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Letture Incrociate - Racconti : Il birraio
Inviato da giudil il 10/9/2004 16:53:57 (1818 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Ernest aveva iniziato a produrre birra dopo che la moglie l’aveva lasciato. Amava la birra, questo è certo. Gli piaceva la birra ambrata. Frizzante sì, ma di lievito vivo, e non solo di anidride carbonica. Gli piaceva viva, la birra, con un amaro ben delineato, ed un corpo che sapeva rimanere sospeso fra lingua e palato per alcuni istanti dopo ogni sorso.

La giusta persistenza di amaro e dolce ed aspro.
Stava proprio sorseggiando un bicchiere di rossa, mentre contemplava la sua collezione.
Annotava dei fatti su un bel quadernetto, rivestito di cuoio con un frontespizio di carta pecora che ritraeva una figura stilizzata di donna.
La carta era spessa ed irregolare, sembrava intessuta di pagliuzze in rilievo, di colore diverso dal fondo, bianco sporco.
Ogni pagina del quadernetto aveva in alto a sinistra una data. Le date di due pagine successive non erano contigue, ma separate di uno, due mesi.
A fianco di ciascuna data c’era un nome di donna, e, poco sotto, una Ricetta.
Nei testi antichi di cucina (ed in inglese) ricetta si diceva Recipe, ovvero raccogli, procurati, disponi sulla tavola. Dunque ordinatamente, una riga per ciascuno, erano elencati gli ingredienti: quantità solide in grammi, liquidi in centilitri.
A seguire, un paragrafetto si intitolava: Procedimento.
Le azioni si susseguivano qui in maniera ordinata. Nessun infinito presente, però, né un colloquiale imperativo. Ernest aveva usato il passato prossimo indicativo, prima persona. Guardando bene gli ingredienti riportati nella Ricetta si scopriva che erano lì elencati secondo l’ordine di apparizione nella Procedimento.
Su una mensola di legno, resa scura dal tempo e dall’umidità della cantina scavata nel tufo, si allineavano identiche bottiglie di vetro bruno, con un tappo meccanico in ceramica. Una sottile etichetta di carta, incollata in diagonale sul ventre della bottiglia, riportava una data. Ed un nome di donna.
In fondo a ciascuna pagina del quadernetto mancava una strisciolina di carta, che era stata tagliata via.
Le bottiglie sulla mensola erano allineate in ordine crescente di data. Erano tutte piene. Sul tavolo di fronte ad Ernest ce n’era una del tutto simile alle altre, ma senza etichetta. E vuota.
L’ultima pagina del quadernetto era integra e vi erano riportati solo i titoli delle varie sezioni. La data in alto era quella del giorno. Una specie di tagliando era delineato in basso a destra da un tratteggio di penna.
All’interno si leggeva “Laura” e riportava ancora una volta la data di quel giorno.
Laura era la moglie di Ernest.
In una stanzetta attigua del rustico su un tavolo da lavoro retto da due cavalletti di ferro era posto un recipiente di vetro, capace di circa trenta litri. Era quasi interamente pieno di un liquido ambrato, fangoso verso il fondo, più limpido salendo, ricoperto da una spessa coltre di schiuma sporca qui e là di coaguli di materia grigio-rossastra.
Il recipiente aveva una bocca larga e dal tappo di sughero spuntava una serpentina, un gorgogliatore, necessario per far fuoriuscire l’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione, senza far entrare l’aria, con le sue impurità.
Ernest annotò sul quadernetto la data e l’ora in cui la fermentazione era terminata.
Sollevò un poco il tappo di sughero per dare modo all’aria di sostituire il liquido che avrebbe spillato, avvicinò la bottiglia al rubinetto sifonato posto quasi alla base del recipiente e la riempì lentamente. Poi versò nella bottiglia un cucchiaino di zucchero di canna, per la fermentazione secondaria e la formazione dell’anidride carbonica che avrebbero reso frizzante al punto giusto la sua ultima creazione.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
lamù
Inviato: 10/9/2004 22:32  Aggiornato: 10/9/2004 22:32
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Il birraio
Che schifo...non il racconto, ora ti spiego cosa...ho iniziato a leggere e descrivevi la birra in modo così invitante che non sono riuscita a resistere, sono andata in cucina ho aperto il frigo e ho preso una bella wuhrer da 66 del discount...perchè mi avevi fatto venire una voglia incredibile di bere! Poi leggendo me la gustavo ed era quasi più buona seguendo le tue parole...e poi arrivo alla fine e quasi la sputo via!!!

