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Letture Incrociate - Racconti : Come Quando Fuori Piove
Inviato da Lebeg il 19/1/2005 23:49:58 (2763 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti


Ormai quel please strascicato è diventato il marchio di fabbrica di Quentin. È la tattica che ha escogitato per farsi dire sempre sì. È così facile, per lui: col suo sorriso, con la sua simpatia, con la sua dannata faccia da schiaffi. Io, in quanto donna, o in quanto me stessa, devo sudare per conquistare un minimo di considerazione. E quasi mai ce la faccio. ci ho provato – mi sono vestita bene, mi sono truccata – ma Quentin fa di tutto per evitare il mio sguardo. Ha cambiato quattro carte, un suo obbligo in quanto Quentin. Non è un asso del poker, semplicemente adora rischiare. Mi intristisce questa piccola rimpatriata. Passare una serata con vecchi amici rende più opprimente la solitudine una volta tornata a casa, quando alla televisione non danno niente di degno, la birra è diventata calda e il gatto ha troppo sonno persino per fare le fusa. E questa è la terza boccata in cui fumo il filtro, brava cretina! Ci vuole poco per rovinare una sigaretta. Quali carte cambio? Dire che questa mano è orribile sarebbe utilizzare un simpatico eufemismo. Probabilmente sono l’unica qua a saper giocare decentemente a poker: a volte gli ex servono a qualcosa, anche se poi preferiscono il poker a te. Ma già, c’è Paul. Con quel viso senza espressioni potrebbe essere un giocatore provetto. Ha un fascino tutto suo, Paul, anche adesso che tiene i suoi occhi di ghiaccio puntati sulle carte. Dà come una sensazione…sì, una sensazione di crudeltà. Ha appena riabbassato lo sguardo dopo averlo alzato per un istante, come se seguisse un pensiero solo suo. Mi ha fatto provare un brivido di freddo, di gelo e caldo insieme, qui alla base del collo, come quando fuori piove. Chissà cosa sarebbe in grado di fare ad una donna…Sono stanca, terribilmente stanca. Ormai non riesco neanche più a scrivere niente: quel libercolo è rimasto incastrato nella macchina da scrivere, incompiuto. C’è chi dice si tratti del blocco dell’artista, fatto sta che da un po’ di tempo sono in grado solo di accendere una sigaretta col mozzicone della precedente aspettando l’ispirazione. So già che farò la fine della Woolf: mi riempirò le tasche di sassi e mi butterò in un fiume. Forse. No. No, non ne sarei capace; ma non so se questo sia un male o un bene. Cosa darei per essere come Clifton! Vorrei studiare ancora, fare amicizie, sparlare dei professori, incontrare l’amore tre i corridoi e promettergli di stare insieme per tutta la vita. Odio le responsabilità di ogni giorno, odio la misera fama che mi è caduta tra capo e collo e odio le aspettative che tutti riservano su di me, come se fossi capace di soddisfarle. Potrei scrivere qualcosa sulla mia vita, perché no: le biografie di donne disperate vendono sempre parecchio. Almeno eviterei di scervellarmi per creare qualcosa di migliore. Ma ne sarei capace? Di accontentarmi di un lavoro mediocre, intendo. So che non mi soddisferebbe. Basta, questa vanagloria non si addice ad una scrittrice pazza par mio. Tornata a casa, mi berrò una birra, accenderò una sigaretta e mi siederò davanti alla macchina da scrivere. Chissà, magari potrebbe venirmi l’ispirazione, e continuerò a scrivere fino a che i vicini non brontoleranno per il rumore selvaggio dei tasti. Dopo questo libro potrò comprarmi un computer. Speriamo almeno nel full. Io ne cambio due.

