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Letture Incrociate - Racconti : Il pozzo dei desideri
Inviato da alb2005 il 19/4/2005 16:58:11 (2100 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Ogni attento lettore avrà senz’altro osservato che gli scrittori italiani del secolo scorso, quando ci raccontavano le loro vicende, specie se autobiografiche, le ambientavano, molto frequentemente, nel vasto scenario degli avvenimenti accaduti nel ventennio fascista.

Il bisogno di situazioni cariche d’emozioni violente era poi, drammaticamente colmato, dalla successiva guerra mondiale che, nelle infinite tragedie provocate, fu anche fonte inesauribile di sentimenti forti e d’episodi avvincenti.

Per la verità non possiamo certo affermare che oggi le guerre siano finite, ma questa è la civiltà della bomba atomica! Una guerra tradizionale, tra grandi potenze rivali, non è più possibile: questo fatto, lungi dall’aver illuminato l’umanità sul sommo valore della pace, ha spostato i conflitti, dell’era precedente, al di fuori dei confini delle regioni evolute, in lontani paesi di frontiera, dove si combatte, ancora più crudelmente, per il possesso delle materie prime e per l’occupazione di nuovi territori e popolazioni da sfruttare.

Costretti a navigare in un simile mare, i personaggi dei nuovi prosatori di casa nostra vivono ed agiscono nella contemporaneità italiana di quest’inizio millennio, a cinquantamila anni dalla comparsa del primo homo sapiens, tuffati in una società che come un tritasassi, ha eliminato, perchè scomodi ingombri nella corsa sfrenata verso la felicità terrena, tutti i valori morali del passato, gettandosi nel trionfante modello di vita, esaltato dai moderni uomini di successo, che esige più lavoro (ma sempre più alienante), per conquistare più benessere (ma, ahimé!, sempre e solo materiale), attraverso crescenti consumi (ma con sprechi esagerati, uniti ad angoscianti inquinamenti ambientali).

Per quanto mi riguarda, dal mio piccolo punto d’osservazione, sistemato nella provincia lombarda del “profondo nord, ricco ed ingentilito”, prendo atto, con amarezza, come le locali vicende giornaliere trabocchino, sempre più, d’aspre lotte, non propriamente gloriose, tra consorterie di favorevoli o contrari alla costruzione del centesimo centro commerciale, o della millesima serie di villette a schiera, per non parlare del gran problema, mai risolto, del solito inceneritore di rifiuti (pardon: termovalorizzatore), che, al contrario dei centri commerciali o delle villette a schiera, nessuno vuole, ma pare sia l’unica cosa che serva veramente, per appagare le voglie insane di questa nostra società, dell’usa e getta sistematico.

Giusto per essere in tema, dovete sapere che una di queste battaglie è appena stata sanguinosamente combattuta anche dalle mie parti, i vincitori avranno, come bottino di guerra, il loro centro commerciale nuovo di pacca: sorgerà proprio nel gran prato verde di fronte a casa mia, quando si dice la coincidenza!

Siamo nel mese di febbraio, è il tempo dei soliti acciacchi di stagione, che costringono, belli e brutti, a stare tappati in casa con la febbre.

Settimana scorsa, purtroppo, è arrivato il mio turno di marcare visita, mi sono detto: ben vengano, dunque, un paio di giorni di riposo branda, ogni tanto abbiamo veramente bisogno di staccare la spina, finalmente curati amorevolmente dalla nostra cara sposa. Rifare un po’ l’inventario di tutti i nostri affanni, separando quelli necessari dai tanti fasulli, e sperare di perfezionare qualche nostra strategia.

Due giorni fa stavo nel mezzo del mio malanno, quando mi sono assopito in uno strano dormiveglia, che mi ha trascinato in un’avventura alquanto incredibile, sospesa tra sogno e realtà.

