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Letture Incrociate - Poesie : Rebeldìa
Inviato da Nukes il 14/12/2004 18:42:00 (1717 letture) Notizie dallo stesso autore


newsletter
Letture Incrociate - Poesie

Diciassette villaggi.
Alti.
I più alti.

Quando le chiocciole nasceranno dalle acque calde,
un chicco di caffè (cuore di una stella rossa)
spunterà sulle mani di un bimbo,
tra i seni piccoli di sua madre,
negli occhi amari di un contadino.

Qualcuno ce lo porterà
quel caffè
e il suo profumo,
nonostante gli uomini e le loro (cattive) Compagnie.
Ma diciassette villaggi
sono tanti,
sono troppi per loro.

Così lo metteremo nei doppifondi
delle nostre più buie cantine.
Un caffè per i soliti amici:
Ed
e Allen
e Gregory
e tutti gli altri,
sempre fuori a progettar rivoluzioni,
incorreggibili furfanti.

Accendi il gas
amore.
E riempi la caffettiera fino all’orlo.
Ora basta!




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
dotterel
Inviato: 15/12/2004 8:46  Aggiornato: 15/12/2004 8:46
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 25/10/2004
Da: Montopoli di Sabina
Inviati: 792
 Re: Rebeldìa
A esser sincera, non la capisco. Parla di poverta'? Del terzo mondo? Chi sono Ed, Allen e Gregory? Ci sono delle immagini belle di per se', ma l'insieme e' piuttosto oscuro. Non so che cos'altro aggiungere...Ciao-ao
Dotty
il_corvo
Inviato: 15/12/2004 11:34  Aggiornato: 15/12/2004 11:34
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Rebeldìa
Nukes...sei il più grande!

Dopo The doctor is in, anche questa poesia mi piace moltissimo. Per nulla aulica, con parole di tutti i giorni, ma densa di "poesia".

Sei proprio bravissimo!

A rileggerti (con piacere)
il_corvo
Inviato: 15/12/2004 11:41  Aggiornato: 15/12/2004 11:41
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: Rebeldìa
Mi metto in gioco!

Il rischio è una figuraccia magistrale!!!!

Credo che i villaggi, siano villaggi sudamericani, di un paese produttore di caffè. Dal fatto che i villaggi sono "alti" mi viene da pensare alla Bolivia. Così come me la fa pensare la "stella rossa" e il pensare alla rivoluzione. Simon Bolivar? il Che ?

Poi comunque Nukes ci spiegherà....e la poesia sarà ancor più bella!!!
Nuvola_Blu
Inviato: 15/12/2004 12:32  Aggiornato: 15/12/2004 12:32
Just popping in
Iscritto: 2/11/2004
Da:
Inviati: 32
 Re: Rebeldìa
Le quotidiane cose che hanno radice e nazione e dolore ed ecco una bella poesia.
Un buon caffè ma qunate mani sono servite? Quanta povertà raccolta e che contribuisce all'aroma tanto desiderato?
Potessimo dire basta...
Morrison
Inviato: 15/12/2004 12:46  Aggiornato: 15/12/2004 12:46
Quite a regular
Iscritto: 10/11/2004
Da: Morrison Hotel
Inviati: 138
 Re: Rebeldìa
Citazione:
Per nulla aulica, con parole di tutti i giorni, ma densa di "poesia"


Un po' il mio concetto di poesia.
Complimenti.
Nukes
Inviato: 15/12/2004 15:14  Aggiornato: 15/12/2004 15:14
Quite a regular
Iscritto: 29/11/2004
Da: Bologna
Inviati: 175
 Re: Rebeldìa


Amiche e amici
innanzitutto un grazie di cuore per le belle parole di apprezzamento. Vi traspare sincerità e sono quindi vere e proprie carezze per l’anima.
Ora due parole sulla poesia (apprezzando il tentativo di interpretazione, poi non così lontano, di il_corvo).

