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Letture Incrociate - Racconti : Bistecche
Inviato da giosp il 14/10/2004 10:23:00 (2117 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Non solo grembiuli neri. C'erano anche le corde, nel cortile delle scuole elementari di San Gregorio al Fiume. Erano tornate di moda, evidentemente. Come ai tempi dei miei vecchi e dei miei stravecchi, in cui ci si divertiva con poco.
Pensandoci, i bambini si divertono sempre con poco. Io mi sono sempre divertito con la palla: calcio, pallavolo, basket, rugby. Qualsiasi cosa, ma non il salto alla corda. Quello lo ho sempre odiato.

E se proprio nessuno aveva la palla, si giocava a fare mucchio. Il gioco più bello del mondo. Altro che rialzo, nascondino o bandiera. "Mucchio su Gionatan!", si gridava, e il povero Gionatan finiva sepolto da tanti altri bambinetti. Ultimo arrivavo io, nella mia maestosa altezza e poderosa stazza. E poi toccava a Carlo, o a Ivan, o a quel fessacchiotto di Fabio.
Ma forse il vecchio che mi passò di fronte, quello con la giacca a vento azzurra, non la pensava come me. La schiena curva mi faceva pensare che se qualche arzillone avesse voluto fare mucchio su di lui, sarebbe capitolato nel buco della morte.
Nel parcheggio le macchine grigie lasciavano il posto a quelle blu, mentre quelle rosse a quelle gialle e a quelle nere. Una signora, bionda e magra si aggirava fra le auto in sosta. Smistava volantini sul sacro libro ai passanti. Mi si avvicinò, me ne sganciò uno giallo, che presi, e portò le sue scarpe blu con tacchi molto modesti verso la donna col passeggino che era seduta nella panchina a fianco alla mia.
Giocavano al salto alla corda, le bambine vicino al cancello. I maschi venivano lì cantando false parole, rompevano le scatole alle donzellette e se ne andavano ridendo.
Caramelle alla menta, alla fragola. Buone. I nonni sapevano cosa ci voleva per far contenti i nanetti che si avvicinavano al cancello.
"È in classe con te Laura?"
Il vecchio ricurvo se ne stava un po' indisparte, all'angolo del cortile. Lì le bambine non saltavano la corda, lì non c'era tutta quell'infantilità, lì si stava a chiacchierare di cose molto più importanti dei giochi. Erano discorsi seri, da donna.
"Ce ne sono due nella nostra classe"
"Ah sì?"
"Sì, Laura Carotti e Laura Tavano"
"Mi chiami la Carotti? Sono suo zio"
Laura bazzicava vicino al cerchio umano che le maestre e il direttore formavano ogni santo giorno. La sua coetanea le riferì il messaggio. Corse verso il cancello, il sorriso che aveva messo in bocca era aerodinamico. Infatti quando fu abbastanza vicina da vedere le sembianze del rugosissimo il sorriso calò il sipario e la bimbetta rallentò la corsa.
"Ma sei mio zio?!"
"Hai ragione, piccola Laura, tu non ti ricordi di me perché l'ultima volta che ci siamo visti avevi un anno. Eri piccola così, ed eri molto bella. Ma adesso sei più bella di una stella!"
La nanetta dai capelli castani ridacchiò.
"Sono il fratello della tua amata nonnina"
"Della nonna Rosa?"
"Sì, proprio suo fratello"
Era di nuovo felice, Laura. Fagocitò la caramella di rito. Il vecchio le strappò una giuramento: "Non dire niente a mamma e papà perché voglio fare loro una sorpresa"
"Promesso!"




