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| Autore | Albero |
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| giosp | Inviato: 14/10/2004 16:19 Aggiornato: 14/10/2004 16:19 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 21/10/2003 Da: Veneto Inviati: 2896 |
A dire la verità un argomento così, cyborg, non lo leggerei mai...
X te ho fatto un'eccezione. + che un semplice racconto, sono riflessioni raccontate, come dice anche il titolo. Beh, spero che non succeda mai (ma ne sono sicuro) che i robot provino sentimenti, altrimenti brrr. Non c'è male. Io xò, non so xché, ma sarei andato a capo un po' meno. |
| Autore | Albero |
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| TheJag | Inviato: 14/10/2004 16:49 Aggiornato: 14/10/2004 16:49 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 3/6/2004 Da: Roma Inviati: 182 |
Si, mi è piaciuto. Certo non sembra completo, lascia aperti fin troppi spiragli nei quali vorrei curiosare meglio: com'è questa Nuova Era? l'amore cybor/umano è legale? Lei sa che lui è un robot?
Lo vedrei bene come ritaglio di un racconto più ampio. Però anche così fa il suo effetto. Mi ha richiamato Blade ovviamente. Qualcosa mi è poco chiara: perchè, se volge lo sguardo alla città, il paesaggio invece di vederlo lo deve immaginare? Ho trovato piacevole il tuo scrivere lineare, con frasi corte, controllate. Di questa storia mi piacerebbe saperne di più. Succederà? |
| Autore | Albero |
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| massy | Inviato: 15/10/2004 10:48 Aggiornato: 15/10/2004 10:48 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 7/7/2004 Da: Novara Inviati: 299 |
Brevità a parte, ho trovato il tuo racconto piacevole, ben scritto.
Nel Ciclo della Robotica di Asimov (ripescato in questi giorni anche da Hollywood con "Io robot" con Denzel Washington) c'è un romanzo che parla proprio di una storia d'amore tra una donna ed il suo cyborg-maggiordomo. Ma il punto di vista non è quello del robot... Solo un appunto: non ho apprezzato molto la "moralina" finale (non le apprezzo mai, ad essere sincero): Viviamo in un mondo carico di meccanismi mentali che non riusciamo a sbrogliare: immersi in un liquido che ci fa essere ciechi e sordi ai segnali piu' belli. Consumiamo la nostra esistenza nel grigiore della routine, rifiutando addirittura quei sentimenti splendidamente umani che potrebbero dare colore al tutto. Non è un po' anacronistico che il tuo cyborg si includa nel mucchio dei grigi consumatori di routine, quando poco prima rifletteva invece in modo molto sensibile ed ... umano? Così, solo una sensazione. Comunque, ribadisco, da appassionato anche di fantascienza mi è piaciuto. A rileggerti. M. |
| Autore | Albero |
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| niabi | Inviato: 15/10/2004 13:40 Aggiornato: 15/10/2004 13:40 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 3/7/2004 Da: dove sorge sempre il sole Inviati: 969 |
Ciao Haruka!
![]() Che bello…un amore cyborg. Anch’io avrei preferito saperne qualcosa in più. Su lui, su lei, sull’ambientazione della storia e, magari, qualcosa in più sui sentimenti del robot (non mi piace questo termine, ma non me ne viene in mente un altro ).È scritto bene, nella sua brevità ho immaginato io il resto della storia, quella camera sospesa chissà dove, un cielo diverso da quello che siamo abituati a vedere. Non è il mio genere preferito, ma questo piccolo scorcio mi è piaciuto. Alla prossima! Sonia ![]() |
| Autore | Albero |
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| Forever | Inviato: 15/10/2004 14:07 Aggiornato: 15/10/2004 14:07 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 24/7/2004 Da: Roma Inviati: 1979 |
E' il tuo primo lavoro che leggo e debbo ammettere che ne sono piacevolmente impressionata. Tra l'altro la trama ricorda da vicino un film cult della fantascienza: "Blade runner" che è uno dei miei preferiti insieme a Matrix e Star Wars.
Secondo me hai dell'ottimo potenziale, dovresti sviluppare maggiormente gli argomenti, non è solo una questione di righe ma di caratterizzazione dei personaggi. Perdi qualche minuto in più sulle descrizioni, sull'ambiente, sulla fisicità dei soggetti e poi libera il tuo estro creativo. Ho idea che farai grandi cose e aspetto con ansia di rileggerti. Ciao! |
| Rispondi | Autore | Inviato |
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fernet | 15/10/2004 17:23 |
| Autore | Albero |
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| scintilla | Inviato: 15/10/2004 19:10 Aggiornato: 15/10/2004 19:10 |
Just popping in ![]() ![]() Iscritto: 1/9/2004 Da: Inviati: 43 |
Ciao Haruka,
E' divertente immaginare macchine perfette che invidiano la loro matrice capace di "vivere". Sembra un anti Matrix dove sono loro ad essere immersi in liquidi che li isolano dal mondo esterno. Mi chiedo se un giorno o l'altro questo diventerà realtà. Le righe sono poche e forse non c'è il tempo di comunicare di più, ma non resta molto nella memoria. Ciao da scintilla. |
| Autore | Albero |
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| matemati | Inviato: 16/10/2004 19:16 Aggiornato: 16/10/2004 19:16 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 13/1/2004 Da: Firenze Inviati: 1790 |
Benvenuta in LI, Haruka!
