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Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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Il 12 dicembre del 2006, alle ore 12 e 34 del meridiano di Greenwich, mi svegliai stranamente con una sensazione di vuoto maggiore del solito. Afferrai la storia della mia vita (96 pagine), che per dimenticare nascondo in posti sempre diversi, e decisi di farla leggere a cinquanta editori. A distanza di sette mesi continuano ad arrivare risposte, sebbene una cinquantina di delusioni abbiano già da tempo colmato parte del mio vuoto.
Il 25 aprile mi scrive la casa editrice "Nuovi Autori": dopo avermi ringraziato per aver condiviso il mio vuoto con loro, mi chiedono 6000 euro per metterlo in vendita. A pagina 2 si parla di "apparizioni con Maurizio Costanzo o Luciano Rispoli" e al fortunato vincitore viene offerto (sempre a buon mercato) un "padrino letterario" che prenda a cuore la tua vita di 96 pagine: tra i nomi che toccano a me ci sono Gianni Baget Bozzo e Sua Eminenza il Cardinal Colombo (ma è ancora vivo?).
Nel mese di maggio mi scrivono la "Lalli Editore" (2000 euro trattabili) e di nuovo la "Nuovi Autori", nientedimeno che per accostarmi a Tolstoj, influenzati sicuramente dalla mia suonata di Balalajka, di cui faccio ampio sfoggio alla pagina 42. Tolstoj il quale, come tutti i grandi maestri, pagò di tasca sua la prima opera, riuscendo con tale sacrificio a comprarsi una carrozza firmata.
Il 3 giugno mi scrive una casa editrice di cui non faccio il nome per salvarmi la pelle: non si sono neanche presentati, ho ricevuto solo un contratto minaccioso in cui mi si chiedevano soldi per via email, nel tentativo di farmi risparmiare sul primo inchiostro.
Il 5 giugno mi scrive la casa editrice "Ismeca": ho vinto una specie di concorso (a cui non ho partecipato) con premio la pubblicazione per 2400 euro. Nel tentativo di convincermi mi mandano (gratis) la vita di un tipo pubblicata di recente, che a sentir loro doveva per forza essere il mio gemello. In realtà, dopo 198 pagine, si trattava dell'unico siciliano di venticinque anni che, squattrinato, disoccupato, laureando fuori sede e scrittore tormentato, non solo si ostina a non fare niente, ma non riceve mai la visita di un picciotto per prenderlo seriamente a calci nel culo. Scrivo alla Ismeca chiedendo di poter conoscere il ragazzo per farlo partecipare alla storia della mia vita, ma ovviamente nessuno mi risponde. Se mai ti capiterà di leggerla, Giovanni, qualunque cifra tu abbia sborsato per dividere con me il tuo vuoto sappi che, non di sicuro economicamente, io ti sono vicino.
La prima volta che ho scritto avevo 24 anni e prima di quel giorno non ci avevo neanche pensato. Scrissi: "Scusami se non sembro un poeta, ma suppongo mi sia innamorato di te". Non le piaceva la poesia, così dopo qualche tempo mi mandò a fanculo e finalmente potei ricominciare ad odiarla. Per dimenticare questo trauma smisi di scrivere per due anni: poi ripresi e non ci avrei mai creduto di arrivare a illudermi letterato.
Mi ha chiamato un altro editore. "Signor scrittore!" - mi ha detto - "Il suo pornitorinco è la cosa più eccitante che mi sia capitata di leggere dopo Bukowski. Per lei mi si è contorto il cuore". L'editore aveva letto la storia del pornitorinco e gli si era contorta la lingua tra le mie chiappe. "Ho il piacere di proporle un contratto di pubblicazione, signor scrittore. Il pornitorinco: 96 pagine, euro 10. L'autore s'impegna a versare all'editore, come partecipazione alle spese, euro duemila ogni cinquanta pagine".
"Non saprei minimamente dove prenderli duemila euro. Forse non li ho mai avuti, duemila euro".
"Sono quattromila..."
"Ha detto 96 pagine."
"Nell'edizione finale ci saranno da aggiungere note biografiche."
"Io non ce l'ho una biografia."
"Insomma... accenni della sua vita."
"Mi avete appena chiesto quattromila euro per pubblicarla, la mia vita."
"In via eccezionale l'editore affronterà un'ulteriore parte delle spese; è un'occasione unica per la sua opera, noi ci crediamo nel pornitorinco. 3500 euro."
"Mi creda: non saprei dove prenderli. Un giorno mi perdonerò per questo."
"...2990."
"Sta dicendo che la mia vita vale meno di 3000 euro."
L'editore mi chiamerà altre nove volte, trasformando la storia di questa mia vita nel più costoso dei miei incubi. Alla fine non si convince e finalmente possiamo ricominciare ad odiarci.
Mi scrive un altro editore. Non mi si chiede la partecipazione alle spese ma quella ai loro ricavi: dovevo assicurarmi la vendita di 300 copie, per un totale di 2350 euro. A questi ho detto che prima volevo finire il libro e poi gli facevo sapere, sempre che non finisca prima la mia vita, che tanto è la stessa cosa.
Ho spedito la mia vita a 50 editori. Di questi, 62 non l'hanno ritenuta nemmeno valida da vendermela; uno mi ha scritto: "Le nostre edizioni sono alla ricerca soprattutto di romanzi scritti da autori under 30, che siano capaci di raccontare la realtà contemporanea con stile originale e proprietà di linguaggio", e a quanto pare mi hanno scartato solo perchè non sembro reale; il resto mi ha risposto come quelli di cui sopra, vendendomi con il 50% del ricavato in beneficenza ai poveri (cioè a me).
Decido finalmente di informarmi, e vengo a sapere che ogni anno sono pubblicati qualcosa come ottantamila libri (260 ogni giorno), di cui il 95% esordisce a pagamento senza nessuna distribuzione: la sua vita era così interessante che addirittura ci teneva per obbligarmi a vederlo morire. Il 63% nasce poeta: è così convinto che la sua vita faccia più schifo della mia che scrive cose come: "Questo dolore che mi trafigge/ La cosa più eccitante che mi sia capitata", spende tremila euro e l'avevano solo inculato.
Sono riuscito a scrivere per qualche dozzina di altri pornitorinchi di questa loro fottuta realtà contemporanea, divisi tra due nazioni. E sebbene io sia assolutamente gratis affinchè mi conservi rivoluzionario, ho sempre pensato a quanto debba esser frustrante essere pagato per scrivere di queste cose. Una volta uno mi ha scritto: "Sei troppo demente, hai una vita miserabile, quando ti vedo ti spacco la faccia, spacco tutto", e probabilmente era successo che mi avevano pubblicato. Un certo Datam mi ha chiesto se avessi scritto un libro e probabilmente era successo che aveva sperato in una parodia di me stesso. Se lo vedete ditegli che ho rinunciato.