Mi basterebbe una carta per fare scala reale; e, per ora, questa è l’unica cosa che conta. Non ha senso, assolutamente, pensare al resto che verrà dopo: una carta, quella giusta, un unico obiettivo per andare avanti. Inutile perdersi in vuoti giri di parole, inutile riempire l’agenda di incontri cui non potremo partecipare perché non avremo più tempo. Pensare solo all’immediato futuro, giusto un attimo prima che diventi presente, sempre. Domani, chissà, potrei anche non esserci più. Devo tenere le mani ferme: pensare al futuro mi mette paura, e io non voglio avere paura. Non devo averne. È una cosa da sciocchi, da deboli, e io non posso permettermi di essere né l’uno né l’altro. Sono più forte di tutti voi, sì, ho dovuto imparare ad esserlo. Se voi aveste avuto quello che ho io, probabilmente sareste periti. Clifton avrebbe sigillato ancora di più il suo guscio; la risata di Quentin sarebbe stata solo un ghigno nervoso; e Fiona, chi può dirlo, avrebbe potuto finire con il suicidarsi. Io no. Lo so che mi giudicate freddo e implacabile, ma voi calpestate il fiore che io, prima, da solo, mi ero fermato ad annusare. Sono io quello che ama di più la vita: voi tre siete capaci solo di criticarla e si aspettare, sperando che migliori. Ebbene, la mia non può migliorare. Al massimo potrebbe mantenersi stabile per un po’, ma un giorno, chissà. La mia paura – perché ne ho, è innegabile – è più viscerale delle vostre tre messe insieme. La morte è un brutto pensiero, soprattutto quando ti accompagna ovunque, come un’ombra, come un angelo custode, come quando fuori piove e i vetri tutti appannati non ti permettono di vedere cosa c’è fuori. Solo qualche macchia di luce, qualche colore sbavato, irreale come un sogno che a mala pena si ricorda. E adesso fuori sta piovendo. Come reagirete? Quentin, sempre nervoso e inquieto, già se ne è accorto e ha finto di fregarsene con un’alzata di spalle. Clifton ha incamerato l’informazione: tra poco si renderà conto di aver dimenticato l’ombrello e si piangerà addosso. E Fiona, lei lo prenderà come un fatto personale, come una punizione per qualche suo errore. Solo io considero la pioggia come una benedizione, una presa di coscienza di Dio che piange sulle sue creature. Forse, una volta tornato il sereno, nuovi fiori saranno spuntati tra l’erba umida, e il prato qua fuori sarà più colorato e più profumato di prima. Una.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
meletta
Inviato: 20/1/2005 15:14  Aggiornato: 20/1/2005 15:14
Not too shy to talk
Iscritto: 21/12/2004
Da: Roma
Inviati: 63
 Re: Come Quando Fuori Piove
Evito a pie' pari qualunque appunto formale o stilistico...non mi vengono proprio...so solo dirti che mi e' piaciuto...ci ho messo un po' per lasciarmi catturare ma non e' un problema del racconto ma una difficolta' che ho io a leggere qualcosa di un po' piu' lungo, sullo schermo di un pc...il fascino della carta non ha pari.... ....comunque...bellissima la ripetizione di quello che e' un po' il leit motiv del racconto, nonche' il titolo. Solo i nomi dei personaggi mi hanno fatto pensare...preferisco sempre che siano italiani...anche se sembra sottolineino la provenienza! Carino...mi ha colpita...una specie di collage di flussi di coscienza....non sono stata molto esplicativa me ne rendo conto ma questo e' quello che mi e' venuto... ...con simpatia...Eva
Lebeg
Inviato: 20/1/2005 15:18  Aggiornato: 20/1/2005 15:18
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Come Quando Fuori Piove
Ciao meletta, grazie del commento
Per quanto riguarda i nomi, effettivamente, devo ammettere che preferisco quelli stranieri, non so bene il motivo, forse il suono mi sembra più strano e affascinante.

