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Concorsi Scaduti: bandi e premiati : Premio Letterario "Giuseppe Berto" (scadenza 30/04/05)
Inviato da She-OZoz il 21/3/2005 17:20:00 (5046 letture) Notizie dallo stesso autore


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Concorsi Scaduti: bandi e premiati

Gratuito
XVII Edizione – 2005
Modalità e requisiti di partecipazione al premio

1. Potranno concorrere al Premio Letterario Giuseppe Berto opere sia presentate dallo scrittore che dalla casa editrice.

2. Le opere in concorso dovranno soddisfare i seguenti requisiti:
• Per la sezione italiana: dovranno necessariamente essere opere prime di narrativa in lingua italiana, edite per la prima volta in senso assoluto e perciò non dovranno essere né rifacimenti, né riedizioni, né traduzioni.
Potranno quindi concorrere raccolte di racconti, singolarmente inediti, o primi romanzi pubblicati in volume (nessun genere diverso verrà valutato dalla giuria).
Le pubblicazioni in concorso dovranno necessariamente essere state pubblicate e messe in distribuzione nel periodo tra il 1.05.2004 e il 30.04.2005.
• Per la sezione straniera: dovranno essere opere di narrativa, in lingua italiana di autore straniero (potranno essere traduzioni ma non rifacimenti né riedizioni), edite e messe in distribuzione nel periodo tra il 1.05.2004 e il 30.04.2005.

3. Dovranno essere spedite: n.1 copia della pubblicazione ad ogni giurato, n. 1 copia alla segreteria organizzativa, n. 1 copia alla signora Manuela Berto e n. 1 al comune di Ricadi, per un totale di n. 12 copie, agli indirizzi sottoelencati:

GOFFREDO BUCCINI Via Biferno, 4/17 00199 - Roma

FERDINANDO CASTELLI Via di Porta Pinciana, 1 00187 – Roma

PAOLO FALLAI

GIUSEPPE LUPO Via Piave, 17 20027 Rescaldina - Milano

GIORGIO PULLINI Via Beato Pellegrino – Palazzo Maldura, 1 35100 - Padova

FOLCO QUILICI Via Ezio, 30/B 00192 – Roma

MARCELLO STAGLIENO Foro Buonaparte, 63 20121 – Milano

GAETANO TUMIATI Via Quadronno, 16 20122 – Milano

GIANCARLO VIGORELLI Via Solferino, 12 20121 – Milano

SEGRETERIA DEL PREMIO Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Mogliano Veneto Via Terraglio, 3 - 31021 Mogliano Veneto (TV) www.comune.mogliano-veneto.tv.it e-mail: cultura@comune.mogliano-veneto.tv.it

COMUNE DI RICADI Muncipio 89866 – Ricadi

MANUELA PERRONE BERTO Viale Giuseppe Berto 89866 – Ricadi (Vibo Valentia)

4. Ad ogni spedizione, che potrà avvenire via raccomandata o via posta normale, dovrà essere allegata una lettera di accompagnamento indicante la causale: “Premio Letterario Giuseppe Berto edizione 2005”, completa di tutti i riferimenti utili per il possibile contatto in caso di vincita.

5. Le spedizioni dovranno avvenire entro e non oltre il 30 aprile 2005 e farà fede il timbro postale dell’ufficio di partenza.

6. Fra le pubblicazioni pervenute quelle non corrispondenti a tutti i requisiti sopraelencati non verranno valutate dalla giuria.

7. La cinquina finalista di ogni sezione verrà comunicata a mezzo stampa durante la seconda quindicina di maggio.

8. Saranno per tempo contattati dalla segreteria organizzativa solo i finalisti di ciascuna sezione ed i relativi editori.

9. Per qualunque ulteriore informazione sarà possibile contattare la segreteria allo 041.5930802 - 041.5930812 fax 041.5930899




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Autore Albero
She-OZoz
Inviato: 5/6/2005 17:51  Aggiornato: 5/6/2005 17:51
Daniela
Iscritto: 11/1/2003
Da:
Inviati: 2650
 Elenco premiati
Mogliano Veneto, 5 giugno 2005 - Umberto Contarello con Una questione di cuore (Feltrinelli Editore) per la sezione opere prime di narrativa italiana e Anita Rau Badami con Il passo dell'eroe (Marsilio Editori) per la sezione di narrativa straniera tradotta in lingua italiana sono i vincitori della XVII edizione del Premio Letterario "Giuseppe Berto", la cui cerimonia si è svolta ieri sabato 4 giugno presso la Villa La Marignana Benetton a Mogliano Veneto.

