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| Autore | Albero |
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| Shoen | Inviato: 17/3/2005 12:20 Aggiornato: 17/3/2005 12:20 |
La principessa dei Saiyan ![]() ![]() Iscritto: 2/11/2003 Da: Prateria australiana Inviati: 3529 |
Ma quindi la ragazza che beve e la donna sull'autobus sono la stessa persona?
Il racconto è molto caotico, spesso si deve tornare più volte su una frase per capirla bene... Diciamo che c'è un divario molto grande tra le cose che vuoi dire (che come sempre riaffermano la tua sensibilità) e il modo in cui le dici, che però in questo caso pesa fortemente sulle prime perché le offusca. Ti faccio un po' di esempi di cose da correggere: "[...]solo il viaggio in autobus, quello che essendo quello sbagliato non l’ha portata a casa. [così è proprio brutta] "Avendo perso l’ultimo autobus e del resto nella foga della corsa per riuscire a prenderlo, gl’occhiali [il "gl" con l'apostrofo si può esare solo se la parola successiva inizia e termina con la "i"] (smarriti nelle profondità della sua borsa tra resti di caramelle ed il resto,) senza i quali non aveva saputo distinguere il numero si era scaraventata contro uno a caso, per tornare a casa" [c'è qualcosa che non va... no?] Insomma, via dicendo... Il fatto è che in questo modo è proprio difficile stare dietro al racconto stesso. Che comunque, tralasciando completamente l'aspetto formale, di cose da dire ne ha e lo fa in modo caustico ma al contempo triste, amaro. ![]() |
| senza | Inviato: 17/3/2005 12:31 Aggiornato: 17/3/2005 12:31 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/4/2004 Da: venezia Inviati: 3123 |
grazie per il commento, ti spiego un po'
questo racconto mi ha fatto penare ( colpa anche di Solaris ), però, i tempi verbali sempre diversi il narrare che talvolta è in prima talvolta in terza persona e tutta la confusione ( beh, magari lo speravo meno caotico in verità... ) sono voluti, in quanto a giustificare la confusione mentale della donna sull'autobus, che guardando la ragazza che le siede difronte crede di essere lei e s'immagina la sua vita mischiandola un po' con la propria... quindi, non sono la stessa persona, anche se la donna crede di sì siccome in effetti ci ho messo dentro un po' di coriandoli di significati mi ripropongo di ampliare ognuno dei temi tratta prossimamente |
| momo70 | Inviato: 17/3/2005 18:58 Aggiornato: 17/3/2005 18:58 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 17/3/2005 Da: Roma Inviati: 1147 |
“...avvolte mi ritrovo a sbattere la testa contro il muro solo per sentire se è ancora attaccata al corpo.” – V. Woolf
La prima pagina e mezza di Vi(s)te mi ricorda molto la poesia in prosa di V. Woolf; nel seguito vi ho sentito un certo retrogusto alla Bukowski. Nel complesso Serena è un personaggio accattivante. La realtà visionaria letta attraverso i suoi particolari e il gusto della perdizione, spesso s’infrangono su frangiflutti artificiosi di una struttura che pare esistere solo per dare un alibi all’autrice che prende le distanze dal suo personaggio. Emblematica l’autoflagellazione finale in cui l’autrice si definisce un ameba incapace di una vita reale (è opinione comune che gli scrittori per essere tali non debbono avere una vita reale). Per come la vedo io (il che vale quello che vale) Serena ascolta musica chiusa a chiave nella sua stanza per tenere fuori della sua vita una famiglia apatica e banale. Quando tutti sono a letto prende la via per una facile trasgressione, e a passi sempre troppo rumorosi, percorre il corridoio verso il suo borgogna Boudleriano. Una volta piegata l’esuberanza di un corpo ancora troppo giovane perché sia fiaccato da un esistenza d’artista, libera la sua mente che vola tra le mille luci di un cielo metropolitano, in cui le stelle brillano in terra fra i neon delle costellazioni perdute di un Loo Reed disperato ma meravigliosamente psichedelico. |
| niabi | Inviato: 23/3/2005 22:20 Aggiornato: 23/3/2005 22:20 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 3/7/2004 Da: dove sorge sempre il sole Inviati: 969 |
Certo che tu il lettore lo vuoi mettere sempre alla prova eh!
![]() Difficile star dietro e entrare nelle tue parole, ti va di provare a fare una cosa? Prova a rileggerlo tra un pò (ma per un pò intendo anche un mese), seguendo precisamente le pause e le non pause che inserisci tu, inciampando a tua volta nelle tue stesse frasi, non ricordandoti più esattamente quello che volevi dire, secondo me rimetterci su le mani per te potrebbe significare proprio questo. Non so più quante volte te l'ho scritto di cose da dire ne hai tante, dentro di te...e non è quello che dici che non convince, ma è il come lo fai.Per me è stata dura arrivare alla fine, e mi dispiace perchè invece non è un testo che deve soffrire così per farsi leggere. Ad esempio, sono arrivata qui: "Quando disegnava degli omini stilizzati s’un foglio di carta ci faceva sempre sotto una piattaforma, perché senza fondamenta chiunque cade ma è la sua vita a fondarsi sugli aspetti caduchi del mondo come le foglie che cadono in autunno e tu, ultima foglia del ramo vedi svanire le tue compagne a cui resta solo l’attesa di marcire tra l’erba triste; ed hai solo una grande rassegnata paura." Insomma, non è una stupidata che hai scritto...solo che nel contesto un pò caotico del testo si perde via facilmente. Ovvio poi che tutto quello che ti ho scritto è un mio parere ![]() ![]() |
| matemati | Inviato: 2/5/2005 1:32 Aggiornato: 2/5/2005 1:32 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 13/1/2004 Da: Firenze Inviati: 1790 |
Ciao Senza!
Sì, lo so che sono in ritardo di un bel po', ma questo racconto l'ho letto solo di recente e te lo devo proprio dire. E' molto intenso quello che tenti di metterci, sentimenti e sensazioni, confusione mentale e crisi d'identità, memorie del passato e vuoto del futuro. E molto audace il tuo stile, che, mi pare cerca di rendere la suddetta confusione. Ma non ti sembra troppo tutto insieme? Il risultato è che la scrittura è piena di errori e imprecisioni (non sto a farteli notare, ché i principali te li hanno già detti gli altri) e il contenuto resta indefinito, difficile da penetrare (io avevo capito che la donna sull'autobus rivedeva nella ragazza se stessa com'era alla sua età, tutto lì). Ti darei un suggerimento, poi vedi tu: puoi provare a concentrarti su un solo aspetto? Cioè, scrivere un racconto profondo di significato ma in uno stile più lineare, o con un soggetto semplice e uno stile "sperimentale"? Solo all'inizio, tanto per esercizio.... Per non disperdere tutte le tue potenzialità. Buon proseguimento! |
| senza | Inviato: 3/5/2005 16:16 Aggiornato: 3/5/2005 16:16 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/4/2004 Da: venezia Inviati: 3123 |
grazie Mate per aver ripescato un racconto di qualche tempo fa ( ed a tutti gli altri ) sì è decisamente tanto tutt'insieme, lo metterò a posto anche oggi stesso!
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PRIMO RIGO 















di cose da dire ne hai tante, dentro di te...e non è quello che dici che non convince, ma è il come lo fai.

