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Letture Incrociate - Racconti : Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Inviato da niabi il 24/3/2005 17:51:11 (1840 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Filippo cammina per strada, sicuro, aggrappato a una mano adulta, al pensiero di essere guidato e protetto, passo dopo passo.
È con la nonna Camilla, lui è da sempre con la nonna Camilla…da quando aveva pochi mesi e qualcuno ha deciso prematuramente per lui che poteva andar bene anche così, senza una vera famiglia - e chi l’ha mai detto poi che la nonna Milla non sia stata per lui una vera famiglia? - senza poter disegnare precisi omini spilungoni e capelloni che, invece, affollavano abitualmente i fogli bianchi dei suoi coetanei, lì a confermare e a dimostrare al mondo intero la presenza - o la non presenza, come nel suo caso - di una mamma e di un papà.

Il suo foglio veniva sempre e solo occupato da due figure, la sua e quella della nonna Milla. I capelli ricci dell’omino con la gonna uscivano addirittura dal foglio, talmente Filippo amava disegnarla occupando tutto lo spazio a sua disposizione, forse per indicare e imprimere sulla carta la grandezza d’animo di quella donna, o per chissà quale altro motivo; la sua figura abbozzata, al contrario, non era neanche la metà di quella femminile.
È un caldo pomeriggio di una domenica di maggio, e Camilla e suo nipote passeggiano in centro per la gioia del piccolo Filippo, e ogni tanto anche di sua nonna, quando capita anche a lei di sentirsi sicura, sollevata e svuotata dai pensieri, sì…pensieri, in generale, né brutti, né belli.
“Me lo fai il riso al latte stasera?”
“…”
“Nonna? Nonna Milla?”
“Che c’è?”
“Me lo fai il riso al latte stasera?” alla sua richiesta Filippo aggiunge un sorriso, un sorriso con un’ampia finestrella centrale.
E riso al latte sia.
Camilla è ai fornelli, Filippo è davanti al piccolo televisore con l’antenna piegata di lato – ché se no non si vede niente - sdraiato a pancia sotto sulla coperta a rombi che l’ha visto nascere, che l’ha scaldato parecchie volte donandogli un po’ di colore rubato al vestito invernale di arlecchino, ha il mento appoggiato sui palmi delle mani, gli occhi che si chiudono ritmicamente mentre i piedi svolazzano in tutte le direzioni, lì intento a viaggiare, lì rapito da quel documentario, uno di quelli che faranno poi uscire la sua solita richiesta.
“Nonna? Me la compri una tartaruga? Come quella…guarda, guarda, guarda ora!” ad ogni richiesta Filippo aggiunge un sorriso, ma ogni volta che sente la solita risposta non vede l’ora che arrivi il giorno che quella finestrella venga occupata da qualche dente in più, giusto per essere sicuro che non sia quello il motivo del rifiuto della nonna.
È ancora no, e il motivo è sempre lo stesso.
“Chi c’è l’ha Filippo il tempo di rimetterla in piedi? Non voglio averla sulla coscienza, e poi…” e poi nella sua vita Camilla ha dovuto già rimettere in piedi parecchie cose, crescere un nipote come un figlio, lavorare per mantenersi e mantenerlo, per esaudire almeno i suoi desideri da bambino, neanche più i suoi.
Il profumo intenso di vaniglia riempie la testa di Filippo, scacciando via a colpi di dolci ondate quel pensiero, quel desiderio di avere una tartaruga.
“Dai! Vieni a tavola che il riso è pronto…” riso, latte, zucchero e vaniglia, basta ancora poco per renderlo felice, bisogna solo prestare attenzione che il riso non si appiccichi al fondo.
Le tartarughe possono aspettare, il loro ammiratore afferra il cucchiaio e inizia a gustarsi il contenuto di quella ciotola azzurra, mangia in fretta Filippo, mentre con la bocca piena sorride a nonna Milla, seduta all’altro capo del piccolo tavolo quadrato, con lo sguardo fisso su di lui e una mano occupata a strofinarsi gli occhi per la stanchezza.
Scivola il tempo, Filippo ha dieci anni, nonna Milla si è fatta convincere, gli anni del nipote aumentano e la sua furbizia pure.
Raggiungono a piedi la cascina dopo aver posteggiato l’auto sotto un albero, al fresco. Entrano e vengono invitati a una breve attesa, mentre Filippo inizia a scrutare l’intero ambiente, non più alla ricerca di immagini racchiuse in un televisore, ma di una vera testuggine in carne e corazza.
Filippo è impaziente, ha paura che l’attesa faccia cambiare idea alla nonna, la guarda più volte in viso, entrambi sono assorti dai rispettivi pensieri quando avvertono un rumore sordo, ma pesante, che li fa voltare per cercare con gli occhi la fonte di quel tonfo.
Filippo non ci crede.
La nonna Camilla non ci crede.
Filippo sorride, senza più finestrella.
La nonna Camilla no.
“Nonna! Guarda…” Filippo resta con l’indice puntato, finché un po’ impacciato non si avvicina.
“Non toccarla Filippo, che non c’è nessuno e magari pensano che…” anche quella tartaruga di media grandezza resta ad osservarli con la sua visuale laterale, ma al contrario, le zampe all’insù, in una posizione che le sarebbe fatale.
Muove ogni tanto le quattro zampe, e prova ad alzare leggermente il collo, nei suoi occhi la crudeltà di non sapere che non ce la farà mai, da sola, senza una mano dal tocco impercettibile, ma vitale…
A Filippo arriva un’immagine, alla nonna Camilla ne arriva una più triste.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
il_corvo
Inviato: 24/3/2005 18:27  Aggiornato: 24/3/2005 18:27
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Mia cara Niabi. Credo sia ormai assodato, oltre che molto prolifica (come creatrice di racconti) stai migliorando ogni volta di più.

