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Letture Incrociate - Racconti : Nicole
Inviato da julia il 30/7/2005 16:43:13 (2409 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Cara Nicole, la legna arde lentamente nel nostro camino e ogni tanto lo scoppiettio ci desta dai pensieri, cosicché io e te, unite da un filo sottile e indissolubile, sobbalziamo, spaventate dal rumore.
Oggi è domenica e fuori nevica, è bellissimo vedere la neve che cade soffice sul prato: dicono che non possano esistere due fiocchi di neve uguali e identici, dicono che siano tutti diversi tra loro, ognuno con le proprie caratteristiche di fiocco di neve. Sono un po’ come le persone, i fiocchi: tutte diverse tra loro, e tutte che si arricchiscono delle loro reciproche differenze.

E' bello essere differenti dalle altre persone, sai che noia se fossimo tutti uguali? Gli stessi pensieri, le stesse paure, gli stessi problemi. No, credimi amore mio, la differenza ci rende unici nel nostro genere.
Oggi Saverio è andato fuori per lavoro. Eh si, lavora anche di domenica lui. Certo, con la neve avrebbe preferito stare rintanato dentro casa, al calduccio, davanti al camino a sbucciare le castagne, bere un po’ di rum e spruzzarlo con la bocca sul fuoco, per farci ridere un po’. Invece deve lavorare anche oggi, così non potrà vedere la neve che cade né sentire il crepitio del fuoco che arde. Tuo padre è alto e magro, sembra uno spillo tant’è lungo e sottile, ora si sta facendo crescere i baffetti perché gli danno un tocco più serio, dice lui quando si passa le dita sulle labbra sottili di bambino cresciuto, ma non troppo.
Ha i capelli castani e ricci come li ha sempre avuti, fin da bambino: aveva i boccoli e la madre non sapeva come fare a tenerglieli in ordine allora glieli tagliava cortissimi e gli altri bambini lo prendevano in giro e pensavano che avesse i pidocchi. Lo chiamavano ‘pidocchioso’ e lo allontanavano da loro.
Ora ha i capelli un po’ lunghi e li tiene raccolti con un elastico, un tuo elastico.
E’ strano: lui ha i capelli lunghi e io ce li ho corti, anzi, cortissimi. Non mi sono mai piaciuti i capelli lunghi e poi i miei sono ondulati e non riesco a tenerli, sono ribelli. Anche Saverio è un ribelle.
Ci siamo conosciuti 6 anni fa: lavoravamo nello stesso ufficio. O meglio, io lavoravo, lui faceva solo finta, anche se ancora oggi non lo ammette e si arrabbia quando glielo dico. E’ sempre stato un tipo un po’ scanzonato che ti rimbambiva con le parole e tu alla fine gli davi sempre ragione, anche senza volerlo. Così faceva con il nostro capo: parlava, parlava…gli rovesciava addosso un mare di parole e alla fine arrivava l’ora di andare a casa e lui non aveva lavorato: aveva solo parlato. I nuovi acquirenti, i prodotti all’ultima moda, la pubblicità…toccava tutti gli argomenti con una disinvoltura tale che ascoltarlo era un piacere.
Anche il giorno del matrimonio, sull’altare, ha chiacchierato molto e don Paolo non sapeva come farlo smettere, durante l’omelia. Era un botta e risposta tra loro: io ero imbarazzatissima, dietro gli invitati ridevano e lui come un fiume in piena riversava parole. Don Paolo che lo conosce da quando era poco più che bambino lo ascoltava arreso ma per nulla infastidito, anzi, divertito da questo show improvvisato sull’altare.
La sua mamma, dal primo bancone della chiesa, tra una lacrima e l’altra continuava a ripetere “E’ così da quando è nato: ha iniziato a parlare e non sappiamo più come farlo smettere” ed era fiera, Maria, di quel chiacchierone che era all’altare.




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Autore Albero
Lebeg
Inviato: 30/7/2005 18:05  Aggiornato: 30/7/2005 18:05
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Nicole
Ecco il debutto du Julia su LI!
Dunque:
dolcissima l'idea della lettera, ma su quella ero preparato perché me lo avevi già detto in chat, quindi passo direttamente alle annotazioni.
L'inizio ("Cara Nicole, la legna arde lentamente nel nostro camino e ogni tanto lo scoppiettio ci desta dai pensieri, cosicché io e te, unite da un filo sottile e indissolubile, sobbalziamo, spaventate dal rumore.") è un po' ridondante, e appesantisce la lettura, mentre il finale con la rivelazione sconvolgente è sbrigativo e sembra forzato. A mio parere avresti potuto seminare qualche indizio qui e là in modo da spingere il lettore a intuirlo prima ancora di arrivarci. E il finalino con gli occhi del cuore sa terribilmente di già sentito (praticamente qualsiasi libro della Tamaro e ogni Harmony li citano).
Andiamo avanti: carina (ma forse anche questa già sentita, sebbene non mi sia affatto dispiaciuta) è la similitudine tra i fiocchi di neve e gli uomini, e poi personalmente mi piace la forma un po' cantilenante che hai usato soprattutto nella descrizione di Maria (è piccola e gracile, Maria... Ha una tanca, Maria... era orgogliosa di suo figlio, Maria...) che è vero porta ad inevitabili ripetizioni, ma dà un senso di tranquillità che mi è sempre piaciuto.
Ah, non mi torna il pezzo del mare ("Gli occhi possono essere blu, come il mare che ora sbatte prepotentemente sugli scogli e si lascia accarezzare"), perché sembra che il mare sia lì a due passi, fuori casa, quando dice che ora il mare sbatte, come se indicasse con la mano quello che succede fuori dalla finestra. Ma siccome non so se fuori casa ci sia effettivamente il mare, me ne sto zitto.

