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Letture Incrociate - Racconti : Lube
Inviato da massy il 10/9/2004 17:03:30 (1963 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti


Sostò un attimo davanti all’ufficio dell’Ingegnere poggiando un dito sul rilevatore biochimico alla sua destra, poi la porta si discostò silenziosamente ed entrò.
Il capo era di spalle, in piedi di fronte alla parete a vetri che guardava sulla città grigia e umida. Non si voltò, sentendolo entrare.
- Ingegnere … - disse lui. Dopo qualche attimo in cui pensò di aver segnalato il suo arrivo con voce troppo bassa, l’uomo che aveva di fronte parlò come non lo aveva mai sentito fare in tutti quegli anni.
- Mat, desidero che lei si occupi della questione immediatamente. Che mi riferisca costantemente tutto ciò che scoprirà e che, soprattutto, non ne discuta con nessun altro all’infuori di me. Ha pieni poteri e disponibilità illimitate. Ma, perdio, mi consegni il responsabile.
Non fu tanto quello che aveva detto (non molto, peraltro). Fu il tono della sua voce. Lavorava per la sua azienda da dieci, undici anni, più o meno, ma non lo aveva mai sentito esprimersi con alcun tono. Era questa la cosa sorprendente: parlava regolarmente con voce quasi del tutto priva di inflessioni emozionali. Che stesse dando un ordine, facendo una domanda, esprimendo un concetto qualsiasi, l’Ingegnere parlava sempre con voce monotona, chiara ma piatta, non cortese ma nemmeno autoritaria. L’uomo che senza nemmeno voltarsi gli aveva appena detto ciò che si aspettava da lui, invece, avrebbe anche potuto essere un'altra persona: stanca, irata, preoccupata, nervosa, assolutamente priva del benché minimo intento di apparire distaccata. La catastrofe stava assumendo proporzioni bibliche. Non disse nulla. Lui non si aspettava che lo facesse, così si voltò e uscì.
Nel corridoio trovò Indira e tre dei suoi assistenti. Fece loro un cenno e si diresse verso la sala bar. L’ultimo piano era occupato esclusivamente dall’ufficio dell’Ingegnere, dalla sala riunioni e da quella che tutti erano soliti definire semplicemente come la sala bar. Era un locale ampio qualche decina di metri quadrati, con un’isola centrale che fungeva da bancone e una dozzina di tavoli e sedie disposti intorno. Solitamente vi si svolgevano i coffee-break e vi venivano offerti aperitivi e pranzi in occasione di riunioni e consigli di amministrazione. Lungo tutta l’isola del bancone visori a cristalli liquidi riportavano la lista delle consumazioni disponibili. In modo del tutto automatico, la richiesta digitata spuntava dall’interno del bancone con un silenzioso scorrimento del piano di appoggio, completa di tutti gli annessi e connessi: zuccheri di diverso tipo e dolcificanti con bevande come tè e caffè; noccioline, patatine ed altri snack salati con cocktail e superalcolici; olive e tartine di ogni tipo con gli aperitivi. Così come portate degne di un buon ristorante alla moda. Non serviva personale umano: la riservatezza consigliava l’assenza di chiunque non fosse strettamente necessario o direttamente coinvolto. Inoltre nessuno sentiva il bisogno di scambiare due chiacchere con un barman o un cameriere impiccione e probabilmente zotico nel bel mezzo di un incontro al vertice. Molto meglio le macchine.
Chissà se colui che era stato una persona e giaceva ora immobile aveva avuto gli stessi pensieri qualche ora prima. Era seduto su uno degli sgabelli lungo l’isola centrale. Sembrava essere crollato come fanno coloro che, incuranti di chi dall’altra parte consiglia di darci un taglio, bevono sino ad accasciarsi con la testa sul piano dinanzi a loro. Solo che, in questo quadretto uomo-solo-che-si-sbronza-al-bar, mancava almeno un dettaglio.

