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Letture Incrociate - Racconti : "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Inviato da momo70 il 30/4/2005 22:08:00 (2031 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

MIO PADRE

“…io sarò sempre tuo padre…”
Ma io nulla da questo padre ho imparato.
“…nessuno potrà darti quello che ti do io…”
Mai nulla da questo padre ho ricevuto.
“…solo io posso capire le tue sofferenze…”
Ma quale consolazione può dare il proprio male?
“… attento a non gettare l’amore che ti si offre...”
Mai si è perso ciò che non si è ricevuto.

“Non ho più bisogno dell’attenzione di un padre. E' troppo tardi.”
“Non voglio che tu mi pensi come al tuo bambino, non più.”
“Tu non hai capito il passato, perché in passato eri te che cercavi.”
“Tu non comprendi il presente, perché nel presente non trovi più ciò che hai perso.”

Ho recuperato questa roba tra quegli appunti che ogni adolescente scarabocchia qua e là nei quaderni di scuola. Ricordo che queste frasi si riferivano a dei discorsi sconclusionati che una sera a cena, malauguratamente soli, mio padre mi propinò, vistosamente offuscato dal vino rosso del suo adorato vigneto.
Primo (Mio padre), ha dei sentimenti un concetto molto simile a quello dei propri bisogni fisiologici. Ti vuole bene non più né meno come quando ha fame, e ti scarica nel cesso quando gli fai venire il mal di pancia.
Il suo rapporto con mia madre è sempre stato un mistero per me. Quei due non possono stare nella stessa stanza più di tre minuti senza lanciarsi ogni sorta d’improperi. Mai una carezza, un segno d’affetto eppure, stanno insieme anche se tutte e due avrebbero potuto tranquillamente lasciarsi.
Valli un po’ a capire i misteri dell’amore!
Primo ha vissuto la sua vita senza preoccuparsi che questa coincidesse con quella della propria famiglia. Sia ben inteso “lui mi ha sempre dato da mangiare alla mangiatoia alta”, e di questo è giusto che gli sia grato, ma per il resto è stato semplicemente assente. Mio padre nella mia infanzia è passato come una stagione o, meglio, una mezza stagione che preludeva a qualcosa che non è mai arrivato.
Lo so, lo so, è la solita arringa del figlio deluso, preso da crisi affettiva dovuta a complessi indotti da chissà cosa. Si potrebbero trovare migliaia di ragioni psicoanaliticamente plausibili per spiegare il mio rapporto conflittuale ma… sta di fatto che Primo mi è sempre stato antipatico, sempre, anche quando lo credevo senza ombra di dubbio mio padre, da sempre, fin dove arrivo con la memoria almeno.
Ogni volta che il suo nome giungeva in un discorso familiare, sorgevano inconvenienti insuperabili. Ogni anno d’estate, poi, ci mandava a monte le vacanze perché doveva fare questa o quell’altra cosa. Mia madre per farlo sentire in colpa ci costringeva tutti a casa in un atmosfera da guerra fredda.