Il consiglio finale che ti do è di rivederlo un po' nel suo complesso, in modo da renderlo più omogeneo e da non tirare così via il finale. Magari parla un po' più della figlia, perché così sembra solo una sorta di albero genealogico, un "the story so far", e la figlia ci entra solo alla fine perché la madre, per sbaglio quasi, cita gli occhi.

A rileggerti
julia
Inviato: 31/7/2005 10:44  Aggiornato: 31/7/2005 10:44
Just can't stay away
Iscritto: 24/7/2004
Da: L'isola che non c'è
Inviati: 405
 Re: Nicole
Concordo su tutto tranne che per la tamaro e harmony (mi sono salvata però, avresti potuto dire che ne so...la Pilcher )

Per quanto riguarda il mare, si, è proprio fuori casa: i miei racconti sono sempre ambientati in Sardegna e questo proprio in una casa in riva al mare

Per la forma cantilenante Maria... Maria... Maria: (neanche fosse un inno alle droghe leggere! ) ce l'ho di vizio.

Tante grazie per i consigli, appena ho un pò di tempo lo correggo.
Dianalilith
Inviato: 1/8/2005 10:53  Aggiornato: 1/8/2005 10:53
Quite a regular
Iscritto: 18/8/2003
Da:
Inviati: 187
 Re: Nicole
E' un buon racconto, anche se inizia a prendere dopo le prime righe, quando si intuisce che c'è qualcosa di anomalo.
Direi che lo stile formulaico e un poco didascalico si giustifica perchè stai parlando a una persona cieca che deve essere edotta sulle percezioni dei cinque sensi. Anche se io lavorerei comunque ancora un po' su qualche frase per renderla più originale. Però nell'insieme va giù benone.
il_corvo
Inviato: 1/8/2005 17:16  Aggiornato: 1/8/2005 17:19
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Nicole
Dunque...

... mi auguro che non vi sia nulla di autobiografico nello scritto, se così fosse è veramente triste la cosa.

Però, a parte, il finale, che naturalmente lascia con l'amaro in bocca e uno struggimento infinito, il racconto/lettera è caotico. Parli, parli, racconti, racconti... un po' come il tuo personaggio Saverio, tocchi mille argomenti, non ne approfondisci uno.

Anche lo stile dello scritto non m'è piaciuto. Periodi lunghi nei quali a volte si perde il soggetto e un uso smodato dei due punti. Raramente ne ho visti usare tanti in così poche righe.

Scusa la franchezza. Magari ad altri piace sia lo stile che il modo di narrare.

Ciao al prossimo racconto
claudioc
Inviato: 3/8/2005 0:29  Aggiornato: 3/8/2005 0:29
Just popping in
Iscritto: 3/8/2005
Da:
Inviati: 1
 Re: Nicole
complimenti
-obeb-
Inviato: 3/8/2005 23:01  Aggiornato: 3/8/2005 23:01
Not too shy to talk
Iscritto: 13/6/2005
Da:
Inviati: 82
 Re: Nicole
Mi è piaciuta molto la figura di Saverio. La parte in cui è all’altare mi ha fatto ridere di gusto. Il finale mi ha colpito, ma risulta a mio avviso un po’ forzato. Personalmente lo avrei preparato con più cura durante il racconto, magari soffermandomi maggiormente sulle descrizioni che riguardano ciò che Nicole non potrà mai vedere.
Domanda. Nicole deve ancora nascere?
momo70
Inviato: 7/8/2005 21:08  Aggiornato: 7/8/2005 21:08
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Nicole
Salve. Ho appena terminato do leggere il tuo racconto. Non voglio stare qui a dirti le cose che non vanno, perché ce ne sono diverse e tutte riconducibili alla poca pratica, credo. Solo un appuntino al riguardo – ci sono troppi pronomi nei tuoi periodi, rendono la lettura un continuo tergiversare. Togliendoli renderesti tutto più spedito e chiaro.

