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Letture Incrociate - Racconti : Sette Metri d'Amore
Inviato da Zakmckrack il 5/9/2005 18:35:22 (1872 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

L’uomo con l’ombrello esce nel pomeriggio della città. E la sua ombra lo segue.
Non piove la primavera sui tetti delle case e nell’aria si spandono labili indizi di tramonto, mentre il riflesso del sole confonde sensi e sensazioni e dorme ancora la luna il suo sonno di lupi e maree. Il sorriso dell’uomo risparmia sui denti e Stupore sembra la marca del suo sguardo lontano. Lungo il viale gli alberi si rincorrono ma senza sfiorarsi e nella grande gabbia del cielo alcune rondini volano, ignorando le nuvole rade.

L’uomo cammina un passo alla volta, i pensieri in tasca e l’ombrello chiuso in mano, precedendo il suo destino di pochi attimi in saldo. Il mondo, intorno, è impegnato nel suo consueto carosello di anime e molecole. Uomini e donne dentro scatole di latta colorata si disputano momenti di semaforo, le insegne dei negozi strizzano occhiolini di neon ai passanti ignari; le vetrine esibiscono la rassegnata anoressia dei manichini e l’ambulante all’angolo masterizza Africa e nostalgia su dvd per Playstation. In ogni bar della città, generazioni di burattini a gettone si apprestano a celebrare il moderno rito pagano dell’aperitivo.
Mentre fuori una patina di biossido avvolge tutti, democraticamente.
Ma la città è solo un’immagine sullo sfondo del cammino dell’uomo. Appare ai suoi occhi come uno di quei quadri che se li guardi bene nascondono un fiore, il mare. O un gatto. Per l’uomo con l’ombrello, nella città nulla è come sembra. Ma gli somiglia, un po’. Lo Smog è aerosol. I semafori cuccioli di arcobaleno. L’ambulante un fratello come un altro, solo di una sfumatura più scura. E’ un suono di armoniche il frastuono dei clacson. L’uomo il mondo lo guarda ma senza vederlo. Ne ode i richiami ma non li sente. Perché l’uomo osserva tutto da dietro un paraocchi d’amore e ascolta solo l’ostinato sussurro della sua anima.
Del resto l’uomo è pazzo; lo dimostra l’ombrello nella giornata di sole.
Ed è cieco. Come soltanto l’amore.
Così avanza, come se la città fosse li apposta per camminarci sopra. Come trascinato da un invisibile cane per non vedenti, trattenuto da un trasparente guinzaglio. Segugio implacabile, il cui naso annusa speranze e desideri non suoi. Sotto i piedi dell’uomo si svolge la strada, moquette di asfalto e cemento. A lato i palazzi scorrono in sovrimpressione. Piazza dopo piazza, viale dopo viale. Città da copia incolla, spazi da deja vu, inconsapevoli complici di un regolatore piano criminale: li oltrepassa l’uomo che cammina verso il suo segreto. Mistero d’Amore, forse chiuso nell’ombrello.
Ogni tanto alza lo sguardo al cielo, soffitto di sogni, poco sopra la testa. Dall’orologio il tempo gli scivola addosso e i brevi battiti del cuore ne scandiscono i passi silenziosi, mossi tra la fretta e il rumore degli uomini delle attuali caverne.
L’uomo con l’ombrello c’è, cammina, respira, sfida le leggi della fisica più quotidiana, gravità e impenetrabilità da marciapiede. Ma nessuno sembra farci caso. Tanto meno lui. Solo i cani, dignitari d’ aiuole, sospettano qualcosa e ne abbaiano il passaggio. L’uomo però non risponde al saluto. Amore è indifferenza. Tre metri sopra il cielo la sua donna lo aspetta. Nel solito posto, nel luogo dove la incontra ogni giorno, talvolta per caso. Dove cascate d’amore rombando precipitano e lei mostra la sua bellezza a chi sa apprezzarla. E il suo nome. Tutto ciò che è necessario. Il resto non conta.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Sphinx
Inviato: 6/9/2005 8:09  Aggiornato: 6/9/2005 8:09
Home away from home
Iscritto: 12/6/2005
Da: Firenze
Inviati: 570
 Re: Sette Metri d'Amore
Interessante.
Lo stile che hai è particolare, non c'è dubbio. Il racconto in se non lascia molto spazio a commenti che riguardino la trama, vista la semplicità di quello che racconti, quindi mi posso soffermare solo sul tuo stile.
Il tuo modo di rendere le immagini della città si avvicina più alla poesia che alla prosa (te lo dice uno che si sente un profano in poesia).

