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Letture Incrociate - Racconti : Il nikuman che venne dal mare
Inviato da Shoen il 12/9/2005 12:29:41 (1776 letture) Notizie dallo stesso autore
Letture Incrociate - Racconti

Camminavo in riva alla spiaggia. Era notte inoltrata, e sul molo non c’era quasi più nessuno; non restavano che tre o quattro pescatori seduti tra gli scogli. Volgendomi nella loro direzione, potevo distinguere le piccole luci fosforescenti in cima alle canne da pesca.

Nel bel mezzo dell’oscurità del mare, invece, spiccavano le lampàre e le lampade di posizione delle barche in uscita. Mi piaceva osservarle in silenzio, e sollevare in prospettiva la mano aperta; era come vedere una lucciola posata sul mio palmo, immobile.
Mi sedetti sul bagnasciuga e lasciai che le onde mi lambissero i piedi; il fresco e l’umidità della notte non mi infastidivano affatto. L’odore della salsedine sfumava in quello dei cespugli di more che crescevano sulle dune, a poca distanza da lì.
Avevo portato con me qualche birra l’attrezzatura da pesca, sebbene in quello sport mi fossi cimentata solo una volta. Ero rimasta traumatizzata quando, da bambina, per errore avevo preso all’amo un ragazzino che giocava a pallone poco lontano da me. Ricordo ancora le sue urla e la sua faccia imperlata di sangue, una scena che somigliava in modo impressionante a una puntata di Sampei. Per fortuna lo sventurato se l’era cavata con poco e, a differenza del cartone animato, era tornato a casa con entrambi gli occhi ancora funzionanti. Io, invece, non avevo più voluto prendere in mano una canna da pesca.
Mi sorpresi a ridacchiare a quel ricordo, mentre distrattamente iniziavo a sorseggiare una Heineken e tiravo fuori dalla borsa l’attrezzatura. Non avevo neppure comprato i vermi da esca; probabilmente non avrebbe abboccato un solo pesce, ma non importava. Mi divertiva più che altro l’idea di stare lì e aspettare che accadesse qualcosa.
Lanciai l’amo in mare e mi sistemai nelle orecchie il lettore mp3. Le note di “California” dei Phantom Planet iniziarono a scorrermi fra i timpani, cancellando lo sciabordìo delle onde. La birra fresca mi scendeva in gola, intensa e piacevole come il profumo della spiaggia.
Mi piaceva, l’odore del mare. Se chiudevo gli occhi, mi sembrava improvvisamente di trovarmi a bordo di una di quelle navi dell’antica flotta britannica, tra i mozzi che correvano qua e là sul cassero e i gabbiani che urlavano in cielo. Nei miei sogni migliori potevo addirittura essere io l’ammiraglio, avvolta nella divisa con le stelline sulla spalla e i lunghi capelli biondi che garrivano al vento.
Inspirai a fondo, mentre bevevo altra birra e mi abbandonavo al suo dolce abbraccio. Non ero una gran bevitrice e bastava qualche sorso per darmi subito alla testa. Adoravo, però quella sensazione di silenzio interiore, come un soffio di anestetico che in un attimo appianava la confusione dei miei pensieri.
Ascoltai scivolarmi nelle orecchie “Yellow submarine” dei Beatles, poi “Hey Jude” e infine qualche brano sparso di Frank Zappa e Stevie Vai; a mio parere, però, la canzone che meglio si sposava a quella notte era “A whiter shade of pale” dei Procol Harum. Che grande invenzione, la musica.
Fu verso la metà di “Castles made of sand” che, inaspettatamente, qualcosa iniziò a tirare la canna da pesca. Spalancai gli occhi, sorpresa, e mi alzai in piedi. Il lettore mp3 cadde miseramente sulla sabbia portando con sé Jimi Hendrix, mentre io mi davo da fare per riavvolgere il filo col mulinello. Sapevo che questa manovra poteva costarmi la preda, ma uno dei motivi per cui sono negata nella pesca è l’impazienza.
Mentre riavvolgevo, cercavo di vedere cosa avesse abboccato. Si sentiva chiaramente un corpo aggrappato all’amo, anche se non di grosse dimensioni; tuttavia, l’acqua era troppo scura e non riuscii a vedere nulla finché non l’ebbi trainato a me.
Sollevai il filo incuriosita. In effetti, c’era davvero qualcosa attaccato. La prima cosa che capii fu che non era un pesce.
Poi, sconcertata, lo riconobbi.