E poi avrei avuto difficoltà a trovare un nome italiano con la Q
meletta
Inviato: 20/1/2005 15:33  Aggiornato: 20/1/2005 15:33
Not too shy to talk
Iscritto: 21/12/2004
Da: Roma
Inviati: 63
 Re: Come Quando Fuori Piove
Ma come? Quasimodo...attualissimo e all'avanguardia
lamù
Inviato: 20/1/2005 17:08  Aggiornato: 20/1/2005 17:08
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Come Quando Fuori Piove
bello Lebeg, mi è piaciuto molto. Il modo in cui descrivi i personaggi attraverso le loro parole e come li vedono gli altri, mi ha intrigato, me li sono immaginata questi quattro amici che giocano a poker con le loro manie e il loro modo di essere mentre fuori si mette a piovere.
Scritto anche bene, bravo!
matemati
Inviato: 22/1/2005 21:41  Aggiornato: 22/1/2005 21:41
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Come Quando Fuori Piove
A me è piaciuto davvero un sacco!
Divertente (a prescindere dalla tristezza delle storie personali) il gioco di parole con la frase del titolo, presa sia come regola del poker che in senso letterale, e le iniziali dei semi come dei nomi dei personaggi.
Personaggi che traspaiono bene nel loro doppio aspetto (come sono davvero e come li vedono gli altri), con il tocco finale del numero di carte cambiate che echeggia la loro psicologia.
Idea originale, ben sviluppata in una costruzione senza crepe. Almeno io non ne vedo x ora, la storia mi ha preso tanto che non sono stato ad analizzare le virgole: se poi noto qcosa te lo faccio sapere
Complimenti!
senza
Inviato: 23/1/2005 10:58  Aggiornato: 23/1/2005 10:58
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Come Quando Fuori Piove
bello!!
veramente, leggevo e i pensieri dei personaggi mi prendevano sempre di più!
mi è piaciuto vedere le paranoie di ognuno, e poi vedere gli altri attraverso tutti gli occhi, che chi sembra più sicuro è il più debole, che chi sembra il più simpatico è il più debole ancora. e tutti questi pensieri in un istante solo, nel tempo di cambiare una carta che sia cuori quadri fiori picche, e speriamo che mi porti fortuna come quando fuori piove ( che è proprio una bella frase anche se in netta relazione con le carte )
mi sono piaciuti molto i personaggi, il fatto che indovinassero qualcosa dell'altro ma non abbastanza, mi è piaciuto sopratutto Paul e quando pensa alla donna che potrebbe suicidarsi, lei che ci ha pensato un secondo prima, e la donna che aspetta l'ispirazione accendendo la sigaretta successiva con la precedente...
più proseguivo nella lettura e più mi piaceva prendeva ma anche diventava triste, ci sono delle belle riflessioni anche se poco articolate, qualche frase in più avrebbe trasformato il tutto in un vaneggio fantastico
penso alle rimpatriate fatte fin ora con i miei compagni delle medie... raccapricciante, mi chiedo come persone così diverse possano voler passare del tempo insieme a distanza di anni...
se hai ripreso l'idea di Medulla penso ti sia venuto molto bene, meno poetico e più chiaro, un istantanea di quelle che appenderei al muro della mia camera di fianco alla foto del pisano e a quella del mio gatto
il_corvo
Inviato: 25/1/2005 17:11  Aggiornato: 25/1/2005 17:11
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Come Quando Fuori Piove
Boom! Colpito!

Bravo Lebeg hai fatto centro. Veramente molto accattivante. Bellissima l'idea, lo svolgimento, le chicche (come giustamente ha fatto notare Matemati). Anche la decisione di scrivere tutto così, molto fitto, con pochi "a capo" rende bene la pressione a cui è soggetto il pensiero di ognuno dei personaggi, giusto tra un cambio di carte e l'altro!
strammaio
Inviato: 27/1/2005 17:58  Aggiornato: 27/1/2005 17:58
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Come Quando Fuori Piove
Veramente bello!
Tanto per fare la prof. con l’occhialetto in punta di naso ti segnalo soltanto: “Neanche saprei dire perché diavolo non l’avessi fatto” … scriverei “non l’ho fatto”, visto che effettivamente non l’hai fatto ed è un’azione svoltasi nel passato.
Periti: desueto e stonato. Preferirei il più prosaico e piano “morti”.
Passaggio diverso, l’ultimo, senza “passaggio della staffetta” dal primo personaggio che parla a quello successivo.
Un’ultima cosa: forse il primo personaggio si racconta in modo troppo esplicito, mentre gli altri sono leggermente più sfumati. Non so se querste note possano esserti utili, visto che il tuo racconto, Leb, è davvero molto bello e profondo. Mi piace molto che il titolo torni nelle parole di tutti e quattro e in modi diversi, a significare mondi diversi…

