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Letture Incrociate - Racconti : Nella veste del cuore
Inviato da Abram_Palm il 5/9/2005 18:44:59 (1807 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Rodolfo Marseglia raggiunse a fatica l’ingresso del Museo Nazionale di Napoli. Salì le scale e, per un momento, ansimando profondamente, si voltò, osservando il caos della città in quella tiepida giornata d’aprile. Sorrise alla delicata bambina che lo accompagnava e si avviò verso l’entrata.
«Buongiorno professore!» lo accolse con cordialità una simpatica donnina seduta all’ingresso.
«Saluta la signora Maria» disse alla piccina alla sua destra. Rumoreggiò anch’egli un saluto ed infilò la galleria.

La collezione egiziana era poco distante dall’ingresso e Rodolfo la raggiunse rapidamente. “Non ci metteremo molto”, pensò, mentre Carlo, un’affabile guida, gli apriva un varco nella galleria, che di pomeriggio era chiusa.
«Va avanti, principessa, non sono molte le persone che possono entrare qui da sole» sussurrò alla piccola Diletta che, trattenendo il respiro, scendeva emozionata le scale che davano alla galleria sotterranea. Lui la seguì guidandola fino ad una stele. Si voltò verso di lei e chinandosi lentamente cominciò a parlare col tono di un vecchio cantastorie, desideroso di stupire l’avida mente di una splendida figlia.
Poco distante, osservando Rodolfo, una guida, al suo primo giorno di lavoro, si chiedeva con chi diavolo stesse parlando.

Gli occhi della piccola Diletta brillavano mentre poco più tardi lei e il colto papà lasciavano la collezione. Saliti al piano superiore del museo giunsero davanti alla sala della meridiana, una delle più grandi aule coperte d’Europa. La luce tenue, proiettata dai fari sulla volta a ventisette metri sopra la loro testa, dava all’enorme sala un aspetto estremamente rilassante. Rodolfo si sedette sulla panca ottagonale, osservando la bambina che correva nella sala oppresso dal rimorso. Chiuse gli occhi, ascoltando i sussurrii amplificati dei turisti attorno a lui. Li dischiuse, fissando l’affresco sopra la sua testa. Regis virtvtibvs fvndata felicitas. La felicità si fonda sulle virtù del re. Gemette tra sé. “Come vorrei possederne qualcuna”.

Con gli occhi serrati Rodolfo avvertiva il mormorio delle voci allontanarsi e il suo corpo fluttuare verso un altro luogo, un luogo lontano, dove antiche parole affioravano alla superficie, un luogo dove storie cancellate uscivano dall’ombra. Avvertì sul viso un forte vento e sentì il mondo fisico allontanarsi. Aprì gli occhi e ciò che vide lo lasciò stordito. L’intera sala era rivestita di tende bianche, agitate dal vento caldo. La volta sopra di lui era sparita, lasciando il posto ad un sereno cielo azzurro. Sentì la fronte coprirsi di un gelido sudore mentre un inspiegabile miraggio si stava materializzando al centro della sala deserta. Una donna si muoveva tra i veli delle tende, avanzando verso di lui a passi lunghi e decisi. Indossava una veste di seta, interamente bianca. I lisci capelli scuri, dal taglio regolare, le cadevano fino alle spalle. “Non è possibile”. Con la lingua semiparalizzata Rodolfo sillabò «Anna».

«No Rodolfo, non sono Anna. Sono la voce interiore che cerchi di soffocare ogni mattino, al risveglio, quando in un istante di chiarezza ti ricordi chi sei, da dove vieni. Sono la tua guida morale, la bussola che ti rifiuti di seguire per tornare dove sei partito. Sono la tua coscienza ed è necessario che tu mi ascolti, adesso»
«Io non voglio ascoltarti. È colpa tua se sono ridotto così»
«No, non sono io a renderti schiavo. Sei prigioniero dell’inganno del cuore che danza attorno a te ricoperto da una veste di ricordi e di rimpianti. Sei persuaso che la colpa di quanto è accaduto sia tua. Il canto triste del cuore ti sussurra parole che non dovresti ascoltare, ti confonde, ti priva della dignità. Vivere recluso nel ricordo non riporterà in vita né tua moglie né tua figlia, Diletta. E quando il rimorso, lontano e profondo, alza la voce e t’impedisce di sentire tutto il resto, non sono le colpe che ti assumi per la loro morte a ferirti, ma quelle che ti assumi per la loro vita»




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Sphinx
Inviato: 6/9/2005 9:21  Aggiornato: 6/9/2005 9:21
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: Nella veste del cuore
Proprio un bel racconto. Il tuo stile fila liscio liscio che è una meraviglia. Ultimamente leggo racconti conditi con un gran numero di aggettivi che sembrano essere messi lì solo per allungarli o per strizzare l'occhio alla poesia. Tu non lo fai, e questo già mi piace.
Questo è un VERO racconto breve. Se qualcuno ti dovesse dire che non hai approfondito il personaggio, che ci sono pochi dialoghi, o amenità del genere, tu non dargli ascolto. Un racconto breve, per sua definizione, non lascia molto spazio a tutti i molteplici aspetti che può avere un romanzo, quindi bisogna operare una scelta. In questo caso non ho alcun appunto da farti.