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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
il_corvo
Inviato: 12/9/2005 19:28  Aggiornato: 12/9/2005 19:28
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Il nikuman che venne dal mare


Carino. Ho voluto leggere l'inizio... e d'un fiato sono arrivato alla fine.

Tu, come al solito, scrivi molto bene. Ormai dovresti cimentarti con qualcosa di più serio che non scrivere storielle per noi

Per il mio gusto personale preferisco la prima parte. Quella della spiaggia. Però la svolta del racconto fila via liscia e ben si amalgama con il racconto di leggende, in questo caso, giapponesi, ma che, credo, i mari di tutto il mondo ispirano.

Brava
Sphinx
Inviato: 12/9/2005 20:23  Aggiornato: 12/9/2005 20:23
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: Il nikuman che venne dal mare
E' un racconto simpatico e come sempre scrivi bene, su questo ormai non ho dubbi. Il tuo stile è tale che quando leggo ho voglia di arrivare fino in fondo, e questo è già un bene. Su questo non ho prorpio appunti da farti.
Per quanto riguarda la storia, beh... si vede che sei intrisa ormai del mondo giapponese. Bada che lo dico senza connotazioni, né positive né negative. Te lo dice uno che un po' di lingua giapponese l'ha anche studiata.

Ciao
Shoen
Inviato: 12/9/2005 23:27  Aggiornato: 12/9/2005 23:27
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3521
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Grazie a tutti e due
matemati
Inviato: 14/9/2005 13:32  Aggiornato: 14/9/2005 13:32
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Mi è piaciuto: inquietante e buffo allo stesso tempo.
La cultura jap (ormai un tuo marchio di fabbrica) è inserita abbondantemente ma senza forzature. Mi piace il finale, specie l'ultima frase.
Scritto bene come al solito, in modo corretto, equilibrato (né troppo sintetico né troppo particolareggiato) e avvincente.

Cose che non mi tornano:

Citazione:
Mi alzai in piedi con un’espressione schifata in viso, e presi dolcemente fra le mani il nikuman.


"schifata" e "dolcemente" non si contraddicono a vicenda?


Citazione:
Mi sembrava di essere immersa in un lago profumato pieno di ninfee.


non vedo il nesso con la situazione...se è riferita semplicemente all'amore, mi sembra un po' sdolcinata

Curiosità: Io la leggenda di Taro Urashima la sapevo in modo diverso. Gli veniva detto di "non aprire MAI la scatola", e non c'era il finale con la penna di gru e relativa trasformazione. Altra versione, o rielaborazione tua?

Alla prossima,
Ma'.
Shoen
Inviato: 14/9/2005 13:49  Aggiornato: 14/9/2005 13:49
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3521
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Effettivamente ne esistono varie versioni... Un po' come tutte le leggende. Anch'io avevo letto quella in cui non diventa una gru (in Love Hina ), poi ho trovato anche questa qui.

E ora visto che è ora di pranzo vado a farmi un bel nikuman (così posso sentirlo urlare mentre lo mastico )

Grazie x lettura&commento mate-chan
momo70
Inviato: 19/9/2005 23:36  Aggiornato: 19/9/2005 23:36
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1143
 Re: Il nikuman che venne dal mare
L’ambientazione e la struttura di questo racconto mi hanno trasportato nelle atmosfere di un lungometraggio alla Miyazaki. I gesti più normali della realtà sono sempre pronti ad aprirsi su scenari mitologici, formando un intreccio che alla fine contiene sempre un senso che lascia un poco d’amaro in bocca.

Io ci leggo l’abbandono e la delusione di un’illusione che come una bruma estiva, evapora alle prime luci dell’alba. Quando la protagonista si sveglia la prima volta, lo fa in un altro sogno, quello del racconto, e quando il suo uomo scompare porta via con sé la trama, togliendo alla vera protagonista del testo, l’autrice, l’illusione che si è voluta regalare.

Forse mi sbaglio, però questo testo è molto triste e mi ha lasciato un vuoto, una sensazione di solitudine desolante.