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Autore Albero
dotterel
Inviato: 1/5/2005 8:44  Aggiornato: 1/5/2005 8:44
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Ciao. Comincio con una perplessita': come fa il protagonista ad affermare che Primo gli ha voluto un bene dell'anima, quando fino ad allora tutte le affermazioni rivelano il contrario - padre assente, padre che parla male di lui, e via dicendo? A parte questo, trovo che ci siano delle parti molto ben scritte, con delle immagini originali (" mangiare alla mangiatoia alta" i sentimenti di Primo "come bisogni fisiologici", e il dialogo iniziale che mostra le posizioni contrastanti, anche se forse si potrebbe scavare ancora piu' nel profondo). Lo stile e' snello e scorrevole. Resta il dubbio che il resto del racconto si svolga, come questi due capitoli, come un resoconto fatto di riflessioni, e che manchi una trama vera e propria, con dei fatti che si susseguono. Il titolo fa pensare che sara' cosi', ma credo che sia piu' difficile, andando avanti, mantenere l'attenzione del lettore in assenza di svolte. Infine, come dico ormai praticamente quasi a tutti, mi sembra che i dialoghi scarseggino, e invece potrebbero interrompere la staticita' insita nelle riflessioni malgrado lo stile non sia di per se' statico. This is my comment to your story - ciao for now
Dot
momo70
Inviato: 2/5/2005 21:35  Aggiornato: 2/5/2005 21:35
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
X Dottorel
Carissima Dotty, innanzi tutto grazie per il tuo commento, come sempre molto pertinente. Volevo spiegarti che questo racconto lungo (non so quanto lungo sarà) è per il 70 – 80 % materiale autobiografico, e lo scrivo per due motivi. Il primo è per cimentarmi in quegli “stili” che vanno per la maggiore in questo momento, per esempio diari, blog dai soldati in prima linea, o come mi scriveva qualcuno nella discussione che ho lanciato qualche giorno fa nel forum, il libro in cui la bambina sfuggita al mostro di Marcinelle racconta i suoi giorni di prigionia. Insomma una specie di reality book. Un qualcosa da consumarsi tra una fermata e l’altra della metro . Voglio vedere se si riesce a fare del trash di qualità. Il secondo motivo che mi ha spinto ad iniziare quest’impresa è un discorso che ho sentito fare ad Aldo Busi in TV, in cui sosteneva che i suoi libri sono migliori degli altri perché li gioca sulla sua pelle, tutti in prima persona. Che cosa uscirà da tutto questo non so…
Per il dubbio che esprimi sull’assenza di una trama e che questo potrebbe far perdere interesse alla lettura, beh, si tratta di una specie di diario e quindi l’unica trama che ci può stare è la vita del protagonista (che non è certo Napoleone e neanche uno dei figli di Ranieri di Monaco), conto di tenere vivo l’interesse intrecciando un discorso leggero in capitoli da romanzo d’appendice, che si possono leggere anche separatamente (spero di riuscirci). Del resto sono al secondo capitolo, senza nemmeno due righe d’introduzione, ma conto che già nel terzo capitolo (Mariangela) la storia inizi a mostrare il suo ordito.
Riguardo ai dialoghi ti do ragione, e normalmente ne faccio largo uso, ma in questo caso, con un protagonista chiuso in una specie di confessionale tipo grande fratello, a raccontare in prima persona quello che più che un discorso interiore o monologo, è un dialogo diretto col lettore, finirei solo per confondere lo stile narrativo non credi?
Accolgo invece la tua osservazione sulla contraddizione del padre che all’improvviso vuole un bene dell’anima al figlio; ho esagerato, ma mi sembrava di essere stato troppo cattivo con lui, volevo giustificarlo, infondo per un figlio è importante credere che, al dì là di tutto, un genitore ti vuole comunque bene.
Se continui a leggermi la tua opinione mi sarà sempre d’aiuto. Grazie Dotty e alla prox – by Mo
erica
Inviato: 5/5/2005 13:28  Aggiornato: 5/5/2005 13:28
Quite a regular
Iscritto: 26/8/2003
Da: Vicenza
Inviati: 146
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Ciao Momo, prima volta che ti leggo e mi fa piacere!!
Avevo notato i tuoi due capitoli senza soffermarmi nella lettura solo perchè, in questo periodo, non ho molto tempo (colgo l'occasione sperando che tu non me ne voglia, per scusarmi di esser stata così latitante ultimamente...). Ma l'attrazione è stata fatale in seguito a qualche tuo commento, nel quale ho apprezzato l'uso curato del linguaggio.
Veniamo al racconto.
Il tema mi piace, stimola la mia curiosità personale e di lettrice. A "pelle" non ti nascondo un po' di antipatia per l'io narrante (e, non vorrei, causa autobiografia, pensassi fosse per te... questo no!). Lo trovo un tantino troppo staccato. In fondo parla delle sue radici, del suo sangue, della sua infanzia. A volte ho avuto l'impressione fosse più "giornalista" che "protagonista". Questo mi ha fatto però vedere, nella parte finale in cui confessa il bene che vuole a Primo, come una breccia, uno spiraglio... come l'atmosfera si stia scaldando per far uscire la parte viscerale della questione! Questo contrariamente al buon consiglio di Dotterel. Il che è bene perché, almeno per me, accentua la curiosità per il seguito… e da a te un’altra prospettiva! Magari suggerimenti per il seguito…
Molte le espressioni che mi sono piaciute "Lo seguivo silenzioso per i filari maledicendo ogni passo, rammento chiari come fossero adesso i morsi della noia d’ogni uno di quei momenti" per dirne una tra le ultime.
A volte però poche virgole, periodi infiniti e piccole ripetizioni che sanno di poca cura/rilettura (tipo un lieve eccesso di "mi"...) Ma cosucce in effetti!!
Con questo ho finito, spero di non essere stata pesante e averti dato un altro punto di vista. Aspetto il seguito!
Ciao...
Psiconauta
Inviato: 6/5/2005 20:06  Aggiornato: 6/5/2005 20:06
Just can't stay away
Iscritto: 14/3/2005
Da: Pisa-Venezia
Inviati: 245
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Non è affatto male, ma devo dire che rispetto al precedente capitolo mi ha un pò deluso. forse è scritto con eccessiva fretta, ma lo stile è meno piacevole e non c'è più quell'ottima struttura di fondo. inoltre mi chiedo perchè hai inserito una serie interminabile di periodi brevi, da
"Primo lo curava con lo stesso affetto..."
a
"...per un intero pomeriggio."
mi sembra che rallentino in modo spiacevole la lettura. ripeto non è un brutto lavoro, ma onestamente visto l'autore e il capitolo precedente mi aspettavo di più :)
Shoen
Inviato: 8/5/2005 22:08  Aggiornato: 8/5/2005 22:08
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Allora... Intanto mi è difficile commentare un work in progress, perché comunque devo basarmi solo su una parte; ci provo lo stesso
Stilisticamente parlando, la scrittura è piacevole ma può essere ulteriormente affinata, soprattutto per quanto riguarda il ritmo.
Secondo me un tasto che viene appena sfiorato ma non sfruttato è quello del contrasto fra lo sguardo legato all'infanzia, che dipinge Primo come padre, e quello ormai adulto, che indulge in modo più maturo su Primo come uomo.
Credo che questa doppia faccia sia implicita ma fatichi a venire fuori, privando la narrazione di una forza maggiore che altrimenti avrebbe.