Applausi!
Lebeg
Inviato: 28/1/2005 14:07  Aggiornato: 28/1/2005 14:07
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Come Quando Fuori Piove
Caspita, non pensavo di poter racimolare così tanto successo! Scherzi a parte, no, invece ci speravo: CQFP è un racconto che mi porto dietro da diverso tempo, ripassandoci sopra ogni tanto, e presentandolo come il mio primo vero racconto.
Ci ho lavorato parecchio, cercando di mettere tutte quelle coincidenze tra il titolo e i monologhi, così come tra i nomi e i semi delle carte. Sono contento che abbiate apprezzato queste chicche, sono contento davvero.
E' vero, forse Clifton è più esplicito degli altri, forse perchè è il primo, e quindi era una sorta di rodaggio del racconto, una specie di prova, o forse perchè è così, semplicemente, più lucido della propria condizione e più propenso all'autocommiserazione (anche più di Fiona, che si salva in corner alla fine del suo pezzo).

Per il resto, i quattro personaggi sono venuti fuori spontaneamente. In particolare Paul, per il quale avevo in mente solo la prima frase, e poi tutto il resto è venuto da sè.

Vi ringrazio molto per i commenti e per le letture, davvero, e spero che anche i miei prossimi racconti possano piacervi altrettanto!

Leb
strammaio
Inviato: 28/1/2005 18:39  Aggiornato: 28/1/2005 18:39
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Come Quando Fuori Piove
Una domanda (poco tecnica): tu a quale personaggio ti senti più vicino? ...perchè, pur conoscendoti poco, a me sembra d'averti ritrovato -per certi versi -almeno in CQF... sbaglio?
ACIDWOOLF
Inviato: 28/1/2005 18:46  Aggiornato: 28/1/2005 18:46
Just popping in
Iscritto: 17/1/2005
Da:
Inviati: 23
 Re: Come Quando Fuori Piove
wow... ma che idea originale hai avuto lebeg... mi piace, mi piace un sacco. bello il fatto che finiscono sempre il loro monologo con la scelta delle carte... bella la metafora della solitudine esistenziale e l'incomunicabilità tra le persone resa dai tre monologhi, bella la metafora della vita come partita a carte .... GRANDIOSA la citazione sulla morte della Woolf , l'unica cosa che non capisco in tutta sincerita, anzi le uniche cose, sono due ma sono molto piccole: a volte usi dei termini un po' stridenti, come "periti" in contesti colloquiali... e poi l'uso di nomi propri stranieri in un contesto assolutamente neutro che non lo richiede, almeno in aparenza. Forse volevi evocare un'atmosfera particolare che i nomi in italiano non avrebbero evocato, oppure hanno una valenza simoblica nel tuo immaginario, cioè rimandano a qualcosa di preciso? COmunque complimenti per l'idea e per la fleicità di certi tratti formali. Un caro saluto, Acid woolf
Lebeg
Inviato: 28/1/2005 19:56  Aggiornato: 28/1/2005 19:56
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Come Quando Fuori Piove
X stramma: in effetti un po' tutti e quattro mi somigliano, è come se avessi scomposto la mia personalità in quattro pezzi e da ognuna fosse nato un personaggio. Comunque, forse mi sento più attaccato a Quentin, mi piace il suo desiderio di piacere agli altri a discapito della propria personalità (infatti me lo sto portando dietro in un progetto di romanzo)

