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Letture Incrociate - Racconti : Il regalo
Inviato da ShatzyShel il 1/11/2005 10:43:55 (2175 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Mi hanno detto che di notte ululo alla luna come i cani. Ho risposto che è una falsità, che solo i matti fanno cose del genere. Io lo sogno semplicemente. Allo stesso modo, sarei folle a credere che i miei denti canini talvolta diventino enormi e costringano la mia bocca a spalancarsi come ad addentare un’anguria, con le mascelle che urlano pietà e la faccia che si lacera.

Poiché non devo crederlo, risolvo il problema serrandomi il muso con entrambe le mani appena avverto la sensazione di ingigantimento dei denti.
A dispetto del fatto che il pazzo sarei io, c’è una folla che strilla maledettamente e corre nella mia direzione, verso il binario dodici: dicono che un agente immobiliare sia finito sotto un treno.

«Un regalo, per me?»- aveva detto Pio (proprio Pio, bel nome, no?) con il pallido sole di Novembre che gli feriva gli occhi-«Ma da parte di chi? Tu, un barbone, mi fermi in stazione e mi fai un regalo? Questa è proprio da raccontare!…Ah, ma ti ha certamente pagato quel mattacchione del mio collega Sergio per farmi uno scherzo, è così? Dov’è?»
Gli occhi stretti intrappolati in quella faccia atteggiata in una smorfia mista di stupore e divertimento erano disgustosi a vedersi.
«Sergio non c’è» ringhiai. Ero nervoso come poche volte in vita mia. Il farabutto sapeva di non avere fatto niente per meritare un dono da me e ipotizzava che io fossi solo un fattorino! Mentre scartava la bella scatola che gli avevo messo tra le mani lo fissavo a debita distanza.
Un pizzico di odio mi pungeva da qualche parte nel petto.
Per calmarmi mi ripetevo che la mia era una libera decisione: le mie dita scheletriche e sporche non si sarebbero destreggiate così bene tra i delicati boccoli di nastro dorato, li avrebbero insozzati e basta. La carta da regalo azzurrina si sarebbe ritratta al mio tocco cafone, ai polpastrelli consumati…
Pio invece era così bravo. Un professionista. Quasi non facesse altro nella vita. Con che stile muoveva le mani, con che delicatezza lasciava sbocciare il regalo. Lo guardavo con partecipazione, ma mi rodevo d’invidia.
Nello sforzo di provare simpatia per lui (volergli bene?) decisi di attribuirgli un nome, un nome da buono, e tra me e me lo battezzai Pio. Decisi che come i miei genitori, anche i suoi non gli avessero fatto mai un dono. Anzi sua madre lo partorì in piedi, facendolo scivolare giù dalla minigonna di lurex rossa per lasciarlo qua alla stazione, randagio come un cane e debole come un coniglio. Puntai la mia attenzione sul setto nasale così perfetto e provai ad immaginarlo deviato per via dei calci che gli vengono mollati di notte dai bastardi tipo Chiodo-lercio o Alex Sloggia. E allora lo capisco, lo capisco che è dura, che gli cantilenano «Rocco! sei pazzo e sporco come un porco! Ulula per noi!». Anzi no, perché Rocco sono io… a lui cantilenano di certo: «Pio! Sei pazzo e sporco come un porco! Ulula per noi!». ».
Pio si porta addosso la pelle del colore del cuoio e ogni tanto, di nascosto, si stringe la bocca con le mani perché se no gli si spalancherebbe tanto da spaccargli le mascelle e sganasciargli il teschio. Di tanto in tanto nasconde anche le piume che gli fanno capolino… ma quello è un altro discorso.
Ora Pio mi sembra emozionato, il bel Pio coi pantaloni stirati. I miei sono tanto rigidi e scoloriti che ormai non si stropicciano neanche.
Per comprare l’oggetto che lui tiene in mano, ho mendicato per mesi inginocchiato sull’asfalto mangiando meno che niente: un torsolo, un panino rubato ai piccioni in Piazza Caronda, qualche piccione di Piazza Caronda.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
lucemaro
Inviato: 2/11/2005 12:31  Aggiornato: 2/11/2005 12:31
Just popping in
Iscritto: 26/10/2005
Da:
Inviati: 4
 Re: Il regalo
Incipit accattivante ma che poi si perde in un surrealismo eccessivo, che lascia il lettore in preda alle interpretazioni più svariate (Forse quello che si voleva). A mia scusante dico che non è il genere che preferisco, comunque ben scritto e scorrevole, magari si potrebbe migliorare lavorandoci su ancora un poco.
ShatzyShel
Inviato: 2/11/2005 20:32  Aggiornato: 2/11/2005 20:32
Quite a regular
Iscritto: 22/10/2005
Da:
Inviati: 134
 Re: Il regalo
Ciao Lucemaro
grazie per avere letto il mio racconto ed essere stato/a il primo/a a commentarlo!
muoio dalla curiosità di sapere quali sono le svariate interpretazioni che il lettore formula, perché capisci bene che anche leggendolo cento volte, per me dice sempre le stesse cose