Hai molta fantasia, non perdi mai la stuttura e sei molto attenta a piccoli particolari che donano sempre un aurea poetica ai tuoi racconti.

Mi ricordo che a un mio appunto sulle minuscole dopo i punti esclamativi mi dicesti "che lo avevi visto fare". Anche in questo componimento in due o tre occasioni ho trovato (credo eh!!! ) delle sperimentazioni. Il che va tutto a tuo onore. Significa che sei attenta a ciò che fanno anche gli altri e poi lo utilizzi all'interno di un tuo stile ormai consolidato.

Brava

Lu^^
Inviato: 24/3/2005 20:31  Aggiornato: 24/3/2005 20:31
Just can't stay away
Iscritto: 17/8/2003
Da:
Inviati: 402
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Cara Naibi, questo racconto mi è molto piaciuto sai?? La similitudine tra nonna e tartaruga è azzeccatissima, una donna che resiste a tutto grazie solo a se stessa e che una volta a terra chissà se si riprenderà mai... molto dolce!
momo70
Inviato: 24/3/2005 22:40  Aggiornato: 24/3/2005 22:40
Home away from home
Iscritto: 17/3/2005
Da: Roma
Inviati: 1147
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Complimenti Niabi il tuo racconto è impeccabile sia nella forma che nel contenuto.
Mi piace in particolare la chiarezza espositiva che non tentenna neanche quando c'è il salto temporale. La figura della nonna è bella perchè moderna e senza concessioni ai soliti luoghi comuni.
La scena di Filippo che si ferma sul marciapiede è notevole, scorre nitida e trovo che è la parte più riuscita del racconto.
La cosa che non ho ben capito è il punto dove sentono il colpo in macchina, per un momento ho creduto ad un incidente e ho visto la macchina capovolta come una tartaruga.. è così? E' una metafora? Se è così non capisco il ricordo che ha poi Filippo della nonna che gli telefona dall'ospedale... insomma, la nonna è morta in seguito ad un inciidente d'auto o no?
Concludo ribadendo il piacere che ho avuto nel leggerti.
alla prox
niabi
Inviato: 24/3/2005 23:20  Aggiornato: 24/3/2005 23:20
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Beh, grazie a tutti