Complimenti Shoen mi ha colpito dritto al cuore – alla prox by Mo
Manuel
Inviato: 20/9/2005 19:18  Aggiornato: 20/9/2005 19:18
Home away from home
Iscritto: 23/2/2004
Da: Cagliari
Inviati: 1219
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Bella storia!
Simpatico-dolce-triste!
Emozioni gestite benissimo da una narrazione impeccabile.
Ho immaginato questo racconto inserito ne "La città incantata" e merito tuo, l'ho visto per bene .
Che dire, è sempre un piacere leggerti.
Ciao!
Shoen
Inviato: 20/9/2005 19:53  Aggiornato: 20/9/2005 19:54
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3521
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Grazie x la lettura anche a voi

Ma penso che anche tra mille reincarnazioni non potrò mai sfiorare uno come Miyazaki
Lebeg
Inviato: 27/9/2005 21:56  Aggiornato: 27/9/2005 21:56
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Il nikuman che venne dal mare
In ritardo come sempre aggiungo il mio commento.
La tua scrittura è lineare e piacevole, come ti hanno già detto tutti. La lunghezza del racconto non pesa e si hanno belle sensazioni mentre lo si legge. L'inizio sembra un lavoro della Yoshimoto, l'ambientazione ci sta tutta, così come la birra e il susseguirsi di sensazioni provocate dal paesaggio. Su questo piano complimenti
La storia, per quanto interessante, l'ho trovata un po' così così. Come se avessi voluto metterci molti stili ma alla fine avessi ottenuto solo un'infarinatura di tutto. Poteva far paura l'idea di pescare qualcosa di strano, ma poi spunta fuori un panino parlante! Poteva far ridere (o comunque avere elementi grotteschi) un panino parlante, ma i suoi discorsi sono serissimi con tanto di citazioni mitologiche! E poi il tema del sogno-che-forse-non-è-un-sogno mi sembra abusato. Perché liquidare sempre le storie più strane col fatto che erano sogni? E' come proiettare il lettore in un mondo bellissimo, che perché no? potrebbe essere vero, e poi dire "ops, aspetta, mi sono sbagliato, questa roba non può esistere". Sia chiaro che questa non è un'accusa mossa solo a te, ma uno sfogo della mia mente frustrata
E poi non so, il povero fidanzato viene liquidato in tre frasi. E soffri un po' se è sparito, no? Adagiuati a terra e dishperati, poverello, ché non è mica detto si sia trasformato in un nikuman a giro per il mondo
Non volermene per le mie critiche, ho semplicemente preferito farti un elenco ben congegnato di tutte le cose che mi hanno fatto un po' storcere il naso, sperando di esserti utile senza farti arrabbiare

Un ultimissimo appunto: se stai pescando sul mar Tirreno, salvo casi particolari, a ovest hai il mare, quindi sarebbe meglio far provenire l'odore dei monti da un'altra parte.

A rileggerti
Shoen
Inviato: 28/9/2005 1:22  Aggiornato: 28/9/2005 1:22
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3521
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Ma dai, mica mi arrabbio, al massimo ti piazzo una testa di cavallo nel letto!

Scherzi a parte, ti ringrazio per la lettura e le osservazioni
lamù
Inviato: 28/9/2005 14:21  Aggiornato: 28/9/2005 14:21
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Sono abbastanza d'accordo con Lebeg. Ho letto questo racconto qualche giorno fa, ma ho aspettato a commentare perchè non sapevo bene che scrivere. Ora Lebeg mi ha illuminata.
Il titolo mi ha incuriosita molto, la lettura è sempre proceduta senza intoppi, segno che è scritto bene, ma pure a me è sembrato che ci fossero un po' troppe cose non ben amalgamate. E' un po' sospeso fra un'atmosfera più onirica, leggendaria e una molto più prosaica e divertente. Ecco mi sembra che non sei riuscita perfettamente a miscelare queste due caratteristiche.
E poi anch'io quando dici del fidanzato che scompare ho pensato, beh, tutto qui, lo dice così, non è neanche un po' triste, depressa, preoccupata?

ps: io la testa di cavallo non la voglio Al massimo uno intero, vivo, e anche un assegno mensile per il mantenimento
Grazie,
ciao
lamù
Shoen
Inviato: 28/9/2005 15:08  Aggiornato: 28/9/2005 15:08
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3521
 Re: Il nikuman che venne dal mare
Ragazzi, non posso permettermi due cavalli a cui staccare la testa... Lamù, a te toccherà una zampa! Anche perché se ti mettessi un cavallo vivo nel letto dubito che ne usciresti illesa...

Eh eh grazie per lettura e commento
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