Piacevole questo brano, non importa sapere se fa parte di una storia più ampia o è solo un bozzetto. Hai saputo descrivere con naturalezza una situazione di per sé assurda, e hai presentato le caratteristiche del cyborg con precisione e delicatezza allo stesso tempo. Mi sono piaciute espressioni come "immagino gli ingranaggi che le compongono piegarsi e ruotare in un movimento quasi del tutto naturale" "un circuito sofisticato come il mio cuore artificiale." "Sono insensibile ai suoi raggi ma i miei sensori rilevano il calore e per un pò mi scaldo l'esoscheletro" Solo un consiglio: occhio agli avverbi."Schizzofrenicamente" mi suona piuttosto male... Alla prossima Mate. |
| Autore | Albero |
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| zak | Inviato: 18/10/2004 11:54 Aggiornato: 18/10/2004 11:54 |
Just popping in ![]() ![]() Iscritto: 5/1/2004 Da: Cremona Inviati: 24 |
Haruka, questo pezzo è scritto veramente bene!
Non sono un amante del genere cyborg (a parte la mia sfrenata passione per Star trek) però mi complimento con te per questo piccolo racconto. Vai avanti così che va bene. ![]() |
| Autore | Albero |
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| fiorderica | Inviato: 18/10/2004 12:14 Aggiornato: 18/10/2004 12:14 |
Vincitore I OzTorneoZen ![]() ![]() Iscritto: 8/1/2004 Da: Inviati: 878 |
Fiaba o racconto didascalico? Forse !
Mi ha ricordato un film visto anni fa, del quale non ricordo il titolo (ahimé, brutta cosa la vecchiaia), con una partecipazione magistrale di Robins. La somiglianza non sminuisce il valore della tua narrazione in quanto, garbatamente surreale, invita alla riflessione. Il tuo stile è sobrio e molto godibile. A rileggerti presto ! erica |
| Autore | Albero |
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| Haruka | Inviato: 18/10/2004 12:32 Aggiornato: 18/10/2004 12:32 |
Not too shy to talk ![]() ![]() Iscritto: 11/10/2004 Da: Roma Inviati: 60 |
Grazie a tutti :') sinceramente.
I vostri commenti mi hanno resa felicissima! Non vedo l'ora di riprendere in mano il racconto con l'aiuto dei vostri suggerimenti! Grazie davvero!! ![]() |
| Autore | Albero |
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| solaris | Inviato: 19/10/2004 23:23 Aggiornato: 19/10/2004 23:23 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 4/4/2004 Da: Alcadia Inviati: 2416 |
cara haruka
data la mia dipendenza dal giappone ed essendo stato piacevolissimo e discreto il tuo modo di entrare nel nostro mondo faccio un po' di fatica a commentarti senza voler per forza.. dirti cose belle!!!! però credo tu ci tenga a un commento quanto più onesto possibile perciò ci provo ![]() sai chiudo gli occhi e vedo la semplice scena che descrivi con mirabile partecipazione definendo un pensiero altro una paradossale reificazione dell'anima in un meccanismo che nutrito di possibilità infinite declina nel caso una possibilità d'amore (cosa cosa lo rende diverso dal nostro pulsare affettivo?) immagino il movimento della finestra che si chiude sui colori del futuribile e guardo una spalla amata dormiente nelle parole pensate le ultime che cedono al desiderio soltanto di essere è un equilibrio sottile fibre senza peso materiali organici che dicono il vero nella percezione del falso luminosa la pelle che indica la felicità all'anelante senza sonno non può non vedere nonostante umani troppo umani si annodino gli esili pensieri della riflessione pesino come ingranaggi male oliati di riproduzione e densa di vuoto l'aria lì fuori non può contenere l'animo del cyborg che mente a se stesso con parole d'inchiostro troppo pesanti per non precipitare. A. |
| Rispondi | Autore | Inviato |
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vexia | 21/10/2004 18:27 |
| Autore | Albero |
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| albatro | Inviato: 21/10/2004 22:32 Aggiornato: 21/10/2004 22:32 |
Not too shy to talk ![]() ![]() Iscritto: 15/7/2004 Da: Inviati: 78 |
intanto, ben letta per la prima volta.
il richiamo ad asimov, come detto anche nei post precedenti, ovviamente è d'obbligo. affrontare il dramma interiore, se così si può chiamare, di una semimacchina, è cosa intrigante ed ardita. perchè il tema della diversità è sempre cosa difficile da affrontare, soprattutto se vista dal lato del diverso. sì, il genere robotico può anche non piacere, ma dietro al robot va ovviamente cercato (e, speriamo, trovato) l'uomo con la pelle nera, o rossa, o gialla, l'extracomunitario, il non abbiente, o "semplicemente" l'ignorante. il tuo bel racconto può trovare chiave di lettura "altra" nella cronaca dell'africano che si innamora della danese, del professore universitario che sposa la segretaria, degli amori impossibili ma realizzabili, della bellezza del mondo insomma. tutto questo nella tensione del diverso nel tentativo di raggiungere la perfezione. l'uomo dalla pelle nera (ricco e presuntuoso) che riesce a sbiancarsi la pelle, simbolo di una "perfezione" che non gli è propria. l'uomo bianco che si arrostisce al sole per avere la pelle nera, simbolo di una bellezza diversa. ed ecco che da questo tentativo sorge il tuo robot, quasi incredulo del suo viaggio verso la perfezione, quella del suo cammino di "umanizzazione". è già stato fatto il riferimento al robot asimoviano che, a fronte di trapianti successivi di organi umani, nel giorno del suo duecentesimo compleanno (l'"uomo bicentenario", appunto) effettua l'ultimo trapianto che gli consente a pieno titolo di ricevere legalmente il titolo di Uomo. e lì, soddisfatto di questa sua "perfezione" che lo priva della caratteristica di essere immortale, finalmente morirà. tutto questo descritto con fluente flessibilità, nonostante il limite imposto dal numero contenuto di battute. non era facile. grazie per esserti fatta leggere a. |

PRIMO RIGO 
















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