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
daniel
Inviato: 14/10/2004 14:42  Aggiornato: 14/10/2004 14:42
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 28/6/2004
Da:
Inviati: 779
 Re: Bistecche
Giosp....ricordami che non devo MAI venire a cena da te di venerdi'!!!!
E' perfidamente macabro.
Che te devo di?
A la prossima...
Dan
Autie76
Inviato: 14/10/2004 19:02  Aggiornato: 14/10/2004 19:03
L'iscritto più vecchio di OZoz
Iscritto: 18/8/2003
Da: Far West
Inviati: 600
 Re: Bistecche
Diabolico giosp, il testo è ben scritto e devo dire che cattura il lettore, anche se in alcuni punti mi ha lasciato un pò disorientato tra passato e presente. Forse, però, dovrei solo rileggerlo.
Sulla scia di leggende metropolitane di persone scomparse crei un finale davvero inquietante. Nonostante si possa capire in anticipo come andrà a finire, pensando a quale potrebbe essere il filo conduttore delle due vicende, il racconto non perde di tono o di suspense: perciò complimenti.
A presto.
fernet
Inviato: 15/10/2004 15:19  Aggiornato: 15/10/2004 15:19
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: Bistecche
..il racconto è scritto bene, ben congegnato, cinico, cattivo, sorprendente
ma non mi piace. Ma non è colpa tua, è colpa del mio super-io, che ancora si ribella all'idea della cottura di una bimba ....
Bravo e a rileggerti

F
Forever
Inviato: 16/10/2004 15:51  Aggiornato: 16/10/2004 15:51
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 24/7/2004
Da: Roma
Inviati: 1979
 Re: Bistecche
Racconto degno di Halloween! La fantasia non ti manca anche se alcune scene sono un pò frammentarie. Rilevo qualche termine atipico:
- smaciullava il cervello
- Laura bazzicava
Comunque dato l'epilogo truculento, potrebbero essere in linea con la narrazione. Secondo me renderesti di più con il genere poliziesco o con il thriller. Prova, i numeri per riuscire li hai.
lunagatta
Inviato: 16/10/2004 19:57  Aggiornato: 16/10/2004 19:57
Just can't stay away
Iscritto: 1/2/2004
Da: Monza
Inviati: 273
 Re: Bistecche
Ho lo stsso problema di Fernet...
Sarà il super-io o il fatto che ho una bambina di tre anni che ha appena cominciato l'asilo...
Non riesco a uscire dal contesto, sorry. Ho apprezzato di più altri tuoi pezzi.
Non è scritto male però. Il mio problema è proprio con la storia... Ma come ti è venuta in mente??
giosp
Inviato: 16/10/2004 20:44  Aggiornato: 16/10/2004 20:44
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Bistecche
Daniel: non ti preoccupare, cucina mio fratello...

Autie: dove ti ha lasciato disorientato?

Forever: poliziesco non mi piace. Non so, forse riuscirei. Solo che non mi ci metto, se non mi piace non mi piace...

Lunagatta: mi è venuta in mente vedendo un vecchietto di fronte al cancello di una scuola elementare all'ora di ricreazione.

Tutti: ben scritto? Allora quello meno convinto di tutti sono io. Non mi convince per varie ragioni.
Intanto mi sembra che ci sia poco legame fra un giorno e l'altro. Poi non ho creato abbastanza familiarità fra la bambina e il vecchio finto zio. In +, credo di dover spingere di più sulla motivazione, cioè quella del successo e della rivalità. E altro ancora, probabilmente.
Voi che ne pensate? Dico bene?
albatro
Inviato: 16/10/2004 23:07  Aggiornato: 16/10/2004 23:07
Not too shy to talk
Iscritto: 15/7/2004
Da:
Inviati: 78
 Re: Bistecche
un problema molto simile al tuo l'ho dovuto affrontare per il racconto che ho mandato al concorso Lama&Trama, e che un giorno posterò. anche lo spunto è simile, però mi son dovuto buttare sul pulp (molto pulp! volevano le lame, e io le ho fornite!). il limite delle battute richieste non mi ha concesso di qualificare meglio i personaggi, mi son dovuto buttare sui fatti.
non trovo un salto temporale particolarmente dannoso nel tuo racconto. al di là del fatto che scorre bene, pur se qualche periodo è volutamente molto breve (ma questo credo sia il tuo stile, quindi è giustissimo che così sia), l'aver caratterizzato poco alcuni personaggi può essere scelta giustificata. intanto per non affezionarsi troppo ad un personaggio od iniziare troppo presto ad odiarne un altro, anticipando un finale che comunque vuole riservare una sorpresa. l'aver lasciato "fumosi" i caratteri dei protagonisti io trovo che faccia parte del successo del tuo finale.
sulla motivazione, sì, credo che forse, per non lasciare il dubbio che si sia trattato di violenza gratuita, o di "semplice" pazzia, si sarebbe potuti intervenire sulla caratterizzazione di un personaggio marginale, come è Amalia: giustificare cioè come un ipotetico incremento d'affari della suddetta, ed una lotta senza quartiere che sottrae clienti ed incassi al suo concorrente, abbia indotto questi ad agire proprio in quel modo.
un appunto (ed è lo stesso che è capitato a me fuori dell'asilo del mio racconto): mi sono chiesto se è plausibile che una bambina sparisca dall'asilo senza lasciare traccia, a me richiedono un lasciapassare per prendere ogni giorno mia figlia, ed ho l'obbligo del saluto alla maestra.