Honny
Inviato: 9/5/2005 9:30  Aggiornato: 9/5/2005 9:30
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2005
Da:
Inviati: 105
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Il taglio del racconto è originale, e la descrizione del rapporto padre/figlio ironica e coerente.
E' un rapporto conflittuale e lo riconosci.
Ad una prima lettura il flusso della narrazione scorre, il linguaggio è sicuro; hai carattere, sai scrivere, ma in alcuni passi ti perdi.
Forse dovresti rivedere un pò la forma di alcune frasi, un pò ingarbugliate, che confondono il senso del discorso.
Senza avere la pretesa di riscrivere il tuo racconto, te le segnalo:

Il suo nome giungeva in un discorso (affiorava?)

Complessi indotti (indurre=spingere a)

Per non parlare poi che mi costrinse (del fatto che mi costrinse?)

Anche svignarsela dalla vigna (riassumo il concetto) non suona molto bene, secondo me.

Presumo siano errori di distrazione perchè, a mio avviso, il tuo è un buon lavoro, mi piace molto.
Immagino pubblicherai altri capitoli e attendo di poterli leggere presto.
Buon proseguimento.
pillolamar
Inviato: 23/5/2005 21:44  Aggiornato: 23/5/2005 21:45
Just popping in
Iscritto: 23/4/2005
Da:
Inviati: 40
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Mi piace il tuo stile: lineare, efficace ma non privo di mordente.
Pare che il racconto segua una struttura antifrastica...cioè evidenziando le debolezze del padre e come se tu in un certo senso provassi pena, compassione e quindi tenerezza...
Non so se volevi comunicare disprezzo per questa figura..
ma ciò che ne è arrivato a me...è la prospettiva di un figlio che ha capito il padre più di ogni altro...e sebbene lo ripudia emotivamente, è l'unico ad essere sulla via giusta per apprezzarlo ......e volergli bene....
Erro?
Molto simpatico e gradevole, comunque.
Pillolamara
cesaremimmi
Inviato: 29/3/2009 14:39  Aggiornato: 29/3/2009 14:41
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: "Bio - grafia" cap II (Mio padre)
Hai letto il capitolo La morte di mio padre, ne la coscienza di Zeno? Impossibile che tu non l'abbia letto. Ha subito pensato a quel rapporto padre figlio, alla stessa disillusione reciproca, del padre di non avere il figlio che si merita, del figlio di avere un padre tanto differente da sé. Anche Lettera al padre di Kafka è illuminante in tal senso. Comunque, non so se era Oscar Wilde che diceva che i figli prima ti amano, poi ti giudicano, raramente ( forse era: qualche volta?) di perdonano.
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