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Letture Incrociate - Racconti : Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
Inviato da giosp il 12/1/2005 18:02:31 (2136 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

In questo momento tutto è un casino. La Roby è extra impegnata con quello schifo di telefono i cui squilli sono segni inconfondibili di cattivi presagi.
Tre computer più in là un altro impiegato, per giunta in prova, e quindi del tutto vulnerabile a ogni momento di pacifico ozio, cazzeggia con il notepad, solo per far credere ad un qualcuno immaginario che sta producendo lavoro. E di qualità, naturalmente.

Ogni giorno gli arrivano in media due e-mail, una delle quali, sua fortuna, gli permette di perdere cinque minuti di tempo causa azionista-di-maggioranza, colui che firma la perla del giorno, una mail di incoraggiamento a tutti i dipendenti. Di incoraggiamento... E se il tempo lo fa perdere lui, beh, allora nessuno può replicare.
La seconda e-mail potrebbe arrivare da un terzista, molto probabilmente sarà così anche oggi. L'unico utilizzo che il neo-dipendente può fare di questa posta è l'inoltro al suo capo-nonché-tutor, alias Norberto, che saprà farne uso migliore rispetto al destinatario originario.
"Oh signore, c'era una volta il telefono!", grida la Roby, ormai preda della disperazione, all'ennesimo urlo di quell'apparecchio bianco.
Di sua fortuna è sapere che presto quel telefono se ne starà un po' zitto. "Tanto vale", pensa, "visto che fra tre giorni è Natale e io me ne starò sotto l'albero in culo a tutti i clienti e gli agenti... Oh, gli agenti, poi... Sopporterò ancora qualche giorno e poi quell'orribile attrezzo da lavoro se ne starà buono".
Non per molto, naturalmente, e questo lei lo sa bene. Per lei il periodo natalizio durerà l'esagerazione di tre giorni, due dei quali sarebbero stati comunque dedicati a qualcosa che non si chiama lavoro, e per tale motivo vengono identificati come week-end.
Però, dopo Natale, lei tornerà in ufficio e si chiederà che cavolo fare per riempire le otto ore. Il telefono, ora impazzito, si addormenterà. Nessun cliente, nessun agente, nessuna persona proverà gusto nel vederla schiacciata da quel maledetto trabiccolo parlante. Non ci sarà tanto arretrato da sbrigare. E se ce ne sarà, non vorrà pensarci. Un po' di archivio, giù in cantina, giusto per tenere compagnia al soggetto ancora misterioso che corrisponde esattamente al nuovo impiegato che da meno di un mese frequenta quella stessa stanza. E poi e poi e poi...
L'orologio non dice niente di interessante. Sapere che mancano due ore alla pausa pranzo non può essere di nessun giovamento al felice novellino dell'ufficio commerciale. Sente una radio parlare, dall'altra stanza, quella alla sua destra, ma non sa se qualche anima di qualsiasi tipo e dimensione la sta ascoltando. Sarebbe tentato di alzarsi e controllare, ma chi gli dice che quello sguardo che lancerà verso un presunto vuoto non sia invece accolto da occhi sospettosi che già da tempo si chiedono "cosa diavolo stia facendo quel pivellino là"?
Lo fa, tanto ormai, pensa, la dignità è persa comunque.
Infatti qualcuno di là c'è. Il capo, aiuto. E la Fiore. La sua ancora di salvezza, questa volta. Gli spara una notizia sul famoso terzista e quell'impiegato sbriga il suo lavoro, consistente nel mandare un documento di trasporto via fax, per i successivi venti secondi.




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Autore Albero
senza
Inviato: 13/1/2005 7:27  Aggiornato: 13/1/2005 7:27
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
rivedo il racconto un po' in maniera differente grazie alla tua spiegazione, trovo simpatico il modo in cui ti descrivi, cioè con gli occhi degli altri dipendenti... e poi mi sono fatta un idea migliore di cosa sia il tuo lavoro ( cmq avevo qualche raro dubbio...! )
daniel
Inviato: 13/1/2005 13:46  Aggiornato: 13/1/2005 13:46
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 28/6/2004
Da:
Inviati: 779
 Re: Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
giornata tipica, di impiegato (o pseudotale!)
Mi ricorda leggermente la mia!
Simpatico Giosp, ironico e divertente!
p.s. pensa te...ti hanno anche pagato!
Un bacio
Dani
Alessio
Inviato: 14/1/2005 12:43  Aggiornato: 14/1/2005 12:43
Just popping in
Iscritto: 10/1/2005
Da:
Inviati: 13
 Re: Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
Ogni frammento di acquisita maturità è un frammento di persa emozione. Spaccato di vita quotidiana, efficace. Affaticato racconto, come una faticosa giornata di lavoro, “stressante”. Io avrei aggiunto un pizzico di sentimento, un punto di rosso sul nero, che non guasta mai. Va bene il ritmo, abbastanza frenetico, un po’ meno la chiarezza espressiva. Bravo in questa descrizione, aspetto di leggerti in altri contesti.
niabi
Inviato: 14/1/2005 22:21  Aggiornato: 14/1/2005 22:21
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
Contenta di averlo letto dopo una giornata idiota (è il termine più gentile) di lavoro…
Bello il modo in cui descrivi le scene, soprattutto il funzionamento o no degli apparecchi.
Simpatico Silvano e il suo “happy new year!”, più che altro è l’intera atmosfera che si respira che fa sì di leggere il racconto in un soffio, si arriva alla fine non accorgendosene quasi.
Non so se è una cosa voluta e sentita, ma la più simpatica è Roby, nel modo in cui la descrivi indirettamente con il lavoro che svolge all’interno dell’azienda.
Non sai quanto ho “sguazzato” in queste frasi:

“La Roby le sa tutte queste cose, ceeeerto che le sa, risponde con pazienza alle domande più disparate (nel qual contesto la parola disparate assume spesso il significato di idiote) e, messo giù il nuovo telefono portatole dieci minuti prima (notasi, nuovo e funzionante), manda ogni imbecille in un posto caldo ed intenso che non si trova necessariamente ai tropici.”