in definitiva, ben fatto!
grazie per esserti fatto leggere

a.

p.s.
ho letto in un tuo vecchio post che ci tieni alla forma ed in particolare agli accenti. allora ti segnalo due sviste, che forse avrai già corretto. ci sono un paio di "qual è" scritti erroneamente con l'apostrofo
Haruka
Inviato: 18/10/2004 9:20  Aggiornato: 18/10/2004 9:20
Not too shy to talk
Iscritto: 11/10/2004
Da: Roma
Inviati: 60
 Re: Bistecche
{sono due ore che combatto con errori per postare sto commento!! speriamo bene!! }

bello! m'e' piaciuto moltissimo!
Molto "acchiapposo" per nn parlare delle due storie apparentemente sconnesse che si ricongiungono brillantemente alla fine!
M'e' piaciuto! ^^
fernet
Inviato: 18/10/2004 9:48  Aggiornato: 18/10/2004 9:48
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: Bistecche
.. mah, confermo che a me sembra ben scritto .. .magari qualche cenno in più sulle motivazioni dei ristoratori starebbe bene, ma mi era sembrato che proprio quest'apparente mancanza di reali motivi fosse parte dell'effetto che volevi ottenere ... non ho fatto fatica a seguirti, ho fatto fatica ad apprezzare..

ciao F
solaris
Inviato: 19/10/2004 21:33  Aggiornato: 19/10/2004 21:33
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Bistecche
caro giosp
queste bistecche mi so' andate di traverso
(oramai so' pure vegetariano da un po' quindi..peggio di così..)

ascolta
hai una capacità istintiva di organizzare la narrazione
non posso per complimentarmi per come gestisci ritmi modalità accenti
e lo fai sicuramente con naturalezza
spontaneità che è il tuo maggior pregio.

poi si sente che scrivi con passione giosp
che ci provi, ti impegni per raccontare storie
per riuscire a inventarti mago e affabulatore
in pozioni sempre imprevedibili e sconcertanti.

però
eh rispetto al mondo perfetto il passo indietro nella trattazione secondo me c'è.
non so, c'è qualcosa di pretestuoso che corrode alla base questo testo che però ha sempre una coerenza e una originalità incontestabile: voglio di', che in qualche maniera credo tu possa elaborare soluzioni più complesse e meno immediate, ne hai tutti i mezzi, senza dover sacrificare nulla nè delle cose che immagini e che sono la tua cifra stilistica.

daje giosp!
punta in alto hai tutte le carte per giocare grandi mani..