La poesia è ispirata al Caffè Rebelde (“un caffè che ha il colore della terra, una terra ricca ed incontaminata, coltivata da millenni con metodi naturali dagli indios Maya”).

E’ prodotto dalle comunità indigene di 17 villaggi di Los Altos (nel Chiapas) controllati dall'Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln) del subcomandante Marcos.

Il logo del Caffè Rebelde è una stella rossa con al centro un chicco di caffè.

Rebeldìa è anche il titolo della rivista mensile pubblicata dall’EZLN.

Nei giorni 8, 9 e 10 agosto 2003 in Chiapas si celebrò la ” morte” delle "Aguascalientes" e la festa per la nomina delle "Caracoles" (Chiocciole).
Le "Aguascalientes" erano luoghi fisici ove i rappresentanti dell'EZLN incontravano giornalisti e poi uomini e donne delle più diverse provenienze sociali, culturali e nazionali, la cosiddetta società civile. Le comunità indigene zapatiste rivendicando la loro autonomia decisero di rifiutare quella che definivano "compassione ed elemosina" da parte delle Ong internazionali e degli organismi finanziatori di progetti comunitari che "decidono che cosa è quello di cui hanno bisogno le comunità e, senza consultare, impongono non solo determinati progetti, ma anche i tempi ed i modi della loro realizzazione".
Per questa ragione il 9 agosto 2003 si costituirono le cosiddette "Case del Buon Governo". Le loro sedi sarebbero state le "Chiocciole". Secondo gli indigeni messicani sulle terre del Chiapas esisteva un tempo il culto per la figura della chiocciola il "pu'Y", come la chiamano nella loro lingua. Dicono che la chiocciola rappresentasse l'ingresso al cuore e richiamasse la collettività affinché la parola scorresse da uno all'altro e nascesse l'accordo.

Ed, Allen & Gregory:
Ed (Sanders, “Hymn to the Rebel Cafe” 1993 – questa poesia l’ho inserita proprio oggi nel Forum Poesia e Impegno, leggetela a me piace molto),
Allen (Ginsberg),
Gregory (Corso): Poeti (beatnik) e ribelli.

Ora basta - Ya Basta! (Primera declaración de la Selva Lacandona, 1 gennaio 1994).
Ya Basta! È anche il nome assunto da diverse organizzazioni nel mondo ispirate all’opera e all’azione dei zapatisti.

E' tutto, un abbraccio
Cieli Limpidi
Nukes
Inviato: 16/12/2004 6:45  Aggiornato: 16/12/2004 6:45
Quite a regular
Iscritto: 29/11/2004
Da: Bologna
Inviati: 175
 Re: Rebeldìa
Diecisiete pueblitos
Altos
Los mas altos

Cuando caracoles naceran deade las aguas calientes,
un grano de cafe (corazon de una estrella roja)
surgira en las manos del nino
entre los senos pequenos de su madre
en los ojos amargos de un campesino

Alguien nos traera
ese cafe
y su perfume,
no obstante los hombre y sus (malas) Companias
Pero diecisiete pueblitos
son muchos,
son demasiados para ellos.

De este modo pondremos en los doble fondos
de nuestras mas oscuras cantinas
Un cafe para los amigos de siempre
Ed
y Allen
y Gregory
y todos los otros,
siempre afuera a proyectar revoluciones
incorregibles picaros