Dopo il saluto delle autorità della città di Mogliano Veneto e del Comune di Ricadi, promotrici del premio, e l'intervento di Paolo Maurensig in omaggio a Giuseppe Berto, alla presenza della signora Manuela Berto, della stampa e del pubblico convenuto, sono stati proclamati i vincitori della XVII edizione del Premio intitolato all'autore del Male oscuro. Presenti per l'occasione il padovano Umberto Contarello e l'indiana Anita Rau Badami, canadese d'adozione, ad entrambi i vincitori è stato pubblicamente consegnato il premio di Euro 7.500,00.


Un momento di sentita commozione è stato dedicato alla memoria di Francesco Laversa, Sindaco di Ricadi recentemente scomparso. La sua figura è stata ricordata dalle autorità delle due amministrazioni, in particolare per il ruolo che egli svolse di promotore del Premio nel 1988 e di attivo fautore del gemellaggio e del forte legame che da lungo tempo unisce le due città.



I nomi dei due vincitori sono stati prescelti da una rosa di finalisti che lo scorso 20 maggio, presso il Centro Nazionale degli Studi Manzoniani a Milano, la Giuria del Premio Berto - presieduta dal professor Giuseppe Lupo e composta da Goffredo Buccini, Ferdinando Castelli, Paolo Fallai, Giorgio Pullini, Folco Quilici, Marcello Staglieno, Gaetano Tumiati e Giancarlo Vigorelli - aveva selezionato dalle numerose opere pervenute. La cinquina per la sezione storica del Premio e la terna per la sezione straniera erano composte dai seguenti finalisti:



Sezione Opere Prime Narrativa italiana

Mirco Belletti, Bianco e nero, L'Autore Libri Firenze

Franco Bernini, La prima volta, Einaudi Editore

Umberto Contarello, Una questione di cuore, Feltrinelli Editore

Elisabetta Liguori, Il credito dell'imbianchino, Argo

Pier Carlo Rizzi, L'eredità dello zio Guido, Garzanti





Sezione Narrativa Straniera tradotta in lingua italiana

Marc Durin-Valois, Chamelle, Voland Edizioni

Etgar Keret, Io sono lui, Edizioni e/o

Anita Rau Badami, Il passo dell'eroe, Marsilio Editori

I VINCITORI

Vincitore sezione Opere Prime Narrativa italiana

Umberto Contarello Una questione di cuore

Feltrinelli Editore, 2005, pagg. 120

Il romanzo di Umberto Contarello, Una questione di cuore, narra in prima persona una vicenda di solitudine, ambientata in anni a noi contemporanei e attraverso lo sguardo di un uomo che improvvisamente si ritrova malato. Il territorio del dolore diventa una dimensione accecante, superabile solo in chiave etica: la solidarietà umana è l'unica strada in grado di trasformare il sentimento di morte in cammino ascensionale e di mutare il procedere del tempo, quale vuota espressione di gesti, in un invito alla convivenza. Sperimentando un linguaggio fitto di sfumature ironiche, efficacemente sospeso tra la formula del colloquio e la percezione del quotidiano, Contarello percorre con disinvolta originalità la traiettoria del romanzo di formazione e, con stile maturo, ilare e leggero alla maniera di Calvino, ci consegna un ritratto di una generazione che continua a sentirsi dentro l'orizzonte della giovinezza, figlia di un pensiero debole ma non per questo meno disposta ad accettare con successo la sfida del tempo.

Giuseppe Lupo

UMBERTO CONTARELLO è nato a Padova nel 1958; laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università di Padova, lavora come sceneggiatore professionista dal 1982.

Come autore di varietà televisivo è coautore di Fantastico 8.

Come autore di fiction televisiva è cosceneggiatore della Piovra Sette e coautore del soggetto della Piovra Otto.

Come sceneggiatore cinematografico, è coautore di soggetto e sceneggiatura di Marrakech Express per la regia di Gabriele Salvatores, finalista al premio Solinas.

Coautore di soggetto e sceneggiatura de Il Toro (Leone d'Argento alla Mostra di Venezia), Vesna va veloce e La lingua del santo per la regia di C. Mazzacurati. Cosceneggiatore de Il carniere, sceneggiatura finalista al Premio David di Donatello e Un uomo per bene entrambi per la regia di M. Zaccaro. Autore di soggetto e sceneggiatura di Il metronotte per la regia di F. Calogero, di Luce dei miei occhi per la regia di G. Piccioni.