Per il resto, e parlo del contenuto e della struttura che hai scelto per svolgerlo, manca appunto un disegno chiaro. Certo che si capisce che è una sorta di riflessione discorsiva, fra il monologo interiore e un flusso di coscienza; insomma, una bell’insalata. Il risultato è decisamente farraginoso. La parte riflessiva tra la mamma e la bambina è la più carina, ma alla fine anche la più breve, ed è quella che nell’economia del testo dovrebbe costituirne il baricentro. Tanto che nel finale la sorpresa della cecità della figlia è completamente un flop. L’introduzione al finale con i periodi che diventano versi, sono una furbata che non sortiscono certo l’effetto voluto.
La descrizione del padre Saverio è apprezzabile, anche se ci sono piccole contraddizione riguardo a sti capelli, corti perché ricci, lunghi perché comodi se tenuti con un elastichetto… non so. Surreale la scena del matrimonio e da sola vale la pena la lettura del racconto. Inutile e fuori tema il perder tempo a descrivere i patemi della suocera. In un racconto breve bisogna sempre tenere presente l’economia delle parole spese. Tant’è che alla fine, come già ti ho detto, si perde di vista il soggetto trattato.
Se posso permettermi di darti un consiglio… racconta solo il matrimonio, hai una vena surreale molto prolifica, sono sicuro che riusciresti a trovare spunti divertenti su quel tanto agognato e temuto giorno. La bambina falla diventare una speranza, il frutto del loro amore, colei cui racconti il vostro amore, e a cui presenti il mondo. Così non ci sarà nemmeno bisogno di renderla ceca sta pora pupa.

Ti saluto e ti rimando alla prox soldato Julia – by Mo
Zerodue
Inviato: 10/8/2005 10:46  Aggiornato: 10/8/2005 10:46
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 7/7/2004
Da: Bergamo
Inviati: 374
 Re: Nicole
Devo dire che all'inizio mi sembrava una forma epistolare, ma il finale che lascia intuire che Nicole è cieca mi ha fatto ricredere, non male.
la frase finale è da va dove ti porta il cuore, cercherei qualcos'altro.
Purtroppo ti perdi in descrizioni che rallentano la lettura e l'interesse, fai una sorta di cronaca che cozza con la poesia che volevi esprimere e che si coglieva dall'incipit. Io punterei su una sottile ironia che si alterna alle emozioni per non rendere il tutto "già letto e straletto" e per dare agli "occhi" dell'anima un quadro della vita certo realista, ma con un pizzico di aspetti comici, come quando accenni a Saverio durante il matrimonio.

Continua a scrivere e soprattutto a leggere e i miglioramenti arriveranno.
LAMPIONS
Inviato: 11/8/2005 10:51  Aggiornato: 11/8/2005 10:51
Just can't stay away
Iscritto: 28/5/2004
Da: venezia
Inviati: 247
 Re: Nicole
concordo sul fatto che l'ultima frase è veramente banale e fa cadere il tono bello e intrigante del racconto.
devo dire che più andavo avanti nella lettura, e più il racconto mi prendeva, anchge lo stile mi piace, calmo, posato, comunicativo, profondo senza pesantezza nè struggimento.
mi piace perchè pur parlando di fatti non poiacevoli, il tono che tieni è leggero e mi ha fatto scivolare con armonia dall'inizio alla fine.
mi è piaciuto anche come inizia a parlare degli occhi partendo dai vari colori per poi arrivare tutto d'un fiato alla conclusione.
l'unica cosa è che avrei reso le similitudini tra i vari colori degli occhi e le cose un po' più articolate, un po' più profonde.
cmq a mio parere è un buon lavoro!
ciao
ciao
Allein
Inviato: 29/8/2005 19:37  Aggiornato: 29/8/2005 19:40
Just popping in
Iscritto: 29/8/2005
Da:
Inviati: 25
 Re: Nicole
Ciao Julia, provo a dare il mio inesperto parere su questo tuo racconto..
Partiamo dall'inizio: è la parte che mi piace di più, suggestiva la riga "e ogni tanto lo scoppiettio ci desta dai pensieri, cosicché io e te, unite da un filo sottile e indissolubile, sobbalziamo, spaventate dal rumore." un inizio decisamente ad effetto..
Carina anche l'atmosfera con questo fuoco che arde e la neve fuori..Il personaggio di Saverio non mi ha convinto fino in fondo, carini i due annedotti ma alla fine sono entrambi tesi a sottolineare quanto parlasse questo ragazzo creando un personaggio un po' quadrato (per quanto non lo possa essere un personaggio di un racconto breve) mi scuso se invece era fin dall'inizio questo il tuo intento
Non mi è piaciuto tantissimo il "ha esalato il suo ultimo respiro" l'ho trovato forse un po' fuori dallo stile del racconto, bella la similitudine col filo d'erba di Maria e quella dei papaveri e del sangue( gli occhi di un gatto che si specchia alla luna sono rossi? mmh..)
Per quanto riguarda il finale non trovo il collegamento degli occhi col resto, è questa in effetti la parte che mi è piaciuta di meno, un po' affrettata la rivelazione finale, anche stilisticamente non all'altezza del resto del racconto



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