Sono anzioso di rileggerti.
niabi
Inviato: 6/9/2005 21:55  Aggiornato: 6/9/2005 21:55
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Nella veste del cuore
Tutto è veloce e le scene cambiano dopo poco, c'è un bel ritmo...è un racconto breve, ma essenziale, uno di quei racconti che riescono comunque a comunicare.
Mi è piaciuto il finale, quel signor Marseglia che rientra ed è anche felice...e, magari, non solo.

Alla prossima!

Nia
Shoen
Inviato: 6/9/2005 22:09  Aggiornato: 6/9/2005 22:09
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Nella veste del cuore
Mi piace come è scritto, solo che mi sembra un po' risolto in fretta... Oddio, non che sia necessariamente un difetto, e anche se questo racconto corre un po' mantiene un certo equilibrio; quello che non mi è piaciuto è il dialogo con la coscienza: per quanto la scena sia suggestiva, il discorso che la coscienza fa è parecchio compresso, dice in poche righe quello che credo meriterebbe una più profonda analisi. Il lietofine ci sta un po' stretto, ma la frase finale è molto bella.

Abram_Palm
Inviato: 7/9/2005 7:43  Aggiornato: 7/9/2005 7:43
Just popping in
Iscritto: 19/8/2005
Da: Napoli
Inviati: 20
 Re: Nella veste del cuore
Grazie a tutti....

sto apprezzando moltissimo i vostri commenti, positivi o meno.

E' il primo racconto che pubblico qui e siete davvero incoraggianti.

Credo che grazie a quelli come voi, col tempo, imparerò a non avere semplicemente qualcosa da scrivere ma a sapere anche come scriverlo al meglio.

GRAZIE ANCORA.............CONTINUATE......
il_corvo
Inviato: 7/9/2005 15:50  Aggiornato: 7/9/2005 15:50
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Nella veste del cuore
So che è il primo racconto che pubblichi a una platea.

E' un lavoro interessante. Non so se in qualche modo ti riguarda. Spero di no, almeno nel senso della tragedia vissuta dal tuo personaggio. Come ha accennato qualcuno prima di me lo scritto una volta terminato ti invita a riflettere. Credo che già questo faccia meritare al racconto, l'esser stato creato.

Ho apprezzato l'osservazione di Sphinx, sul fatto che per una volta, il lavoro di un novello scrittore non è infarcito di aggettivi a iosa per ogni piccolo dettaglio. Sono solo due paginette, ma due pagine piene di avvenimenti, dinamiche.

Se posso permettermi un unico appunto, ti suggerirei la prossima volta prima di "postare" di non stancarti di leggere e poi rileggere e poi rileggere il tuo lavoro. Ho avuto l'impressione in certi passaggi, di cambi di tempi verbali e in altri di ripetizioni troppo ravvicinate di medesimi vocaboli.

Non te ne crucciare, credo sia normale. Siamo qua per imparare. Tutti quanti.

In definitiva mi sembra un buon viatico.

Ciao.
matemati
Inviato: 7/9/2005 20:55  Aggiornato: 7/9/2005 20:55
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Nella veste del cuore
Non so...vero che un " racconto breve" deve essere stringato, ma mi chiedo se un argomento così forte e profondo sia adatto appunto a un racconto breve. Non dico che avresti dovuto semplicemente accumulare parole: anzi, c'è già qualche puntualizzazione che mi pare superflua, p.es.
Citazione:
lo accolse con cordialità una simpatica donnina

oppure
Citazione:
...afferrò violentemente le tende attorno a se. Le tirò giù fino a strapparle, agitandole turbinosamente. Le scagliò a terra...


Però la storia così rapida non mi ha commosso come avrebbe potuto, almeno non alla prima lettura.
E la "sintesi" salta quando si arriva al discorso dello spirito guida, quello davvero troppo dettagliato ed esplicito.
Mi sono invece piaciute le scene con la bambina nel museo, e questa bambina sì che avrei voluto vederla un po' di più.
Bello anche secondo me il finale, dove la sintesi è, stavolta, adeguata. (Mi pare però ci sia qualche errore nella concordanza dei verbi, io p.es. avrei scritto "quando era uscito disperato...")