Autore della sceneggiatura de L'aria che respiro, tratto dalla vicenda del Petrolchimico di Porto Marghera.

Autore della sceneggiatura di Ovunque sei per la regia di M. Placido, coautore della sceneggiatura de La stella che non c'è, per la regia di Gianni Amelio.

Vincitore sezione Narrativa Straniera tradotta in lingua italiana

Anita Rau Badami Il passo dell'eroe

Marsilio Editori, 2005, pagg. 407- traduzione di Fabio Zucchella

Romanzo di notevole spessore letterario, sapientemente strutturato, vivificato da interessanti squarci di attualità sociale e culturale sull'India, striato di pathos e di poesia. Il Premio Berto, che gli è stato assegnato, conferma gli altri prestigiosi premi internazionali da esso conquistati. Anche se Rau Badami vive in Canada, dove insegna alla University of British Columbia, è nata (nel 1961) e cresciuta in India. Conosce pertanto il complesso mondo culturale indiano e, in questo romanzo, lo ritrae con fedeltà, sottolineandone la ricchezza di sentimento e di civiltà, ma anche le contraddizioni e gli aspetti negativi. Nella sua analisi, condotta all'insegna della verità, è facile notare un sottofondo di amore e di comprensione per un mondo che va scomparendo.

L'azione del romanzo si svolge in una cittadina dell'India meridionale, sulle rive del Golfo di Bengala. La calura, i monsoni, i cicloni e le piogge torrenziali scandiscono l'anno solare. La gente sopporta tutto con rassegnazione, convinta che tutto è fatalità e volere divino. In una vecchia "Grande Casa", in stato di decadenza, non lontano dal tempio di Krishna, abita una famiglia di bramani, protagonista del romanzo. È composta di sei persone: la vecchia madre Ammayya, chiusa in un sordo egoismo, attenta a conservare una nobiltà e una tradizione che non reggono più, sdegnosa di tutto e di tutti; suo figlio Sripathi Rao stenta a sostenere la famiglia e si rifugia in occupazioni fasulle; sua moglie Nirmala, donna devota, fedele ed efficiente; i loro tre figli: Arun, attivista del movimento ambientalista; Putti, non più giovane, in perenne attesa di un fidanzato; Maya, intelligente, bella e intraprendente, se ne va in America, abbandona il fidanzato indiano e sposa un americano.

Attorno a questi personaggi si muove il piccolo mondo della cittadina con le sue storie, la sua miseria, la sua rassegnazione, e anche la sua insofferenza. Maya, in America, sposandosi contro la volontà dei suoi, rompe un tabù ed è rinnegata dal padre; la sorella Putti sposa, lei bramana, un uomo di casta inferiore, e la nonna muore di crepacuore, i gioielli della vecchia, gelosamente conservati, risultano falsi; la casa nobiliare, allagata e inondata di lordure, è salvata dai nuovi parenti di bassa casta.

In tale franare di persone, di tradizioni e di cose, un raggio di vita illumina il grigiore degli sfondi: la presenza della figlia di Maya, affidata a Sripathi alla morte della madre. La bambina simboleggia la vita che continua, libera dal peso di tradizioni che inceppano la convivenza. Il romanzo di Rau Badami offre un'immagine dell'India post-coloniale alla ricerca di un equilibrio tra tradizione e modernità. I suoi personaggi incarnano il dissidio di una società prigioniera di vecchi schemi culturali, che avverte il bisogno di liberarsi da quanto inceppa il cammino della libertà. In questo sfondo dialettico l'Autrice colloca alcuni gravi problemi filosofico-religiosi, soprattutto il problema del male.

In uno stile semplice, colorito a amichevole, con Il passo dell'eroe Rau Badami ci suggerisce di non rifugiarci nel passato, ma di guardare avanti per costruire un futuro di libertà.

Padre Ferdinando Castelli

ANITA RAU BADAMI è nata nel 1961 a Rourkela nello stato dell'Orissa in India ed è cresciuta in un ambiente in cui l'inglese era la lingua principale. Dal 1991 vive con la sua famiglia in Canada dove insegna alla University of British Columbia. Best seller in America, tradotto in tutta Europa, Il passo dell'eroe ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Commonwealth Writers' Prize for the Caribbean and Canada e il Marian Engel Award. È stato anche finalista al Kiriyama Pacific Rim Book Prize e all'Orange Fiction Prize, confermando il successo ottenuto dal primo romanzo dell'autrice, Tamarind Mem.
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