Un unico appunto. Tu scrivi ad un certo punto:

"Così tutto un tratto si fa l’ora di chiudere. Il posto è un mortorio, ormai."

Sfido che è un mortorio... è un CIMITERO!
Non so se la comicità è voluta, ma ha a me ha fatto ridere.

Alla prossima lettura!
Abram_Palm
Inviato: 7/9/2005 11:59  Aggiornato: 7/9/2005 11:59
Just popping in
Iscritto: 19/8/2005
Da: Napoli
Inviati: 20
 Re: Sette Metri d'Amore
Complimenti. Hai davvero uno stile molto particolare. Ottima la scelta dei vocaboli, anche se a volte, durante la lettura, si incespica un po'. Cerca quindi di essere solo un po' più fluido. Complessivamente comunque è un ottimo lavoro.

Alla prossima lettura...
Shoen
Inviato: 7/9/2005 15:03  Aggiornato: 7/9/2005 15:03
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Sette Metri d'Amore
Che carino! A volte si perde un po' in scelte stilistiche pompose, ma ci sono delle trovate davvero interessanti e il racconto si regge su benissimo. Mi è piaciuto very much!

Lebeg
Inviato: 7/9/2005 15:45  Aggiornato: 7/9/2005 15:45
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Sette Metri d'Amore
Ciao Zak
ho trovato il tuo racconto interessante e garbato. La storia non è male, semplicissima eppure ben congegnata in modo da risultare piacevole e non banale (il che è decisamente un bene).
Attento allo stile un po' ridondante però. Il costrutto delle frasi appare pomposo in certi frangenti, dimostrando, ma non volermene se uso questo termine, una certa "inesperienza" del tipo "le frasi sono roboanti, le parole sono complicate e quindi è scritto bene". Io stesso, rileggendo alcuni miei vecchi scritti, mi sono reso conto di quanto cercassi questo effetti con risultati orribili (il tuo non è orribile)!

Mi sfugge il motivo del titolo: perché sette? ho sbagliato il conteggio?

Anch'io ho sorriso sul fatto che il cimitero apparisse un mortorio ("Bomba scagliata in un cimitero: tutti morti!").

Dulcis (non tanto dulcis) in fundo: perché accidenti tre metri sopra il cielo??? Si tratta di un modo di dire che può risultare carino, ma che viste le uscite attuali in libreria diventa banale ed estremamente già sentita. Hai dimostrato una buona capacità di elaborare frasi, e questa ricaduta nel già sentito mi ha fatto storcere la bocca. Potevi inventarti qualcosa di meglio.

Buona impressione finale comunque, solo un pelino roboante e "complicata".