X acid woolf: come potrei non citare la woolf? Per i nomi mi sono lasciato trasportare dal suono, non so, era un periodo in cui preferivo i nomi inglesi, e quelli italiani mi sembravano un po' troppo... normali per il contesto. Ma questa è solo follia

Grazie per i commenti
strammaio
Inviato: 28/1/2005 21:08  Aggiornato: 28/1/2005 21:08
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Come Quando Fuori Piove
Eh, l'avevo sospettato! infatti un pò di tempo fa avevi come citazione una tua autocitazione di Quentin...! Attento che ti tengo d'occhio, eh?!
Mercuzio64
Inviato: 29/1/2005 10:55  Aggiornato: 29/1/2005 10:55
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 2/3/2004
Da: Forlì
Inviati: 261
 Re: Come Quando Fuori Piove
La vita è una partita.
Non la si gioca a tresette o a rubamazzo, ma in un gioco duro, d'azzardo.
Ogni volta bisogna scegliere e cambiare, forse una, due, tre o quattro cose di te, sperando di pescare in meglio.

Mi piace, ottima la proprietà di linguaggio, a volte si incespica in lunghi giri di parole, ma rimane piuttosto lineare e comprensibile.
L'idea è quasi cinematografica e, più che Tarantino, ci vedrei Sinatra ne "L'uomo col braccio d'oro".

Complimenti Leberg, ha ragione il Mate... sei proprio bravo!!!
Mercuzio64
Inviato: 29/1/2005 10:59  Aggiornato: 29/1/2005 10:59
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 2/3/2004
Da: Forlì
Inviati: 261
 Re: Come Quando Fuori Piove - x Acid Woolf
Intanto ciao...
Io penso che l'uso dei nomi stranieri sia necessario in una ambientazione come questa.
So bene che vorremmo tutti essere più "italiani", ma nelle consuetudini ormai abbiamo acquisito un certo modo di pensare (globale) e sarebbe molto difficile interessare i lettori, per esempio, ambientando la storia di Superman a Catania!
Quindi, in certi casi, credo che andare incontro all'idea visiva che i lettori hanno nella mente non sia sbagliato...
paoletta
Inviato: 29/1/2005 14:08  Aggiornato: 29/1/2005 14:08
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 27/12/2004
Da: torino
Inviati: 120
 Re: Come Quando Fuori Piove
I complimenti te li hanno già scritti tutti! Questa volta non voglio fare la "finta editor" ma solo dirti che mi è piaciuto molto, se non ho capito male ci hai lavorato un po' e direi che ne è valsa la pena. Da parte mia posso dire che mi sono sentita trascinare da tutti i personnaggi, mi è sembrato un viaggio...ogni cambiamento di personaggio era un ritorno alla parola scritta, ma poco dopo tornava ad essere racconto...di quelli che ti coinvolgono al punto di non essere sicura di averlo letto o piuttosto di averlo sentito narrare. Non so se mi sono spiegata (non molto bene probabilmente) comunque la sensazione è stata bella! ciao
solaris
Inviato: 30/1/2005 12:24  Aggiornato: 30/1/2005 12:25
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Come Quando Fuori Piove
caro leb complimenti!
il tuo è davvero uno scritto di quelli che rimangono.
ho letto con coinvolgimento e piacere le quattro figure che hai definito, la struttura è solida e lo stile piacevole e mai banale:incisivo, chiaro fino alla schiettezza, con una accurata ricerca della letterarietà mai però compiaciuta.