Momo
forse non è la parte più chiara del racconto...nonna Milla e Filippo si recano insieme ad una cascina della loro zona per comprare finalmente una tartaruga, posteggiano semplicemente la macchina e raggiungono a piedi la cascina...il tonfo proviene da una tartaruga che cade da un tavolo all'interno della cascina/negozio, niente di che...cioè, non proprio poverina!
Ho preso spunto dalla stessa cosa capitata a me, ero in un negozio non mi ricordo più a comprare che e stavo aspettando perchè il negoziante si era allontanato un attimo, sento proprio un tonfo, mi volto per un pò e poi vedo questa tartarughina a terra con le zampe in aria...all'inizio mi guardo in giro anch'io, ho pensato non so perchè a uno scherzo...sì, insomma, se ne stava tranquilla sul bancone e di colpo precipita in terra, mi avvicino e, mentre sto decidendomi di aiutarla a rimettersi dritta, entra il titolare che si mette a ridere...beh, era da vedermi!

grazie ancora...
senza
Inviato: 25/3/2005 16:58  Aggiornato: 25/3/2005 16:58
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
sinceramente non l'ho capito bene
mi sfugge il concetto il messaggio e cosa sia successo è solo accennato
beh, anche mia nonna mi faceva sempre il riso al latte da piccola ed oggi è il suo compleanno, mi ha cucinato tortelloni.
avrei ampliato gli sforzi della nonna per crescere un figlio e la tristezza di un bambino che cresce senza genitori, molto bello quando parli dei suoi disegni avrei ampliato il discorso
per il resto ci sono troppi cambi di scena in così poche pagine che almeno a me fanno perdere un po' il filo ( non che non sia riuscita a capire quando cambiava la scena )
ah, una cosa che ho notato anche in precedenti racconti e che non mi piace: come abbrevi i nomi ( o è la prima volta e mi sbaglio? )
certo da come scrivi si capisce molto quanto ami i bambini
non mi è molto chiaro anche questa frase:“Chi c’è l’ha Filippo il tempo di rimetterla in piedi? Non voglio averla sulla coscienza, e poi…”
e quelle che le si legano, devo essermi persa qualche rande metafora esistenziale credo
lamù
Inviato: 26/3/2005 1:20  Aggiornato: 26/3/2005 1:20
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Anch'io non ho capito bene cosa succede, nella cascina trovano una tartaruga girata perchè è caduta, e il bimbo non la vuole più?

La figura della nonna mi piace, anch'io da un certo periodo in poi sono cresciuta con la nonna e mi sono piaciuti sia la parte iniziale che quella finale, ma proprio bene non ho capito tutto...
daniel
Inviato: 27/3/2005 21:04  Aggiornato: 27/3/2005 21:04
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 28/6/2004
Da:
Inviati: 779
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Ciao Nia,
Dunque dunque: ben scritto, scorrevole e corretto. (tu lo hai riletto vero?)
Hai una grande fantasia e la capacità di scrivere, regalando emozioni.
Disegnandole.
Come fosse un quadro.
Tristi, dolci.
Ricordi accantonati e mai dimenticati.
Pezzi di vita.
Semplice e vera.
Un bacione
Dan
Arika
Inviato: 27/3/2005 21:14  Aggiornato: 27/3/2005 21:14
Not too shy to talk
Iscritto: 28/2/2005
Da:
Inviati: 84
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Nel complesso non mi è discpiaciuto ma potrei consigliarti un paio di accorgimenti che potrebbero tornarti utile (sempre come parere di lettrice):
1) Lascia un po' di cose al non detto ad esempio quando dici che Filippo avrebbe voluto essere una tartaruga non c'è bisogno di specificare il fatto della corazza perchè è ovvia. Allo stesso modo non hai bisogno di specificare il fatto del chi l'ha detto che la nonna non sarebbe stata una famiglia? anche questa perchè ovvia.
2)L'unica cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è il registro usato per i termini del racconto. In genere per rendere bene l'idea del pensiero del bambino si dovrebbero usare termini semplici e frasi meno elaborate, un po' come parlerebbe un bambino, ma queste sono scelte stilistiche.

Nel complesso comunque non è male e non mi è pesato leggerlo nonostante non fosse il mio genere...brava...
Shoen
Inviato: 28/3/2005 0:42  Aggiornato: 28/3/2005 0:42
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Il bambino che cresce con la nonna è reso molto bene, in tutte le sue sfumature; lo stile è piacevole anche se potrebbe essere affinato un po'. A volte si fa fatica a capire i passaggi. Comunque trasmette molto e questo è encomiabile.

