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Letture Incrociate - Poesie : Sacrilegio fuor di tempo (ove si rende deferente omaggio al crepuscolo - 13)
Inviato da arzy il 30/7/2005 16:25:36 (1568 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

Accovacciato sull’ermo colle
s’assopiva l’antico buon convento,
dentro al suo cuore sonnolento
badava la dama alle sue ampolle.

Ribolliva vapor d’acqua azzurrina,
tra gli alti muri profumo di menta,
sfavillava ballerina fiamma lenta
mentre la vecchia sonava ocarina.

Pulzella sentinella aguzzava gli sguardi
a spiar non giungesse cavaliere
pronta a lanciar rumorosi dardi,

alfine la dama annunciava pozione
che pene d’amore rendeva leggere,
s’intonavano lodi alla sperata passione.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
senza
Inviato: 31/7/2005 12:30  Aggiornato: 31/7/2005 12:30
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Sacrilegio fuor di tempo (ove si rende deferente omag...
complimenti per la prova
musicale e ritmata come se un grasso e rosso omone stesse cantando con in mano una fisarmonica che si dimentica d'usare
l'impressione me la dano le parole rotonde, ricche di elle e di emme
( o l'ho inventato? no, non mi sono messa a contarle... ok lo ammetto... non so contare )
il colle appoggiato è bellissimo
ma bo, non mi dice grandi cose
dotterel
Inviato: 31/7/2005 12:52  Aggiornato: 31/7/2005 12:56
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: Sacrilegio fuor di tempo (ove si rende deferente omag...
Meglio...molto meglio. La metrica, intendo. Il nono verso imprime un ritmo diverso provocando una leggera fatica, ma la ripresa e' in armonia con questo cambiamento e si procede bene. Riguardo al contenuto: beh, senza te l'ha detto a modo suo, cioe' papale papale: non dice un granche'. A me sembra l'introduzione a qualche evento, che pero' manca. Gli ultimi versi infatti sembrano presagire a qualcosa, con la "sperata passione". Ma 'sta passione dov'e'? La catarsi dov'e'? Le rime forti che hai creato in tante tue poesie "ferroviarie" dove sono andate a finire? E le immagini delicatissime di cui sei capace ( fate birichine)? A me mi ( amemi) sembra che, preso dal fascino del linguaggio aulico, ti ci sei un po' affossato, e ti accontenti di dar forma ad esso - ma il risultato e' un po' piatto, honestly. A rileggerti, e scrivine una PERFETTA! Eheh
Dotty-girl
Enrirex
Inviato: 31/7/2005 15:38  Aggiornato: 31/7/2005 15:43
Quite a regular
Iscritto: 25/3/2005
Da: Roma
Inviati: 190
 Re: Sacrilegio fuor di tempo (ove si rende deferente omag...
Buona prova e ben riuscita anche. In fatto di metrica e rima non ho nulla da obiettare... convengo con Dotterel riguardo al nono verso, che un poco stona con il resto del componimento ma non ne sminuisce il valore (ma fate caso che utilizzo sempre le stesse epressioni e il modo di fare... sono ripetitivo, altro che logorroico o sofista!). I termini sono azzeccati per designare il crepuscolo e anche per invocarlo. Lo si invoca implicitamente dipingendo l'atmosfera con pochissime parole, e questo è un pregio perchè non appesantisce e rende il verso musicale e sciolto. Il crepuscolo però non si limita alla semplice atmosfera o come riferimento al sole sul punto di tramontare, ma anche come qualcosa che sta per spegnersi, la vita e la giovinezza ad esempio (antico, vecchia, ocarina che è uno strumento molto arcaico e difficilmente usato ancora tutt'oggi) o ancora le speranze della donzella, che sono sul punto di scomparire seppur si cerchi sempre più di alimentarle (la fiamma lenta che vuole accendere qualcosa nel cuore della fanciulla ma è troppo debole per farcerla). Anche l'uso dei colori e delle sensazioni è ottimo: i dardi sono rumorosi perchè devono risvegliare sia la passione della fanciulla che il suo possibile sonno (in termini terra terra, col crepuscolo la donna potrebbe già potrebbe essere sul punto di addormentarsi, noh?), la fiammella è dinamica in un luogo completamente statico o sul punto di esserlo, il profumo di menta solletica le narici in un luogo probabilmente privo di odori a causa dell'altezza e dell'ambiente chiuso, e il vapore azzurrino che scaturisce dall'acqua che ribolle il senso di caducità e di spegnimento (mi ha ricordato molto il fuoco fatuo... potrebbe quest'immagine sintetizzare il contrasto tra qualcosa che arde senza bruciare e che potrebbe spegnersi improvvisamente? Secondo me funziona, ma non sta a me deciderlo).
Ora, non perchè voglia fare il BastianContrario, ma non sono d'accordo col fatto che questo componimento non dica granchè (apologia unica via). Chiedo venia, dama Dotty e pulzella Senza . Posso convenire che forse non dice nulla di nuovo, ma la novità è relativa... secondo me se uno torna a scrivere in trimetro giambico nel nostro secolo un motivo ci sarà e, implicitamente, una grande carica di novità. La carica decadente è notevole, per le immagini e i termini che in parte ho già citato. Mi ha ricordato, come se visto in un'istantanea, l'Apres-midi d'un faune di Mallarmè e le note di Debussy... faccio riferimento in particolare al sonno che è sempre sul punto di prendere il controllo sulle percezioni delle creatura, ancora solleticate dalla luce dell'ideale e delle ninfe, ma che quando viene meno lascia la creatura nella completa oscurità e nell'abbraccio di Morfeo.
Ecco, qui - sempre in my humble opinion - viene ripreso il senso di stanchezza metafisica, la continua ricerca di un ideale che può solo essere toccato e flebilmente sperato e, una volta riuscitoci, può essere solo malinconicamente salutato e rinunciato... che qui si tramuta in