se posso darti un consiglio, ma credo che sia solo una questione di tempo,
io vorrei che una penna come la tua dopo aver pensato una scena sì perfetta si rivolga a mettere in discussione le stesse forme che costruisce.
nel senso..a volte una lettura del genere ottiene un'armoniosa composizione di spiriti e un cronologico fluire degli eventi tale da esaurire il dicibile al proprio interno.
penso che la capacità che hai di gestire figure, suoni, espressioni verbali, possa a un certo punto provare a scardinare questa costruzione stessa, ambire a qualcosa di ancorà più importante: esplorare quello che non sa, quello che sfugge. approdato a un uso così maturo dello strumento scrittura credo ci voglia..un assolo jazz , una ricerca verso una rielaborazione di elementi che non sia smarrimento ma rimettere tutto in gioco, perchè non si concluda, non si contorni in alcun modo la tua speculazione...sia un caos di stelle danzanti (nietzche ).
immagino questi personaggi senza pelle,
contaminati nei nervi..
emerge lo spirito dal guscio (mamoru ).

be' sei davvero bravo!

buon tempo a te!

A.
niabi
Inviato: 30/1/2005 14:19  Aggiornato: 30/1/2005 14:19
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Come Quando Fuori Piove
Ormai con te si rischia di diventare noiosi..beh! Fa niente...complimenti Leb!
Mi è piaciuto tantissimo, e sai perchè? Ho iniziato a leggerlo un pò prevenuta, leggendo in qualche altro commento che c'era in corso una partita di poker, e io preferisco scacchi o dama...
Invece, è un bel racconto, bello il modo in cui presenti i giocatori, quelli di tutti i giorni.
La descrizione che mi piace di più è quella di Quentin, notevole.
Alcune frasi fanno riflettere, e l'insieme lascia molto.
E poi non so perchè ma è una delle poche volte che i nomi, anche se non italiani, non stonano per niente.
hinao85
Inviato: 1/2/2005 12:24  Aggiornato: 1/2/2005 12:24
Home away from home
Iscritto: 8/6/2004
Da: Brescia
Inviati: 1471
 Re: Come Quando Fuori Piove
Dunque, un commento a fresco senza leggere gli altri se no copio
In ordine ti dico le mie perplessità:
Verso l'inizio scrivi: ... "la carriera? ed io?" perchè quel punto di domanda dopo carriera? Verso metà, quando parla Quentin, che significa "non mi sentivo molto per la quale"? La macchina da scrivere si dice "per scrivere" te lo dico perchè alle elementari mi bacchettavano sempre (fa pure schifo "per scrivere" rispetto a "da scrivere" dovrebbero cambiarlo ). Quando parla Paul avrei scritto "Morti" e non "periti" mi sembra troppo tecnico, addirittura comico in un pensiero. Non ho capito nemmeno quel "una" finale. Ho detto tutto subito per non dimenticarmi niente, ora passiamo a cosa ne penso
