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| Autore | Albero |
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| She-OZoz | Inviato: 5/6/2005 19:51 Aggiornato: 5/6/2005 19:51 |
Daniela ![]() ![]() Iscritto: 11/1/2003 Da: Inviati: 2636 |
Mogliano Veneto, 5 giugno 2005 - Umberto Contarello con Una questione di cuore (Feltrinelli Editore) per la sezione opere prime di narrativa italiana e Anita Rau Badami con Il passo dell'eroe (Marsilio Editori) per la sezione di narrativa straniera tradotta in lingua italiana sono i vincitori della XVII edizione del Premio Letterario "Giuseppe Berto", la cui cerimonia si è svolta ieri sabato 4 giugno presso la Villa La Marignana Benetton a Mogliano Veneto.
Dopo il saluto delle autorità della città di Mogliano Veneto e del Comune di Ricadi, promotrici del premio, e l'intervento di Paolo Maurensig in omaggio a Giuseppe Berto, alla presenza della signora Manuela Berto, della stampa e del pubblico convenuto, sono stati proclamati i vincitori della XVII edizione del Premio intitolato all'autore del Male oscuro. Presenti per l'occasione il padovano Umberto Contarello e l'indiana Anita Rau Badami, canadese d'adozione, ad entrambi i vincitori è stato pubblicamente consegnato il premio di Euro 7.500,00. Un momento di sentita commozione è stato dedicato alla memoria di Francesco Laversa, Sindaco di Ricadi recentemente scomparso. La sua figura è stata ricordata dalle autorità delle due amministrazioni, in particolare per il ruolo che egli svolse di promotore del Premio nel 1988 e di attivo fautore del gemellaggio e del forte legame che da lungo tempo unisce le due città. I nomi dei due vincitori sono stati prescelti da una rosa di finalisti che lo scorso 20 maggio, presso il Centro Nazionale degli Studi Manzoniani a Milano, la Giuria del Premio Berto - presieduta dal professor Giuseppe Lupo e composta da Goffredo Buccini, Ferdinando Castelli, Paolo Fallai, Giorgio Pullini, Folco Quilici, Marcello Staglieno, Gaetano Tumiati e Giancarlo Vigorelli - aveva selezionato dalle numerose opere pervenute. La cinquina per la sezione storica del Premio e la terna per la sezione straniera erano composte dai seguenti finalisti: Sezione Opere Prime Narrativa italiana Mirco Belletti, Bianco e nero, L'Autore Libri Firenze Franco Bernini, La prima volta, Einaudi Editore Umberto Contarello, Una questione di cuore, Feltrinelli Editore Elisabetta Liguori, Il credito dell'imbianchino, Argo Pier Carlo Rizzi, L'eredità dello zio Guido, Garzanti Sezione Narrativa Straniera tradotta in lingua italiana Marc Durin-Valois, Chamelle, Voland Edizioni Etgar Keret, Io sono lui, Edizioni e/o Anita Rau Badami, Il passo dell'eroe, Marsilio Editori I VINCITORI Vincitore sezione Opere Prime Narrativa italiana Umberto Contarello Una questione di cuore Feltrinelli Editore, 2005, pagg. 120 Il romanzo di Umberto Contarello, Una questione di cuore, narra in prima persona una vicenda di solitudine, ambientata in anni a noi contemporanei e attraverso lo sguardo di un uomo che improvvisamente si ritrova malato. Il territorio del dolore diventa una dimensione accecante, superabile solo in chiave etica: la solidarietà umana è l'unica strada in grado di trasformare il sentimento di morte in cammino ascensionale e di mutare il procedere del tempo, quale vuota espressione di gesti, in un invito alla convivenza. Sperimentando un linguaggio fitto di sfumature ironiche, efficacemente sospeso tra la formula del colloquio e la percezione del quotidiano, Contarello percorre con disinvolta originalità la traiettoria del romanzo di formazione e, con stile maturo, ilare e leggero alla maniera di Calvino, ci consegna un ritratto di una generazione che continua a sentirsi dentro l'orizzonte della giovinezza, figlia di un pensiero debole ma non per questo meno disposta ad accettare con successo la sfida del tempo. Giuseppe Lupo UMBERTO CONTARELLO è nato a Padova nel 1958; laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università di Padova, lavora come sceneggiatore professionista dal 1982. Come autore di varietà televisivo è coautore di Fantastico 8. Come autore di fiction televisiva è cosceneggiatore della Piovra Sette e coautore del soggetto della Piovra Otto. Come sceneggiatore cinematografico, è coautore di soggetto e sceneggiatura di Marrakech Express per la regia di Gabriele Salvatores, finalista al premio Solinas. Coautore di soggetto e sceneggiatura de Il Toro (Leone d'Argento alla Mostra di Venezia), Vesna va veloce e La lingua del santo per la regia di C. Mazzacurati. Cosceneggiatore