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Concorsi Scaduti: bandi e premiati : "Una frase, un rigo appena..." (scadenza 31/03/05)
Inviato da She-OZoz il 15/2/2005 20:02:08 (7237 letture) Notizie dallo stesso autore


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Concorsi Scaduti: bandi e premiati

Gratuito
Ritorna per il 6° anno consecutivo il concorso “Una frase, un rigo appena…”, partecipare è facile basta scegliere una frase, un periodo che vi è sembrato significativo e che vi è piaciuto in modo particolare, indicando il libro da cui è tratto.

Vinceranno le scelte che la Giuria giudicherà più interessanti.

COME SI PARTECIPA

Il concorso è per tutti: da 6 a 99 anni! La proposta dovrà contenere:
- L’autore, Il titolo, il numero della pagina e la casa editrice del libro da cui è tratto il brano;
- la frase, il periodo tratti dal libro, esattamente riportati come nel testo originale;
- il nome del partecipante, indirizzo, numero di telefono.

E’ gradita la motivazione della scelta.

Le proposte dattiloscritte dovranno pervenire a: L’ALTRA LIBRERIA Via Annoni, 32 – 20081 Abbiategrasso oppure via e-mail, consegna entro e non oltre il 31 marzo 2005 specificando: concorso “Una frase, un rigo appena…”

Le premiazioni avverranno presso il Castello Visconteo di Abbiategrasso
1° Premio: weekend in una capitale europea

E-mail: altralib@netsys.it




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Autore Albero
She-OZoz
Inviato: 15/5/2005 23:06  Aggiornato: 15/5/2005 23:06
Daniela
Iscritto: 11/1/2003
Da:
Inviati: 2650
 Elenco premiati
Il 1° premio assoluto e stato assegnato dalla giuria a Serena Carestia di Pescara con la frase:
"Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza".

Tratta dal libro:
LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO di ORIANA FALLACI

Commento:

E’ la tipica frase d’effetto che mi ha colpita già ad una prima lettura e
che ho letto e riletto fino ad impararla per poi farla valere tutte le volte
in cui sono costretta a combattere per affermare il punto di vista del mio
essere donna; è la frase che, scritta da una donna per altre donne, sa come
dar loro tutta la forza per crederci e per credere in loro stesse.

Con la motivazione:
La giuria riconosce che il trasgredire, il sapere dire di no, è un pregio, una grande virtù.

2° classificato: Claudia De Alessandri di Abbiategrasso in provincia di Milano con la frase:
"Il paesaggio è come al solito da applauso ed è emozionante vedere ciò che vide Dio quando accese la luce, o meglio per essere più precisi verso il quinto giorno. Ecco, è un viaggio nel quinto giorno della Genesi. E il quinto giorno Dio creò il pinguino pensando di lasciare a lui in custodia questo suo pianeta poi lo guardò bene e disse “no, ci vuole qualcosa di più buffo” e allora il sesto giorno gli venne in mente l’uomo".

Tratta dal libro:
IL GRANDE BOH! di JOVANOTTI

Commento:
Beh… a volte, a guardarsi bene in giro, sembra proprio che sia così!

Con la motivazione:
La giuria riconosce che l'uomo non è "l'ombelico del mondo"

3° classificato: Maddalena Barone Adesi di Reggio Calabria con la frase:
"Non ogni uomo è uomo, allora. Uno perseguita e uno è perseguitato; e genere umano non è tutto il genere umano, ma quello soltanto del perseguitato. Uccidete un uomo; egli sarà più uomo. E così è più uomo un malato, un affamato; è più genere umano il genere umano dei morti di fame".

Tratta dal libro:
CONVERSAZIONE IN SICILIA di ELIO VITTORINI

Commento:
Avrei potuto scegliere una frase ad effetto, di quelle che solleticano la sfera emozionale, attivando processi di immedesimazione, compiacimento o stupore, ma ho preferito la semplicità e la veridicità delle parole di Vittorini: queste, ad una lettura superficiale, possono risultare di un noioso e falso buonismo, invece sono, a mio parere, l’espressione profonda di un neoumanesimo, che rimanda ad una idea assoluta di umanità. La parola “uomo”, chiave del brano scelto nonché di tutto il romanzo, svuotata delle retoriche sovrastrutture che spesso la caratterizzano, suona pura e originale, ad indicare che l’essenza dell’uomo è nella sua fragilità, nel dolore, nell’oppressione, nella morte, da cui emerge con forza la scoperta del valore della vita. Amo questa frase perché ritengo doveroso e onesto, anche se controcorrente, ricordare che il vero mondo è il “mondo offeso”.

Con la motivazione:
La giuria riconosce che si potrà parlare di genere umano quando saranno eliminate assurde divisioni.
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