Inviato: 2007/8/22 12:37
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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(spero che il post non sia fuori luogo in questo sito. Grazie per l'ospitalita')

Inviato: 2007/8/22 12:39
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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Ciao Antonio, benvenuto!

A me il tuo racconto è piaciuto... Punto primo perché sei stato tenace e non sei caduto in trappole davanti alle quali avrebbero capitolato in molti (quella di Tolstoj è ai confini della realtà... pensa quanti coglionazzi avranno abboccato), punto secondo perché è sempre bene far luce su queste cose, "smascherando" invece di assecondare.

Però ho una domanda: ma dove eri andato a pescare 'sta lista di 50 editori? Nel loro sito parlavano di pubblicazione a pagamento o è stata una simpatica sorpresa inaspettata?



Inviato: 2007/8/22 13:16
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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ciao cara shoen.
se sei alla ricerca di case editrici e dei loro indirizzi, basta digitare "case editrici" su google e ti appariranno una serie di siti specializzati in questo: e' facile.
Alcune, come quella che pubblichera' alla fine il mio libro (sembra incredibile ma esistono grazie al cielo) ti danno la possibilita' di mandarlo via email per capire se possa o meno valere un centesimo. Questo anche per evitare di spendere una fortuna in rilegare, spedire, correggere decine e decine di copia mandate (purtroppo e' l'unica via) ad un numero piu' alto possibile di destinatari.
Ciao

Inviato: 2007/8/22 13:43
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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ho dimenticato la seconda domanda che mi porgi.
Nessuna casa editrice ti dice apertamente che richiedera' denaro: non e' nel loro interesse suppongo.
Ovviamente la maggior parte di queste lo fara', contattandoti in modo sospettoso dopo pochi giorni dalla ricezione del tuo libro. Una casa editrice seria si prende tempo per valutare la tua opera; dubita sempre di chi ti risponde in tempi record.
Buona fortuna...

Inviato: 2007/8/22 13:46
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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Benvenuto Antonios

Ti assicuro che il tuo racconto, scritto in questo modo (evitando cioè di dire che tizio è un truffato mentre caio è un ladro ) non solo non è fuori luogo qui su OZoz ma, anzi, può essere d'aiuto a molti.

Credo che sia giusto fare qualche precisazione.