Enciende el gas
amor
Y llena la cafetera hasta el limite
Ya basta!
senza
Inviato: 16/12/2004 17:36  Aggiornato: 16/12/2004 17:36
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Rebeldìa
rebeldia è un centro sociale a pisa
non mi è piaciuta
non mi piace il tema
perchè mi sembra solo una descrizione
non trapela il lavoro dei contadini ( parli della fatica dietro ad un caffè vero? )
e manco mi piace il caffè, ma non importa
Nukes
Inviato: 17/12/2004 8:11  Aggiornato: 17/12/2004 8:11
Quite a regular
Iscritto: 29/11/2004
Da: Bologna
Inviati: 175
 Re: Rebeldìa
Ciao Senza
Rispetto il tuo parere come quello di tutti, del resto. Ogni poesia suscita in chi la legge un sentimento istintivo, che proprio per la sua profondità e sincerità, va rispettato e tenuto in altissima considerazione.
Io amo temi "impegnati" (non solo e dipende dal momento), che a molti non piacciono per svariati e legittimi motivi. Nel Forum di discussione "Poesia e Impegno" che sto cercando di tenere in vita, molti hanno espresso la loro opinione in merito.
L'unico appunto che mi sento di fare al tuo commento è che la mia poesia non voleva essere solo un collage (magari suggestivo) di immagini e descrizioni. Sicuramente la mia nota esplicativa che ha vivisezionato la poesia può farla sembrare una costruzione ingegneristica. Non è così. Ho vissuto e sto vivendo un'esperienza umana e politica che mi fa essere partecipe e molto vicino alle situazioni che ho descritto. Forse non traspare il dolore e la fatica dei "campesinos" perchè in questa poesia volevo enfatizzare il sentimento di "rivolta". La voglia, la necessità, di "ribellione", di andare "contro", finalmente, perchè non se ne può più ("Ya basta!"); volevo esprimere la voglia di sovvertire l'ordine (ingiusto) costituito dai potenti (le multinazionali Compagnie "cattive", ma non solo)...
In ogni modo, grazie di averla letta e di aver comunicato cosa essa, nel bene o nel male, ti aveva suscitato
Cieli Limpidi
daniele
Inviato: 20/12/2004 1:02  Aggiornato: 20/12/2004 1:02
Just popping in
Iscritto: 19/12/2004
Da:
Inviati: 5
 Re: Rebeldìa
Nukes, la tua poesia è bella. Le immagini evocano e descrivono, denunciano ed indicano. hai una buona scelta del ritmo, mai ripetitivo, quasi sincopato. Mi hanno colpito i 17 villaggi. Alti. e ti ho seguito, con fatica, lungo il percorso. devo dire che avevo intuito il nesso. anche se, su questo, vorrei muoverti un appunto. Proprio perchè parti da un evidente coinvolgimento nel voler denunciare una situazione, non credi che anche la forma poetica possa, senza mai rinunciare alla sua libertà totale di afflato espressivo, tenere in maggior conto il bisogno del target, del colpire il bersaglio, del comunicare a tutti? Forse dico banalità, capisco che fare poesia sia tirar fuori emozioni e quindi difficilmente conciliabile con la modalità della comunicazione fine a se stessa, ma forse, ripeto, forse, le immagini poetiche, se ben realizzate, possono produrre un effetto comunicativo ben più potente di qualsiasi documento o comizio. perchè nascono dall'anima, e ad essa, in fin dei conti, si rivolgono. oltre (e grazie al)le parole.
Nukes
Inviato: 20/12/2004 13:59  Aggiornato: 20/12/2004 13:59
Quite a regular
Iscritto: 29/11/2004
Da: Bologna
Inviati: 175
 Re: Rebeldìa
Ciao Daniele
Grazie innanzitutto del tuo commento lusinghiero riguardo la mia poesia, poi, le tue considerazioni molto profonde mi hanno fatto riflettere.
Può una poesia "sociale", una poesia cioè che vuole denunciare un determinato problema, essere ermetica? Visto l'alto valore che, magari presuntuosamente, si vuole dare, può essere oscura? Può parlare solo a pochi? E' un tema molto intrigante. In verità non ci avevo mai pensato prima, ed ora, stimolato dalle tue parole, provo a scorrere velocemente le prime poesie "impegnate" di grandi autori che mi vengono in mente... Penso a Brecht, penso alla Beat Generation... In effetti ad una prima e rapida analisi mi pare che questi autori abbiano scelto un linguaggio immediato e comprensibile a priori... Forse proprio perchè il loro intendimento era quello di far passare prima di tutto un messaggio... Forse, ancora, è per questo che molti non vedono l'Arte dietro a versi "impegnati"? E' un motivo di riflessione che mi sta molto a cuore e che vorrei approfondire. Ti ringrazio di averlo introdotto.
Proverò a trasferire questo tema nel Forum "Poesia e Impegno" dove mi piacerebbe ritrovare ancora la tua preziosa opinione.
Grazie
Cieli Limpidi
Morrison
Inviato: 22/12/2004 13:41  Aggiornato: 22/12/2004 13:41
Quite a regular
Iscritto: 10/11/2004
Da: Morrison Hotel
Inviati: 138
 Re: Rebeldìa
Citazione:
non mi è piaciuta
non mi piace il tema
perchè mi sembra solo una descrizione
non trapela il lavoro dei contadini ( parli della fatica dietro ad un caffè vero? )
e manco mi piace il caffè, ma non importa