ciao ciao ciao
Zerodue
Inviato: 3/11/2005 15:57  Aggiornato: 3/11/2005 15:57
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 7/7/2004
Da: Bergamo
Inviati: 374
 Re: Il regalo
Il pazzo che non vuole considerarsi tale, che vede la sua realtà e fa cose prive di senso per tutti gli ALTRI che lo circondano.
Hai reso bene il pensiero sconnesso di un cosiddetto pazzo, con i pensieri che dialogano tra di loro nella testa di Rocco, s'interrompono, proseguono. Da alcuni termini si capisce che non è sempre stato un barbone (tipo fauno, se hai una certa cultura di base sai cos'è).
Il fatto del cappello a cilindro l'ho visto come un punto d'incontro tra realtà degli ALTRI (Pio o Marco) e di Rocco, un tentativo di colloquio che alla fine si rivela impossibile: Pio non capisce Rocco, che non capisce i sorrisi di Pio per la situazione da candid camera che gli si presenta.
Due mondi che contrastano ( si avverte benissimo nel passo in cui Rocco con le sue mani sporche e rozze non potrebbe mai aprire i fiocchetti del regalo che Pio invece apre con eleganza).
Rocco sembra quasi innocuo, ma alla fine con l'assasinio fa uscire l'istinto primordiale -animalesco (che lo fa ululare di notte), è pazzia?? Per Rocco no, per la folla (gli ALTRI) che lo insegue sì.
Un consiglio: il riparo di cartone, visto che sei in zona stazione lo eviterei (troppo luogo comune) e magari direi che Rocco se la dorme su un vagone di un interregionale del deposito assieme a clandestini o chi vuoi (più attuale).
Il racconto è scorrevolissimo, non mi ha mai rallentato nella lettura. L'ho letto due volte perchè ad una lettura rapida, in alcuni punti, ci si confonde tra Rocco e Pio.

Bel racconto , mi è piaciuto molto.

Ciao, Enrico
il_corvo
Inviato: 3/11/2005 17:22  Aggiornato: 3/11/2005 17:26
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Il regalo
Il racconto si lascia leggere con interesse. Non annoia.

L'analisi di Zerodue è precisa e disarmante. Credo non vi sia nient'altro da aggiungere.


Spero di rileggerti in altra ambientazione.

ShatzyShel
Inviato: 3/11/2005 21:49  Aggiornato: 3/11/2005 21:49
Quite a regular
Iscritto: 22/10/2005
Da:
Inviati: 134
 Re: Il regalo
Ciao Zerodue, ciao Corvo!

grazie per i commenti favorevoli.
Per Enrico: tu hai letto 2 volte il mio racconto, io tre volte il tuo commento
sono contenta che ti sia piaciuto e considero preziosi i tuoi consigli.
Mi è stato detto che le cose che scrivo sono sempre un po' "difficili" per cui leggere una critica come la tua mi rincuora!