“Il cliente ha sempre ragione, signore e signori, anche se è un emerito idiota e ha un cervello troppo incasinato per essere classificato umano.”

A titolo personale, aggiungerei: TUTTI hanno sempre ragione, soprattutto gli idioti, e conviene far loro credere che sia così…per arrivare sani e salvi e senza tremolii nervosi a fine giornata!

Bel lavoro produttivo Giosp, un bel modo per occupare del tempo e farsi vedere super indaffarati e incavolati con il mondo della tecnologia!

p.s. non sono più riuscita a ripescarlo, ma in un punto hai scritto “…dal Alex…” (l’hai scritto apposta così?)

strammaio
Inviato: 15/1/2005 16:17  Aggiornato: 15/1/2005 16:17
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
Mi è piaciuto. E’ – cerco un aggettivo…- ricco! Di note, di fatti, di descrizioni, di battute… Molto divertente e brioso e ironico e triste e da far rabbia… (o meglio, il nuovo dipendente fa rabbia, fa rabbia il sistema, ecc., non il racconto!) Mi è piaciuto soprattutto dalla parte del condizionatore nuovo in poi. Ho trovato divertente il fatto che torni spesso sulla non necessaria funzionalità di un oggetto nuovo. La figura della Roby e del nuovo dipendente sono tratteggiate con efficacia, a singhiozzo;un po’ meno la figura tua, che emerge forte soltanto in relazione alla lettura di King… poi non si capisce bene dove e come ti poni non tanto nei confronti degli altri, quanto nei confronti del tuo stesso lavoro.
Mi ha convinto un po’ meno la parte iniziale, forse per la sensazione di “Oddio, dove sto? Che sta a racconta’ questo?!”… ma la sensazione nasce dal fatto che appunto trattasi di racconto ricco… qualche erroretto di grammatica... forse più di battitura.
Comunque me lo rileggerò…
Alla prox!
Lu^^
Inviato: 18/1/2005 19:09  Aggiornato: 18/1/2005 19:09
Just can't stay away
Iscritto: 17/8/2003
Da:
Inviati: 402
 Re: Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
L'ho letto, l'ho letto!!! Vedi che prima o poi lo avrei fatto?? Ahah!
Bene, comincio con il dire la situazione in cui l'ho letto: lezione di geo, ultima ora. Davanti a me la Laura ("Che ore sono?", "le 12.40", "Come?! Ma se erano le 12.40 mezz'ora fa!"), dietro di me Antonio e Marcello ("Beh, mi piacerebbe andare a vedere una corsa di cammelli", "Si si, anche a me..."), difianco a me la Sara, che non diceva nulla in particolare e disegnava Paperino.
Eravamo tutti estremamente annoiati e dalle nostre bocche uscivano solo delle cazzate. Tra l'altro io e la Laura eravamo impegnate in una mission impossible: mangiare la schiacciatina senza farci beccare...
Così ho cominciato a leggere e ho visto che la situazione era analoga! Molto ben raccontata la storia dell'apatia quando non si ha una minima cosa da fare (verissima la storia della pipì, e la metafora dell'appuntamento con essa... molto divertente ... bella anche ciuccio inciorno a ce, parli con una che è appena passata a Vodafone...).
Che dire? Non c'è niente che non vada... a parte il fatto che secondo me andava un po' accorciata, perchè si perde la concentrazione certe volte e non ti si riesce più a seguire... forse sono i periodi un po' troppo lunghi o un po' troppo lunghi sono le descrizioni... beh, se però hai vinto dei soldi vuol dire che va bene comunque no?
Tvtrb, continua così!
giosp
Inviato: 18/1/2005 22:27  Aggiornato: 18/1/2005 22:27
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Senza nome, senza senso: Storia di un Notepad
Finalmente un po' di tempo x rispondervi.
Beh, prima x ringraziarvi x i commenti, e poi anche x rispondere...

Niabi: dal Alex non è voluto, è solo un errore di battitura.

Daniel: giornata tipica? Magari!!! Giornata tipica 3 giorni prima di Natale, semmai...

Strammate: Che ti sia piaciuto dal clima in poi è molto plausibile, tieni conto che avevo cominciato a scrivere frasi praticamente a caso e solo dopo un po', quando ho pensato di non cancellare tutto (era solo x passare il tempo, mica x scrivere) che ho cominciato a fare una storia.
Parli della figura di Roby e di quella del nuovo dipendente, poi parli di me... veramente la mia figura (ho riguardato quel pezzo ed è il nuovo dipendente a leggere King) non viene mai fuori... o meglio, il nuovo dipendente sono io, ma racconto in terza persona.

Lu: Vinto dei soldi?!
No, ti spiego: mi pagano dalle 8 alle 12:30 e dalle 13 alle 17:30, al lavoro. Io ho scritto mentre mi pagavano, ecco.
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