Prima di tutto, io eviterei di dire che chi "abbocca" alla storia di Tolstoj è un coglionazzo

Poi, non è del tutto vero che nessun editore a pagamento scrive chiaro e tondo che chiede contributi. E' però vero che quasi tutti parlano semplicemente di "proposta editoriale"

Se può esserti d'aiuto, qui trovi un elenco (aggiornato da poco) di alcuni editori che pubblicano inediti senza chiedere contributi.

Passando al tuo racconto, mi viene da chiederti: se non avevi la minima idea di chi fossero gli editori che hai contattato, perché lo hai fatto lo stesso?

Inviato: 2007/8/22 15:02
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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ciao ozoz.
Io vivo all'estero da parecchi anni e dell'editoria italiana sapevo poco o niente.
Ho semplicemente preso le mie 96 pagine, aperto un paio di siti che aiutassero a trovare gli indirizzi e selezionato quelle che potevano essere interessate alla pubblicazione di quel determinato volume. Lo so che e' sbagliato; ovviamente ho spedito solo a case editrici interessate alla narrativa, non ho spedito il mio libro a nessuna che si occupasse di libri scolastici, se e' questo che intendi :) anche se ho ricevuto una proposta di pubblicazione di una guida su londra, che e' la citta' dove vivo al momento, proposta che non ho preso in considerazione poiche' non ne sarei capace.
Comunque di quei 50 editori 3 hanno dato esito positivo alla pubblicazione gratuita, grazie al cielo.
Adesso sara' impresa durissima la distribuzione.
Grazie :)
Ciao

Inviato: 2007/8/22 15:17
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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Ops...
un'ultima cosa.
Il senso dello scritto e' semplicemente questo: l'editoria italiana sta prendendo una piega anomala. Un editore pubblica in prospettiva della distribuzione prima che della vendita. E' quello il senso. Se tu ad esempio (e' solo un esempio) scrivi un'email alla casa editrice "Kirmerik", che tra l'altro e sempre presente al Salone del libro di Torino, cominceranno ad arrivarti una serie di email in cui ti promettono la pubblicazione in ogni caso, qualunque cosa tu abbia scrittom, purche' tu cacci il denaro. Come la Kimerik, tante altre. Insomma, la casa editrice smette di vendere al pubblico e comincia a vendere a te. La "lalli Editore" e' addirittura diventata pestifera alla ricezione del mio manoscritto. Mi hanno chiamato 9 volte e scritto 3 volte, diventando un incubo.
Il 90% dei libri pubblicati (260 al giorno) finiscono al macero.
E' questo il destino della nostra editoria? Un magna magna generale?

Inviato: 2007/8/22 15:22
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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ozoz ha scritto:
Prima di tutto, io eviterei di dire che chi "abbocca" alla storia di Tolstoj è un coglionazzo


Ooops I did it again Calcola che ero sicura di essermi regolata di più stavolta... (dai, però, a parte tutto... Tolstoj, per la miseria... e ci metto la mano sul fuoco che qualcuno ci ha anche creduto... come se un editore mi dicesse: "Voglio pubblicarti perché somigli a Keira Knightley!")

Comunque, ora che leggo che Antonio scrive dall'estero, trovo la sua esperienza ancora più interessante! Noi che viviamo la deriva dell'editoria italiana dall'interno ci siamo un po' assuefatti a certi meccanismi; quindi è istruttivo vedere come appare tutto questo agli occhi di chi, da fuori, ci si è ritrovato di punto in bianco (senza aspettarsi di trovare un campo minato...). E infatti la sua reazione è stata diversa da quella della maggior parte delle persone nella sua situazione. Trovo geniale la sua considerazione: "Insomma, la casa editrice smette di vendere al pubblico e comincia a vendere a te". Penso ci sia un gran bisogno di osservazioni lucide come questa

Citazione:
E' questo il destino della nostra editoria? Un magna magna generale?


Esatto... in pieno italian style.



PS No, non cercavo nomi di case editrici; grazie al cielo scrivo solo fantascienza!

Inviato: 2007/8/22 23:54
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Re: Il pornitorinco e l'incredibile storia dell'editoria italiana
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Antonios, la tua illuminante e ironica esperienza mi commuove.
Sono sinceramente colpito dalla profondità del tuo vuoto, ben 96 pagine, caspita. :)
Dammi l'indirizzo di Giovanni, che gli mando una cartolina da Taormina.
Mi verrebbe da concludere Welcome to the jungle.
Scherzi a parte, grazie per aver condiviso con noi le tue peripezie , una rinfrescatina su come vanno le cose in Italia non fa mai male.

Inviato: 2007/8/24 2:19
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"Maria, ma quando imparerai a comportarti come un uomo ? "
Ed io che l'avevo mandata a studiare a Detroit.
Johnny Stecchino.
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