de Il carniere, sceneggiatura finalista al Premio David di Donatello e Un uomo per bene entrambi per la regia di M. Zaccaro. Autore di soggetto e sceneggiatura di Il metronotte per la regia di F. Calogero, di Luce dei miei occhi per la regia di G. Piccioni. Autore della sceneggiatura de L'aria che respiro, tratto dalla vicenda del Petrolchimico di Porto Marghera. Autore della sceneggiatura di Ovunque sei per la regia di M. Placido, coautore della sceneggiatura de La stella che non c'è, per la regia di Gianni Amelio. Vincitore sezione Narrativa Straniera tradotta in lingua italiana Anita Rau Badami Il passo dell'eroe Marsilio Editori, 2005, pagg. 407- traduzione di Fabio Zucchella Romanzo di notevole spessore letterario, sapientemente strutturato, vivificato da interessanti squarci di attualità sociale e culturale sull'India, striato di pathos e di poesia. Il Premio Berto, che gli è stato assegnato, conferma gli altri prestigiosi premi internazionali da esso conquistati. Anche se Rau Badami vive in Canada, dove insegna alla University of British Columbia, è nata (nel 1961) e cresciuta in India. Conosce pertanto il complesso mondo culturale indiano e, in questo romanzo, lo ritrae con fedeltà, sottolineandone la ricchezza di sentimento e di civiltà, ma anche le contraddizioni e gli aspetti negativi. Nella sua analisi, condotta all'insegna della verità, è facile notare un sottofondo di amore e di comprensione per un mondo che va scomparendo. L'azione del romanzo si svolge in una cittadina dell'India meridionale, sulle rive del Golfo di Bengala. La calura, i monsoni, i cicloni e le piogge torrenziali scandiscono l'anno solare. La gente sopporta tutto con rassegnazione, convinta che tutto è fatalità e volere divino. In una vecchia "Grande Casa", in stato di decadenza, non lontano dal tempio di Krishna, abita una famiglia di bramani, protagonista del romanzo. È composta di sei persone: la vecchia madre Ammayya, chiusa in un sordo egoismo, attenta a conservare una nobiltà e una tradizione che non reggono più, sdegnosa di tutto e di tutti; suo figlio Sripathi Rao stenta a sostenere la famiglia e si rifugia in occupazioni fasulle; sua moglie Nirmala, donna devota, fedele ed efficiente; i loro tre figli: Arun, attivista del movimento ambientalista; Putti, non più giovane, in perenne attesa di un fidanzato; Maya, intelligente, bella e intraprendente, se ne va in America, abbandona il fidanzato indiano e sposa un americano. Attorno a questi personaggi si muove il piccolo mondo della cittadina con le sue storie, la sua miseria, la sua rassegnazione, e anche la sua insofferenza. Maya, in America, sposandosi contro la volontà dei suoi, rompe un tabù ed è rinnegata dal padre; la sorella Putti sposa, lei bramana, un uomo di casta inferiore, e la nonna muore di crepacuore, i gioielli della vecchia, gelosamente conservati, risultano falsi; la casa nobiliare, allagata e inondata di lordure, è salvata dai nuovi parenti di bassa casta. In tale franare di persone, di tradizioni e di cose, un raggio di vita illumina il grigiore degli sfondi: la presenza della figlia di Maya, affidata a Sripathi alla morte della madre. La bambina simboleggia la vita che continua, libera dal peso di tradizioni che inceppano la convivenza. Il romanzo di Rau Badami offre un'immagine dell'India post-coloniale alla ricerca di un equilibrio tra tradizione e modernità. I suoi personaggi incarnano il dissidio di una società prigioniera di vecchi schemi culturali, che avverte il bisogno di liberarsi da quanto inceppa il cammino della libertà. In questo sfondo dialettico l'Autrice colloca alcuni gravi problemi filosofico-religiosi, soprattutto il problema del male. In uno stile semplice, colorito a amichevole, con Il passo dell'eroe Rau Badami ci suggerisce di non rifugiarci nel passato, ma di guardare avanti per costruire un futuro di libertà. Padre Ferdinando Castelli ANITA RAU BADAMI è nata nel 1961 a Rourkela nello stato dell'Orissa in India ed è cresciuta in un ambiente in cui l'inglese era la lingua principale. Dal 1991 vive con la sua famiglia in Canada dove insegna alla University of British Columbia. Best seller in America, tradotto in tutta Europa, Il passo dell'eroe ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Commonwealth Writers' Prize for the Caribbean and Canada e il Marian Engel Award. È stato anche finalista al Kiriyama Pacific Rim Book Prize e all'Orange Fiction Prize, confermando il successo ottenuto dal primo romanzo dell'autrice, Tamarind Mem. |

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