Tornando al racconto, mi è piaciuto come è scritto perchè mischia bene un linguaggio tecnico, ad uno più evocativo, tutto il minuzioso lavoro, il quadernetto. Ho intuito cosa stava per succedere (e nella mia bocca la birra ha iniziato ad avere un gusto strano) quando hai parlato dei coaguli rossi delle proteine.
In questo periodo sono più attratta dalle storie lunghe, e i racconti brevi soprattutto quelli con finale ad effetto non mi prendono più di tanto.
Mi sembra quasi che tu abbia un po' sprecato un buon racconto trasformandolo in una storiellina piacevole da leggere, un po' già vista e rivista.
Ma sono io, non è il racconto che in realtà funziona e l'ho sperimentato sulla mia pelle...
Le descrizioni sono molto buone. Scusa del commento confuso
lamù
Forever
Inviato: 11/9/2004 8:22  Aggiornato: 11/9/2004 8:22
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 24/7/2004
Da: Roma
Inviati: 1979
 Re: Il birraio
Un racconto che ti lascia dentro una punta di nostalgia, il peso di un assenza prolungata. Hai spiegato egregiamente ogni fase della lavorazione artigianale di un birrario e hai saputo dosare anche il sentimento e l'emozione agli ingredienti del tuo racconto.
Mi sembra molto buono, si presta anche ad ulteriori capitoli qualora vorrai scriverne. Gli appunti? Sono del tutto personali e non oro colato

- un paragrafetto che si intitolava: Procedimento.
(La maiuscola di procedimento forse avrebbe dovuto stare tra virgolette se proprio andava inserita"
- spessa coltre di schiuma qui e là
(non ho mai letto "qui e là" ma "qua e là", con questo non voglio dire che sia sbagliato solo inusuale).
- La fronte era sempre più imperlata di sudore, il tufo delle pareti gli restituiva così l'umidità del respiro.
("così" poteva essere omesso)
Ribadisco prendete i miei appunti con le molle non sono un insegnante, parlo solo per gusto personale. A rileggerti.
DavidOfOz
Inviato: 11/9/2004 11:38  Aggiornato: 11/9/2004 11:38
Just popping in
Iscritto: 11/8/2004
Da: un po´qua un po´ là
Inviati: 29
 Re: Il birraio
E' carino.Ma la conclusione la si deduce quasi subito,per tutto il tempo ho avuto il sospetto che andasse a finire proprio cosi'.E poi e' successo.Forse dovevi coprirlo con piu' nubi.
matemati
Inviato: 12/9/2004 0:21  Aggiornato: 12/9/2004 0:21
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Il birraio
E' divertente, anche se il finale un po' ci si aspetta, quando nomini subito dopo le etichette, le striscioline tagliate via: forse era meglio se separavi le due frasi.
Nonostante tutto, molto gustoso: si sente l'aroma e il "frizzore" della birra, come pure la frescura del locale e il gorgoglio degli strumenti. Sei stato molto bravo a rendere le sensazioni. Fai bene a scendere in particolari su forme, colori, attrezzatura e procedimenti, rende il tutto molto vivo: attento magari a non esagerare (in altri racconti intendo, qui va bene così)
Il finale, anche se giustamente tragicomico, è un po' brusco: potevi mettere anche gli altri ingredienti, che ne dici?
A rileggerti!
Shelly
Inviato: 12/9/2004 15:35  Aggiornato: 12/9/2004 15:35
Home away from home
Iscritto: 3/1/2004
Da: ancona
Inviati: 1618
 Re: Il birraio
Bravissima, la descrizione mi è piaciuta molto e risolvi in un momento, io lì per lì neanche avevo capito, ma poi...
Mi piacciono i finali così, ma più di tutto mi è piaciuta la precisione con cui hai descritto tutto.
Complimnetoni, veramente niente da dire.
Ciao Shelly.
giudil
Inviato: 13/9/2004 15:45  Aggiornato: 13/9/2004 15:45
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 16/7/2004
Da:
Inviati: 201
 Re: Il birraio
Sei proprio sicuro di aver capito come è andata a finire?
...ma guarda te, non si può dedicare una birra a una persona che si passa subito da serial killer!
(il bello è che anche mia moglie l'ha interpretato così )
Ciao
Giu
senza
Inviato: 14/9/2004 9:32  Aggiornato: 14/9/2004 9:32
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Il birraio
che dire... proprio non lo so! hai descritto in modo minuziosissimo ogni più piccolo dettaglio, forse per far capire quanto fosse preciso il protagonista, ma finisce per essere quasi pesante, attenzione quindi!
sai, la fine, ma anche l'inizio, mi ha ricordato un libro letto tanto tanto tempo fa ma che ricordo perfettamente: il caso di Charles Dexter Ward
ci sono un paio di analogie anche...
spenny
Inviato: 14/9/2004 13:42  Aggiornato: 14/9/2004 13:42
Home away from home
Iscritto: 29/1/2004
Da: Milano
Inviati: 600
 Re: Il birraio
Assomiglia al racconto che un amico scrisse sul pasto di un uomo, con una donna ...

ma magari non è così, il bello della storia secondo me è che non è che uno sia proprio sicuro alla fine di aver capito bene.
Bravo Giudil, sempre brillante.
Spenny
lonewolf
Inviato: 17/9/2004 20:33  Aggiornato: 17/9/2004 20:33
Home away from home
Iscritto: 4/7/2004
Da: Roma
Inviati: 2283
 Re: Il birraio
caro giudil,

Un racconto ben riuscito anche se giocoforza monocorde.