Indira e i suoi iniziarono a lavorare con gli scanner su tutte le superfici del locale e sul corpo esanime. Registrarono tutto, sotto forma di dati e di immagini. Tre minuti dopo, mentre l’ultimo di loro chiudeva la procedura sul proprio strumento, entrò la polizia.
- Posso chiedere chi sono i signori?
Avrebbe dovuto fare lui per primo la stessa domanda, si disse. Ma l’ufficiale che aveva di fronte dava l’impressione di voler mettere subito in chiaro che si trovavano sulla scena del suo delitto e non gli sembrava di aver dato la sua autorizzazione a fare un accidenti di nulla in sua assenza. Evitando di accennare agli scanner, Mat si presentò come il responsabile della sicurezza della società e Indira e gli altri come suoi collaboratori.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Forever
Inviato: 11/9/2004 17:57  Aggiornato: 11/9/2004 17:57
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 24/7/2004
Da: Roma
Inviati: 1979
 Re: Lube
Fantascientifico Massy! Ambientazione alla "Blade runner" per un racconto fuori dai soliti schemi. Ottimo intreccio, il tuo stile è in crescita continua, davvero molto bravo. Secondo me si adatterebbe ad un elaborazione cinematografica: contattiamo Spielberg?
daniel
Inviato: 13/9/2004 8:25  Aggiornato: 13/9/2004 8:25
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 28/6/2004
Da:
Inviati: 779
 Re: Lube
ciao Massy!!!Bravo, bel racconto, scritto bene...mi sembrava di ricordare..che eri "bravino"! Scherzi a parte, questo è di mio gradimento molto più dell'ultimo. Meno violento, mi piace l'ambientazione (sembra di esserci dentro). Mi sto abituando ai tuoi colpi di scena finali! E poi dici a me che ho fantasia!!!
Bacioni
D.
giudil
Inviato: 14/9/2004 7:56  Aggiornato: 14/9/2004 7:56
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 16/7/2004
Da:
Inviati: 201
 Re: Lube
Allora Massy,
come al solito penso che tu abbia una penna di grande qualità, sia stilisticamente che dal punto di vista della godibilità, dell'intrattenimento. Infatti anche questo pezzo si legge d'un sorso.
Però, (rullo di tamburi, inizia la critica) a differenza di altre cose tue lette qui questo racconto mi sembra un po' fuori tiro.
Nel senso che ci sono molte, forse troppe idee che rimangono appena abbozzate. Quella principale, di questo sistema di comunicazione diretto e del particolare lubrificante lo si vede all'opera solo alla fine sull'aereo, io avrei voluto godermelo di più. Così per l'idea dello scambio dei risultati (e anche dei favori particolari) fra l'omone biondo e l'australiana.
E soprattutto per il protagonista "indagatore" che seguiamo nel suo recarsi al lavoro e poi... che fine fa? Capisce qualcosa di quello che è successo?
Secondo me avevi materiale per un ottimo, dico ottimo, racconto lungo, con i suoi tempi, i suoi capitoletti, le sue, che dico, 40-50 pagine. (Magari l'hai già scritto, eh?)

A presto.
Giu
lonewolf
Inviato: 14/9/2004 21:37  Aggiornato: 14/9/2004 21:37
Home away from home
Iscritto: 4/7/2004
Da: Roma
Inviati: 2283
 Re: Lube
Allora...

il buon massy ritrova la consueta e ben percorsa strada del thriller donandoci un racconto ben articolato e dall'ambientazione ipertecnologica.

Molto bene, come di consueto, lo stile.

Eccellenti le descrizioni e l'ambientazione.

Abituato alle tue tipiche 'temporizzazioni', in questa occasione ne ho sentito la mancanza dal punto di vista ritmico, anche se il filo della trama non si smarrisce mai.

Il colpo di scena finale, benchè sempre inaspettato e sconcertante, arriva forse un po' troppo repentinamente.

Non so, forse c'era materiale per tirare la 'molla' un po' di più prima del balzo finale.

Anche la caratterizzazione dei personaggi rimane un po' sospesa e lievemente superficiale.

Ho avuto la netta sensazione che, dal mondo che hai creato, si possa trarre una storia ancora più densa e più profonda.

E credo che questa operazione sia nettamente alla portata della tua penna, sempre precisa e brillante.

