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| Autore | Albero |
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| Sphinx | Inviato: 28/9/2005 11:53 Aggiornato: 28/9/2005 11:53 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 12/6/2005 Da: Firenze Inviati: 570 |
Complimenti davvero.
Le poesie in dialetto o vernacolo hanno un fascino a cui difficilmente mi sottraggo. Evito di farti appunti su un paio di errorucci (almeno credo) di battitura. Per il resto è bello il senso, l'amore di un uomo per la città in cui è nato, per la sua storia e per gli uomini che hanno contribuito a farla, anche con il loro sangue e le loro battaglie. Gli uomini di oggi, distratti dalla frenesia e con il fatto di non aver mai "ballato con la signora in nero", non se lo chiedono. L'immagine della porta è quasi un "riassunto" della storia di Roma. BRAVO A rileggerti |
| Shoen | Inviato: 28/9/2005 16:38 Aggiornato: 28/9/2005 16:38 |
La principessa dei Saiyan ![]() ![]() Iscritto: 2/11/2003 Da: Prateria australiana Inviati: 3529 |
Da romana non posso che apprezzare
Hai scritto alcune parole come "sorriso" e "vorrei" cò du ere, attenzione attenzione; a parte scherzi la trovo una bella poesia in dialetto, interessante e intelligente. ![]() |
| lonewolf | Inviato: 5/10/2005 3:53 Aggiornato: 5/10/2005 3:57 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/7/2004 Da: Roma Inviati: 2283 |
Premesso che, da romano de Roma, conosco bene i fatti e i luoghi cantati nei tuoi versi, e li trovo un argomento di sicuro interesse e che si presta ad attualizzazioni sociali di grande rilievo, noto però quella che, a mio modesto parere, appare come una notevole destrutturazione e una vaga sciattezza nel flusso dei versi che ne immiseriscono le proprietà evocative che pure apparterrebbero loro.
Trovo interessante, anche se non pienamente sfruttata, l'idea del parallello tra la Roma di oggi e quella di ieri La scelta dei vocaboli mi sembra invece un po' approssimativa e poco "elaborata" ed anche la metrica appare un pochino trascurata Musicalità e ritmo della poesia risentono di qualche "inciampo" e di qualche battuta a vuoto Ultima, ma non ultima, una considerazione sulla lingua usata per la compilazione dei versi: se voleva essere dialetto romanesco non ci siamo proprio, troppa punteggiatura, apostrofi, accenti, consonanti doppie, vocali e termni carateristici difformi dal dialetto "ufficiale". Se invece voleva essere un esperimento in uno pseudo dialetto (un ibrido tra l'italianizzato, il modernizzato e il "romanaccio" gergo da borgata parecchio difforme dal dialetto storico) non mi sembra un esperimento riuscito. Qualunque romano (e vedo che anche tu lo sei ) è cosapevole che nella città eterna nessuno parla con l'idioma usato da te...per concludere direi che, a mio modesto parere, la tua poesia può essere cosiderata una buona traccia, ricca di contenuti ma anche di figure retoriche, che meriterebbe una profonda rielaborazione stilistica e una più attenta ricerca di vocaboli e suoni inoltre ti consiglierei di scegliere con decisione in quale idioma riscriverla perchè gli ibridi personalmente mi piacciono molto poco... A rileggerti ![]() |
| xamav | Inviato: 6/10/2005 19:01 Aggiornato: 6/10/2005 19:02 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 6/11/2003 Da: Pescara - Roma Inviati: 1328 |
Ammazza che robba!
![]() Bella, mi è piaciuta, scorre secondo me in modo fluido, solo che a volte inciampa, dovresti metterci qualche accento sulle vocali o chi non è romano poco arriva a capire come si legge (a volte, non per me). Alla fine avrei soltanto eliminato gli ultimi due versi, non erano necessari e il nome della porta, ovviamente, si sarebbe capito ugualmente. Bravo però, allegra e forte come la romanità (anche se triste) e vera, genuina. A rileggerti. Massimo. |

PRIMO RIGO 

