Mi è piaciuto davvero tantissimo, una grande esibizione di stile. Lo trovo un vero capolavoro, non esagero, ha tutto: originalità, suspance (mi aspettavo che paul dichiarasse di essere malato o cosa), correttezza grammaticale. Non è troppo "ad introspezione" ed intricato come "nebbia" eppure non cade mai nella banalità. Bellissima l'idea di quattro amici ad un tavolo e delle loro sensazioni e pensieri. La scena rimane sempre la stessa ma non annoia. Sarebbe una buona idea per un corto o una breve scena teatrale. Un insieme di sensazioni conosciute, in cui molti si possono riconoscere, ma raccontate cmq con forza e non con banalità. Anche i passaggi con i quali introduci i nomi sono azzeccati, senza "note didascaliche" che introducano il tutto troppo rapidamente. Bello anche il filo che lega il tutto (come quando fuori piove e l'iniziale dei nomi: ma per fiona hai preso da quella di shrek? visto l'avatar ). E' bello anche vedere come ci sono alcuni elementi di te disseminati in giro: l'università (anche se non sei fuori corso ), la woolf, le date . Capisco perchè non lo hai inviato ad un concorso. Credo che molte giurie sarebbero poco aperte ad un passo verso l'originalità. Però se un giorno farò parte di una giuria di qualche concorso voterò sicuramente questo tuo scritto . Ciaoooooo...
hinao85
Inviato: 1/2/2005 12:33  Aggiornato: 1/2/2005 12:33
Home away from home
Iscritto: 8/6/2004
Da: Brescia
Inviati: 1471
 Re: Come Quando Fuori Piove
Rileggendo i commenti degli altri.. che figura non avevo colto i semi delle carte cmq sono d'accordissimo con l'entusiasmo di mate e con il coro generale di applausi, anzi, te ne metto uno pure io ...
cose che mi sono dimenticata prima: non hai separato pensieri e dialoghi, altra cosa fatta magistralmente perchè non disturba affatto, anzi, accompagna il racconto. E poi: hai per caso cercato di fare il bis dopo "nebbia?" Vedo che ti piace unire una serie di personaggi e dare una parte di racconto a tutti. Ariciao..
Lebeg
Inviato: 1/2/2005 13:41  Aggiornato: 1/2/2005 13:41
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Come Quando Fuori Piove
Ciao mamma inaho, ti ringrazio per il tuo commento (quota 20, wow!) e rispondo alle tue domande. Allora...
_Il punto interrogativo dopo carriera è...ehm...un errore du battitura Doveva esserci un punto esclamativo.
_Non sentirsi per la quale è un modo che ho conosciuto di recente da queste parti per dire che non si è in vena di qualcosa. Mi piace, e oltre a farlo diventare un mio modo di dire, l'ho usato anche nel racconto!
_La macchina per scrivere proprio non mi piace non so, forse me lo sono inventato io e ho modificato la mia realtà personale per farlo essere corretto... ma questa è solo follia
_Paul dice periti anzichè morti perchè pensavo che quel termine avesse un significato più ampio. Lui non vuol dire che gli altri sarebbero morti, ma piuttosto che avrebbero ceduto sotto il peso di quella condizione. Mi sono sbagliato io, probabilmente (vedi la macchina da scrivere...)
_Alla fine, Paul chiede di cambiare una carta.