A.
giosp
Inviato: 20/10/2004 10:48  Aggiornato: 20/10/2004 10:48
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Bistecche
Sol, non posso che concordare con te, rispetto al Mondo perfetto c'è un grosso passo indietro (sono un po' gambero, infatti). Ho già individuato qualche punto su cui lavorare.
Grazie 1000 x i consigli.
Torre
Inviato: 20/10/2004 11:01  Aggiornato: 20/10/2004 11:01
Quite a regular
Iscritto: 27/7/2004
Da:
Inviati: 119
 Re: Bistecche
Il tuo racconto non è scritto male ma l'argomento non mi piace e te lo dico chiaro e tondo. Se di violenza devi parlare, meglio evitare di coinvolgere minori. Chi ha figli mi capirà.
niabi
Inviato: 20/10/2004 19:27  Aggiornato: 20/10/2004 19:27
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Bistecche
Ciao Giosp , mi piace come scrivi, quello che riesci a far vedere, intravedere…però non mi piace l’argomento di questo racconto, quindi ho ben poco da aggiungere se non che potresti davvero far luccicare meglio la tua penna magica.
Come sono contorta stasera!
Ma ti leggerò sempre molto volentieri…
lamù
Inviato: 20/10/2004 19:42  Aggiornato: 20/10/2004 19:42
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Bistecche
A differenza degli altri io non lo trovo scritto molto bene, nel senso che ho avuto difficoltà a capire quello che succedeva, quando parlavi di una cosa e quando dell'altra. La parte in cui descrivi il gioco e i bambini è buona, ma nel resto ho fatto confusione nel leggerlo. Potresti migliorarlo, e fare anche entrare di più nella vicenda...cosa che normalmente ti riesce meglio perchè dei tuoi racconti apprezzo molto il dialogare colloqiale con il lettore, una cosa che trovo anche nei libri di king di cui entrambi siamo affezionati lettori...che fa entrare subito nei personaggi e sembra di conoscerli bene...
sulla storia, sul fatto di parlare di bambine cucinate sempre a differenza degli altri non ho nulla da ridire, sono un'appassionata di film horror, mi piace leggere di personaggi negativi e maniaci assassini, però qua manca il clima da thriller o da giallo...manca un po' di anima...
Tutte ste parole per dire che l'ho trovato un po' freddino e poco armonico.
Lavoraci su giosp,
un bacio
lamù
AccaLarentia
Inviato: 6/11/2004 12:41  Aggiornato: 6/11/2004 12:44
Just can't stay away
Iscritto: 14/1/2004
Da: Perugia
Inviati: 322
 Re: Bistecche
Caro Giosp-Lecter, chiunque legga il seguente racconto prima di venire a pranzo a casa tua ti chiederà sicuramente di vedere il menù.... un autentico thriller, degno di un vero fan di King quale sei. Ci sono alcune espressioni che non mi convincono (tipo "il sorriso che aveva messo in bocca" mi pare quasi più macabro del resto del racconto), tuttavia la lettura scorre bene nel complesso e non lascia intendere troppo presto il finale.
E' un pò diverso dal genere di racconti a cui ci hai abituati, questo è vero, ma si sa che i grandi scrittori sono poliedrici...


FORZA JUVE!!
strammaio
Inviato: 15/11/2004 18:50  Aggiornato: 15/11/2004 18:50
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Bistecche
Mi era piaciuto tanto...prima della fine (forse poco originale per via di “Pomodori verdi fritti” oltrechè un po’ forte – se dico disgustosa non ti offendi, vero? Tanto credo ti sia chiaro in che senso lo dico!…). Ma facciamo le personcine a modo e concentriamoci sullo stile piuttosto che sul contenuto: dunque...dunque… apprezzo molto la tua capacità di mostrare la variegata umanità che popola il racconto; leggendo si immaginano tanti colori in movimento, tante voci diverse, tante persone e storie intrecciate e tratteggiate appena ma in modo icastico, che arriva. Credo che dipenda dal ritmo che hai mantenuto, dallo stile diretto, senza belletti. Soltanto a un certo punto non ho ben capito in che TEMPO mi trovassi (l’io narrante a scuola- l’io narrante da grande – poi di nuovo il racconto che si svolge nella scuola…) ma probably dipenda più dalle mie attuali condizioni di lettura che non da tua imperizia. Anche se fosse, comunque, non lo reputo un difetto: andando avanti – prima del finale – se ne capisce il motivo e “la testa riaggiusta i tempi”.

Scappo a casa…stasera che c’è per cena???
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