Ti segnalo quello che mi sembra essere un refuso:

"Le immagini del circuito chiuso riprese nel corridoio li stanno visionando giù all’Unità di Analisi."
le immagini - le stanno.

Ho avuto anche un paio di dubbi sulla punteggiatura ma poi ricercadoli per segnalarteli non sono più stato capace di trovarli... sarà il sonno...

Per concludere:

un buon lavoro, che potrebbe trasformarsi in un ottimo lavoro.

Continuo a pensare che i tuoi scritti siano di taglio televisivo...

un po' ai confini della realtà...

e un po' X-files...

Ben fatto.

A rileggerti.
scintilla
Inviato: 16/9/2004 6:15  Aggiornato: 16/9/2004 6:15
Just popping in
Iscritto: 1/9/2004
Da:
Inviati: 43
 Re: Lube
Ciao massy,

Inquietante l'idea di diventare una torre per trasmissioni radio, anzi meglio.

Inizia tutto come in una normale giornata cominciata male. Si sviluppa sotto la tensione degli interessi che sfumano, e come al solito non sono quelli della vittima. Si conclude con un responsabile che tutti conosciamo bene e a cui nessuno ha pensato.

Bello come al solito.

Quando descrivi Megan ed Evelina ad un certo punto c'è un salto di personaggio che mi è sembrato un po' ingarbugliato.

Ciao da scintilla.
riana
Inviato: 16/9/2004 8:59  Aggiornato: 16/9/2004 8:59
Just can't stay away
Iscritto: 26/1/2004
Da:
Inviati: 491
 Re: Lube
Caro Massy, il tuo è uno scrivere fantasioso ed esuberante. La cultura del sofisticato, tecnologico, con scoperte scientifiche al livello bionico-molecolare (ho reso l'idea?), è un po' troppo ostentata poichè è il fulcro dei tuoi racconti. Pochi sentimenti umani, tutto si basa sulla sete di potere economico industriale intrecciato al solito spionaggio da spy-story americana con tanto di poliziotto audace e sempre arrapato (già visto, no?).
sei fin troppo minuzioso nel descrivere i particolari dei personaggi ma quello che non mi piace sono i loro intenti, quasi sempre malvagi , la loro corsa al potere a danno di altri; nessuno che mostri di avere un'anima o un cuore. A chi piace il genere non dà fastidio, comunque.
Ciao, Riana
SANCIO
Inviato: 17/9/2004 16:21  Aggiornato: 17/9/2004 16:21
Just popping in
Iscritto: 3/8/2004
Da:
Inviati: 23
 Re: Lube
grande massy...riesci a concentrare la tua minuziosità dei particolari in periodi sintetici e precisi. il tuo racconto anche se fosse un mattonazzo bibblico, col tuo stile, piglierebbe le ali e sfreccerebbe come 1 f16...occio ai vuoti d'aria... alle volte tra un cambio di scena e l'altro, dovresti tagliarla un pò a fettine... ci sono tanti ebeti in giro... io per primo più di 1 pezzo l'ho letto 2 volte. non sottintendere troppo per il resto a mio parere...
... sei il CAPO
Shoen
Inviato: 20/9/2004 13:22  Aggiornato: 20/9/2004 13:22
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Lube
Come al solito ottimo stile e bella storia. Per me poi che vivo per la fantascienza è pane per i miei denti...
C'è un appunto però che vorrei farti, non arrabbiarti... Secondo me i personaggi di questo racconto sono poco caratterizzati, col rischio che l'ambientazione abbia il sopravvento su di loro.
Per il resto, grande come sempre.
niabi
Inviato: 22/9/2004 11:49  Aggiornato: 22/9/2004 11:49
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Lube
Ciao Massy, finalmente ho avuto un po’ di tempo per leggere il tuo racconto!

Questo genere non è il mio preferito.
Fra tutti i libri che ho, penso di averne solo uno un po’ fantascienza e un po’ fantasy…però il tuo modo di scrivere, di descrivere e di condurre il lettore tra le tante righe mi piace molto come sempre.

Ammetto che, dopo aver letto gatti randagi, ho iniziato la lettura un po’ prevenuta!