P.S. la mia cultura, per fortuna, supera quanto basta l'idea di cosa sia un fauno...

Per Il corvo: spero di farvi leggere presto qualcosa di diverso. Grazie
dotterel
Inviato: 6/11/2005 17:06  Aggiornato: 6/11/2005 17:07
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: Il regalo
Mah! Un caso strano, secondo me, il tuo racconto. Lo stile e' molto buono e la scelta dei vocaboli rivela un'attenta ricerca e rende la lettura un'esperienza piacevole. Ma alla radice degli avvenimenti c'e' troppo poco materiale per giustificarli. Perche' mai il barbone ha mendicato per mesi per acquistare un cappello da donare ad uno sconosciuto? Senza una spiegazione plausibile la tesi non regge, per cosi' dire.
La caratterizzazione del pazzo e' interessante, le sue allucinazioni sulla presenza delle piume in testa sono originali e riesci ad esprimere il concetto che ha delle turbe psichiche di notevole entita'.
Il finale, molto deludente: il solito assassinio che tutto pulisce che tutto giustifica che e' il piatto forte che lascera' il lettore colpito. Va bene che oggi e' tutto un martellare e colpire, perche' senno' non facciamo piu' caso a niente e tutto scivola via nell'indifferenza, ma per come la vedo io suicidi e assassini sono perlopiu' scorciatoie nei racconti di scrittori esordienti, maniere per non dover affrontare la parte piu' difficile dello scrivere, lo scandagliare l'animo umano nella sua realta', quello della maggior parte delle persone, barboni o no, che vanno avanti per inerzia e non compiono atti violenti. Anche in questo caso, non si capisce la motivazione di questo assassinio nel tuo racconto, non ci sono le basi all'interno della narrazione che giustifichino un finale di questo tipo.
Tutto questo scritto molto bene...uno strano caso!
Shoen
Inviato: 7/11/2005 0:58  Aggiornato: 7/11/2005 0:58
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Il regalo
Ti dirò che mi ha lasciata un po' perplessa; è scritto bene e scorrevole, nel complesso è ben fatto, però c'è secondo me qualcosa che non va. Quello che non mi ha convinta è il modo in cui hai impostato la voce narrante; per quanto cerchi di apparire sconnessa, alla fine ha una lucidità di fondo che male si sposa con la follia del protagonista. Ecco, questo mi ha fatto un po' storcere il naso su un racconto che credo avrebbe invece migliori carte da giocare.

Sphinx
Inviato: 7/11/2005 10:22  Aggiornato: 7/11/2005 10:22
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: Il regalo
Mi unisco al coro dei commenti precedenti.
Lo stile con cui scrivi è scorrevole, anche se a volte ci si confonde fra Pio/Marco e Rocco.

Viene resa abbastanza bene la follia di Rocco, anche se sono d'accordo con Dottorel per quello che riguarda la trama in se. La follia di Rocco non giustifica abbastanza il regalo e l'omicidio.

A rileggerti.
ShatzyShel
Inviato: 8/11/2005 20:11  Aggiornato: 8/11/2005 20:11
Quite a regular
Iscritto: 22/10/2005
Da:
Inviati: 134
 Re: Il regalo
Per Dotterel Shoen e Sphinx:

ciao ragazzi, grazie per avere letto e giudicato il mio racconto.
Ogni giudizio, positivo o negativo, mi aiuta a riflettere su quello che scrivo e su come viene recepito. Quindi grazie.
Cara dotterel mi concedi una battuta?
Sono proprio contenta che i personaggi di uno scrittore esordiente debbano essere tutti degli immortali!
Magari agonizzanti, ma morti mai…