Secondo me (sottolineo) sei troppo "acida" nei tuoi commenti.
Ma veniamo a noi.

Avete chiesto in tanti a cosa si riferissero i versi, quale fosse stata la scena ispiratrice, e quale quella inquadrata.
Io penso che la forza di questa poesia stia nella sua capacità di evocare delle immagini, quasi si trattasse di un "quadro di parole".
Non ha importanza venire a conoscenza dell'accaduto, perchè vi si arriva lo stesso.

Scorrono immagini calde in questi semplici versi, immagini di un afoso pomeriggio sudamericano, in un piccolo paesino grondante sudore; è tutto così giallo e denso, così asfissiante sotto quel sole cocente, che sembra di sentire la fatica su di noi.

E quando arriviamo alla fine, siamo ansimanti.
Proprio come piace a me.
LAMPIONS
Inviato: 26/12/2004 13:18  Aggiornato: 26/12/2004 13:18
Just can't stay away
Iscritto: 28/5/2004
Da: venezia
Inviati: 247
 Re: Rebeldìa
ciao nukes.
ho letto la tua poesia e ho fattoun pò fatica a capirla, ho dovuto leggerla più volte e alla fine mi ero avvicinata abbastanza alla tua spiegazione.
trovo che vi siano dei pezzi molto belli come:
"Quando le chiocciole nasceranno dalle acque calde,
un chicco di caffè (cuore di una stella rossa)
spunterà sulle mani di un bimbo,
tra i seni piccoli di sua madre,
negli occhi amari di un contadino." anche i pezzi che seguono sono scritti bene, ma a mio parere sono un pò troppo oscuri. le immagini possono venire viosualizzate, ma nel complesso il messaggio tende un pò a sfuggiure....!!!
cmq bella.
arzy
Inviato: 17/1/2005 0:06  Aggiornato: 17/1/2005 0:07
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 10/12/2003
Da: Piacenza
Inviati: 1917
 Re: Rebeldìa
ho letto la poesia, poi commenti e spiegazioni

chiaro che qualcosa, leggendo i versi, sfuggiva, chiaro che molto dei fatti di cronaca al massimo dai versi possono essere intuiti, non certo afferrati con precisione

però si capisce, si intuisce l'approppriarsi del proprio lavoro da parte dei contadini contro le grandi multinazionali del caffè

si intuisce l'orgogliosa ribellione degli ultimi versi, l'attaccarsi alla dimensione delle cose così come sono a portata del nostro quotidiano, la caffettiera riempita fino all'orlo

si, decisamente bella nella sua veste di poetica descrittiva di fatti ma anche evocativa di un messaggio, di una scelta di campo molto precisa
xamav
Inviato: 27/1/2005 13:57  Aggiornato: 27/1/2005 13:57
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Rebeldìa
La realtà può essere narrata attraverso la poesia. La poesia non è solo rima. Anzi.

Ho sorriso alla fine della lettura, ho sorriso amaramente. Perchè ogni parola c'era. E c'è.

E' l'amarezza di un contrasto di esistenze, quelle agiate di molti, o anche normali, semplici, ma lungi tante e troppe volte dal sapere.

E tu qui insegni.

E già solo per questo meriti un "bravo", sincero.

Massimo.
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