A rileggerti
-obeb-
Inviato: 7/9/2005 19:25  Aggiornato: 7/9/2005 19:25
Not too shy to talk
Iscritto: 13/6/2005
Da:
Inviati: 82
 Re: Sette Metri d'Amore
Davvero un bel racconto, vibrante, ritmico e musicale. E’ stato un vero piacere leggerlo, ascoltare il suono delle parole che, sicuramente scelte con cura, sono quasi tutte al loro posto. Complimenti.
Zakmckrack
Inviato: 7/9/2005 21:43  Aggiornato: 7/9/2005 21:49
Just popping in
Iscritto: 10/8/2005
Da:
Inviati: 11
 Re: Sette Metri d'Amore
Innanzitutto grazie per l'attenzione, i complimenti, le critiche, sempre ben accette, e i consigli.
Riguardo l'appunto circa la frase "Così tutto un tratto si fa l’ora di chiudere. Il posto è un mortorio, ormai." L'ironia è volutamente velata (scusate il gioco di parole, è più forte di me... ). Magari fuori luogo, ma l'intenzione era quella di smorzare un po' il tono di fondo, in quel punto un po' troppo crepuscolare.
Per quanto riguarda il titolo: sette è il risultato della somma (ebbene si, anche questa decisamente cervellotica ) dei seguenti "passaggi-addendi", dal basso verso l' alto: "Due metri sotto terra" (2); "Ogni tanto alza lo sguardo al cielo, soffitto di sogni, poco sopra la testa" (2: l'altezza dell'uomo più, facciamo un venti centimetri, via ); "Tre metri sopra il cielo" (3).
Alla domanda di Lebeg "Perché accidenti tre metri sopra il cielo???" posso rispondere solo che quando ho scritto il racconto credevo di averla inventata io quell'espressione . Comunque ora, è vero, sicuramente stona.
Un saluto a tutti.
matemati
Inviato: 8/9/2005 22:06  Aggiornato: 8/9/2005 22:06
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Sette Metri d'Amore
Ugh, che "piatto ricco"
Una vicenda semplice ma strabordante di metafore ed espressioni liriche che la riempiono.
Alcune più azzeccate, altre meno, altre (scusa) un po' trite. Per es. mi piace molto l'immagine dell'ambulante che "masterizza Africa e nostalgia su dvd per Playstation", ma quando poi lo definisci "un fratello come un altro, solo di una sfumatura più scura" dici qualcosa di verissimo, certo, ma troppo sfruttato.
Anche "mazzo col pedigree" non mi piace proprio...Ti cito quelle che mi sembrano le peggiori perché quelle che preferisco sono troppe
Ma una menzione particolare va a
Citazione:
“Avremmo potuto diventare una coppia qualunque, ma ci è mancato il tempo”.

quanto dice e non dice, come si può interpretare, rimpianto o sollievo...fantastica!

Mi pareva di aver notato qualche discordanza qua e là, ma ora non le ritrovo: gli ridaresti una lettura, e poi magari se ne riparla?
niabi
Inviato: 9/9/2005 21:51  Aggiornato: 9/9/2005 21:51
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Sette Metri d'Amore
Se avessi saputo dello sviluppo del tuo racconto credo lo avrei rispettosamente saltato, egoisticamente solo per non star male.

Io l’ho trovato bellissimo, e non m’interessa se quel bellissimo non tiene conto della forma, dello stile (che comunque mi piace), di errori, della semplice storia, o altro.
Ci sono testi dove una parola ti spinge frettolosamente verso la parola successiva; richiedono velocità nella lettura, quasi come se non volessero farti pensare.
Il tuo, invece, procede lento…parola dopo parola.

Scusami per il commento poco utile, ma era solo per dirti grazie per aver scritto questa storia.
Per me rappresenta quello che avrei voluto scrivere io in questo momento, in cui invece non riesco a scrivere proprio niente...per quel ragazzo, anche lui rimasto solo con i fiori in mano, e per quella ragazza con il bagliore ancora negli occhi.

Nia
momo70
Inviato: 10/9/2005 13:32  Aggiornato: 10/9/2005 13:32
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Sette Metri d'Amore
Bel racconto. Poetico elevato all’ennesima potenza. Mi piacciono gli occhi incantati del protagonista su un mondo incapace di perturbare il suo stato di grazia. La morte non è un limite per il suo amore, fa quasi invidia.

Conosco persone cui certe descrizioni farebbero venire la nausea da eccesso di gliceridi, però, a me, che sono uno spirito di melassa, me piacciono da morì. E’ stupendo come la realtà viene trasformata in allegorie poetiche. Adoro i semafori cuccioli degli arcobaleni, e l’aerosol al biossido di carbonio!

In finale posso dire che mi hai preso per la gola. Se proprio devo trovarci qualcosa che non mi piace, dico che il richiamo a “tre metri sopra il cielo” potevi risparmiartelo, il testo non ne ha bisogno.

A rileggerti con estremo piacere – by Mo
tabata
Inviato: 2/11/2005 14:10  Aggiornato: 2/11/2005 14:10
Just popping in
Iscritto: 2/11/2005
Da: Milano
Inviati: 2
 Re: Sette Metri d'Amore
L'incipit mi ha catturata, ed è stato piacevole leggerlo fino alla fine. Scritto sicuramente bene, se posso vorrei solo sottolineare che a volte nella scelta dei termini e delle similitudini traspare un po' di autocompiacimento che va a discapito della spontaneità...

Tabata
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