenere

rimane il fatto che fondamentalmente io scrivo per me

perchè mi piace, mi tranquillizza, mi permette di capire e di capirmi, mi fa crescere...

a volte mi fa male, ma non tutto quello che fa male è cattivo

certo, comunicare è importante

capirsi, farsi capire, avere qualcosa da dire

tutti aspetti importanti

spesso la scrittura si completa negli occhi di chi la legge

allora ben venga farsi capire

purchè questo non cambi il senso di quel che ho bisogno di dire io

condividere la scrittura mi piace

cercare clienti no

pubblicare un libro di successo non è un mio sogno

trovare sparuti lettori che completino il mio scrivere con la loro partecipazione, comprensione, attenzione

ecco il mio sogno

ecco perchè scrivo

di tutto il resto

del mercato

del pubblico

degli editori

sinceramente

mi interesso fin troppo poco


Rispondi Autore Inviato
 Re: Scrivere LucaBaldelli 12/1/2006 21:51
    Re: Scrivere il_corvo 13/1/2006 9:46
    Re: Scrivere lonewolf 13/1/2006 9:51
      Re: Scrivere solaris 13/1/2006 10:09
        Re: Scrivere She-OZoz 13/1/2006 14:43
          Re: Scrivere LucaBaldelli 13/1/2006 15:28
            Re: Scrivere LucaBaldelli 13/1/2006 15:31
              Re: Scrivere imbrattacarte 13/1/2006 17:33
                Re: Scrivere lonewolf 13/1/2006 17:53
            Re: Scrivere solaris 13/1/2006 20:02
              Re: Scrivere She-OZoz 14/1/2006 0:19
              Re: Scrivere LucaBaldelli 14/1/2006 0:32
                Re: Scrivere LucaBaldelli 14/1/2006 1:20
                Re: Scrivere solaris 14/1/2006 8:47
                  Re: Scrivere LucaBaldelli 14/1/2006 10:32
                    Re: Scrivere ozoz 14/1/2006 13:08
                      Re: Scrivere melitta 14/1/2006 14:10
                        Re: Scrivere Zerodue 14/1/2006 15:09
                      Re: Scrivere faust 14/1/2006 14:33
                      Re: Scrivere lonewolf 14/1/2006 15:02
                    Re: Scrivere solaris 14/1/2006 14:34
                      Re: Scrivere LucaBaldelli 14/1/2006 15:34
                        Re: Scrivere LucaBaldelli 14/1/2006 15:35
                        Re: Scrivere solaris 14/1/2006 19:25
                          Re: Scrivere LucaBaldelli 15/1/2006 1:16
                            Re: Scrivere melitta 16/1/2006 11:18
                              Re: Scrivere Zerodue 16/1/2006 11:58
                              Re: Scrivere faust 16/1/2006 12:09
                                Re: Scrivere hinao85 16/1/2006 12:52
                                Re: Scrivere melitta 16/1/2006 12:56
                                  Re: Scrivere faust 16/1/2006 14:31
                              Re: Scrivere LucaBaldelli 17/1/2006 11:42
                      Re: Scrivere hinao85 14/1/2006 15:50
                        Re: Scrivere dotterel 14/1/2006 15:52
                          Re: Scrivere LucaBaldelli 14/1/2006 16:24

Autore Albero
dotterel
Inviato: 17/1/2006 14:50  Aggiornato: 17/1/2006 14:54
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: Scrivere
Concordo pienamente con melitta nella necessità di distinguere il linguaggio giornalistico da quello della letteratura. Mi sembra poi che molti giornalisti, anzichè informare con dati e fatti forniscano la loro semplice opinione, e la chiarezza che dovrebbe esserci manca anche a causa di quest'interpretazione del giornalismo. In ciò i giornali anglosassoni sono completamente diversi - i fatti e le informazioni dettagliate innanzitutto, sui quali i giornalisti si documentano con impegno, e un'acuta analisi che scaturisce dai dati.
In letteratura però dovrebbe esserci spazio a vari livelli di complessità tipi di linguaggio, e se non tutti saranno in grado di apprezzare un romanzo a causa della difficoltà di lettura, beh, l'autore avrà scritto per una certa tipologia di lettori e basta, non ci vedo niente di male.

Passando al processo creativo, vorrei fare queste osservazioni. Se racconti una storia ad un bambino di 3-4 anni, e a lui piace, poi lui ti dirà che anche lui ha una storia da raccontarti. Questa seguirà la falsariga di quella appena ascoltata, con delle varianti che rispecchiano l'essere piccoli, come i suoni che accompagnano il racconto per esempio. Più tardi, alle elementari, i bambini scrivono temi o storie inventate. Anche lì, l'ispirazione deriva dalle storie lette o ascoltate e quando noi adulti leggiamo queste composizioni non abbiamo grosse sorprese. Però c'è già qualcuno che si distingue con il taglio che da' alla storia o per la vivacità delle descrizioni, per la profondità, l'onestà e l'originalità delle riflessioni personali; per la lunghezza del testo perchè scrivere gli piace proprio; per la cura che mette nel rivedere il tema ed eliminare gli errori di grammatica o le distrazioni. Cosa voglio dire? Che anche da grandi quello che si scrive è modellato su quanto si è letto e udito, ma alcune persone, poche, elaborano una storia in modo da offrire al lettore elementi di interesse che altrimenti la storia in sè non avrebbe proprio perchè già sentita. Uno degli elementi è il cosiddetto stile, ma da solo non credo che basti a far dire al lettore "ah, che bello, questo libro mi ha arricchito".

Autore Albero
sartorius
Inviato: 21/1/2006 15:20  Aggiornato: 21/1/2006 15:20
Quite a regular
Iscritto: 21/1/2006
Da: Milano
Inviati: 101
 Re: Scrivere
Salute a tutti, sono nuovo del forum. Penso che Bassini abbia ragione: presto o tardi, il giudizio degli altri, lettori ed editori (come sono, o si vogliono che siano) è imprescindibile. Uno dei miei difetti, come scrittore dilettante, è proprio quello di essere troppo soggettivo. Così sto cercando di confrontarmi con i concorsi, in particolare su temi obbligati, sui quali, di mio, mi sento incapace di scrivere una riga. A volte magari ci riesco, altre no. Ma credo che comunque serva ad avere una misura delle proprie capacità. Non si deve temere di affrontare quello che chiamerei il mercato. Vi ringrazio per l'attenzione Sartorius

Rispondi Autore Inviato
 Re: Scrivere mauraga 12/2/2006 11:51
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