Ferro
Inviato: 28/3/2005 20:16  Aggiornato: 29/3/2005 21:56
Just popping in
Iscritto: 29/1/2005
Da: Como
Inviati: 16
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Ciao Sonia, hai scritto molto bene, tutto fila ma arrivati al punto cruciale (quando si sente il tonfo), non è molto chiaro. Forse la cascina non è il luogo ideale dove ci si immagina di andare ad acquistare una tartaruga. Se invece che alla cascina, Filippo e la nonna arrivassero in un negozio di animali domestici, l’immagine sarebbe resa alla perfezione. Il luogo credo sia il problema della scarsa comprensione.
Infine, una descrizione di altri animali per poi arrivare alla tartaruga renderebbe chiara l’ambientazione.
Per il resto mi sembra perfetto: scorrevole, corretto e con la riflessione finale.
Brava. A rileggerti pesto.
giosp
Inviato: 29/3/2005 20:33  Aggiornato: 29/3/2005 20:33
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Niente male Niabi, anche se alcune cose non mi sono chiare (lo sono ora dopo aver letto le tue spiegazioni), cmq globalmente la storia l'ho capita, è stata un po' triste ma mi è venuta la pelle d'oca.
Xciò brava.

Come faceva notare Arika, hai scritto delle cose superflue. Te ne faccio notare una:

"I capelli ricci dell’omino con la gonna uscivano addirittura dal foglio, talmente Filippo amava disegnarla occupando tutto lo spazio a sua disposizione, forse per indicare e imprimere sulla carta la grandezza d’animo di quella donna, o per chissà quale altro motivo"

Grazie ma l'avevo intuito da solo
matemati
Inviato: 26/4/2005 21:00  Aggiornato: 26/4/2005 21:00
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Voleva una tartaruga, e ora non la vuole più
Cara Nia, eccomi qua! (o speravi di esserti liberata dai miei commenti? )
Ti dico subito che l'argomento della storia mi è piaciuto, e ho trovato una buona idea il significato esistenziale della tartaruga rovesciata. Siamo tutti un po' tartarughe in fondo, prima o poi ci capovolgiamo e se non c'è qualcuno (o qualcosa) che ci rimette in piedi, è brutta!
Lo stile mi ricorda quello dei tuoi esordi: era nelle tue intenzioni, mi par di ricordare, e l'hai recuperato con pregi e difetti.
I primi sono la commozione e l'acume nel percepire i sentimenti.
I secondi sono certi periodi troppo lunghi (tutto il primo paragrafo, ad es.) e certe precisazioni superflue (volevo farti notare la stessa cosa di Giosp, ma mi ha battuto sul tempo ), e qualche (solo QUALCHE) puntino di troppo

Citazione:
Filippo cammina per strada, sicuro, cammina senza avere una meta precisa…perché camminano i suoi piedi per lui, regalandogli la sorpresa di trovarsi poi chissà dove, senza aver presente il percorso che i suoi piedi, ultimamente, hanno sempre affrontato per lui, permettendo alla sua mente di restare libera, o colma di pensieri…a sua scelta.


qui per me non ci stanno, poi fai tu.

Ed ecco le mie solite correzioni sparse:

Citazione:
esaudire almeno i suoi desideri da bambino, neanche più i suoi.


SUOI ripetuto, e con diverso significato: al posto del secondo potresti dire "propri"

Citazione:
incurante che le persone alle sue spalle fanno fatica ad evitarlo


"facciano" fatica (Congiuntivo, congiuntivo...)

Citazione:
trascinato via in quel bong!


E' efficace l'espressione, ma forse era meglio se il "bong" lo esprimevi tale e quale anche nella prima parte.

Citazione:
delle convinzioni della nonna, Filippo ne è sempre più convinto,


questa è una ripetizione che si può evitare, in che modo sei in grado di farlo da sola.

Simpatica cmq, e incoraggiante nonostante tutto, la frase finale, "quella piccola tartaruga blu che sorride, con le zampe ben attaccate al marmo bianco" sembra di vederla e averla in mano
A presto!
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