L’impressione era di trovarmi nel giardino di casa ad osservare, incavolato, quanto impotente, una mastodontica scavatrice, che aveva ridotto il bel prato dei miei sogni in un paesaggio lunare, devastato dall’impatto con un’asteroide gigantesca.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
dotterel
Inviato: 19/4/2005 19:13  Aggiornato: 19/4/2005 19:24
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: Il pozzo dei desideri
Ciao e benvenuto! Il tuo racconto mi e' piaciuto molto. Hai uno stile deciso ed essenziale che mi ha portata a leggere il testo tutto di un fiato, e al tempo stesso, si nota un'accurata scelta dei vocaboli e delle espressioni, e la ricerca della musicalita'. Il tema trattato e' di deprimente attualita', e convidido pienamente le tristi sensazioni che accompagnano lo spazzar via di un luogo reale, teatro di vicende degnissime, come quello della contessa, per costruire un non-luogo, un centro commerciale alienante dove i rapporti umani non potranno che essere superficiali, non-rapporti quasi. La tua panoramica sul passato rende benissimo questo contrasto, e rendi anche il senso di tristezza di non poter contemplare le stagioni, come poteva fare chiunque, dovunque egli fosse, prima dell'inizio di quest'epoca scaccia-natura.
Complimenti da parte mia - a rileggerti, spero!
alb2005
Inviato: 19/4/2005 21:17  Aggiornato: 19/4/2005 21:17
Just popping in
Iscritto: 16/4/2005
Da: Varese
Inviati: 13
 Re: Il pozzo dei desideri
Ringrazio per il saluto cordiale ed il benvenuto. In effetti sono nuovo a queste esperienze e l'aver ricevuto una nota di gradimento per uno dei miei primi tentativi di scrittura mi incoraggia a perseverare.
Ancora grazie per l'attenzione che mi hai dedicato.
giosp
Inviato: 22/4/2005 18:36  Aggiornato: 22/4/2005 18:36
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Il pozzo dei desideri
Benvenuto anche da parte mia, anche se il racconto non sono proprio riuscito a trovarlo.
L'introduzione non è da buttare, solo da togliere e mettere da qualche altra parte che non si classifichi come narrativa.
E poi, il resto, non è che sia proprio un racconto, è sempre una moralina su moralina... la storia?
alb2005
Inviato: 22/4/2005 20:59  Aggiornato: 22/4/2005 20:59
Just popping in
Iscritto: 16/4/2005
Da: Varese
Inviati: 13
 Re: Il pozzo dei desideri
Concordo con il fatto che si tratta più di uno sfogo che di una vera storia. Prometto di inviare al più presto una racconto senza morali, per lo meno evidenti, e con maggiore sostanza narrativa.
Grazie per il rilievo, molto appropriato.
Shoen
Inviato: 23/4/2005 23:44  Aggiornato: 23/4/2005 23:44
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Il pozzo dei desideri
Tecnicamente scorrevole, il racconto mi sembra nascondersi dietro se stesso, dietro un significato che trova nella storia la propria legittimazione. Le figure che disegni hanno una valenza un po' trita, non in senso negativo... Però il sapore che si respira è già stato annusato, già approvato, già confermato... Penso che questo sia il confine oltre il quale la storia si arena.

senza
Inviato: 1/5/2005 12:02  Aggiornato: 1/5/2005 12:02
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Il pozzo dei desideri
ogni attento lettore avrà inoltre intuito che la maggior parte degli scrittori italiani del secolo scorso per forza di cose ha avuto un'infanzia durante il secolo fascista. no, un po' di tempo fa ho letto che al momento ( di quell'articolo ) erano in corso ben 39 guerre in tutto il mondo, non credo siano già finite tutte...
attenzione, dissemina un po' meno virgole nei periodi così lunghi, se li rendi così frammentari sono più complessi da capire
il tuo racconto si perde, partendo dagli scrittori italiani per arrivare alla guerra passare per un inceneritore di rifiuti e forse far cominciare la storia... qualcosa mi dice che l'hai presa un po' troppo larga, e sopratutto parti facendo una sorta di trattato per poi finire a ricordarci che sei un uomo comune che si preoccupa del panorama fuori dalla sua finestra... cose del genere non dovrebbero coesistere, anche se verrà ammazzata molta erba per far quel centro commerciale, e di sicuro era erba innocente.
non sto scherzando.
poi il sogno mi lascia perplessa... perchè un uomo dovrebbe captare discorsi di alberi che comunque parlano di uomini?
la fine, ancora di più, perchè non finisce e non fa nemmeno tanto incuriosire
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