Mi son detta: “al primo morto scappo!”, invece questa volta la narrazione non ha preso una piega troppo violenta, così l’ho letto tutto apprezzandolo comunque nella sua globalità.

In questo racconto ho avuto la sensazione che avessi fretta di concludere, molti aspetti (anche solo l’intera indagine) potevano essere secondo me approfonditi un po’ di più.
In una frase mancava forse un “non” di negazione ma non riesco più a trovarla!

Comunque bravo come sempre!
Sonia
solaris
Inviato: 26/9/2004 12:51  Aggiornato: 26/9/2004 12:51
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Lube
ti leggo con la certezza che l'occhio non avrà difficoltà a procedere,
davvero bravissimo nel far succedere silenzi e parole, dipingere le scene e creare l'attesa.
credo tu sia davvero maturo nello scrivere e i tuoi dialoghi siano misurati e mai banali.

in questo caso poi credo tu abbia messo in gioco anche un discorso metacomunicativo degno della fantascienza più impegnata.

un unico appunto.
credo che tu possa far ancor meglio sulla chiusura.
sai che accade?
la coincidenza di un cambio di punto di vista (finora abbiamo sempre seguito l'investigatore no?) con il colpo di scena..secondo me pesa molto.
tenendo conto che rimarchi diverse volte che la soluzione sia afferente a un interno della sede, e considerando che quelli definiti come personaggi sono pochi, non era tanto scoprire il colpevole il punto centrale, mi sembra di aver intuito. Ma le sue motivazioni, quella sorta di inquietudine che lega l'assassino al suo cacciatore. Per meglio assecondare questa volontà di ricerca assai sottile e complessa , credo caro massy sia necessario un finale meno celere e meno carico. Lo spostamento del punto di vista, credo su quello tu possa fare qualcosa.

rimangono tutti i miei complimenti per un lavoro davvero interessante!

A.
matemati
Inviato: 27/9/2004 20:48  Aggiornato: 27/9/2004 20:48
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Lube
Ciao Massy.
La storia nel complesso mi è piaciuta, l'idea di fondo è buona, la tensione regge bene e l' ambientazione si percepisce a dovere.
D'accordo, i personaggi restano abbastanza unidimensionali e il cambio di protagonista finale spiazza un po'. Ma è poi un male? Non si rischiava, allungando e approfondendo la storia, di cadere in una serie di stereotipi, primo fra tutti quello dell'investigatore "duro-ma-buono-ma-sfigato-ecc."? Forse hai fatto meglio così, lasciandoci soprattutto con l'inquietudine di una possibile "internet umana".

Quindi, scusa se pignoleggio, preferisco segnalarti qualche frase che, a orecchio, mi suona male, vedi un po' tu se è il caso di aggiustarle:

"Veniva da chiedersi se esisteva un solo motivo al mondo per convincere, se non tutti, almeno un buon numero di coloro che, incuranti della possibilità di acquistare praticamente qualsiasi cosa comodamente da casa, digitando quanto occorreva sulle tastiere dei computer, perpetravano imperterriti il loro rito dello shopping, durante il fine settimana."

"Megan gli aveva in poche parole comunicato che uno: gli porgeva le sue scuse per averlo dovuto disturbare anche in un giorno libero. Due: il vecchio non lo aspettava mai, non aveva bisogno di farlo perché all’occorrenza era sempre sul posto."

"Non fu tanto quello che aveva detto (non molto, peraltro)."

"La hostess che indicava quale fosse la sua poltrona sorrideva."

E...non uccidermi ...Dolph Grabow non mi suona come un nome svedese.

Va bene, basta così.Alla prossima!
erica
Inviato: 22/12/2004 16:09  Aggiornato: 22/12/2004 16:09
Quite a regular
Iscritto: 26/8/2003
Da: Vicenza
Inviati: 146
 Re: Lube
Piaciuto, senza ombra di dubbio!
Senza "ma" e senza "se"!
Tra l'altro una competenza fisico-chimico-tecnologica ammirevole... almeno per me che sono assai ignorante in tutte e tre!
Ti sei molto documentato o fa parte delle tue competenze??
Bello bello!
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