Lebeg
Inviato: 12/11/2005 12:16  Aggiornato: 12/11/2005 12:16
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Il regalo
Ehilà Shatzy
Bello il tuo racconto, l'ho trovato parecchio interessante, soprattutto nella parte iniziale e in alcuni risvolti del pensiero che Rocco ha verso Pio. Diventa un po' troppo esplicito quando Rocco dice e nega di essere pazzo, il taglio iniziale, più implicito e misterioso, personalmente mi piaceva di più.
Non ho appunti particolari da farti, è scritto bene e il soggetto è interessante, anche se, come ti ho già detto, ad un certo punto diventa troppo esplicito e perde un poco di valore.
Vedo che è il tuo primo racconto pubblicato, in tal caso aspetto nuovi lavori per poter formulare un giudizio sul tuo stile in generale, pertanto

a rileggerti
lamù
Inviato: 12/11/2005 14:35  Aggiornato: 12/11/2005 14:35
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Il regalo
Un racconto interessante, il personaggio che presenti e come lo presenti mi ha molto attratta, i particolari del cappello, delle piume, degli zoccoli, il suo modo di ricordare e riflettere. Crei un'atmosfera davvero riuscita, tanto che a me è rimasto il dubbio, che forse davvero le piume gli escano dalla testa, sono entrata bene nella storia che mantiene per tutto il racconto quest'aria un po' irreale, un po' scenica. Un personaggio davvero riuscito. E anche il regalo, e come gestisci il rapporto cappello, Pio, Rocco sono ben resi. C'è molto in poche parole, si percepiscono anche cose non dette ma rimane un velo di mistero.

Forse il linguaggio in certi momenti diventa un po' pesante. Ma in generale mi piacciono le parole che hai usato, è più che altro il ritmo di certe frasi che andrebbe un po' rivisto.

Ma in finale, un ottimo racconto, brava!
baol70
Inviato: 13/11/2005 10:00  Aggiornato: 13/11/2005 10:00
Just popping in
Iscritto: 21/10/2005
Da:
Inviati: 7
 Re: Il regalo
Si, la stoffa c'è, la classe non è acqua, eccetera, eccetera.Originale, abbastanza equilibrato, discreto il ritmo. Insomma una prova matura, nel complesso.

Arrivi piacevolmente alla fine, le parole qui e la intrigano, insomma, keep on.

La serie di commenti e le repliche hanno già affrontato ulteriori stimoli di lettura, per cui evito il già detto.
xantia
Inviato: 15/11/2005 15:26  Aggiornato: 15/11/2005 15:26
Not too shy to talk
Iscritto: 14/11/2005
Da: Milano
Inviati: 62
 Re: Il regalo
Sarò sincero, ho cominciato a capire la storia alla seconda lettura, forse sono stato un po’ distratto la prima volta. Bel racconto in ogni caso. E’ pervaso da una vena malinconica e struggente che mi ha coinvolto. E’ ben scritto. Il finale soprende ed arriva improvviso, ad arte. L’ambientazione in una stazione dei treni è perfetta. Mi è piaciuto.
opplero
Inviato: 17/11/2005 14:55  Aggiornato: 17/11/2005 14:55
Just popping in
Iscritto: 27/10/2004
Da:
Inviati: 10
 Re: Il regalo
Storia di ordinaria follia metropolitana. Da una parte il reietto, chiuso nella sua realtà d'illusioni, dall'altra la realtà vera e propria, col suo "rappresentante" ben integrato. Pietra dello scandalo, o anello di congiunzione che si voglia dire, è un cappello, precisamente un cilindro, un oggetto che credo funga da simbolo, da testimone della distanza tra le due realtà. Questa distanza diventa inesorabilmente lontanaza incolmabile tra due dimensioni che hanno tempi diversi, credo. E a tale proposito ho apprezzato il fatto che non venga emesso un giudizio a stabilire cosa è giusto e cosa no. Viene raccontato (tra l'altro bene) l'incontro/scontro tra due che forse sono due facce della stessa medaglia. Nulla di particolarmente nuovo, ma che induce senza dubbio alla riflessione, e questo non è mai da sottovalutare...
A rileggerti