lodi alla sperata passione

Mentula, se questo non dice niente....

Spero di non aver sparato cavolate, ma siate clementi... ho caldo, sonno e vorrei uscire, ma non ne ho voglia (sembra un controsenso, eh?).

(PS: piccola deformazione da romantico... capisco le licenze poetiche, ma l'ermo colle Leopardiano potevi pure risparmiartelo Unica pecca in un componimento che merita tantissimo
xamav
Inviato: 23/9/2005 0:11  Aggiornato: 23/9/2005 0:11
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Sacrilegio fuor di tempo (ove si rende deferente omag...
C'è che danza bene la poesia, scivola senza intoppi, crea suggestioni e quasi si vede "sfavillava ballerina fiamma lenta".

Hai, come sempre, un gran potere immaginifico.

Solo all'inizio "ermo colle" mi risulta, in sincerità, troppo abusato, troppo già sentito.

Massimo.
Jurgen
Inviato: 6/2/2006 9:14  Aggiornato: 6/2/2006 9:14
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Sacrilegio fuor di tempo (ove si rende deferente omag...
Si tratta di un sonetto canonico. La fase della struttura formale è rispettata perfettamente è questo si rivela uno dei punti di forza della lirica.
Le parole sono delicate, i simboli molto profondi - forse troppo - e molte - forse troppe. Il linguaggio un po' aulico, se arricchisce la lirica da un po' di vista formale, la svilisce da un punto di vista umano.
Accovacciato sull'ermo colle sembra alla fine l'immagine perfetta anche dello stile. E' letterario, ok, è raffinato, va benissimo, ma rivela elementi troppo tradizionali utilizzati, probabilmente, per rivelare delle verità inconfessabili.
Il sonetto, lo stile simbolista delicato che, chissà perché, mi ha richiamato Verlaine...
La profondità esiste... Ed è evidente che il poeta sente un peso così profondo da doverlo lasc iar pervenire al lettore solo attraverso un intrico di immagini, metafore e simboli.
Spesso le interpretazioni più ovvie sono anche quelle più banali e quelle più banali sono anche quelle più ovvie. Entrambi questi termini designano la maggiorparte delle interpretazioni, in ogni caso.
In questo caso, debbo dire con relativa sicurezza, che il sonetto è un sonetto amoroso con forti elementi dipinti delicatamente che si riferiscono alla sfera sessuale.
La donne con le ampolle mi dà tanto di una donna che voglia celare la propria sessualità e che solo alla fine decide di lasciarsi.
Ecco... la poesia celebra... oltre che qualcosa di intimo e personale, anche la conquista sessuale della donna da parte dell'uomo.
Non ho ritrovato elementi che lascino ricondurre la sessualità all'amore...
In ogni caso, se la canonicità dei versi si rivela il difetto e il pregio nel contempo, della lirica, le intenzioni al di là di questa forma piuttosto delicata rivela degli intenti molto forti.
Una sessualità prepotente, una desiderio forte... intrappolato all'interno di un sonetto.
Affascinante, certo... ma non del tutto convincente.
Anche se... va detto... la lirica sa farsi leggere e sa appassionare.
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