(nella versione precedente Paul accennava ad una malattia, ma l'ho tolto per non essere troppo esplicito)

Grazie ancora
Leb
hinao85
Inviato: 1/2/2005 14:57  Aggiornato: 1/2/2005 14:57
Home away from home
Iscritto: 8/6/2004
Da: Brescia
Inviati: 1471
 Re: Come Quando Fuori Piove
ah.. è vero non aveva ancora detto la sua carta! (non ci ero arrivata ) in effetti la figura di Paul è stata quella che mi ha incuriosito di più, non vedevo l'ora di sentirlo parlare, proprio perchè tutti lo descrivevano come freddo, e dicevo, vuoi vedere che è il più potente di tutti questo e invece gli altri pensano non abbia mai problemi? Mi ci sono calata perfettamente nei panni di paul . In effetti odio anch'io macchina PER scrivere, ma a quanto pare è corretto così, chissà che non lo abbiano cambiato ultimamente per far spazio al più popolare DA scrivere (che alla fine è quello che usiamo tutti). Ricordo le rigacce rosse della prof. anche sulla mia macchina DA/PER cucire... uffa..
scribo
Inviato: 2/2/2005 18:15  Aggiornato: 2/2/2005 18:15
Just popping in
Iscritto: 28/12/2004
Da:
Inviati: 35
 Re: Come Quando Fuori Piove
l'ho letto d'un sorso e non so quanto mi abbia fatto bene leggerlo così . Ho la sensazione sempre fortemente di qualcosa di autobiografico. Come un diario, un vademecum della propria esistenza. Non so, ma questa è una critica che faccio costantemente anche a me. Non mi dà l'idea di una storia, di un intreccio, di qualcosa che ha un'inizio, uno svolgimento ed una conclusione. Comunque bravo per la perfetta forma e la trovata della scena!
Autie76
Inviato: 4/2/2005 8:09  Aggiornato: 4/2/2005 8:09
L'iscritto più vecchio di OZoz
Iscritto: 18/8/2003
Da: Far West
Inviati: 600
 Re: Come Quando Fuori Piove
Ciao Lebeg.
Cercherò di essere sintetico.
Lavoro ambivalente.
Bene lo scorrere dei dialoghi, come pure il tuo stile che procede molto fluido.
Però, a mio avviso, è un lavoro limitato per un paio di motivi: è scontato ( fin dall'inizio si capisce dove andrà a parare), per l'analisi del carattere dei personaggi fatta come in un manuale di psicologia ( e non emergente dallo svolgersi dei fatti).
Si potrebbe tranquillamente obiettare che è normale questa linea per il tipo di racconto che hai scritto però, considerando che un osservazione spesso serve, ho preferito riportarti il mio sentire.
Stammi bene.
vexia
Inviato: 14/2/2005 15:50  Aggiornato: 14/2/2005 15:50
Home away from home
Iscritto: 26/1/2004
Da: Spello
Inviati: 873
 Re: Come Quando Fuori Piove
avevo iniziato a leggerlo, poi avevo smesso...ora, ho visto che avevi 24 commenti, e mi sono detta.... urka!
dev'essere un bel racconto (ho dato per scontato che non fossero negativi )
prima di tutto, non ditemi che sono stata l'unica a non capire subito che i nomi dei protagonisti avevano le iniziali dei semi...
cmq, non sono certo pentita di averlo letto: si vede che è molto ben congegnato, curato e i personaggi sono resi bene attraverso i loro pensieri...devo dire che sei riuscito bene a non uniformarli, anzi sembrano veramente 4 persone differenti.
ci sono delle frasi che mi piacciono moltissimo, a parte la ripetizione del titolo, che è perfetta secondo me, soprattutto nella descrizione degli occhi di fiona, ma ora non le ritrovo per fare la citazione...
infine, i miei complimenti
Shoen
Inviato: 12/5/2005 22:24  Aggiornato: 12/5/2005 22:24
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Come Quando Fuori Piove
Che bello questo racconto! Mi è piaciuta tantissimo la metafora del poker (gioco che peraltro adoro), il modo in cui hai inserito il titolo nei quattro punti di vista, la caratterizzazione dei protagonisti... E’ tutto piacevolmente sospeso, intimo. Scrivi bene, sai, e penso che col tempo il tuo buono stile, solo ancora un po’ acerbo, si affinerà parecchio.
Lebeg
Inviato: 15/5/2005 18:24  Aggiornato: 15/5/2005 18:24
Home away from home
Iscritto: 9/8/2004
Da: Livorno
Inviati: 947
 Re: Come Quando Fuori Piove
Fa sempre piacere vedere che i propri vecchi lavori sono ancora in grado di racimolare com(pli)menti
Ti ringrazio tantissimo Shoen, spero che anche i miei prossimi lavori (anche se per il momento sono un po' fermo) possano piacerti
Morgane
Inviato: 23/6/2006 16:48  Aggiornato: 23/6/2006 16:51
Just popping in
Iscritto: 19/3/2005
Da: Roma
Inviati: 14
 Re: Come Quando Fuori Piove
L’immagine della partita a Poker si presta ad un’interessante lettura metaforica, dove ciascuno dei quattro giocatori, incarnando uno dei semi delle carte in un dialettico confronto-scontro con l’altrui realtà e potenzialità, esprime una propria visione del mondo.
Splendido l’uso del monologo interiore che permette ai personaggi di rivelarsi, in assenza di una voce narrante esterna, in modo più intenso ed immediato.
Una spiccata abilità nell’uso della parola scritta come strumento di introspezione e di autoanalisi, ti permette di delineare dei personaggi di notevole profondità psicologica, ben cesellati nelle varie sfumature e sfaccettature.
Grande destrezza, agilità e disinvoltura linguistica è evidente in questo racconto così come in altre tue creazioni.
Forse qualche piccolo dettaglio lessicale da mettere a punto, che non altera però minimamente l’armonia estetica che il racconto certamente possiede.

Decisamente bravo!!
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