Ottime e dettagliate le descrizioni e l'ambientazione.

Forse un pochino asciutto il finale, però magari è stata una scelta.

ti segnalo quelli che a mio avviso sono un paio di refusi:

"A fianco di ciascuna data c’era un nome di donna, e, poco sotto, una Ricetta."

qui la punteggiatura mi sembra poco chiara, due incisi consecutivi di cui uno composto di una sola congiunzione... non so.

" elencati secondo l’ordine di apparizione nella Procedimento."
procedimento è maschile quindi meglio 'nel'

avrei anche inserito qua e la qualche congiunzione al posto di alcune virgole per migliorare la leggibilità.

Comunque il tuo stile rimane piacevole.

A rileggerti.
niabi
Inviato: 18/9/2004 20:55  Aggiornato: 18/9/2004 20:55
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Il birraio
Giudil il piccolo chimico!

Un racconto un pò strano ma scritto bene, il finale mi ha lasciato un pò perplessa, un pò?
In tutti i tuoi racconti metti sempre un pizzico d'irrealismo, di fantasia.
E' quello che mi piace di più.

Alla prossima!
Shoen
Inviato: 20/9/2004 13:29  Aggiornato: 20/9/2004 13:29
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Il birraio
Mi inchino di nuovo di fronte al tuo stile, sei davvero bravo.

Ma quindi questo Ernest ha fatto la birra usando sua moglie oppure no? Anche io l'avevo interpretata così, anche se effettivamente fare la birra con un corpo umano mi sembra alquanto impossibile...
massy
Inviato: 20/9/2004 13:44  Aggiornato: 20/9/2004 13:44
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 7/7/2004
Da: Novara
Inviati: 299
 Re: Il birraio
Con colpevole ritardo ti faccio i miei complimenti!

E' ben scritto, si legge che è un piacere!

Le descrizioni accurate mi fanno venire il dubbio che tu gestisca, così per hobby, una distilleria clandestina!

Avrei forse omesso alcuni dettagli che fanno supporre forse con troppo anticipo qual'è l'ingrediente segreto... !



A rileggerti!

M.
solaris
Inviato: 26/9/2004 12:39  Aggiornato: 26/9/2004 12:39
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Il birraio
ambiguo pedante allucinato.

un racconto in cui
smarrisci e recuperi in continuazione il filo
una mano sapiente alletta e distoglie

il finale recide la speranza
di capire ciò che logica non ha.

bene.

A.
Ardat
Inviato: 15/1/2005 12:33  Aggiornato: 15/1/2005 12:33
Just popping in
Iscritto: 13/1/2005
Da:
Inviati: 1
 Re: Il birraio
Il racconto nell'insime è carino ed interessante.
E dato che faccio la birra l'ho sentito un po' più mio... non che io uccida mia moglie..non ce l'ho! ah ah ah!
MA passiamo a cose più serie, a mio parere!
Forse avresti dovuto soffermarti più su delle descrizioni, per aumentare l'atmosfera! Il racconto a volte pare frammentario, soprattutto quando uso die vocaboli un po' più tecnici. Purtroppo il finale si scopre dalle prime righe. E anche il titolo contrubuisce. Infatti da titolo e poi con le prime righe si capisce subito che non può essere un racconto sulla fermentazione della birra...poi quando arrivano i nomi di donna il finale è svelato.
Forse avresti dovuto prima soffermarti sull birra che fermentava sugli odori di matlo e luppolo, mettere subito la descrizione della stanza di tufo e non al fondo. In modo da immergere ancora di più il lettore nell'ambiente. Ancora meglio era prima parlare dei coaguli sulla birra, che in questo modo non avrebbero destato sospetto..poi in un momento successivo gli indizi sulla donna. E altre cose ancora ( a mio parere)..ma credo di essermi spiegato!
In definitiva più descrizioni all'inizio al fine di creare atmosfera tranquilla... ma che allo stesso tempo da fermentazione (per essere in tema).
Contraddicimi se sbaglio ma è un racconto fatto tutto in overflow di idee!
ciao continua così..che va bene!
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