Ciao
rosalinda
Inviato: 17/10/2006 12:21  Aggiornato: 17/10/2006 14:23
Just can't stay away
Iscritto: 7/10/2006
Da:
Inviati: 324
 Re: Il regalo
torno sul tuo racconto,che ho aprezzato già alla prima lettura,sia per lo stile surreale,sia per l'idea centrale del povero barbone che fa un costoso ragalo ad un immeritevole agente immobiliare che ride di lui.
una metafora?sembrerebbe di sì,stando alla frase"il cappello non può essere tuo che non hai mai avuto niente da nessuno":il cappello come simbolo di tutto ciò che di materiale e non è precluso a chi si crede maltrattato dalla vita,sfortunato.
Accanto a questa considerazione,il barbone sembra farne un'altra,quella che ci porterà all'epilogo della storia.
A tutti,credo,sarà capitato di sentirsi amareggiati per l'ingratitudine altrui,
per il mancato riconoscimento da parte di qualcuno che ammiravamo o stimavamo,ma il protagonista sembra eccedere in questo atteggiamento,quasi elemosinando attenzioni attraverso il dono.Ecco sotto questo punto di vista sembra l'atteggiamento di molti adoloescenti insicuri che eleggono un particolare amico a loro modello o leader,facendosi quasi prendere dalla "sindrome da colf",salvo poi restarci tremendamente male nel vedere il proprio idolo cadere dal piedistallo.
in quanto alla scelta stilistica mi ricorda un po' benni e buzzati.
"io non ululo,lo sogno e basta":è una frase che ha una sua forza,una vita propria in tutto il racconto.Il quasi licantropo che si giustifica con timido disappunto e rabbia,ancora repressa,riportando l' allusione su di sè all'immaginario ed all'onirico.
L'introduzione è ben scritta,accattivante.
Il tono cambia nella parte centrale del racconto,da ironico diventa quasi un' amara e lacrimevole esternazione delle proprie sfortune.
in questo senso rende bene l'idea del matto,un po' vittima un po' carnefice.
avendo letto gli altri commenti,sento che ne sono rimasta influenzata nel definire questa la parte debole del racconto,ma temo di sbagliarmi:in che altro modo avresti potuto rendere l'idea di un essere che commisera se stesso se non presentandone i miseri ripiegamenti interiori?
bello il dualismo rocco-pio-marco-come se il barbone,nel tentativo di essere come l'altro,un po' cercasse di assomigliarlo a sè,più che tentare di somigliargli.come se ritenendolo un irragiungibile modello,trovasse più facile attribuirgli le sue doti.ovviamente con la smentita dei fatti.
l'idea dell'uomo piccione era già in uno dei racconti di dacia maraini,nel libro "buio",vincitore del premio strega 1999.
comunque ciò non toglie originalità all'insieme.
io spezzerei una lancia a favore del finale,appartengo a quei lettori che amano l'effetto sorpresa.
Musashi
Inviato: 14/1/2007 23:07  Aggiornato: 14/1/2007 23:07
Quite a regular
Iscritto: 15/12/2006
Da: Reapalus
Inviati: 112
 Re: Il regalo
Ciao, ho letto il regalo e , premettendo che adoro i brani in cui all'inizio leggi la fine, ti ho già detto tutto!
Scherzi a parte è davvero ben scritto , mi piace come rendi l'idea delle follie di Rocco, se proprio devo farti un appunto ti direi di ricercare un po' di più il linguaggio di Pio, di modo da distingere la psiche di entrambi, e poi sì, forse un approfondimento della trama ci sta, anche se bisogna ammettere che se spiegassi perchè Rocco regala un cappello proprio a Pio forse la sua follia svanirebbe. Ma questo è, se proprio ti devo fare un appunto, altrimenti... va benissimo così
ShatzyShel
Inviato: 16/1/2007 19:04  Aggiornato: 16/1/2007 19:04
Quite a regular
Iscritto: 22/10/2005
Da:
Inviati: 134
 Re: Il regalo
Grazie per il commento, Musashi!
pensare che niente finisce nel dimenticatoio mi rincuora...
Vorrei ringraziare anche Rosalinda, con un ritardo di circa 3 mesi

Certo qualcosa da sistemare nel racconto c'è, per cui non dimenticherò i vostri commenti

alla prox!
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