Cmq come primo tentativo promette bene, dimostri di avere qualcosa da dire: insisti e non volermene x le critiche
momo70
Inviato: 9/9/2005 19:05  Aggiornato: 9/9/2005 19:05
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Nella veste del cuore
Questo racconto sa di poco. Mentre si legge si sente la mancanza di un approfondimento. Il fantasma della figlia Diletta che lo accompagna è una buona idea, potrebbe essere lo spunto per un finale a sorpresa tipo “Sesto senso”, invece, viene abbandonato per strada senza alcun’importanza. Di particolari belli lasciati cadere nel nulla ce ne sono diversi, come lo stesso museo, descritto con una minuzia tale che deve avere un’importanza nell’economia del testo, però è ridotto a sfondo scenico. La visione dell’incontro con la propria coscienza, che è il punto focale del racconto, perde così importanza. Lo stesso dramma del protagonista alla fine appare come un argomento estraneo a ciò che si sta raccontando. Forse c’è un errore di genere. Quando si inizia a leggere la dinamica suggerisce un racconto fantastico legato alla storia, o comunque un racconto sul filo dell’incredibile. Invece, la svolta sentimentale mischia tutto.

In finale posso dire che gli spunti su cui lavorare ci sono tutti, però si deve scegliere il genere di racconto che si vuole scrivere, e di conseguenza fare una cernita degli spunti finalizzata a rendere la struttura più lineare.

Alla prox – by Mo
francy
Inviato: 11/9/2005 8:24  Aggiornato: 11/9/2005 8:24
Just can't stay away
Iscritto: 30/3/2005
Da: Brindisi
Inviati: 289
 Re: Nella veste del cuore
Concordo con chi scrive che il tuo stile sia veloce, come la sensazione che dà il susseguirsi degli eventi. Però,permettimi che te lo dica, ho avuto la sensazione di incontrare alcuni intoppi nella lettura. Mi spiego, riportandoti l'esempio che mi ha colpita di più : "Pian piano la nebbia cominciò ad allontanarsi dal suo cervello."Ecco, è quel "cervello" che mi ha lasciata perplessa. Avrei scritto "La nebbia cominciò a diradarsi dalla sua anima".
Oppure, la chiave di volta,secondo me del racconto :
"«No, non sono io a renderti schiavo. Sei prigioniero dell’inganno del cuore che danza attorno a te ricoperto da una veste di ricordi e di rimpianti. Sei persuaso che la colpa di quanto è accaduto sia tua. Il canto triste del cuore ti sussurra parole che non dovresti ascoltare, ti confonde, ti priva della dignità. Vivere recluso nel ricordo non riporterà in vita né tua moglie né tua figlia, Diletta. E quando il rimorso, lontano e profondo, alza la voce e t’impedisce di sentire tutto il resto, non sono le colpe che ti assumi per la loro morte a ferirti, ma quelle che ti assumi per la loro vita»"
Io avrei fatto in modo che tutto ciò saltasse fuori da una serie di descrizioni degli stati d'animo del protagonista, oppure,meglio,da una serie di particolari da "sentire" e "vedere" attraverso una sorta di dialogo tra la sua stessa voce interiore e se stesso. Cioè avrei lasciato al lettore la facoltà di scartare tutto ciò attraverso un velato "dire e non dire", aprendosi la senso vero e proprio del racconto. L'idea è ottima. A me piace.
Fra.
ebreo
Inviato: 14/9/2005 11:09  Aggiornato: 14/9/2005 11:09
Just popping in
Iscritto: 14/9/2005
Da:
Inviati: 3
 Re: Nella veste del cuore
Racconto difficile. Molto ben scritto -apprezzabili le citazioni e la scelta dell'ambiente accademico - eppure qualcosa, tra la comparsa dell'angelo e la risoluzione finale - non mi convince tanto.
Parlo da lettore e non da critico, che apprezzerebbe molto lo stile dello scrittore e la fine prosa.
riana
Inviato: 26/9/2005 9:05  Aggiornato: 26/9/2005 9:05
Just can't stay away
Iscritto: 26/1/2004
Da:
Inviati: 491
 Re: Nella veste del cuore
Primo di tutto mi piace il nome del protagonista: Rodolfo Marseglia... Mi sa di spagnolo o sudamericano,(la letterartura di quei paesi mi piace molto).
La storia è molto bella ma,, secondo il mio modestissimo parere (ho pochissime esperienze ma mi sforzo di leggere molto), è costruita in modo antefatto, molto prevedibili... Ma anch'io ho questo difetto.... I fatti sono molto raccontati invece di essere solo... evocati o lasciati immaginare dal lettore dando qualcheindizio. Mi piace però molto la perdita di coscienza del mondo reale del protagonista, il suo rifugiarsi nel ricordo, la sua sofferenza; lo rende un personaggio vivo, passionale e questo è quel che più mi piace. Sviluppare una storia del genere con tanti colpi di scena, magari, oltre alle delusioni ed angosce, qualche piccola cosa
stimolante e gioiosa... Ma sei tu l'autore e quindi non mi intrometto. grazie di esserti interessato ai miei scritti.
A presto.
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